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“RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda ughetto » 02/05/2013 - 10:50
Certo anche tu però Mandrà...ma se siete superiori, se siete avanti, se siete i numeri "uni" ancora stai a rispondere a ste mezze pacche di Goldbet ? Manco se potessi fargli aprire gli occhi... tanto Stanley non riprende nessuno no ?
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda max90 » 02/05/2013 - 13:38
il motivo per cui mandrake risponde ancora a questi post è a mio parere che in stanley si stanno mettendo paura visto anche il proselity che questo forum ha!! non ci vuole un genio per capire che stanno affrontando un periodo orribile(io oserei di declino ma è solo il mio parere)... il loro prodotto è vecchio l'intero sistema di accettazione è vecchio le novità quando ci sono (se ci sono!) sono troppo macchinose, scarsa considerazione dei ctd . capiarea disinteressati la cui presenza abbastanza inutile per la gestione dei problemi, call center penoso ,dipartimento comunicazione inesistente.... piano commissioni ridicolo.... mancanza di supporti classifiche , mancanza di un sito on line per scommettere,sito on line per la visione delle partite inefficente non riescono nemmeno a inserire la ricerca delle partite per data..... insomma totale declino e non cura un pò in genere dell'intero sistema!!! mandrake ipazia o ipatia come cavolo si scrive non introdurrà alcuna novità se non semplicemente sostituirà quel ridicolo programma che è l'accept!! falla finita di vendere fumo!!
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lordmarshall
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda lordmarshall » 02/05/2013 - 14:08
In tempi non sospetti proposi di avviare le procedure per la santificazione diretta di Mandrake.
Per la passione e tenacia con le quali Mandrake difende, fino allo stremo, la causa della Rossa, non sono è encomiabile, ma meritevole di ogni beatificazione e gloria celeste.
San Mandrake da Liverpool. Subito!
Detto questo, voglio renderti partecipe della mia decisione di lasciare la Rossa.
La mia decisione parte da considerazioni di natura commerciale, e più precisamente di opportunità imprenditoriali in termini di sviluppo di una rete di agenzie, nonché di concetti commerciali nettamente propositivi verso chi, come me, è orientato ad investire in aperture di più agenzie e/o favorire l'apertura di agenzie a terzi, ricavandone, comunque, un profitto.
Ora, tralasciando tutti gli aspetti tecnico/commerciali in merito all'offerta del gioco, voglio analizzare con te tutti gli aspetti della mera affiliazione, secondo la politica aziendale della stanley:
- Imposizione di investimenti in merito agli arredi, con l'obbligo di acquistare da fornitori indicati dall'azienda stessa. Da imprenditore potrei anche capire che Stanley segua la politica dell'omogeneità del design per i suoi CTD, e per assurdo, mi può anche stare bene.
- Tecnologie: L'azienda impone tecnologie specifiche (Screen system, Pc, ecc....)? Accettabile, visto che sono adatti allo specifico assetto funzionale, per la fruizione dell'offerta dell'azienda, verso il cliente.
Che le quotazioni commerciali sia degli arredi, sia delle attrezzature, siano sovrastimate è un dettaglio sul quale sono disposto anche a sorvolare.
Aspetti Legali. Sappiamo tutti che Stanley è sinonimo di sicurezza ed efficienza legale.
Aspetti "Imposta Unica". Dai miei contatti in AAMS, posso dire per certo che Stanley è la prima compagnia "non concessionaria" che ha avviato una trattativa con in monopoli.
Ma allora, perché sono stato cosi pazzo nell'abbandonare la Stanley per passare in GoldBet?
Ma semplice, sono un imprenditore, ed in quanto tale è mio dovere trovare soluzioni che siano funzionali alla mia missione (commerciale) d'impresa.
E con Stanley, non è possibile farlo, perché:
- Contratto triennale che implica un vincolo totalmente ingiustificato, privilegiando unicamente Stanley.
- Lo sviluppo di una rete di agenzie non è contemplato con nessun benefit commerciale, disincentivando l'investimento per l'apertura di altre agenzie.
- Sistema provvigionale obsoleto e non rispondente ai nuovi concept commerciali che il mercato odierno offre.
Hai affermato che molte aziende con provvigioni "alte" sono saltate... Beh, Goldbet ha un sistema provvigionale decisamente interessante e non penso che sia al collasso economico, anzi... investe molto in sponsorizzazioni di altissimo profilo promozionale.
