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Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
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Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 24/03/2016 - 16:57
Dopo la creazione del gruppo facebook AtalantisScommesse, in cui si invita a segnalare i presunti illeciti ai monopoli, tramite email:
Ufficio Scommesse e Giochi Sportivi a Totalizzatore
monopoli.scommessegst@aams.it
Tel. 0658571
2. Ufficio Gioco a Distanza
monopoli.giocoadistanza@aams.it
0658572227
stamattina, 24 Marzo 2016, un collega gestore di un Negozio AAMS ha richiamato un alto dirigente dei Monopoli di Roma, che gli ha detto che i CTD che non rispettono i limiti di legge (10.000,00 euro vincita massima per colonna; 50.000,00 euro vincita massima per giocata a sistema; 2,00 euro minimo per singola scommessa e 0,25 euro giocata minima a colonna per sistemi)
rischiano concretamente la REVOCA DEL DIRITTO; ma il suo book, addossando a lui la colpa, potrà dare il diritto ad altri.
Il dirigente ha anche detto che hanno già ricevuto centinaia di segnalazioni per email.
Il Book, invece, avrà pesanti sanzioni, che l’avvocatura dello stato, interpellata dai Monopoli, sta valutando in entità. Cosa che ovviamente non li scoraggia dal continuare a non collegare tutti i suoi CTD alla Sogei, in fretta.
Si invitano, pertanto, tutti i CTD sanati (nel 2015 e nel 2016), interessati, a chiedere risposte scritte in merito dai loro book per i rischi che corrono.
Alcuni membri del gruppo facebook stanno anche valutando di informare tramite email tutti i palamentari italiani, le testate giornalistiche e le agenzie di stampa; e successivamente di organizzare una manifestazione a Roma, dinanzi l’AAMS; perchè seondo alcuni non c’è ancora una chiara volontà politica per risolvere alla base questa illegalità.
Le iniziative del gruppo AtlantisScommesse hanno già l’appoggio di una primaria rivista giornalistica del settore Giochi e Scommesse.
Ricordiamo che anche l’associazione AS.TRO sta seguendo il nostro esempio nel segnalare gli illeciti per i TOTEM: https://scommettitore.wordpress.com/201 ... strazione/
************
Una mia considerazione personale:
A proposito delle scuse che Planet e Goldbet abbiano un’unica piattaforma per tutte le nazioni, e quindi non possono mettere i limiti di legge. Ho fatto personalmente il programmatore e le limitazioni per una singola nazione si possono inserire con dei filtri in mezza giornata. Prendiamo ad esempio la Goldbet che attualemente ha una piccola parte di centri già collegati a SOGEI. Usa praticamente lo stesso programma sia per quelli collegati e sia per quelli che non lo sono ancora; ma per i centri già collegati a Sogei esistono già le limitazioni di legge.
Ufficio Scommesse e Giochi Sportivi a Totalizzatore
monopoli.scommessegst@aams.it
Tel. 0658571
2. Ufficio Gioco a Distanza
monopoli.giocoadistanza@aams.it
0658572227
stamattina, 24 Marzo 2016, un collega gestore di un Negozio AAMS ha richiamato un alto dirigente dei Monopoli di Roma, che gli ha detto che i CTD che non rispettono i limiti di legge (10.000,00 euro vincita massima per colonna; 50.000,00 euro vincita massima per giocata a sistema; 2,00 euro minimo per singola scommessa e 0,25 euro giocata minima a colonna per sistemi)
rischiano concretamente la REVOCA DEL DIRITTO; ma il suo book, addossando a lui la colpa, potrà dare il diritto ad altri.
Il dirigente ha anche detto che hanno già ricevuto centinaia di segnalazioni per email.
Il Book, invece, avrà pesanti sanzioni, che l’avvocatura dello stato, interpellata dai Monopoli, sta valutando in entità. Cosa che ovviamente non li scoraggia dal continuare a non collegare tutti i suoi CTD alla Sogei, in fretta.
Si invitano, pertanto, tutti i CTD sanati (nel 2015 e nel 2016), interessati, a chiedere risposte scritte in merito dai loro book per i rischi che corrono.
Alcuni membri del gruppo facebook stanno anche valutando di informare tramite email tutti i palamentari italiani, le testate giornalistiche e le agenzie di stampa; e successivamente di organizzare una manifestazione a Roma, dinanzi l’AAMS; perchè seondo alcuni non c’è ancora una chiara volontà politica per risolvere alla base questa illegalità.
Le iniziative del gruppo AtlantisScommesse hanno già l’appoggio di una primaria rivista giornalistica del settore Giochi e Scommesse.
