vanadium ha scritto:La questione è molto molto delicata...
Qualsiasi bookmaker estero... no...
In realtà dovrebbero salvarsi solo i bookmaker che sono stati discriminati dalla legge bersani del 2006 che metteva rimedio (a modo suo) alla legge discriminatoria precedente...
Ma... c'è un ma... basta dire che io nel 2006 avrei costituito una società per operare ANCHE nel mercato italiano, ma non l'ho fatto perchè la legge era discriminatoria... poi sono partito in seguito come bookmaker europeo... CHI MI DICE CHE E' VERO O FALSO...? Nessuno, quindi in teoria sono tutti salvi...
C'è un ma... Se venisse portato all'attenzione della corte italiana che Stanley, come altri (Betuniq, capitanbet, bet 1510, bet 1128...) hanno solo licenza di operare direttamente coi clienti e non coi bet shop....... che succederebbe? (licenza LGA)
Credete davvero che sarebbero dissequestrati?
Gli unici ad avere licenza di operare come bookmaker TERRESTRE e non solo via internet sono Planetwin365, Goldbet e forse qualcun altro...
Non è una polemica la mia... per dire io si e gli altri no... ma......... Per andare al risparmio... Stanley non ha rinnovato la licenza terrestre che aveva a Liverpool.... perchè tanto vincevano al TAR.
Goldbet e Planet hanno una licenza on-line tant'è che non esistono shop in Austria con i loro brand.
Quindi stiamo al punto di partenza...
Stranamente la cosa che traspare dai comunicati stampa ed interni di Stanley è che NON sono favorevoli ad un sistema AUTORIZZATORIO che in realtà sarebbe la soluzione più logica per risolvere la questione.
Ad oggi (di fatto) esistono tre categorie di operatori al pubblico:
a) Concessionari: danneggiati per aver pagato (se hanno pagato
b) PdC: categoria istituita col bando bersani, in seguito rinnegata danneggiando numerosi operatori (a torto o a ragione poco importa oggi)
c) CTD/CED: più o meno discriminati, fin troppo se n'è parlato.
....insomma a chi giova questo stato di cose????
Solo ad un ristretto gruppo di funzionari, politici, lobbisti, ecc. che traggono vantaggio da questa anomalia tutta italiana.
E senza nasconderci dietro un dito anche ai governi di Malta, Austria, Inghilterra, ecc. che concedono licenze e lucrano con le tasse sui profitti realizzati in territorio straniero.
Non può essere una soluzione accettabile concedere una deroga speciale a Stanley, in primo luogo perchè continuerebbero a pagare le tasse a Malta e non in Italia, secondo poi sarebbe una vera bestemmia da un punto di vista giuridico!
Per riprendere la metafora di mandrake, modificandola un po' per renderla più realistica.
Supponiamo che la farmacia esponga un cartello: "cercasi commesso solo di sesso maschile".
Tizia è donna ed è discriminata.
Caio è uomo e non è discriminato.
Sempronio è uomo e non è discriminato.
...tuttavia la farmacia (pur discriminando solo una persona su tre) incorrerebbe in pesanti sanzioni anche se di fatto non avesse discriminato nessuno perchè nessuna donna è interessata al posto di lavoro.... Il concetto di ASTRATTEZZA della norma è alla base del concetto di giurisprudenza!!!!!
Condivido l'auspicio di Stanley per un confronto serio che porti ad una soluzione altrettanto seria che non sia la classica toppa!
Saluti