Ma ti voglio rispondere sulla scorta di dati certi.
Stanley adotta un modus operandi commerciale, in relazione al sistema provvigionale, arcaico e controproducente. La media provvigionale di un CTD Stanley si attesta (punto più, punto meno) attorno all'8%. Senza nessun bonus sulla marginalità.
Questo sistema provvigionale si avvicia molto a sistema Snai- Sisal (guardacaso....). Questo modello si sta rivelando un boomerang commerciale per le aziende che l'hanno adottato.
Facciamo un esempio:
Snai ha un pay out molto alto (con picchi del 106%-108%) perché?
Semplice. Snai ha due offerte di affiliazione, ovvero la diretta (punto Snai legato direttamente alla casa madre) e il servizio di provider per i mono concessionari.
Ora, i mono concessionari hanno spesso altre agenzie Snai (dirette) con lo scopo di riversarci tutte le giocate "spazzatura", ovvero le giocate speculative, o ad alto tasso di rischio, Perché? perché nell'agenzia "a banco proprio", accettano le giocate "grasse" (multiple, e con un moltiplicatore alto) per fare cosa? Ma semplice Mandrake: per tenere alta la marginalità....
Perché in Stanley il fenomeno del sottobanco e largamente diffuso?
Ma semplice! Il CTD utilizza lo stesso modus operandi come appena descritto sopra, ovvero: Stanley come agenzia "diretta", nella quale riversare le giocate speculative, e "sottobanco" gestire le giocate a basso rischio (multiple, ecc...), per guadagnare sulla marginalità, in più con l'aggiunta dell'on line che rafforza la raccolta.
E' moralmente scorretto? dal punto di vista della deontologia professionale, si. Da punto di vista dell'etica commerciale, no. Perché è eticamente corretto? perché la strategia commerciale (in merito alle provvigioni) adottata da Stanley è mortificante per il CTD, per non parlare che è controproducente per la Stanley stessa.
Perché è controproducente per la Stanley?
Perché un sistema provvigionale, basato solo sul fatturato, crea come epifenomeno una raccolta sbilanciata e non cautelativa per l'azienda, poiché, in assenza di un bonus sulla marginalità, il CTD non ha alcun interesse a praticare una raccolta, appunto, ben bilanciata, disincentivando la raccolta delle giocate speculative.
Non conosco la marginalità generale della Stanley e neanche mi interessa saperlo, ma di una cosa sono certo: Il sistema provvigionale basato solo sul fatturato, non ha futuro.
Il 2016 si approssima, ed io voglio arrivarci facendo la parte del leone. Eh si.... perché, nel frattempo, con il sistema commerciale che Goldbet mi offre, sono altamente incentivato ad aprire quanti più centri possibile, ottenendo prosperità da subito, e non i un futuro più o meno prossimo.
In futuro Goldbet è destinata a scomparire come tu lasci intendere? Non ne sono proprio convinto, ma se, per assurdo, avessi ragione, io nel frattempo ho prosperato, avviato una rete di agenzie, consolidandomi sul mercato... e sai a vantaggio di chi? Sempre mio... perché se Goldbet dovesse "sparire", io avrei merce pregiata da offrire ad altri competitor, che farebbero carte false per accaparrarsi la raccolta prodotta dalla mia rete....
Goldbet, a differenza della Stanley, ha capito che per rendere fedeli i CED deve farli guadagnare, incentivandoli (con i bonus) a praticare una raccolta che dia da vivere ai ced e che crei marginalità costante al bookmaker.
Questo io l'ho capito da subito, ed altri lo hanno capito...
PS: Capitolo "imposta unica": Solo Stanley garantisce il pagamento? anche su questo mi sono preventivamente cautelato
Per concludere, dal punto di vista meramente imprenditoriale, Stanley non offre opportunità ed incentivi per investire su di essa, poiché è fortemente orientata ad un rapporto subalterno Book/CTD che non di partnership commerciale.
Per la passione e tenacia con le quali Mandrake difende, fino allo stremo, la causa della Rossa, non sono è encomiabile, ma meritevole di ogni beatificazione e gloria celeste.
San Mandrake da Liverpool. Subito!
Detto questo, voglio renderti partecipe della mia decisione di lasciare la Rossa.
