Nuove notizie. Tutte positive
Inviato: 20/07/2004 - 12:41
Egregi Signori,
a) la scorsa settimana la Stanley ha emesso il numero 1 di una newsletter che e' diffusa in tutta Europa (ne sono state create versioni in Danese, Inglese, Italiano, Svedese, Tedesco). La versione italiana e' stata distribuita a tutti i CTD. Si tratta di un documento pubblico che puo' essere richiesto da chiunque. Lo scopo del documento e' solo quello di dare informazioni su cosa accade in Europa nel settore del betting. La newsletter verra' emessa ogni 1-2 mesi e riporta le novita' del perioso precedente.
b) venerdi scorso Stanley Leisure Plc ha depositato di fronte ai competenti uffici della Commissione Europea, un nuovo esposto contro il governo italiano, narrando le vicende che hanno condotto alla sentenza delle sezioni unite e al conflitto con la sentenza della Corte di Giustizia (caso Gambelli). I contenuti dell'esposto sono soggetti, al momento, alla totale segretazione da parte di Stanley. Si puo' solo dire che sono trattati molteplici aspetti della vicenda, fino ad arrivare anche agli aspetti risarcitori.
c) giovedi' scorso il tribunale di Catania ha finalmente depositato le motivazioni dell'ordinanza con la quale aveva annullato il decreto di sequesto della GDF (guardia di finanza) delle attrezzature di un CTD Stanley, cha ha gia' riaperto.
Il tribunale conferma di non condividere le motivazioni delle sezioni unite, dichiarando che comunque, alla fine, spetta a lui quale giudice a quo e giudice comunitario di determinare se la normativa italiana e' giustificata. E conclude il tribunale che non lo e' affatto.
Domani pubblicheremo integralmente la parte finale dell'importante provvedimento.
Su b) non vogliamo fare particolari commenti. Parleranno i fatti. Pero' una cosa possiamo dirla. Il motivo da cui nasce l'esposto, che pero' poi affronta molteplici aspetti, e' di mettere in evidenza il fatto che le sezioni unite si sono discostate dalle linee guida fissate dalla Corte di Giustizia Europea, andando oltre il loro compito. Ecco perche' definiamo la sentenza delle sezioni unite una sentenza "politica". Ma come tutte le sentenze di questo tipo, per i giudici ordinari e la loro cultura giuridica, la credibilita' di una sentenza cosi' chiaramente "politica" e' molto bassa. Su c) invece e' doverosa qualche considerazione per spiegare alcuni aspetti tecnici.
Partiamo dalla sentenza della Corte di Giustizia dove dice che spetta al giudice "a quo" cioe' al giudice nazionale, il giudizio finale se la normativa italiana... etc, etc. Questo e' un fatto ovvio contenuto in ogni sentenza della Corte, perche' la sentenza non puo' certo essere applicata nei casi specifici da fuori l'Italia. Ma il giudice italiano, quando agisce come giudice che applica una sentenza della Corte, e' definito "giudice comunitario" ed e' come se, a tutti gli effetti, fosse una protuberanza della stessa Corte di Giustizia. I soliti soggetti, i piu' ignobili tra quelli che frequentano questa chat, ne hanno subito voluto dare la piu' "ignorante" possibile tra le interpretazioni: e cioe' che alla fine il giudice italiano fa quello che vuole. Questo e' vero, ma non nel senso che intendono loro. Il giudice italiano e' libero di giudicare secondo le sue convinzioni, ma, quando agisce come giudice comunitario, non puo' prescindere dalle linee guida fissate dalla Corte di Giustizia. Altrimenti che bisogno ci sarebbe che la Corte di Giustiza faccia una specifica sentenza? Il risultato di Catania, e di altri gia' ottenuti, lo dimostra. I giudici italiani decidono, in maggioranza, per la disapplicazione della 401, malgrado le sezioni unite. Chi afferma il contrario lo fa perche' e' ridotto alla disperazione. E si vede.
Bene, al momento non abbiamo altro da dire se non il fatto che, dopo le sezioni unite, non sembra cambiato molto nel panorama: molto allarme, ma in sostanza, ancora maggioranza di provvedimenti a favore dei CTD di disapplicazione della 401. Attenzione: dobbiamo dire per assoluta onesta' che ci sono anche casi - comunque una minoranza - in cui il giudice ancora si allinea alla sentenza delle sezioni unite. In questi casi le motivazioni sono sempre molto sintetiche e asciutte. Segno che non ci hanno riflettuto gran che, oppure - e questo il nostro parere - che si vergognano talmente tanto della loro mancanza di coraggio che ripetono per filo e per segno la motivazione delle sezioni unite, senza nemmeno tentare di spiegarla, perche' altrimenti arriverebbero immediatamente ad una contraddizione. Ci impegneremo in questi singoli casi negativi, per la riapertura del CTD al piu' presto, con la stessa intensita' con cui ci impegnamo negli altri.
