da nonspammare: UN MARZIANO A BARCELLONA
Inviato: 11/11/2004 - 19:01
UN MARZIANO A BARCELLONA
Nicola Tani
Per un giornalista italiano, girare tra gli stand del congresso sull'I-gaming, organizzato nei pressi di Barcellona dall'Eig, equivale ad un giro su Marte. Piattaforme interattive, bet-ex, le più innovative forme di pagamento, strumenti di riassicurazione del rischio, software da tutte le parti del mondo in grado di gestire un casinò on line ed un banco scommesse. Insomma, per chi è abituato, nella migliore delle ipotesi, a discutere di distribuzione regionale delle card telematiche (?), un vero e proprio bagno (rigenerante) nel "vero" business delle scommesse e nel mercato che gli gira attorno. Da registrare e filmare, poi, le facce dei tantissimi manager di bookmaker europei presenti in Catalogna quando gli viene spiegato ad esempio che  per uno scommettitore italiano  è reato anche collegarsi dal proprio computer di casa per giocare all'estero o che un bookmaker italiano paga il 15% tra prelievi e tasse per accettare scommesse inserite in un palinesto deciso da altri. Tutte situazioni di cui noi, in Italia, ormai nemmeno ci rendiamo conto ma che, in un'Europa lanciatissima verso il cambiamento e l'abbattimento (regolamentato) delle barriere, fanno nella migliore delle ipotesi sorridere. Tra uno stand e un seminario, c'è stato tempo anche per qualche chiacchiera con Didier Dewyn, Segretario Generale della European Betting Association (Eba), l'associazione con sede a Bruxelles che raggruppa 13 allibratori di media grandezza del vecchio continente: "La mia opinione"  ha detto in un'intervista pubblicata da Agipro - "in materia è molto chiara: i servizi di scommesse saranno presto liberi in tutta Europa. Il 2010 è la data più probabile, quella indicata da tutti per l'abbattimento delle barriere. EBA sta lavorando per ottenere una normativa che consenta a tutti gli operatori di poter offrire i propri servizi. In prospettiva, i monopoli sono destinati a cadere, con la conseguente apertura del mercato in tutta Europa anche se l'Italia, a mio avviso, sarà uno degli ultimi paesi a cedere". Anche secondo tanti altri operatori e per i relatori delle varie tavole rotonde, l'impressione diffusa è che il nostro paese sia un mercato ricchissimo, peratro protetto da leggi sballate e dominato da interessi economici molto forti. Una roccaforte che però, dai rumors che si raccolgono nei corridoi del ministero dell'Economia, presto costruirà un ponte verso l'Europa, dal quale passeranno inevitabilmente i migliori operatori continentali.
11/11/2004
Nicola Tani
Per un giornalista italiano, girare tra gli stand del congresso sull'I-gaming, organizzato nei pressi di Barcellona dall'Eig, equivale ad un giro su Marte. Piattaforme interattive, bet-ex, le più innovative forme di pagamento, strumenti di riassicurazione del rischio, software da tutte le parti del mondo in grado di gestire un casinò on line ed un banco scommesse. Insomma, per chi è abituato, nella migliore delle ipotesi, a discutere di distribuzione regionale delle card telematiche (?), un vero e proprio bagno (rigenerante) nel "vero" business delle scommesse e nel mercato che gli gira attorno. Da registrare e filmare, poi, le facce dei tantissimi manager di bookmaker europei presenti in Catalogna quando gli viene spiegato ad esempio che  per uno scommettitore italiano  è reato anche collegarsi dal proprio computer di casa per giocare all'estero o che un bookmaker italiano paga il 15% tra prelievi e tasse per accettare scommesse inserite in un palinesto deciso da altri. Tutte situazioni di cui noi, in Italia, ormai nemmeno ci rendiamo conto ma che, in un'Europa lanciatissima verso il cambiamento e l'abbattimento (regolamentato) delle barriere, fanno nella migliore delle ipotesi sorridere. Tra uno stand e un seminario, c'è stato tempo anche per qualche chiacchiera con Didier Dewyn, Segretario Generale della European Betting Association (Eba), l'associazione con sede a Bruxelles che raggruppa 13 allibratori di media grandezza del vecchio continente: "La mia opinione"  ha detto in un'intervista pubblicata da Agipro - "in materia è molto chiara: i servizi di scommesse saranno presto liberi in tutta Europa. Il 2010 è la data più probabile, quella indicata da tutti per l'abbattimento delle barriere. EBA sta lavorando per ottenere una normativa che consenta a tutti gli operatori di poter offrire i propri servizi. In prospettiva, i monopoli sono destinati a cadere, con la conseguente apertura del mercato in tutta Europa anche se l'Italia, a mio avviso, sarà uno degli ultimi paesi a cedere". Anche secondo tanti altri operatori e per i relatori delle varie tavole rotonde, l'impressione diffusa è che il nostro paese sia un mercato ricchissimo, peratro protetto da leggi sballate e dominato da interessi economici molto forti. Una roccaforte che però, dai rumors che si raccolgono nei corridoi del ministero dell'Economia, presto costruirà un ponte verso l'Europa, dal quale passeranno inevitabilmente i migliori operatori continentali.
11/11/2004