La mia decisione parte da considerazioni di natura commerciale, e più precisamente di opportunità imprenditoriali in termini di sviluppo di una rete di agenzie, nonché di concetti commerciali nettamente propositivi verso chi, come me, è orientato ad investire in aperture di più agenzie e/o favorire l'apertura di agenzie a terzi, ricavandone, comunque, un profitto.
Ora, tralasciando tutti gli aspetti tecnico/commerciali in merito all'offerta del gioco, voglio analizzare con te tutti gli aspetti della mera affiliazione, secondo la politica aziendale della stanley:
- Imposizione di investimenti in merito agli arredi, con l'obbligo di acquistare da fornitori indicati dall'azienda stessa. Da imprenditore potrei anche capire che Stanley segua la politica dell'omogeneità del design per i suoi CTD, e per assurdo, mi può anche stare bene.
- Tecnologie: L'azienda impone tecnologie specifiche (Screen system, Pc, ecc....)? Accettabile, visto che sono adatti allo specifico assetto funzionale, per la fruizione dell'offerta dell'azienda, verso il cliente.
Che le quotazioni commerciali sia degli arredi, sia delle attrezzature, siano sovrastimate è un dettaglio sul quale sono disposto anche a sorvolare.
Aspetti Legali. Sappiamo tutti che Stanley è sinonimo di sicurezza ed efficienza legale.
Aspetti "Imposta Unica". Dai miei contatti in AAMS, posso dire per certo che Stanley è la prima compagnia "non concessionaria" che ha avviato una trattativa con in monopoli.
Ma allora, perché sono stato cosi pazzo nell'abbandonare la Stanley per passare in GoldBet?
Ma semplice, sono un imprenditore, ed in quanto tale è mio dovere trovare soluzioni che siano funzionali alla mia missione (commerciale) d'impresa.
E con Stanley, non è possibile farlo, perché:
- Contratto triennale che implica un vincolo totalmente ingiustificato, privilegiando unicamente Stanley.
- Lo sviluppo di una rete di agenzie non è contemplato con nessun benefit commerciale, disincentivando l'investimento per l'apertura di altre agenzie.
- Sistema provvigionale obsoleto e non rispondente ai nuovi concept commerciali che il mercato odierno offre.
Hai affermato che molte aziende con provvigioni "alte" sono saltate... Beh, Goldbet ha un sistema provvigionale decisamente interessante e non penso che sia al collasso economico, anzi... investe molto in sponsorizzazioni di altissimo profilo promozionale.
Ma ti voglio rispondere sulla scorta di dati certi.
Stanley adotta un modus operandi commerciale, in relazione al sistema provvigionale, arcaico e controproducente. La media provvigionale di un CTD Stanley si attesta (punto più, punto meno) attorno all'8%. Senza nessun bonus sulla marginalità.
Questo sistema provvigionale si avvicia molto a sistema Snai- Sisal (guardacaso....). Questo modello si sta rivelando un boomerang commerciale per le aziende che l'hanno adottato.
Facciamo un esempio:
Snai ha un pay out molto alto (con picchi del 106%-108%) perché?
Semplice. Snai ha due offerte di affiliazione, ovvero la diretta (punto Snai legato direttamente alla casa madre) e il servizio di provider per i mono concessionari.
Ora, i mono concessionari hanno spesso altre agenzie Snai (dirette) con lo scopo di riversarci tutte le giocate "spazzatura", ovvero le giocate speculative, o ad alto tasso di rischio, Perché? perché nell'agenzia "a banco proprio", accettano le giocate "grasse" (multiple, e con un moltiplicatore alto) per fare cosa? Ma semplice Mandrake: per tenere alta la marginalità....
Perché in Stanley il fenomeno del sottobanco e largamente diffuso?
Ma semplice! Il CTD utilizza lo stesso modus operandi come appena descritto sopra, ovvero: Stanley come agenzia "diretta", nella quale riversare le giocate speculative, e "sottobanco" gestire le giocate a basso rischio (multiple, ecc...), per guadagnare sulla marginalità, in più con l'aggiunta dell'on line che rafforza la raccolta.
E' moralmente scorretto? dal punto di vista della deontologia professionale, si. Da punto di vista dell'etica commerciale, no. Perché è eticamente corretto? perché la strategia commerciale (in merito alle provvigioni) adottata da Stanley è mortificante per il CTD, per non parlare che è controproducente per la Stanley stessa.
