Dal sito www.nonspammare.it
Inviato: 22/04/2004 - 17:35
CTD: La Cassazione preoccupa anche l'erario
Nicola Tani
La Pasqua ha rallentato molte delle operazioni in corso nel settore giochi in Italia. Si tratta di una pausa di riflessione che, in prospettiva, potrebbe tornare utile, vista la confusione che regna nel comparto. Sotto i riflettori, soprattutto, la vicenda legata all'attività "italiana" dei centri trasmissione dati collegati a bookmaker esteri e ai suoi sviluppi in Corte di Cassazione. I supremi giudici delle Sezioni Unite saranno chiamati a stabilire - lunedì 26 aprile nel corso di un'udienza straordinaria - se gli articoli 4 della legge 401 e 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza siano conformi o meno ad alcuni dei principi contenuti nel Trattato CE: naturalmente, il livello di attenzione sulla vicenda da parte delle istituzioni, inizialmente troppo basso, si è innalzato progressivamente fino a raggiungere la soglia di allarme massimo negli ultimi giorni. Forte è stato infatti l'impatto della notizia che le memorie difensive approntate dall'Avvocatura dello Stato, dal Coni e da alcuni operatori nazionali del gioco (Sisal, Lottomatica, Match Point, Newbet e alcuni concessionari Snai), potrebbero venire "escluse" dal giudizio: un decisione - ancora da ufficializzare ma che ha ricevuto già l'imprimatur del Procuratore Generale della Cassazione - clamorosa, che segue quella di non ammettere costituzioni in giudizio "esterne" alle parti coinvolte nel giudizio di primo grado, in corso presso il Tribunale del Riesame di Prato. Il rischio, insomma, è quello che non siano rappresentate in Cassazione le posizioni della Pubblica Amministrazione e degli operatori, ma "solo" (come peraltro la legge prevede) quelle dei titolari dei ctd Stanley e della pubblica accusa. Una situazione pericolosa, che potrebbe avere dei risvolti "a macchia d'olio" ingestibili per il Governo, che ha infatti già preannunciato - attraverso le dichiarazioni in Parlamento di Manlio Contento, sottosegretario all'Economia con delega ai giochi - "interventi normativi" successivi alla decisione della Cassazione: la sensazione, mai resa ufficiale in interviste ad organi di stampa, è che la partita legale sia considerata "molto difficile" dall'Esecutivo. Insomma, il sostanziale (e totalmente ingiustificato) disinteresse con il quale era stata accolta, subito dopo il 6 novembre, la sentenza Gambelli della Corte di Giustizia si è trasformato in reale, profonda preoccupazione: in ballo ci sono, oltre all'assetto complessivo del mercato del gioco e al controllo pubblico in materia, anche ingenti introiti erariali. Alcuni giornali, ad esempio "Milano Finanza" del 9 aprile, hanno già cominciato ad usare titoli come "Bookmaker stranieri ad un passo dall'invasione in Italia": probabilmente le cose non stanno proprio così ma adesso tutti, proprio tutti, sono concentratissimi sull'appuntamento del 26 aprile.
15/04/2004
www.letsgobet.net
Nicola Tani
La Pasqua ha rallentato molte delle operazioni in corso nel settore giochi in Italia. Si tratta di una pausa di riflessione che, in prospettiva, potrebbe tornare utile, vista la confusione che regna nel comparto. Sotto i riflettori, soprattutto, la vicenda legata all'attività "italiana" dei centri trasmissione dati collegati a bookmaker esteri e ai suoi sviluppi in Corte di Cassazione. I supremi giudici delle Sezioni Unite saranno chiamati a stabilire - lunedì 26 aprile nel corso di un'udienza straordinaria - se gli articoli 4 della legge 401 e 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza siano conformi o meno ad alcuni dei principi contenuti nel Trattato CE: naturalmente, il livello di attenzione sulla vicenda da parte delle istituzioni, inizialmente troppo basso, si è innalzato progressivamente fino a raggiungere la soglia di allarme massimo negli ultimi giorni. Forte è stato infatti l'impatto della notizia che le memorie difensive approntate dall'Avvocatura dello Stato, dal Coni e da alcuni operatori nazionali del gioco (Sisal, Lottomatica, Match Point, Newbet e alcuni concessionari Snai), potrebbero venire "escluse" dal giudizio: un decisione - ancora da ufficializzare ma che ha ricevuto già l'imprimatur del Procuratore Generale della Cassazione - clamorosa, che segue quella di non ammettere costituzioni in giudizio "esterne" alle parti coinvolte nel giudizio di primo grado, in corso presso il Tribunale del Riesame di Prato. Il rischio, insomma, è quello che non siano rappresentate in Cassazione le posizioni della Pubblica Amministrazione e degli operatori, ma "solo" (come peraltro la legge prevede) quelle dei titolari dei ctd Stanley e della pubblica accusa. Una situazione pericolosa, che potrebbe avere dei risvolti "a macchia d'olio" ingestibili per il Governo, che ha infatti già preannunciato - attraverso le dichiarazioni in Parlamento di Manlio Contento, sottosegretario all'Economia con delega ai giochi - "interventi normativi" successivi alla decisione della Cassazione: la sensazione, mai resa ufficiale in interviste ad organi di stampa, è che la partita legale sia considerata "molto difficile" dall'Esecutivo. Insomma, il sostanziale (e totalmente ingiustificato) disinteresse con il quale era stata accolta, subito dopo il 6 novembre, la sentenza Gambelli della Corte di Giustizia si è trasformato in reale, profonda preoccupazione: in ballo ci sono, oltre all'assetto complessivo del mercato del gioco e al controllo pubblico in materia, anche ingenti introiti erariali. Alcuni giornali, ad esempio "Milano Finanza" del 9 aprile, hanno già cominciato ad usare titoli come "Bookmaker stranieri ad un passo dall'invasione in Italia": probabilmente le cose non stanno proprio così ma adesso tutti, proprio tutti, sono concentratissimi sull'appuntamento del 26 aprile.
15/04/2004
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