Messaggioda maurox » 29/09/2004 - 18:51
l'unica richiesta possibile , ( sensata ) , che la Stanley puo' fare al Governo Italiano e' attraverso una bella lettera aperta in pubblicazione su tutti i giornali sportivi interessati, nonche' ovviamente al Direttore dei Monopoli e a tutte le Autorita' del caso, chiedendo che nel Testo Unico sui Giochi in preparazione si dia spazio agli operatori esteri ( come dichiarato da Tino sul primo numero del giornale dell'Aams nell'intervista da lui concessa )e soprattutto si tracci una linea da percorrere attraverso la legalizzazione e attraverso le possibili modalita' del caso,linea accordata e decisa dai Monopoli ovviamente, facendo presente che questa situazione ha generato parecchie spese e problemi a tutti, primi fra i quali i gestori di CTD che in virtu' delle decisioni spesso NON UNANIMI dei giudici italiani nonche' dalle indicazioni di Corte Europea ,sono stati incoraggiati a percorrere queste strade verso il burrone... La Stanley dovrebbe inoltre puntualizzare che non si puo' demonizzare chi cerca di far parte di questo settore attraverso l'apertura di un CTD, poiche' con l'evoluzione del mercato e la crescita ( talvolta incontrollabile, certo, ) di internet, anche le modalita' delle scommesse e la globalizzazione di esse comportano inevitabilmente la ricerca e l'ideazione di nuove forme di offerte al pubblico piu' moderne e anche , se vogliamo, piu' efficienti e divertenti: proprio per questo non si puo' bloccare lo sviluppo di questo settore dicendo semplicemente che per farlo occorre una concessione statale punto e basta.Fino a quando ? Non sembra che il sistema bandi-minimi garantiti- concessioni abbia dato grandi frutti e sviluppo sino ad oggi, questo appare evidente in seguito alle posizioni estremamente compromesse di molti che hanno dovuto chiudere e restituire la concessione statale...In questo modo non solo si blocca l'iniziativa privata , il che mi sembra fortemente sbagliato in un paese democratico, ma , cosa peggiore, si pilota un settore che avrebbe bisogno solo di controlli efficienti, non di imposizioni statali...Insomma, ci controllino, ci mettano " alla prova ", decidano una tassazione, ma diano una dimostrazione di coerenza e di liberalizzazione nel rispetto dell'europa... in caso contrario, sarebbe piu' che lecito chiedere spiegazione del perche' , nonostante si cerchi in ogni modo lo sviluppo settoriale , ( vedi le tessere di Snai, Matchpoint, Stryke etc etc e altre forme nuove di scommesse ), nello stesso tempo non si permetta agli esteri di fare altrettanto.