Perché è controproducente per la Stanley?
Perché un sistema provvigionale, basato solo sul fatturato, crea come epifenomeno una raccolta sbilanciata e non cautelativa per l'azienda, poiché, in assenza di un bonus sulla marginalità, il CTD non ha alcun interesse a praticare una raccolta, appunto, ben bilanciata, disincentivando la raccolta delle giocate speculative.
Non conosco la marginalità generale della Stanley e neanche mi interessa saperlo, ma di una cosa sono certo: Il sistema provvigionale basato solo sul fatturato, non ha futuro.
Il 2016 si approssima, ed io voglio arrivarci facendo la parte del leone. Eh si.... perché, nel frattempo, con il sistema commerciale che Goldbet mi offre, sono altamente incentivato ad aprire quanti più centri possibile, ottenendo prosperità da subito, e non i un futuro più o meno prossimo.
In futuro Goldbet è destinata a scomparire come tu lasci intendere? Non ne sono proprio convinto, ma se, per assurdo, avessi ragione, io nel frattempo ho prosperato, avviato una rete di agenzie, consolidandomi sul mercato... e sai a vantaggio di chi? Sempre mio... perché se Goldbet dovesse "sparire", io avrei merce pregiata da offrire ad altri competitor, che farebbero carte false per accaparrarsi la raccolta prodotta dalla mia rete....
Goldbet, a differenza della Stanley, ha capito che per rendere fedeli i CED deve farli guadagnare, incentivandoli (con i bonus) a praticare una raccolta che dia da vivere ai ced e che crei marginalità costante al bookmaker.
Questo io l'ho capito da subito, ed altri lo hanno capito...
PS: Capitolo "imposta unica": Solo Stanley garantisce il pagamento? anche su questo mi sono preventivamente cautelato
Per concludere, dal punto di vista meramente imprenditoriale, Stanley non offre opportunità ed incentivi per investire su di essa, poiché è fortemente orientata ad un rapporto subalterno Book/CTD che non di partnership commerciale.
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda max90 » 02/05/2013 - 14:43
mi complimento con lordmarshall per l'acuta analisi purtroppo tutto quello di cui parla sottobanco commissioni ridicole abbandono dei ctd è tutto vero e si sta verificando puntualmente ogni giorno e non siamo di certo noi a denigrare o inventarci niente i fatti sono sotto gli occhi di tutti
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda betboy » 02/05/2013 - 15:24
Caro lordmarshall, mi complimento sulla tua rapida sintesi. Delle motivazioni e delle necessità.
Io non vestendo di rosso, ma conoscendo persone che lo sono e un caro amico che sta disperato c sotto questa affiliazione di liverpool, non sarei riuscito a raccontare tutte queste cose e aspetti che mi avevano descritto durante la mia indagine. A voce sono queste, le sfumature simili.
Appena vedrò il loro responsabile di zona gli farò tutte queste premesse.
Vediamo, se avrà ancora il coraggio di dirmi che se non apro con loro, farà aprire un altro in paese.
Volevano davvero truffarmi.....
Grazie a tutti per i consigli.
Datemi l'indirizzo del ctd di madrake a Roma, voglio proprio conoscerlo.
Si è dimostrato una persona preparata (anche se di parte), ma non credo ad una sola parola sui fatturati del suo ctd.
Buona giornata
Io non vestendo di rosso, ma conoscendo persone che lo sono e un caro amico che sta disperato c sotto questa affiliazione di liverpool, non sarei riuscito a raccontare tutte queste cose e aspetti che mi avevano descritto durante la mia indagine. A voce sono queste, le sfumature simili.
Appena vedrò il loro responsabile di zona gli farò tutte queste premesse.
Vediamo, se avrà ancora il coraggio di dirmi che se non apro con loro, farà aprire un altro in paese.
Volevano davvero truffarmi.....
Grazie a tutti per i consigli.
Datemi l'indirizzo del ctd di madrake a Roma, voglio proprio conoscerlo.
Si è dimostrato una persona preparata (anche se di parte), ma non credo ad una sola parola sui fatturati del suo ctd.
Buona giornata
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lordmarshall
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda lordmarshall » 02/05/2013 - 16:21
Max90, Betboy, grazie per i complimenti.
Quello che ho scritto non è altro che un'analisi dello status quo della Stanley.