Ricordiamo che anche l’associazione AS.TRO sta seguendo il nostro esempio nel segnalare gli illeciti per i TOTEM: https://scommettitore.wordpress.com/201 ... strazione/
************
Una mia considerazione personale:
A proposito delle scuse che Planet e Goldbet abbiano un’unica piattaforma per tutte le nazioni, e quindi non possono mettere i limiti di legge. Ho fatto personalmente il programmatore e le limitazioni per una singola nazione si possono inserire con dei filtri in mezza giornata. Prendiamo ad esempio la Goldbet che attualemente ha una piccola parte di centri già collegati a SOGEI. Usa praticamente lo stesso programma sia per quelli collegati e sia per quelli che non lo sono ancora; ma per i centri già collegati a Sogei esistono già le limitazioni di legge.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda teddybet » 29/03/2016 - 12:28
Un'ottima iniziativa!
Vedo anche tantissime adesioni!
Sarà un successo.
Vedo anche tantissime adesioni!
Sarà un successo.
"La vittoria passa sempre dalle mani del compagno."
- scommettitore siracusano
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 29/03/2016 - 14:45
Grazie, però vorrei sapere perchè, mentre noi gestori abbiamo preso il problema di petto, i concessionari non fanno nulla
Intanto, l'unico giornale del settore che ha abbracciato la nostra iniziativa è GIOCO NEWS. Avevo incontrato personalmente il loro direttore all'Enada di Rimini, a una delle conferenze; e questo è un primo articolo:
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... e-polemica
Scommesse e Ctd: dopo la sanatoria tarda l’allaccio al Totalizzatore ed è polemica
Creato Martedì, 29 Marzo 2016 10:18
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
E’ pioggia di segnalazioni di giocate anomale sulla rete di scommesse dei Ctd “sanati”: e i Monopoli corrono ai ripari.
Puntate sotto il limite minimo di due euro, vincite ben oltre il massimo di 10mila e frazionamenti dei sistemi anche questi al di sotto della quota fissata dal Legislatore. E’ lo scenario che continua a delinearsi in molti (ma per fortuna, non in tutti) degli “ex” Centri trasmissioni dati (Ctd) oggi equiparati alle agenzie di scommesse degli operatori concessionari in virtù della “regolarizzazione fiscale per emersione" introdotta dal governo nella Legge di Stabilità 2015. A denunciare il fatto sono i titolari delle concessioni “storiche” (termine con cui intendiamo gli operatori già presenti sul mercato lecito da anni avendo partecipato alle precedenti gare pubbliche), che non si danno pace nell’assistere a quella che considerano una “concorrenza sleale” nei confronti delle loro attività, segnalando le anomalie rinvenute sul territorio ai Monopoli di Stato e alla nostra redazione, dove giorno dopo giorno continuano ad arrivare segnalazioni di schedine giocate in vari centri, con numeri a dir poco eclatanti. Come puntate da 1 euro o vincite addirittura di un milione di euro. Fatti che GiocoNews.it aveva denunciato già diversi mesi fa, ma che diventano oggi più gravi in seguito alla scadenza del termine del 28 febbraio per l'allaccio al totalizzatore che avrebbe dovuto scrivere la parola fine alle irregolarità.
I FATTI - Il primo marzo, come noto, doveva essere la data ufficiale dello 'switch off' dei Ctd "sanati" dai nuovi bookmakers italiani attraverso la cosiddetta "sanatoria”. A partire da quella data, infatti, tutti i centri regolarizzati si sarebbero dovuti allacciare in via definitiva al Totalizzatore nazionale, equiparandosi in tutto e per tutto con le agenzie di scommesse degli altri concessionari nazionali. Ma così non è stato. O, almeno, non per tutti i 2196 centri regolarizzati dai tre brand di scommesse oggi attivi a tutti gli effetti (e a pieno titolo) nel circuito legale italiano: Betaland, Goldbet e Planet365. Nonostante il termine fissato dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, la scadenza non sembra essere stata rispettata dalla totalità dei centri: e nonostante non sia ancora noto il numero effettivo delle “nuove” sale scommesse effettivamente connesse al Totalizzatore – non ancora comunicato dall’amministrazione – continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Penisola di scommesse “anomale” accettate da alcuni di questi centri, violando i parametri di puntata minima e vincita massima previsti dalla normativa italiana. E non essendo possibile emettere giocate fuori da questi parametri attraverso il Totalizzatore, va da sé che i centri che consentono ancora oggi tali puntate risultano evidentemente non ancora allacciati al circuito legale, quando è trascorso ormai un mese dal termine ultimo fissato dalla norma.
