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INTERNET POINT TRASFORMATI IN BISCHE

Inviato: 20/09/2004 - 10:54
da giallorosso
GIOCO AZZARDO: INTERNET POINT TRASFORMATI IN BISCHE

(ANSA) - TRIESTE, 18 SET - Venti postazioni Internet in locali pubblici per partecipare a giochi d'azzardo in casino' on line sono state sequestrate dalla Gdf. I sequestri a Trieste, Gorizia, Muggia (Trieste) e in Lombardia. Sequestrate anche cinquemila schede magnetiche prepagate (per un valore di oltre 200.000 euro). Sono stati sorpresi numerosi giocatori che, dopo aver acquistato le carte prepagate partecipando a giochi d'azzardo, erano collegati a vari casino' on line croati e sudamericani.

Inviato: 20/09/2004 - 10:54
da giallorosso
Le scommesse? Una malattia per gli italiani

Roma. L’Italia, un paese di giocatori, anche d'azzardo. Una malattia che costa 271 euro pro capite e spinge a fare debiti e perfino a ricorrere agli usurai, in particolare i cosiddetti nuovi poveri. Gioca d'azzardo il 56% degli appartenenti agli strati sociali medio bassi, il 47% di quelli più poveri e il 66% dei disoccupati. A lanciare l'allarme è il rapporto realizzato, come ogni anno, dall'Unipol sulle emergenze in materia di sicurezza. In primo piano c’è il terrorismo, la criminalità  immigrata, la tratta degli esseri umani e la carenza di fondi per le forze dell'ordine. Ma nel paese è alta anche la percezione di insicurezza che deriva dal fenomeno dell'usura domestica legata al gioco d’azzardo e alle nuove povertà .
«L'Italia è il Paese europeo che spende di più per scommesse e lotterie in rapporto al reddito pro capite. Il peso è di 271 euro contro la media di Spagna e Gran Bretagna rispettivamente 230 e 151. Il giro d'affari annuo è di circa 1.750 milioni di euro e ha fatto registrare un aumento negli ultimi due anni del 25,56%. Per il Lotto si è arrivati addirittura al 62,65%». Il 31% della popolazione, infatti, ha avuto occasione di giocare, mentre il 15% gioca regolarmente: la stima è dunque che un italiano su sei è giocatore.
E se una volta il gioco era svago e divertimento, oggi, secondo il rapporto è diventato il modo per incanalare frustrazioni sociali e tentare di ottenere con il minimo sforzo un reddito elevato. Da qui l’atteggiamento compulsivo nei confronti del rischio e il pericolo, si sottolinea, «di cadere in forme di dipendenza da gioco tanto gravi da sfociare nella patologia».
Uno studio condotto dal National Opinion Research Center ha inoltre evidenziato che, ad esempio, i soldi versati nel Bingo provengono prevalentemente dalle tasche di famiglie già  sovraindebitate e che hanno problemi seri per far quadrare il bilancio familiare. Dunque dal gioco all'indebitamento il passo è breve e da questo al ricorso all'usuraio passa un attimo.

da IL MATTINO online

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