Da "Totoguida Scommesse"
Inviato: 05/05/2004 - 16:46
Data: 05 05 2004
Titolo: CONTENTO PENSIERO.....
Autore: Da "Totoguida Scommesse"
News: Dopo la sentenza della Cassazione il futuro è delle scommesse.
Corte di Cassazione, gioco telematico, scommesse al totalizzatore, futuro del mercato. In questo lungo colloquio, il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Manlio Contento, illustra la posizione dell'Amministrazione in merito ai temi più caldi sul tappeto.
- Onorevole, quale primo giudizio intende dare sulla decisione della Cassazione?
«Posso esprimere soddisfazione per aver visto accolte nella sostanza le motivazioni rappresentate dall'Avvocato dello Stato. Credo che fosse un passaggio delicato perché il rinvio della Corte di Giustizia ai giudici nazionali, se accolto integralmente, avrebbe scardinato il sistema delle concessioni eliminando di fatto la tutela che, per motivi di sicurezza, è alla base della nostra organizzazione. Da subito, mi ero attivato perché queste ragioni fondamentali dell' ordinamento potessero essere rappresentate davanti ai giudici. Attendiamo ora con interesse le motivazioni per conoscere il ragionamento che sta alla base della decisione dei giudici e, non lo escludo, per trarre indicazioni utili per l'Amministrazione. In ogni caso, ha pagato la strategia di non lasciare che una sola parte fosse davanti ai giudici a rappresentare le proprie posizioni. Ciò dimostra che quando si lavora seriamente, seguendo le situazioni, i risultati arrivano».
- E se ciò non fosse avvenuto?
«Ho sempre avuto fiducia nella magistratura. Certo, ricordo come il Procuratore Generale della terza sezione avesse espresso posizioni analoghe a quelle della società che aveva portato la causa in tribunale. Mi sono preoccupato che il Procuratore Generale avesse compreso o meno il fatto che la vicenda non era confinata al caso concreto in discussione ma che, in caso di decisione di un certo tipo, avrebbe determinato gravi problemi per l'ordinamento giuridico. Preoccupazioni ce n'erano: grazie al nostro intervento i giudici hanno conosciuto tutte le posizioni. Di più, non mi permetto di affermare».
- Cosa cambia concretamente dopo questa decisione?
Abbiamo stimato in circa 1.000 i punti vendita non autorizzati in Italia. Cosa dobbiamo attenderci?
«Credo che un po' di prudenza sia imposta. Ritengo sia il caso di attendere le motivazioni dei giudici per avere un quadro di riferimento certo. Mi auguro che i magistrati possano depositarle in tempi brevi: mi rendo conto della complessità , ma le motivazioni sono importanti anche per le azioni cui l'Amministrazione darà vita. Una cosa possiamo dirla: la decisione pone fine ad un dilemma di fondo: e cioè se l'attività di raccolta delle scommesse a favore dei bookmaker esteri fosse lecita. Ebbene, non lo è. Ragione per cui possiamo anticipare che le funzioni di controllo e repressione non potranno che essere conseguenti all'affermazione della legittimità della Legge. Finisce un equivoco, e mi auguro che anche i magistrati del merito - che a volta hanno, con un po' di leggerezza, accolto le tesi dei bookmakers inglesi - possano rendersi conto che questo giudizio chiarisce a tutti i limiti tra gioco lecito e gioco irregolare».
- Il passaggio in Cassazione sblocca altre iniziative che l'Amministrazione ha in programma?
«No, al limite posso dire scherzosamente che ci crea dei problemi: dopo il verdetto, dovremo accelerare la capacità di risposta. Il primo passo è il regolamento delle scommesse al totalizzatore, che ha un rilievo importante per i concorsi sportivi e per il mondo dei ricevitori. Mi piacerebbe sperimentare questa tipologia di gioco durante gli Europei 2004 di calcio, magari in certe zone d'Italia. Ritengo che, al riguardo, vi siano però ancora questioni giuridiche da superare: nei prossimi giorni, nell'analisi del regolamento, continueremo a veri ificar e il quadro complesso delle norme già esistenti. Credo che nel giro di qualche settimana chiuderemo la partita, poi il regolamento dovrà passare al Consiglio di Stato. La seconda questione è il regolamento sul decreto telematico. Siamo in dirittura d'arrivo, anche se la bozza dovrà passare naturalmente al vaglio di via XX Settembre e dell'Ufficio legislativo. Non nascondo che stiamo lavorando maggiormente sulle scommesse al totalizzatore rispetto al gioco telematico: ci sono scelte delicate da compiere e abbiamo avvertito sensibilità diverse a seconda degli interessi rappresentati, che siano di concessionari, provider o ancora di punti vendita o ricevitori. Proprio questi contrasti ci obbligheranno a compiere scelte non completamente condivise».
