milohc ha scritto:Ogni tanto mi capita di visitare il forum...e noto sempre più, al contrario di come la pensa qualcuno, un decadimento ed abbrutimento....tra offese reciproche, sterili campanilismi, proposte commerciali sfacciate....ma...soprattutto...una marea di cavolate sparate a caso sui più variegati argomenti: comunitaria, legalizzazione dei ced/ctd (addirittura!!!), abolizione dei monopoli (aridaje)....
Per questo ho deciso di intervenire ed esporre, a 360° il mio punto di vista, ovviamente come mio solito argomentato e, per quanto mi è possibile, verificato. Non c'è assolutamente nessuna possibilità che i CED/CTD vengano legalizzati in Italia, ed in Europa quasi tutti i paesi (ad eccezione di Malta e GBR) stanno introducendo normative regolatorie rigide e molto limitative (ovviamente per motivi di gettito fiscale, alla faccia dei principi di libera circolazione). La direttiva Bolkestein ( 2006/123/CE ) sulla libera circolazione dei servizi nel mercato comunitario ha esplicitamente escluso le scommesse (e le lotterie) dal suo ambito di applicazione, pertanto in tale materia ogni stato decide se adottare un monopolio o un regime concessorio o autorizzatorio (le scommesse al banco per capirci). Tale direttiva però è applicabile ai servizi via internet ed in base a tale principio alcuni book esteri hanno elaborato una tipologia di pratica commerciale (mandato di trasmissione o di elaborazione dati) che di fatto ha aggirato la normativa interna italiana; in pratica viene qualificato come servizio via internet il rapporto tra book (mandante) e CED/CTD (mandatario), e quindi quest'ultimo viene configurato come un tramite (verificate cosa c'è scritto sui vari ticket stanley, goldbet, ecc.) . Per di più AAMS nel 2006 ha regolato la materia del gioco via internet (a distanza) adottando un regime concessorio che escludeva arbitrariamente alcune società estere e pretendeva che gli operatori dell'online avessero la sede in Italia, in palese violazione della direttiva sopra menzionata, e per questo la Commissione ha aperto una serie di procedure di infrazione nei confronti del nostro Stato (inoltre la Corte di Giustizia ha censurato in alcune sentenze famose alcuni aspetti del sistema italiano). Ora con la legge Comunitaria cambia tutto. Il gioco a distanza viene regolato con un sistema autorizzatorio assolutamente compatibile con la libera circolazione dei servizi via internet, con una procedura di emanazione comunitaria appunto che è passata al vaglio della Commissione e degli altri stati membri (quindi inattaccabile dalla CGE); ciò che viene richiesto è solo il rispetto delle modalità tecniche fissate e l'assoggettamento al sistema fiscale italiano (PREU). A corollario di ciò un robusto sistema sanzionatorio e di controlli, con la trasformazione di AAMS in Agenzia Fiscale (come l'Agenzia delle Dogane o delle Entrate), ovviamente con l'obiettivo di recuperare materia imponibile per attività in violazione della legge (ovvero accertamenti fiscali): destinatari delle sanzioni e degli accertamenti i CED/CTD (qualcuno ha già sperimentato di recente le visite della GDF congiuntamente al personale AAMS, che ha spulciato i movimenti sul c/c emettendo avvisi di accertamento erariali e sanzioni a parecchi zeri). Si rischia ancora di più in proprio, oltre al penale (ricordo che a breve è attesa la prima sentenza di merito della Cassazione, e non sulla fase cautelare dei sequestri, per i contenziosi dei CTD stanley; in caso di condanna penale la sentenza sarà inappellabile) anche il pecuniario: andatevi a vedere alcuni istituti come il reato fiscale tributario e il sequestro per equivalente.
Autoquoto il mio messaggio e vi posto di seguito un articolo relativo alla situazione che volevo evidenziare...le prime
cause penali di merito e non sulla fase cautelare sui CTD Stanley sono arrivate in Cassazione (ultimo grado di giudizio e quindi non appellabile)...diffidate di chi si autolegittima....
31/03/2010
IL NUOVO MODELLO DI REGOLAMENTAZIONE ITALIANO A GIUDIZIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
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(Jamma) C'è grande interesse attorno alla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di Cassazione italiana alla Corte di Giustizia Europea con la quale si sollecita un chiarimento definitivo sulla normativa italiana in materia di giochi e scommesse. Si tratta di due cause, acquisite già dalla Corte , la cui questione verte su quale “sia l'interpretazione degli artt. 43 e 49 del Trattato istitutivo dell'Unione Europea con riferimento alle libertà di stabilimento e di
prestazione dei servizi nel settore delle scommesse su eventi sportivi al fine di stabilire se le citate disposizioni del Trattato consentano o meno una disciplina nazionale che stabilisca un regime di monopolio in favore dello Stato ed un sistema di concessioni e di autorizzazioni che, all'interno di un numero determinato di concessioni, preveda: a) l'esistenza di un indirizzo generale di tutela dei titolari di concessioni rilasciate in epoca anteriore sulla base di una procedura che illegittimamente ha escluso una parte degli operatori; b) la presenza di disposizioni che garantiscono di fatto il mantenimento delle posizioni commerciali acquisite sulla base di una procedura che illegittimamente ha escluso una parte degli operatori (come ad esempio il divieto per i nuovi concessionari di collocare i loro sportelli al di sotto di una determinata distanza da quelli già esistenti); c) la fissazione di ipotesi di decadenza della concessione e di incameramento di cauzioni di entità molto elevata, tra le quali l'ipotesi che il concessionario gestisca direttamente o indirettamente attività transfrontaliere di gioco assimilabili a quelle oggetto della concessioneâ€