STANLEY CHIUSURE A OLTRANZA
Inviato: 16/05/2004 - 16:15
BUON GIORNO A TUTTI SONO UNA NEW ENTRI. UN'AGENTE DI POLIZIA DI LECCE E COME IL COLLEGA BISCA COMBATTO QUEI POCO DI BUONO CHE GUADAGNANO IRREGOLARMENTE ALLE SPALLE DI CONCESSIONARI AUTORIZZATI.
VI RIPORTO CON PRECISIONE QUELLO CHE ABBIAMO FATTO A LECCE E PROVINCIA (ALTRO CHE ASPETTARE!!!)
A Lecce e in un bar di Campi Salentina bloccata l'attività di due centri collegati con la società britannica Stanleybet
Scommesse «fuorilegge», scattano i sequestri
Ieri mattina un blitz degli specialisti della Polizia dopo la decisione della Corte di Cassazione
Sigilli nel capoluogo ed a Campi Salentina, a due punti di raccolta di scommesse sulle competizioni sportive in Italia ed all'estero. Si tratta di due locali collegati alla società britannica Stanleybet che da ieri mattina hanno dovuto dire no agli scommettitori. E tanto in virtù della recente decisione della Corte di Cassazione che a partire dal 26 aprile scorso vieta, appunto, la raccolta delle scommesse alle società non collegate ai provider ufficiali e riconosciuti dai Monopoli di Stato, Coni ed Unire, nonché alle società di gestione da questi autorizzate, quali la Snai, che solo in provincia di Lecce, conta tra le altre due sedi in città ed una ciascuna a Maglie, Tricase, Casarano, Galatina, Galatone, Gallipoli.
Il blitz che ha portato al sequestro preventivo, è scattato ieri mattina attorno alle ore 8, ad opera degli agenti del Nucleo territoriale giochi e scommesse della Sezione criminalità organizzata (diretta dal vice questore Rocco Carrozzo) della Squadra mobile (diretta dal vice questore Massimo Gambino. Proprio alla luce della decisione adottata a Sezioni unite dalla Suprema Corte, il gruppo di poliziotti esperto in informatica, si è affrettato a mettere a punto i controlli che hanno portato alla chiusura della sede Stanleybet di Lecce, ubicata in viale Marche e dell'altro punto scommesse, quello di Campi, che era invece ospitato in un frequentato bar della periferia. Ma controlli risulta siano stati messi a punto anche in altri paesi, dove però, per via dell'immediato passa parola, sono spariti computer e tutto il resto.
Dopo aver apposto i sigilli, nei due locali, gli uomini della Questura hanno sequestrato computer, terminali, stampanti e quant'altro abilitato per le scommesse per via telematica, e denunciato a piede libero per il reato di raccolta non autorizzata di scommesse sportive, i due gestori. Nei due locali sono stati inoltre identificati otto giocatori (quattro per parte), e sequestrato il denaro appena giocato, 2200 euro.
Nel mirino degli investigatori anche le matrici delle giocate già fatte, dalla cui «lettura» sarebbe emerso un giro di affari per niente trascurabile. Basti pensare che nel caso di una giocata, se ovviamente si fossero verificate tutte le combinazioni vincenti, un solo giocatore avrebbe potuto portare a casa 100mila euro. Tra le manifestazioni sportive scelte dai giocatori, una partita di calcio della Coppa Libertadores tra Boca Junior e Sporting Cristal, ma anche partite del campionato nazionale norvegese, gare di nuoto, di tennis, rugby e così via.
Vale aggiungere che alla decisione della Cassazione si è giunti sulla scorta dell'alzata di scudi da parte di alcune società concessionarie, che nei loro ricorsi avevano tra l'altro evidenziato come, a fronte della loro posizione di contribuenti dell'Erario, le società straniere quali la Stanleybet continuavano a rastrellare il denaro delle scommesse senza però pagare le tasse. La qual cosa le poneva in una posizione di vantaggio, potendo per questo offrire ai giocatori margini di vincita sicuramente più allettanti.