Betboy, hai utilizzato un termine improprio (truffa), ma presumo che l'accezione che volevi dare al termine "truffa" sia da considerarsi sullo squilibrio contrattuale / commerciale in rapporto alla scarsa performance della Stanley in termini di offerta gioco e guadagni, nonché sugli obblighi di esclusiva che Stanley impone.
Piuttosto, quello che non si capisce è lo storico stallo in cui versa l'azienda (è dal 2008 che si parla di Ipatia, aspettando il suo avvento).
Sicuramente a noi mancano alcuni tasselli per comprendere il perché di tale ritardo, ed ovviamente ci saranno dei seri motivi per il mancato rilascio della piattaforma. Non penso che il board(?) della Stanley sia Masochista, come penso che non potranno reggere a lungo questo stillicidio commerciale.
Board(?): Forse il problema risiede nel fatto che non esiste un vero board come nelle canoniche grandi aziende.
Stanley ha le dimensioni di una grande azienda, ma gestita come se fosse a "conduzione familiare". Fin qui nulla di male, ma a patto che il "Capitano d'impresa" sia cosciente che dietro una grande azienda c'è un grande gruppo operativo che sappia "leggere" il mercato in divenire, tracciando le linee guida per condurre la compagnia al meglio.
Esiste questo gruppo?
Garrisi (il Patron) è un valido imprenditore, caparbio e tenace. Antonelli è persona di grandi capacità nella gestione della rete commerciale (intendo gli AM)
Ma sotto di loro?
sistematici turn over di dirigenti più o meno capaci e continui riassetti manageriali.
Per fare impresa servono manager capaci (e potere decisionale) che sappiano sviluppare il piano industriale della compagnia, e non semplici vassalli dei feudatari.
Certo, ci sono persone valide in Stanley, ci mancherebbe, ma evidentemente non basta.
Goldbet?
Anche Goldbet ha un "Patron", ma il management dell'azienda è strutturato in modo più articolato e rispondente alle esigenze di cui una grande azienda necessita. Tuttavia, a differenza della Stanley, Goldbet trae la sua "vera" forza commerciale dalla sua rete di AM, i quali non sono "semplici" dipendenti, bensì imprenditori che, per ovvie ragioni commerciali, sono incentivati a rafforzare la rete finale, tenerla sotto controllo, e valorizzarla.
Quello che ho scritto non è altro che un'analisi dello status quo della Stanley.
Betboy, hai utilizzato un termine improprio (truffa), ma presumo che l'accezione che volevi dare al termine "truffa" sia da considerarsi sullo squilibrio contrattuale / commerciale in rapporto alla scarsa performance della Stanley in termini di offerta gioco e guadagni, nonché sugli obblighi di esclusiva che Stanley impone.
Piuttosto, quello che non si capisce è lo storico stallo in cui versa l'azienda (è dal 2008 che si parla di Ipatia, aspettando il suo avvento).
Sicuramente a noi mancano alcuni tasselli per comprendere il perché di tale ritardo, ed ovviamente ci saranno dei seri motivi per il mancato rilascio della piattaforma. Non penso che il board(?) della Stanley sia Masochista, come penso che non potranno reggere a lungo questo stillicidio commerciale.
Board(?): Forse il problema risiede nel fatto che non esiste un vero board come nelle canoniche grandi aziende.
Stanley ha le dimensioni di una grande azienda, ma gestita come se fosse a "conduzione familiare". Fin qui nulla di male, ma a patto che il "Capitano d'impresa" sia cosciente che dietro una grande azienda c'è un grande gruppo operativo che sappia "leggere" il mercato in divenire, tracciando le linee guida per condurre la compagnia al meglio.
Esiste questo gruppo?
Garrisi (il Patron) è un valido imprenditore, caparbio e tenace. Antonelli è persona di grandi capacità nella gestione della rete commerciale (intendo gli AM)
Ma sotto di loro?
sistematici turn over di dirigenti più o meno capaci e continui riassetti manageriali.
Per fare impresa servono manager capaci (e potere decisionale) che sappiano sviluppare il piano industriale della compagnia, e non semplici vassalli dei feudatari.
Certo, ci sono persone valide in Stanley, ci mancherebbe, ma evidentemente non basta.
Goldbet?