- Alcuni dei limiti proposti non hanno un gran senso, sembra di capire...
«Si è chiesto in primis una limitazione tecnica telematica ma è improponibile. C'è un'altra richiesta tesa a limitare la vendita delle card a livello comunale. Non condivido una proposta del genere, che è in contrasto con gli obiettivi che il regolamento si pone: ho posto la questione all'Aams e sto attendendo l'esito delle procedure. Mi aspetto che il limite sia riportato almeno a livello regionale, consentendo di conciliare le diverse istanze».
- Tempi per l'emanazione del provvedimento?
«La scommessa che facciamo è di chiudere le procedure entro maggio. Per questo puntiamo in prima battuta sulle scommesse al totalizzatore, che hanno un iter più semplice. I ricevitori sono già pronti, anche sul piano psicologico, alla nuova iniziativa. Nel campo delle scommesse telematiche, non mi sembra così».
- Operatori esteri, esigenze di conformità ai dettati comunitari, concessioni in scadenza a fine 2005. Che scenario ci attende nei prossimi anni?
«E' una domanda complessa. Per le scommesse, va scissa la situazione delle concessioni ippiche (di cui si occupa in parte l'Unire) e delle sportive. Ci muoveremo sull'analisi dei risultati della regolarizzazione che abbiamo posto in essere per i concessionari: non volevamo solo uscire dalle difficoltà note ma vedere se gli operatori avessero raggiunto la stabilità e l'efficienza che noi pretendiamo. Se il livello raggiunto sarà accettabile, la prima questione sarà di confrontarsi con gli operatori per il futuro. A mio avviso il rafforzamento della concorrenza è fondamentale, magari attraverso il telematico o le nuove tecnologie».
di Nicola Tani
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«Credo che un po' di prudenza sia imposta. Ritengo sia il caso di attendere le motivazioni dei giudici per avere un quadro di riferimento certo.
Ecco bene aspettare prima le motivazioni poi dopo se saranno in toto a favore Loro io sarò il primo a chiudere e ad occuparmi di altro.
Titolo: CONTENTO PENSIERO.....
Autore: Da "Totoguida Scommesse"
News: Dopo la sentenza della Cassazione il futuro è delle scommesse.
Corte di Cassazione, gioco telematico, scommesse al totalizzatore, futuro del mercato. In questo lungo colloquio, il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Manlio Contento, illustra la posizione dell'Amministrazione in merito ai temi più caldi sul tappeto.
- Onorevole, quale primo giudizio intende dare sulla decisione della Cassazione?
«Posso esprimere soddisfazione per aver visto accolte nella sostanza le motivazioni rappresentate dall'Avvocato dello Stato. Credo che fosse un passaggio delicato perché il rinvio della Corte di Giustizia ai giudici nazionali, se accolto integralmente, avrebbe scardinato il sistema delle concessioni eliminando di fatto la tutela che, per motivi di sicurezza, è alla base della nostra organizzazione. Da subito, mi ero attivato perché queste ragioni fondamentali dell' ordinamento potessero essere rappresentate davanti ai giudici. Attendiamo ora con interesse le motivazioni per conoscere il ragionamento che sta alla base della decisione dei giudici e, non lo escludo, per trarre indicazioni utili per l'Amministrazione. In ogni caso, ha pagato la strategia di non lasciare che una sola parte fosse davanti ai giudici a rappresentare le proprie posizioni. Ciò dimostra che quando si lavora seriamente, seguendo le situazioni, i risultati arrivano».
- E se ciò non fosse avvenuto?
«Ho sempre avuto fiducia nella magistratura. Certo, ricordo come il Procuratore Generale della terza sezione avesse espresso posizioni analoghe a quelle della società che aveva portato la causa in tribunale. Mi sono preoccupato che il Procuratore Generale avesse compreso o meno il fatto che la vicenda non era confinata al caso concreto in discussione ma che, in caso di decisione di un certo tipo, avrebbe determinato gravi problemi per l'ordinamento giuridico. Preoccupazioni ce n'erano: grazie al nostro intervento i giudici hanno conosciuto tutte le posizioni. Di più, non mi permetto di affermare».
- Cosa cambia concretamente dopo questa decisione?