Anche il famoso plico, tanto criticato, ma importantissimo per la futura strategia dei CTD e della Stanley non ha procurato particolari problemi, a parte una circolare da parte del ministero degli interni, che e' ora pure all'esame della Commissione Europea e che ha generato ordinanze delle singole questure che, emesse anche su centri titolari di sentenze gia' passate in giudicato (o in giudicato cautelare, il che e' lo stesso) saranno a tempo debito facilmente sospese dai TAR competenti.
Insomma tutto gira per il verso giusto. La sentenza delle sezioni unite, per le contraddizioni che contiene per il suo carattere politico, non ha avuto l'impatto che i nemici della Stanley si aspettavano. Al contratio, essendo una sentenza a carattere "confessorio", ha chiarito alcuni aspetti importanti - ad esempio che l'Italia e' uno stato espansivo verso il gioco - e che lo stato ha (avrebbe!) timori di ordine pubblico. Allora la Stanley ha perseguito una strategia che vuol solo dire "va bene, se cio' e' vero, vediamo le carte che tutte le parti hanno in mano". La valutazione del punto in mano ai singoli giocatori spetta ai giudici ordinari. Che, in maggioranza, anche dopo le sezioni unite, giudicano a favore dei CTD. Questo e' tutto.
Vi abbiamo detto, all'inizio di questo intervento, che la sentenza delle sezioni unite va ora di fronte alle autorita' europee attraverso l'esposto Stanley. Ma i tempi sono maturi perche' ci torni anche per almeno TRE diverse VIE indipendenti da questo esposto. Abbiamo gia' fatto, nelle ultime settimane, - e nel piu' assoluto silenzio - tutti i passi necessari per ottenere questo. Speriamo di potervene parlare molto presto perche' si tratterebbe - se avesse successo- di una nuova fantastica evoluzione a favore dei CTD.
Il tutto - sia inteso- senza nessun altro obiettivo se non quello del pieno riconoscimento della legittimita' dei CTD Stanley.
Vi terremo informati.
Stanley International
a) la scorsa settimana la Stanley ha emesso il numero 1 di una newsletter che e' diffusa in tutta Europa (ne sono state create versioni in Danese, Inglese, Italiano, Svedese, Tedesco). La versione italiana e' stata distribuita a tutti i CTD. Si tratta di un documento pubblico che puo' essere richiesto da chiunque. Lo scopo del documento e' solo quello di dare informazioni su cosa accade in Europa nel settore del betting. La newsletter verra' emessa ogni 1-2 mesi e riporta le novita' del perioso precedente.
b) venerdi scorso Stanley Leisure Plc ha depositato di fronte ai competenti uffici della Commissione Europea, un nuovo esposto contro il governo italiano, narrando le vicende che hanno condotto alla sentenza delle sezioni unite e al conflitto con la sentenza della Corte di Giustizia (caso Gambelli). I contenuti dell'esposto sono soggetti, al momento, alla totale segretazione da parte di Stanley. Si puo' solo dire che sono trattati molteplici aspetti della vicenda, fino ad arrivare anche agli aspetti risarcitori.
c) giovedi' scorso il tribunale di Catania ha finalmente depositato le motivazioni dell'ordinanza con la quale aveva annullato il decreto di sequesto della GDF (guardia di finanza) delle attrezzature di un CTD Stanley, cha ha gia' riaperto.
Il tribunale conferma di non condividere le motivazioni delle sezioni unite, dichiarando che comunque, alla fine, spetta a lui quale giudice a quo e giudice comunitario di determinare se la normativa italiana e' giustificata. E conclude il tribunale che non lo e' affatto.
Domani pubblicheremo integralmente la parte finale dell'importante provvedimento.
Su b) non vogliamo fare particolari commenti. Parleranno i fatti. Pero' una cosa possiamo dirla. Il motivo da cui nasce l'esposto, che pero' poi affronta molteplici aspetti, e' di mettere in evidenza il fatto che le sezioni unite si sono discostate dalle linee guida fissate dalla Corte di Giustizia Europea, andando oltre il loro compito. Ecco perche' definiamo la sentenza delle sezioni unite una sentenza "politica". Ma come tutte le sentenze di questo tipo, per i giudici ordinari e la loro cultura giuridica, la credibilita' di una sentenza cosi' chiaramente "politica" e' molto bassa. Su c) invece e' doverosa qualche considerazione per spiegare alcuni aspetti tecnici.