Anche Goldbet ha un "Patron", ma il management dell'azienda è strutturato in modo più articolato e rispondente alle esigenze di cui una grande azienda necessita. Tuttavia, a differenza della Stanley, Goldbet trae la sua "vera" forza commerciale dalla sua rete di AM, i quali non sono "semplici" dipendenti, bensì imprenditori che, per ovvie ragioni commerciali, sono incentivati a rafforzare la rete finale, tenerla sotto controllo, e valorizzarla.
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda alexander78 » 02/05/2013 - 22:09
xlordmarshall
I miei complimenti persona preparata e seria,i tuoi post sono sempre costruttivi, è chiaramente anche se sei della goldbet cioè di parte , sei molto lineare sulle cose.
Appartenere a una società non significa difenderla anche negli errori, anzi e dagli errori che bisogna avere la lucidità di trovare il rimedio........ quello che non fa L'illustrissimo , egr. sig. avvocato, genio MANDRAKE..........
Ipatia se andrà in funzione e sarà un'innovazione , tanto di cappello, sarò il primo a difenderla...............
Ma fino a questo momento per me la Stanley e al pari di ITALIANBETS............
I miei complimenti persona preparata e seria,i tuoi post sono sempre costruttivi, è chiaramente anche se sei della goldbet cioè di parte , sei molto lineare sulle cose.
Appartenere a una società non significa difenderla anche negli errori, anzi e dagli errori che bisogna avere la lucidità di trovare il rimedio........ quello che non fa L'illustrissimo , egr. sig. avvocato, genio MANDRAKE..........
Ipatia se andrà in funzione e sarà un'innovazione , tanto di cappello, sarò il primo a difenderla...............
Ma fino a questo momento per me la Stanley e al pari di ITALIANBETS............
La libertà non è solo un diritto, ma è un dovere........
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda Enne » 03/05/2013 - 13:40
mandrake76 ha scritto: Io, da tecnico, sia pur di parte, ti dico come stanno le cose: poi ENNE se lo vorra' (non Cifone, non Lord Marshall, non Goldbet Cellole) potra' dirmi la sua.
La Cassazione non ha detto che Goldbet e' stata discriminata. Se leggi bene la Cassazione ha detto che il sistema e' discriminatorio. Siccome Goldbet ha una storia complessa non e' facile arrivare alla verita' che e' la seguente: che malgrado il sistema sia stato (ed e') discriminatorio Goldbet non e' in realta' stata discriminata. La Cassazione infatti, anche nella piu' recente sentenza Chiappini, non fa l'analisi della discriminazione subita da Goldbet. Dice che l'art 23 non era chiaro, le distanze, etc,etc. Ma l'art 23 non era chiaro come funzionava se avevi avuto una discriminazione precedente. Per uno che illegalmente faceva cross border senza alcuna giustificazione l'art. 23 era chiarissimo. E implicava la perdita della concessione, senza alcuna violazione del diritto comunitario. Ma questo la Cassazione non lo rileva.
Ti ringrazio della considerazione, ma dicendoti la mia rischierei di essere ripetitivo.
Il nocciolo della questione è che io non sono convinto della rilevanza della legittimazione allo svolgimento di attività trasfontaliera ai fini della discriminazione o meno.
Lo Stato, quando attribuisce un titolo abilitativo (in questo caso le concessioni per le scommesse), può decidere di escludere per ragioni, ad esempio, di compatibilità o di interessi in conflitto, lo svolgimento di determinate attività ancorchè lecite.
In altre parole, la mia idea è che il famigerato art. 23, in una delle sue possibili interpretazioni letterali, non fosse inteso a vietare il cross-border atitolato, bensì qualsivoglia attività trasfrontaliera.
Volendo semplificare ulteriormente, lo Stato dice : "vuoi una concessione? Bene: rinuncia alla rete parallela perchè o operi solo come concessionario o operi solo come '.com'.
Il problema, però, nasce dal fatto che la disposizione contenente questa 'clausola', è stata redatta in maniera poco chiara, al punto che la stessa poteva anche significare: "vuoi una concessione? Bene: lavora con le scommesse, ma non commercializzare prodotti diversi da quelli che ti sto affidando".
Siccome la violazione di questo divieto avrebbe causato la decadenza della concessione e la perdita delle somme impegnate a garanzia, la Corte ha sottolineato come l'esigenza di chiarezza ed univocità fosse decisiva censurando la suddetta norma.