DA http://www.gdmland.it/QUOTIDIANO/1505/G ... 01/A02.asp
VI RIPORTO CON PRECISIONE QUELLO CHE ABBIAMO FATTO A LECCE E PROVINCIA (ALTRO CHE ASPETTARE!!!)
A Lecce e in un bar di Campi Salentina bloccata l'attività di due centri collegati con la società britannica Stanleybet
Scommesse «fuorilegge», scattano i sequestri
Ieri mattina un blitz degli specialisti della Polizia dopo la decisione della Corte di Cassazione
Sigilli nel capoluogo ed a Campi Salentina, a due punti di raccolta di scommesse sulle competizioni sportive in Italia ed all'estero. Si tratta di due locali collegati alla società britannica Stanleybet che da ieri mattina hanno dovuto dire no agli scommettitori. E tanto in virtù della recente decisione della Corte di Cassazione che a partire dal 26 aprile scorso vieta, appunto, la raccolta delle scommesse alle società non collegate ai provider ufficiali e riconosciuti dai Monopoli di Stato, Coni ed Unire, nonché alle società di gestione da questi autorizzate, quali la Snai, che solo in provincia di Lecce, conta tra le altre due sedi in città ed una ciascuna a Maglie, Tricase, Casarano, Galatina, Galatone, Gallipoli.
Il blitz che ha portato al sequestro preventivo, è scattato ieri mattina attorno alle ore 8, ad opera degli agenti del Nucleo territoriale giochi e scommesse della Sezione criminalità organizzata (diretta dal vice questore Rocco Carrozzo) della Squadra mobile (diretta dal vice questore Massimo Gambino. Proprio alla luce della decisione adottata a Sezioni unite dalla Suprema Corte, il gruppo di poliziotti esperto in informatica, si è affrettato a mettere a punto i controlli che hanno portato alla chiusura della sede Stanleybet di Lecce, ubicata in viale Marche e dell'altro punto scommesse, quello di Campi, che era invece ospitato in un frequentato bar della periferia. Ma controlli risulta siano stati messi a punto anche in altri paesi, dove però, per via dell'immediato passa parola, sono spariti computer e tutto il resto.
Dopo aver apposto i sigilli, nei due locali, gli uomini della Questura hanno sequestrato computer, terminali, stampanti e quant'altro abilitato per le scommesse per via telematica, e denunciato a piede libero per il reato di raccolta non autorizzata di scommesse sportive, i due gestori. Nei due locali sono stati inoltre identificati otto giocatori (quattro per parte), e sequestrato il denaro appena giocato, 2200 euro.
Nel mirino degli investigatori anche le matrici delle giocate già fatte, dalla cui «lettura» sarebbe emerso un giro di affari per niente trascurabile. Basti pensare che nel caso di una giocata, se ovviamente si fossero verificate tutte le combinazioni vincenti, un solo giocatore avrebbe potuto portare a casa 100mila euro. Tra le manifestazioni sportive scelte dai giocatori, una partita di calcio della Coppa Libertadores tra Boca Junior e Sporting Cristal, ma anche partite del campionato nazionale norvegese, gare di nuoto, di tennis, rugby e così via.
Vale aggiungere che alla decisione della Cassazione si è giunti sulla scorta dell'alzata di scudi da parte di alcune società concessionarie, che nei loro ricorsi avevano tra l'altro evidenziato come, a fronte della loro posizione di contribuenti dell'Erario, le società straniere quali la Stanleybet continuavano a rastrellare il denaro delle scommesse senza però pagare le tasse. La qual cosa le poneva in una posizione di vantaggio, potendo per questo offrire ai giocatori margini di vincita sicuramente più allettanti.
DA http://www.gdmland.it/QUOTIDIANO/1505/G ... 01/A02.asp