Partiamo dalla sentenza della Corte di Giustizia dove dice che spetta al giudice "a quo" cioe' al giudice nazionale, il giudizio finale se la normativa italiana... etc, etc. Questo e' un fatto ovvio contenuto in ogni sentenza della Corte, perche' la sentenza non puo' certo essere applicata nei casi specifici da fuori l'Italia. Ma il giudice italiano, quando agisce come giudice che applica una sentenza della Corte, e' definito "giudice comunitario" ed e' come se, a tutti gli effetti, fosse una protuberanza della stessa Corte di Giustizia. I soliti soggetti, i piu' ignobili tra quelli che frequentano questa chat, ne hanno subito voluto dare la piu' "ignorante" possibile tra le interpretazioni: e cioe' che alla fine il giudice italiano fa quello che vuole. Questo e' vero, ma non nel senso che intendono loro. Il giudice italiano e' libero di giudicare secondo le sue convinzioni, ma, quando agisce come giudice comunitario, non puo' prescindere dalle linee guida fissate dalla Corte di Giustizia. Altrimenti che bisogno ci sarebbe che la Corte di Giustiza faccia una specifica sentenza? Il risultato di Catania, e di altri gia' ottenuti, lo dimostra. I giudici italiani decidono, in maggioranza, per la disapplicazione della 401, malgrado le sezioni unite. Chi afferma il contrario lo fa perche' e' ridotto alla disperazione. E si vede.
Bene, al momento non abbiamo altro da dire se non il fatto che, dopo le sezioni unite, non sembra cambiato molto nel panorama: molto allarme, ma in sostanza, ancora maggioranza di provvedimenti a favore dei CTD di disapplicazione della 401. Attenzione: dobbiamo dire per assoluta onesta' che ci sono anche casi - comunque una minoranza - in cui il giudice ancora si allinea alla sentenza delle sezioni unite. In questi casi le motivazioni sono sempre molto sintetiche e asciutte. Segno che non ci hanno riflettuto gran che, oppure - e questo il nostro parere - che si vergognano talmente tanto della loro mancanza di coraggio che ripetono per filo e per segno la motivazione delle sezioni unite, senza nemmeno tentare di spiegarla, perche' altrimenti arriverebbero immediatamente ad una contraddizione. Ci impegneremo in questi singoli casi negativi, per la riapertura del CTD al piu' presto, con la stessa intensita' con cui ci impegnamo negli altri.
Anche il famoso plico, tanto criticato, ma importantissimo per la futura strategia dei CTD e della Stanley non ha procurato particolari problemi, a parte una circolare da parte del ministero degli interni, che e' ora pure all'esame della Commissione Europea e che ha generato ordinanze delle singole questure che, emesse anche su centri titolari di sentenze gia' passate in giudicato (o in giudicato cautelare, il che e' lo stesso) saranno a tempo debito facilmente sospese dai TAR competenti.
Insomma tutto gira per il verso giusto. La sentenza delle sezioni unite, per le contraddizioni che contiene per il suo carattere politico, non ha avuto l'impatto che i nemici della Stanley si aspettavano. Al contratio, essendo una sentenza a carattere "confessorio", ha chiarito alcuni aspetti importanti - ad esempio che l'Italia e' uno stato espansivo verso il gioco - e che lo stato ha (avrebbe!) timori di ordine pubblico. Allora la Stanley ha perseguito una strategia che vuol solo dire "va bene, se cio' e' vero, vediamo le carte che tutte le parti hanno in mano". La valutazione del punto in mano ai singoli giocatori spetta ai giudici ordinari. Che, in maggioranza, anche dopo le sezioni unite, giudicano a favore dei CTD. Questo e' tutto.
Vi abbiamo detto, all'inizio di questo intervento, che la sentenza delle sezioni unite va ora di fronte alle autorita' europee attraverso l'esposto Stanley. Ma i tempi sono maturi perche' ci torni anche per almeno TRE diverse VIE indipendenti da questo esposto. Abbiamo gia' fatto, nelle ultime settimane, - e nel piu' assoluto silenzio - tutti i passi necessari per ottenere questo. Speriamo di potervene parlare molto presto perche' si tratterebbe - se avesse successo- di una nuova fantastica evoluzione a favore dei CTD.
Il tutto - sia inteso- senza nessun altro obiettivo se non quello del pieno riconoscimento della legittimita' dei CTD Stanley.
Vi terremo informati.
Stanley International