Perciò diciamo che Goldbet vede il bando, lo trova congruo e - ipotizziamo - ritiene di poter operare, ai fini del mantenimento delle eventuali concessioni aggiudicatesi, anche con dei CED astenendosi, però, dall'offrire prodotti non previsti dal bando (ad esempio gli eventi virtuali) e partecipa alla gara attraverso una società controllata.
E' tutto chiaro; non ha motivi di doglianza e perciò non pensa neanche ad impugnare il bando a proposito del quale, anzi, sottoscrive un documento che attesta la propria soddisfazione.
Assegnate le concessioni, però, se le vede revocare perchè lo Stato non ha interpretato l'art. 23 nel senso (corretto) attribuitogli da Goldbet, ma nell'altro senso (anch'esso corretto).
Successivamente la Corte UE, interpellata sul punto, conviene che l'art. 23 è effettivamente ambiguo e lo censura con la conseguenza che Totobetting risulta estromessa dal sistema in violazione del diritto dell'Unione e correlativamente lo risulta Goldbet che, se avesse partecipato direttamente, sarebbe con assoluta certezza, incappata nel medesimo meccanismo discriminatorio e che, come Stanley, si è vista costretta a rinunciare alla partecipazione.
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda strakaos » 03/05/2013 - 13:59
Enne ha scritto:mandrake76 ha scritto: Io, da tecnico, sia pur di parte, ti dico come stanno le cose: poi ENNE se lo vorra' (non Cifone, non Lord Marshall, non Goldbet Cellole) potra' dirmi la sua.
La Cassazione non ha detto che Goldbet e' stata discriminata. Se leggi bene la Cassazione ha detto che il sistema e' discriminatorio. Siccome Goldbet ha una storia complessa non e' facile arrivare alla verita' che e' la seguente: che malgrado il sistema sia stato (ed e') discriminatorio Goldbet non e' in realta' stata discriminata. La Cassazione infatti, anche nella piu' recente sentenza Chiappini, non fa l'analisi della discriminazione subita da Goldbet. Dice che l'art 23 non era chiaro, le distanze, etc,etc. Ma l'art 23 non era chiaro come funzionava se avevi avuto una discriminazione precedente. Per uno che illegalmente faceva cross border senza alcuna giustificazione l'art. 23 era chiarissimo. E implicava la perdita della concessione, senza alcuna violazione del diritto comunitario. Ma questo la Cassazione non lo rileva.
Ti ringrazio della considerazione, ma dicendoti la mia rischierei di essere ripetitivo.
Il nocciolo della questione è che io non sono convinto della rilevanza della legittimazione allo svolgimento di attività trasfontaliera ai fini della discriminazione o meno.
Lo Stato, quando attribuisce un titolo abilitativo (in questo caso le concessioni per le scommesse), può decidere di escludere per ragioni, ad esempio, di compatibilità o di interessi in conflitto, lo svolgimento di determinate attività ancorchè lecite.
In altre parole, la mia idea è che il famigerato art. 23, in una delle sue possibili interpretazioni letterali, non fosse inteso a vietare il cross-border atitolato, bensì qualsivoglia attività trasfrontaliera.
Volendo semplificare ulteriormente, lo Stato dice : "vuoi una concessione? Bene: rinuncia alla rete parallela perchè o operi solo come concessionario o operi solo come '.com'.
Il problema, però, nasce dal fatto che la disposizione contenente questa 'clausola', è stata redatta in maniera poco chiara, al punto che la stessa poteva anche significare: "vuoi una concessione? Bene: lavora con le scommesse, ma non commercializzare prodotti diversi da quelli che ti sto affidando".
Siccome la violazione di questo divieto avrebbe causato la decadenza della concessione e la perdita delle somme impegnate a garanzia, la Corte ha sottolineato come l'esigenza di chiarezza ed univocità fosse decisiva censurando la suddetta norma.
Perciò diciamo che Goldbet vede il bando, lo trova congruo e - ipotizziamo - ritiene di poter operare, ai fini del mantenimento delle eventuali concessioni aggiudicatesi, anche con dei CED astenendosi, però, dall'offrire prodotti non previsti dal bando (ad esempio gli eventi virtuali) e partecipa alla gara attraverso una società controllata.
E' tutto chiaro; non ha motivi di doglianza e perciò non pensa neanche ad impugnare il bando a proposito del quale, anzi, sottoscrive un documento che attesta la propria soddisfazione.
