Caos Ctd
Inviato: 05/07/2004 - 18:46
CTD collegati a bookmakers esteri: ancora interpretazioni contrastanti
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(n.t.) Chiusure nel Lazio, in Puglia, in Toscana, dissequestri a Milano, Bari, Catania e Potenza. Non accenna a diminuire il caos relativo alla situazione dei centri trasmissione dati collegati a bookmaker esteri, a quasi due mesi dalla pronuncia dei giudici delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dai quali era giunta una forte e sostanziale difesa della normativa penale italiana che punisce l'esercizio di scommesse senza autorizzazione statale. Da un lato avvengono spesso sequestri, anche per la spinta della sentenza della Cassazione, dall'altro va ricordato l'atteggiamento della Procura generale presso la Cassazione, "uniforme nel ribadire la richiesta di disapplicazione della normativa italiana" afferma Daniela Agnello, legale Stanley in prima linea nella difesa dei gestori dei ctd. "I giudici - prosegue l'avvocato Agnello - che già disapplicavano in precedenza la legge italiana, ora disattendono l'interpretazione dei giudici delle Sezioni Unite. Le indicazioni contenute nella sentenza Gambelli hanno autorità di giudicato, mentre l'interpretazione delle Sezioni Unite non sembra vincolare i giudici nazionali". Va detto peraltro che il Tribunale di Roma, chiamato a decidere pochi giorni dopo la decisione della Cassazione, ha rinviato a giudizio circa 60 indagati Stanley per esercizio di scommesse clandestine. In autunno comincerà il relativo dibattimento, ancora una volta in una situazione "a macchia di leopardo" sul territorio.
(AGIPRO - Roma, 5 luglio 2004 - Ore 18.00, www.agipro.it, info@agipro.it)
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(n.t.) Chiusure nel Lazio, in Puglia, in Toscana, dissequestri a Milano, Bari, Catania e Potenza. Non accenna a diminuire il caos relativo alla situazione dei centri trasmissione dati collegati a bookmaker esteri, a quasi due mesi dalla pronuncia dei giudici delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dai quali era giunta una forte e sostanziale difesa della normativa penale italiana che punisce l'esercizio di scommesse senza autorizzazione statale. Da un lato avvengono spesso sequestri, anche per la spinta della sentenza della Cassazione, dall'altro va ricordato l'atteggiamento della Procura generale presso la Cassazione, "uniforme nel ribadire la richiesta di disapplicazione della normativa italiana" afferma Daniela Agnello, legale Stanley in prima linea nella difesa dei gestori dei ctd. "I giudici - prosegue l'avvocato Agnello - che già disapplicavano in precedenza la legge italiana, ora disattendono l'interpretazione dei giudici delle Sezioni Unite. Le indicazioni contenute nella sentenza Gambelli hanno autorità di giudicato, mentre l'interpretazione delle Sezioni Unite non sembra vincolare i giudici nazionali". Va detto peraltro che il Tribunale di Roma, chiamato a decidere pochi giorni dopo la decisione della Cassazione, ha rinviato a giudizio circa 60 indagati Stanley per esercizio di scommesse clandestine. In autunno comincerà il relativo dibattimento, ancora una volta in una situazione "a macchia di leopardo" sul territorio.
(AGIPRO - Roma, 5 luglio 2004 - Ore 18.00, www.agipro.it, info@agipro.it)