COMUNICATO STANLEY
Inviato: 21/05/2004 - 18:04
Da: Stanley Liverpool (Messaggio originale) Inviato: 21/05/2004 17.41
PRESS RELEASE
Liverpool, 20 maggio 2004. Il mercato italiano delle scommesse alla prova finale.
Ieri, 19 maggio 2004, la Corte di Cassazione ha depositato la propria sentenza del 26 aprile 2004 (Gesualdi e altri) in cui era chiamata ad applicare per la prima volta la storica decisione della Corte di Giustizia Europea dell'anno precedente sui servizi transfrontalieri di scommessa sportiva ( Gambelli e altri).
La Corte di Giustizia aveva dichiarato in contrasto con il diritto comunitario le severe norme restrittive che il Parlamento aveva introdotto nel 2000 e che perseguono penalmente l'operato di bookmaker stranieri.
Ambedue i casi riguardavano agenzie di scommesse affiliate alla Stanley International Betting (SIB) di Liverpool, il quarto maggior bookmaker mondiale, attivo in Italia da quasi cinque anni.
Con una motivazione di 26 pagine, la Suprema Corte ha ritenuto di decidere che la normativa italiana restrittiva conserva la sua giustificazione. La sentenza apre problemi molto complessi e diventera' presto materia di dibattimento nei tribunali italiani.
John Whittaker, Chairman di SIB, ha dichiarato: "La sentenza chiarisce che la maggior parte degli argomenti usati in passato dalla stessa Corte di Cassazione per giustificare l'esistenza di una normativa restrittiva interna hanno perso validita' e non possono piu' essere invocati.
Tuttavia essa punta l'attenzione su una supposta esigenza residua di mantenimento della normativa interna connessa a timori di infiltrazioni criminali. Peraltro non vi e' traccia nella sentenza del perche' la normativa italiana sarebbe a suo tempo stata concepita avendo in mente tale preoccupazione, cosicche' il riferimento alle esigenze di ordine pubblico appare ancora una volta generico ed astratto.
Nella sentenza Gambelli la Corte di Giustizia aveva invece censurato la normativa italiana in quanto strumento di discriminazione degli operatori non nazionali, come la Stanley.
Ne vi e' traccia nella sentenza di argomenti che chiariscano per quali ragioni un circuito di agenzie statali sarebbe piu' sicuro e maggiormente al riparo da contiguita' con la criminalita' rispetto ad un circuito di agenzie Stanley. Sul punto vogliamo rammentare che che ai titolari delle agenzie Stanley sono richiesti sia dalla Stanley che dal Ministero delle Comunicazioni non solo il certificato penale ma anche quello antimafia.
I nostri avvocati stanno studiando a fondo la sentenza e francamente abbiamo grande difficolta' e perplessita' ad accettare che uno Stato Membro possa semplicemente ignorare una decisione della Corte di Giustizia Europea. La Stanley si e' guadagnata legittime aspettative in Italia, dove abbiamo investito e creato valore per tutti. Siamo sereni e confidiamo che il nostro buon diritto sara' riconosciuto.
Non possiamo fare a meno di domandarci se gli aspetti giuridici siano solo una parte del tutto, e temiamo che il futuro dell'industria delle scommesse nell'Unione Europea sia in gioco. Siamo, pero', uomini d'affari, non politici, e domanderemo immediato consiglio e assistenza ai massimi organi politici e giudiziari della Comunita' Europea.
Confermiamo la nostra piena fiducia nella giustizia italiana."
Per informazioni o chiarimenti ( in lingua italiana):
Stanley Dipartimento Internazionale : 0044 151 2360004
PRESS RELEASE
Liverpool, 20 maggio 2004. Il mercato italiano delle scommesse alla prova finale.
Ieri, 19 maggio 2004, la Corte di Cassazione ha depositato la propria sentenza del 26 aprile 2004 (Gesualdi e altri) in cui era chiamata ad applicare per la prima volta la storica decisione della Corte di Giustizia Europea dell'anno precedente sui servizi transfrontalieri di scommessa sportiva ( Gambelli e altri).
La Corte di Giustizia aveva dichiarato in contrasto con il diritto comunitario le severe norme restrittive che il Parlamento aveva introdotto nel 2000 e che perseguono penalmente l'operato di bookmaker stranieri.
Ambedue i casi riguardavano agenzie di scommesse affiliate alla Stanley International Betting (SIB) di Liverpool, il quarto maggior bookmaker mondiale, attivo in Italia da quasi cinque anni.
Con una motivazione di 26 pagine, la Suprema Corte ha ritenuto di decidere che la normativa italiana restrittiva conserva la sua giustificazione. La sentenza apre problemi molto complessi e diventera' presto materia di dibattimento nei tribunali italiani.
John Whittaker, Chairman di SIB, ha dichiarato: "La sentenza chiarisce che la maggior parte degli argomenti usati in passato dalla stessa Corte di Cassazione per giustificare l'esistenza di una normativa restrittiva interna hanno perso validita' e non possono piu' essere invocati.
Tuttavia essa punta l'attenzione su una supposta esigenza residua di mantenimento della normativa interna connessa a timori di infiltrazioni criminali. Peraltro non vi e' traccia nella sentenza del perche' la normativa italiana sarebbe a suo tempo stata concepita avendo in mente tale preoccupazione, cosicche' il riferimento alle esigenze di ordine pubblico appare ancora una volta generico ed astratto.
Nella sentenza Gambelli la Corte di Giustizia aveva invece censurato la normativa italiana in quanto strumento di discriminazione degli operatori non nazionali, come la Stanley.
Ne vi e' traccia nella sentenza di argomenti che chiariscano per quali ragioni un circuito di agenzie statali sarebbe piu' sicuro e maggiormente al riparo da contiguita' con la criminalita' rispetto ad un circuito di agenzie Stanley. Sul punto vogliamo rammentare che che ai titolari delle agenzie Stanley sono richiesti sia dalla Stanley che dal Ministero delle Comunicazioni non solo il certificato penale ma anche quello antimafia.
I nostri avvocati stanno studiando a fondo la sentenza e francamente abbiamo grande difficolta' e perplessita' ad accettare che uno Stato Membro possa semplicemente ignorare una decisione della Corte di Giustizia Europea. La Stanley si e' guadagnata legittime aspettative in Italia, dove abbiamo investito e creato valore per tutti. Siamo sereni e confidiamo che il nostro buon diritto sara' riconosciuto.
Non possiamo fare a meno di domandarci se gli aspetti giuridici siano solo una parte del tutto, e temiamo che il futuro dell'industria delle scommesse nell'Unione Europea sia in gioco. Siamo, pero', uomini d'affari, non politici, e domanderemo immediato consiglio e assistenza ai massimi organi politici e giudiziari della Comunita' Europea.
Confermiamo la nostra piena fiducia nella giustizia italiana."
Per informazioni o chiarimenti ( in lingua italiana):
Stanley Dipartimento Internazionale : 0044 151 2360004