Assegnate le concessioni, però, se le vede revocare perchè lo Stato non ha interpretato l'art. 23 nel senso (corretto) attribuitogli da Goldbet, ma nell'altro senso (anch'esso corretto).
Successivamente la Corte UE, interpellata sul punto, conviene che l'art. 23 è effettivamente ambiguo e lo censura con la conseguenza che Totobetting risulta estromessa dal sistema in violazione del diritto dell'Unione e correlativamente lo risulta Goldbet che, se avesse partecipato direttamente, sarebbe con assoluta certezza, incappata nel medesimo meccanismo discriminatorio e che, come Stanley, si è vista costretta a rinunciare alla partecipazione.
Si certo, belle parole, ma se lo Stato avesse dato la stessa interpretazione data da goldbet (quantomeno in questi giorni, perchè ne ha avute diverse) la stessa certo non avrebbe potuto operare una rete parallela di ricevitorie/CTD, ma si sarebbe dovuta limitare alle concessioni fisiche ottenute (se non erro erano solo due!) ed eventualmente avrebbe potuto operare online ma con tutti i limiti imposti in tema di intermediazione, certamente ostativi alla rete fisica dei propri CTD.
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda Enne » 03/05/2013 - 15:42
Strakaos, lo Stato può (provare a) perseguire penalmente un CTD/CED che operi senza legittimazione, ma, evidentemente, non può collegarne alla mera esistenza provvedimenti 'estremi' come revocare una concessione amministrativa ed incamerare dei denari versati a titolo di garanzia.
Almeno non con una norma (art. 23) che non sia chiara al riguardo.
Almeno non con una norma (art. 23) che non sia chiara al riguardo.
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda strakaos » 03/05/2013 - 17:19
Enne ha scritto:Strakaos, lo Stato può (provare a) perseguire penalmente un CTD/CED che operi senza legittimazione, ma, evidentemente, non può collegarne alla mera esistenza provvedimenti 'estremi' come revocare una concessione amministrativa ed incamerare dei denari versati a titolo di garanzia.
Almeno non con una norma (art. 23) che non sia chiara al riguardo.
Certamente la poca chiarezza della norma consente delle doglianze a chi abbia un interesse legittimo ma non mi spiego come possa, da ciò, scaturire una presunta legittimazione di una rete di oltre 500 centri....
Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda strakaos » 03/05/2013 - 17:21
strakaos ha scritto:Enne ha scritto:Strakaos, lo Stato può (provare a) perseguire penalmente un CTD/CED che operi senza legittimazione, ma, evidentemente, non può collegarne alla mera esistenza provvedimenti 'estremi' come revocare una concessione amministrativa ed incamerare dei denari versati a titolo di garanzia.
Almeno non con una norma (art. 23) che non sia chiara al riguardo.
Certamente la poca chiarezza della norma consente delle doglianze a chi abbia un interesse legittimo ma non mi spiego come possa, da ciò, scaturire una presunta legittimazione di una rete di oltre 500 centri....
...probabilmente sarà merito del loro team legale....
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda giallorosso » 03/05/2013 - 21:12
bisca ha scritto:
NEMESIS PER FAVORE TU CHE SEI UN PO PIU' INTELLIGENTE DEGLI ALTRI SPIEGA A QUELL'IGNORANTONE DI SAURO LA DIFFERENZA TRA UN IP STATICO E DINAMICO
nemesis ha scritto: prima dovrei spiegare a te cosa è un ip
Prima di postare fandonie dando appellativi quali "book" e "britannici" contate fino a 10 ... Potreste offendere l'inteliggenza di molti
Bobas ha scritto:Tu scherzi caro Mirco ma io ho studiato a fondo la partita (pensa ieri sera nonostante non fossi solo a casa e lei mi chiamava pregandomi di raggiungerla a letto, desiderosa di me, io niente
a studiare sui Bignami il calcio giapponese)
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda mandrake76 » 04/05/2013 - 10:19
Ragazzi.... vi siete scatenati. ma come .... vi lascio soli per un'attimo e vi mettete tutti a pisciare fuori dal vasino?
Sara una goduria rispondervi ..... ma non adesso. Ci risentiamo lunedi. E ci divertiremo tutti!
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"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
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Re: “RIPAMONTI SU JAMMA: CASSAZIONE SU GOLDBET VALIDA.”
Messaggioda Goldbet Cellole » 04/05/2013 - 12:54
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