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Il futuro e molto lontano.....

Inviato: 24/11/2004 - 20:56
da ctd.salvo
:roll: :roll: :roll: :cry:
24/11/2004 17:25


Commissione Europea: confronto sul testo della Direttiva sul gioco d'azzardo via Internet

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(c.s.) Una seduta estremamente vivace quella che ha visto esperti e i membri della Commissione Europea confrontarsi sul testo di una direttiva che regolamenti il mercato dei servizi tra i paesi membri. Come riportato sul sito jamma.it, tra gli aspetti di maggiore criticità  relativi all’offerta di servizi nel mercato europeo figurano quelli relativi al gioco d’azzardo via Internet. Ed è proprio dai lavori di questa Commissione che molti sperano si arrivi presto ad una regolamentazione di un settore che, fino ad oggi, ha trovato spazio solo nelle sedi giudiziarie nazionali e comunitarie. I servizi, secondo gli ultimi dati uff! iciali, rappresentano un valore tra il 50 e il 70% del prodotto interno lordo dell’Unione e almeno il 60% dei possibili nuovi posti di lavoro. Il gambling, e in particola modo il gioco d’azzardo via Internet, è oggi una industria che interessa il 5% del PIL europeo. L’industria dei servizi, in ogni caso, potrebbe crescere anche di più se non incontrasse una serie di ostacoli. Lo scopo della direttiva, fanno sapere dalla Commissione Europea, è quello di dare un assetto legale a questo settore e facilitare il libero movimento dei servizi, oltre ad una precisa indicazione per i providers che operano in diversi Stati Membri, garantendo allo stesso tempo certezze e legalità  agli operatori così come ai consumatori.
I punti di vista, le proposte e le osservazioni sono state tante, spesso in contraddizione tra di loro. Paul Beaumont, avvocato di diritto privato internazionale ad esempio, non ha esitato ad attaccare la stessa base, lo spirito della direttiva. Le migliori indicazioni su come regolare il settore sono già  state prodotte in precedenza, con la Convenzione di Roma, ha detto il legale. Non ci sarebbe alcun interesse nel proseguire i lavori. Drijber, un esperto legale olandese, ha inoltre puntato il dito su un aspetto per lui estremamente delicato: quello del principio del paese d’origine. Drijber ha sot! tolineato che potrebbe essere difficile far “calzareâ€

mah!!!

Inviato: 25/11/2004 - 10:31
da nikito
Ma che belle parole....e che contenuti!!!!!

Tutto l'Europa è paese. Questa dovrebbe essere la realtà  dei cittadini Europei.

Ma come? Quando si parla di aspetti economici esistono già  i parametri da dover tenere in considerazione... Debito pubblico....% di tassazionew etc etc. Quando si parla di lavoro, di giurisprudenza, di leggi ..... la risposta è sempre la stessa ....ci vuole tempo!!!

Ma che non ci raccontino quella dell'uva!!!!!! Oggi tutti i paesi facenti parte della comunità  Europea hanno degli introiti sicuri nelle rispettive casse statali tramite il gioco (eccetto INGHILTERRA E BELGIO). Prima di decidere di non averli più questi soldini devono trovare il modo di "coprirli". Ragazzi la POLITICA EUROPEA alla fine è fatta da POLITICI NAZIONALI.....pensateci.

La lotta per la sopravvivenza non esiste solo nel gioco ma anche in altri campi....ricordate le quote latte? Quindi armiamoci di pazienza e di pochi isterismi e ognuno decida. O lottare oppure trovare un campo prettamente nazionale che non crei problemi allo Stato.


NIKITO

Inviato: 25/11/2004 - 12:58
da maurox
Nel mondo reale esistono i confini tra gli Stati, ad esempio c'e' il mare o l'oceano che li divide oppure le catene montuose, poi esistono modi di vita differenti, culture differenti, nella propria realta' gli Stati applicano regole e leggi che ritengono piu' opportune...

Su internet i confini vengono azzerati, si puo', nel giro di qualche secondo, collegarsi con una persona dall'altra parte del globo e nonostante le differenze esistenti, relazionare anche dal punto di vista economico.

Detto questo, il problema che questi euro parlamentari si stanno ponendo e' sbagliato nei termini di partenza: non e' il sistema internet a dover essere adeguato alle leggi degli Stati, bensi' il contrario. Oggi per le persone c'e' una maggior liberta' di azione attraverso questa tecnologia, non ha senso pensare di poter creare un omogeneizzazione delle regole tra i vari paesi per impedire che alcuni traggano profitto e altri no da questo sistema... Se poi, nel settore scommesse, la mettiamo sul piano che in ogni paese quelli che gia' operano ( leggi concessionari ...) , sarebbero poi danneggiati da un' apertura del settore, allora entriamo in un labirinto di interessi contro interessi da non farla piu' finita... Infine bisognerebbe capire che non e' impossibile regolamentare il settore, ma diventa impossibile per l'insieme di paletti che ogni Stato sicuramente vuole porre,infatti se la paura e' che lo Stato non tragga profitto, basterebbe far si che qualunque book che operi attraverso la rete, versi una percentuale sul guadagno reale nelle casse del paese dove avviene il contatto, quindi se io book inglese attraverso CTD italiano raccolgo mille e pago ottocento di vincite, mensilmente verso nelle casse del paese " ospite " una certa parte di quel duecento di utile. Sarebbe davvero cosi' difficile da fare ? Perche' lo e' ? Chiaramente se i concessionari devono dare il diciotto per cento sul movimento, allora e' ovvio che la cosa non sia gradita, se poi ci mettiamo pure che gruppi come Snai controllano il 75 % del mercato in Italia e devono pagarsi le tasse arretrate, capiamo ancora di piu' a quale pressione politica si vada contro... regola che vale anche in altri paesi.
E per cio' che riguarda la paura del gioco in mano ai