Abbiamo stimato in circa 1.000 i punti vendita non autorizzati in Italia. Cosa dobbiamo attenderci?
«Credo che un po' di prudenza sia imposta. Ritengo sia il caso di attendere le motivazioni dei giudici per avere un quadro di riferimento certo. Mi auguro che i magistrati possano depositarle in tempi brevi: mi rendo conto della complessità , ma le motivazioni sono importanti anche per le azioni cui l'Amministrazione darà vita. Una cosa possiamo dirla: la decisione pone fine ad un dilemma di fondo: e cioè se l'attività di raccolta delle scommesse a favore dei bookmaker esteri fosse lecita. Ebbene, non lo è. Ragione per cui possiamo anticipare che le funzioni di controllo e repressione non potranno che essere conseguenti all'affermazione della legittimità della Legge. Finisce un equivoco, e mi auguro che anche i magistrati del merito - che a volta hanno, con un po' di leggerezza, accolto le tesi dei bookmakers inglesi - possano rendersi conto che questo giudizio chiarisce a tutti i limiti tra gioco lecito e gioco irregolare».
- Il passaggio in Cassazione sblocca altre iniziative che l'Amministrazione ha in programma?
«No, al limite posso dire scherzosamente che ci crea dei problemi: dopo il verdetto, dovremo accelerare la capacità di risposta. Il primo passo è il regolamento delle scommesse al totalizzatore, che ha un rilievo importante per i concorsi sportivi e per il mondo dei ricevitori. Mi piacerebbe sperimentare questa tipologia di gioco durante gli Europei 2004 di calcio, magari in certe zone d'Italia. Ritengo che, al riguardo, vi siano però ancora questioni giuridiche da superare: nei prossimi giorni, nell'analisi del regolamento, continueremo a veri ificar e il quadro complesso delle norme già esistenti. Credo che nel giro di qualche settimana chiuderemo la partita, poi il regolamento dovrà passare al Consiglio di Stato. La seconda questione è il regolamento sul decreto telematico. Siamo in dirittura d'arrivo, anche se la bozza dovrà passare naturalmente al vaglio di via XX Settembre e dell'Ufficio legislativo. Non nascondo che stiamo lavorando maggiormente sulle scommesse al totalizzatore rispetto al gioco telematico: ci sono scelte delicate da compiere e abbiamo avvertito sensibilità diverse a seconda degli interessi rappresentati, che siano di concessionari, provider o ancora di punti vendita o ricevitori. Proprio questi contrasti ci obbligheranno a compiere scelte non completamente condivise».
- Alcuni dei limiti proposti non hanno un gran senso, sembra di capire...
«Si è chiesto in primis una limitazione tecnica telematica ma è improponibile. C'è un'altra richiesta tesa a limitare la vendita delle card a livello comunale. Non condivido una proposta del genere, che è in contrasto con gli obiettivi che il regolamento si pone: ho posto la questione all'Aams e sto attendendo l'esito delle procedure. Mi aspetto che il limite sia riportato almeno a livello regionale, consentendo di conciliare le diverse istanze».
- Tempi per l'emanazione del provvedimento?
«La scommessa che facciamo è di chiudere le procedure entro maggio. Per questo puntiamo in prima battuta sulle scommesse al totalizzatore, che hanno un iter più semplice. I ricevitori sono già pronti, anche sul piano psicologico, alla nuova iniziativa. Nel campo delle scommesse telematiche, non mi sembra così».
- Operatori esteri, esigenze di conformità ai dettati comunitari, concessioni in scadenza a fine 2005. Che scenario ci attende nei prossimi anni?
«E' una domanda complessa. Per le scommesse, va scissa la situazione delle concessioni ippiche (di cui si occupa in parte l'Unire) e delle sportive. Ci muoveremo sull'analisi dei risultati della regolarizzazione che abbiamo posto in essere per i concessionari: non volevamo solo uscire dalle difficoltà note ma vedere se gli operatori avessero raggiunto la stabilità e l'efficienza che noi pretendiamo. Se il livello raggiunto sarà accettabile, la prima questione sarà di confrontarsi con gli operatori per il futuro. A mio avviso il rafforzamento della concorrenza è fondamentale, magari attraverso il telematico o le nuove tecnologie».
di Nicola Tani
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«Credo che un po' di prudenza sia imposta. Ritengo sia il caso di attendere le motivazioni dei giudici per avere un quadro di riferimento certo.
Ecco bene aspettare prima le motivazioni poi dopo se saranno in toto a favore Loro io sarò il primo a chiudere e ad occuparmi di altro.