Le chicche di Pippobet
Inviato: 03/06/2004 - 12:47
Presunte tangenti per le Sale Bingo: indagato Cutrupi?
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Secondo il "Corriere della Sera" e "La Stampa" oggi in edicola, nella inchiesta sulle presunte tangenti versate a favore di esponenti dei Monopoli per l'ottenimento delle Sale Bingo, entrerebbe direttamente il nome dell'ex-direttore di AAMS, Vittorio Cutrupi, rimasto in carica fino all'estate del 2002.
«Tangenti per il Bingo» Indagato l’ex direttore dei Monopoli di Stato
Torino, inchiesta sulle licenze
Verifiche anche sul ruolo dei partiti che hanno investito nell’affare
TORINO - Licenze per le sale bingo in cambio di tangenti. Omissioni da parte del Monopolio che non ha revocato le concessioni a chi non aveva i requisiti per ottenerle. L’inchiesta è della Procura di Torino e punta a individuare presunti meccanismi illeciti nelle licenze. E verificare se ci siano stati favoritismi a partiti che hanno lavorato nell’affare. Tra quelli che più hanno investito c’erano i Ds, con Ludotech. Tra gli indagati, imprenditori e funzionari, spicca l’ex direttore dei Monopoli Vittorio Cutrupi. Con lui sono finiti nei guai altri due funzionari: Antonio Gianfala e Canio Zarrilli. Alberto Malara, titolare del Bingo in via Principe Amedeo a Torino, interrogato più volte dagli investigatori, avrebbe prima parlato di episodi corruttivi per poi negare tutto: «Io sono in regola, non ho pagato niente». Ma tanto è bastato per aprire un fascicolo per corruzione. L’indagine parte nell’aprile del 2002. Alla Finanza arrivano segnalazioni: si parla di tangenti dagli 80 ai 120 milioni di lire. Salta fuori il nome il Cutrupi che prima di fare il direttore dei Monopoli era direttore a Torino dell’Agenzia delle entrate a Torino. Gli investigatori, coordinati dai pm Giuseppe Ferrando e Roberto Furlan scoprono una serie di anomalie. Per esempio che la commissione incaricata delle verifiche per assegnare le concessioni nega la licenza a Malara. Ma stranamente la stessa commissione torna a Torino e concede il permesso all’imprenditore.
Salta fuori anche che molte fideiussioni sono irregolari rispetto ai requisiti richiesti. E nonostante ai Monopoli sia stata segnalata l’anomalia non sono state revocate le concessioni. Dall’indagine risulta inoltre che sono state erogate penali, pare in modo discutibile, a società che avevano ottenuto il collaudo nel momento di ritirare la concessione. Secondo indiscrezioni, dopo le lamentele degli imprenditori, dai Monopoli avrebbero risposto che un trattamento rigido era utile a far capire che non erano oggetto di favoritismi. Anomalie anche sui requisiti di onorabilità richiesti per la partecipazione alla gara. Una decina di titolari hanno precedenti che vanno dalla violazione delle norme sul finanziamento ai partiti all’emissione di assegni a vuoto. Hanno quindi ottenuto le concessioni molte persone che non avrebbero potuto concorrere.
da Il Corriere della Sera 3 giugno 2004
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Secondo il "Corriere della Sera" e "La Stampa" oggi in edicola, nella inchiesta sulle presunte tangenti versate a favore di esponenti dei Monopoli per l'ottenimento delle Sale Bingo, entrerebbe direttamente il nome dell'ex-direttore di AAMS, Vittorio Cutrupi, rimasto in carica fino all'estate del 2002.
«Tangenti per il Bingo» Indagato l’ex direttore dei Monopoli di Stato
Torino, inchiesta sulle licenze
Verifiche anche sul ruolo dei partiti che hanno investito nell’affare
TORINO - Licenze per le sale bingo in cambio di tangenti. Omissioni da parte del Monopolio che non ha revocato le concessioni a chi non aveva i requisiti per ottenerle. L’inchiesta è della Procura di Torino e punta a individuare presunti meccanismi illeciti nelle licenze. E verificare se ci siano stati favoritismi a partiti che hanno lavorato nell’affare. Tra quelli che più hanno investito c’erano i Ds, con Ludotech. Tra gli indagati, imprenditori e funzionari, spicca l’ex direttore dei Monopoli Vittorio Cutrupi. Con lui sono finiti nei guai altri due funzionari: Antonio Gianfala e Canio Zarrilli. Alberto Malara, titolare del Bingo in via Principe Amedeo a Torino, interrogato più volte dagli investigatori, avrebbe prima parlato di episodi corruttivi per poi negare tutto: «Io sono in regola, non ho pagato niente». Ma tanto è bastato per aprire un fascicolo per corruzione. L’indagine parte nell’aprile del 2002. Alla Finanza arrivano segnalazioni: si parla di tangenti dagli 80 ai 120 milioni di lire. Salta fuori il nome il Cutrupi che prima di fare il direttore dei Monopoli era direttore a Torino dell’Agenzia delle entrate a Torino. Gli investigatori, coordinati dai pm Giuseppe Ferrando e Roberto Furlan scoprono una serie di anomalie. Per esempio che la commissione incaricata delle verifiche per assegnare le concessioni nega la licenza a Malara. Ma stranamente la stessa commissione torna a Torino e concede il permesso all’imprenditore.
Salta fuori anche che molte fideiussioni sono irregolari rispetto ai requisiti richiesti. E nonostante ai Monopoli sia stata segnalata l’anomalia non sono state revocate le concessioni. Dall’indagine risulta inoltre che sono state erogate penali, pare in modo discutibile, a società che avevano ottenuto il collaudo nel momento di ritirare la concessione. Secondo indiscrezioni, dopo le lamentele degli imprenditori, dai Monopoli avrebbero risposto che un trattamento rigido era utile a far capire che non erano oggetto di favoritismi. Anomalie anche sui requisiti di onorabilità richiesti per la partecipazione alla gara. Una decina di titolari hanno precedenti che vanno dalla violazione delle norme sul finanziamento ai partiti all’emissione di assegni a vuoto. Hanno quindi ottenuto le concessioni molte persone che non avrebbero potuto concorrere.
da Il Corriere della Sera 3 giugno 2004