giocata vincita massima marzo2016
COSA DICE LA LEGGE - Eppure la legge parla chiaro: la Stabilità 2015, introducendo la regolarizzazione fiscale, aveva concesso ai Ctd aderenti il “diritto di gestire la raccolta di scommesse per conto di un concessionario” fino al termine della scadenza delle attuali concessioni. Ovvero, il 30 giugno 2016. Nel disciplinare predisposto dai Monopoli e sottoscritto dalle società aderenti, veniva poi stabilito l’obbligo di provvedere al conseguimento della licenza ex articolo 88 del Tulps necessaria per la raccolta di scommesse e al successivo collegamento al Totalizzatore, entro un anno dalla firma, con il limite ultimo che veniva fissato al 28 febbraio 2016. Durante gli ultimi dodici mesi, dunque, i soggetti coinvolti nella procedura hanno provveduto all’adeguamento dei sistemi informatici delle proprie sale e del network in generale, al conseguimento delle licenze di polizia oltre al versamento dei contributi previsti dalla stessa legge. Per un’attività complessa e senza dubbio impegnativa, ma con un periodo di tempo teoricamente idoneo a completare tutte le operazioni. Eppure tutto questo non è avvenuto. E tanto basta a scatenare l’ira dei concessionari “storici” per i quali, a detta dei titolari delle agenzia, non esistono sconti.
I RISCHI PER CHI COMMETTE IRREGOLARITA’ – Ma cosa rischiano i titolari dei centri che non hanno ancora effettuato l’allaccio al Totalizzatore e, soprattutto, per quelli che continuano ad accettare giocate fuori limite? Ed è proprio questo il punto, che impone riflessioni e qualche distinguo. Non a caso, la stessa Agenzia dei Monopoli – secondo quanto apprende GiocoNews.it – ha chiesto un parere all’Avvocatura di Stato, provando a capire se, in caso di mancato collegamento, si potesse agire nei confronti dei titolari dei centri. Con la risposta non ancora pervenuta ma che sembra già scritta: tenendo conto che la Legge di stabilità prevedeva un diritto di operare fino al 30 giugno (cioè fino alla scadenza delle concessioni) e, soprattutto, visto che le giocate fuori dai limiti sono punite dalla legge da un regime sanzionatorio previsto per il mancato rispetto delle previsioni regolamentari che disciplinano la raccolta delle scommesse.
Ecco quindi che per quei soggetti che ancora oggi emettono giocate fuori dai limiti, l’unica pena prevista è la sanzione pecuniaria che va dai 50 ai 100mila euro: anche se il disciplinare prevede, in effetti, che in caso di gravi e reiterate violazioni sia disposta la decadenza dal diritto alla raccolta per la società titolare. Non per il titolare del singolo centro, dunque, ma per la società a cui esso è collegato.
Nei prossimi giorni, con tutta probabilità, verrà avviata una specifica attività di controllo predisposta dall’amministrazione. Nelle ultime ore, in effetti, probabilmente anche in virtù delle tante segnalazioni ricevute dai territori, AdM – oltre a chiedere parere all’Avvocatura - ha allertato tutti gli uffici regionali esortandoli ad effettuare controlli mirati in quei centri dove sono state ravvisate delle anomalie. E sarebbero state allertate anche le società a cui sono collegati i punti vendita potenzialmente irregolari, invitandole a un monitoraggio diretto della propria rete per scoraggiare in tutti i modi le attività non consentite.
NUOVI CONTROLLI - Nel frattempo, tuttavia, AdM ha già avviato una serie di controlli con conseguenti provvedimenti sanzionatori nei confronti delle società “sanate” in seguito alle segnalazioni di gestori collegati ai concessionari storici. In qualche caso, l'azione dei Monopoli sarebbe stata disposta sulla base delle sole ricevute di scommessa emesse da uno dei centri collegati ad un titolare di rete, attestanti le irregolarità, applicando la sanzione dopo aver avviato il procedimento amministrativo in base alla legge n 240/90. Secondo quanto apprende GiocoNews,it, anche gli uffici territoriali potrebbero accertare le violazioni ed applicare la relativa sanzione amministrativa prevista dal disciplinare senza avviare il procedimento amministrativo ex legge n 240/90, che ha tempi presumibilmente più lunghi. Per una procedura sanzionatoria, a quanto pare, non del tutto chiara e definita. E il parere richiesto all’avvocatura di Stato ne è una prova concreta.
GLI ADEGUAMENTI NORMATIVI - Non solo. I Monopoli si sarebbero anche attivati per risolvere le anomalie a monte: provando cioè ad adeguare le giocate consentite sulla rete nazionale agli “standard” registrati nei Ctd. Ma la questione non sé poi così semplice: per modificare il limite minimo della puntata, infatti, si rende necessario un Decreto Ministeriale, la cui competenza supera quindi le possibilità dell’Agenzia. Per quanto riguarda, invece, i limiti previsti per le giocate sistemiche (il minimo previsto dal Totalizzatore è per una frammentazione da 25 centesimi di euro, mentre sugli “ex” Ctd si puntano anche 10 centesimi), la norma può essere adeguata attraverso un provvedimento direttoriale al quale i Monopoli starebbero già lavorando e che è destinato ad essere emanato nei prossimi giorni. Per una prima novità destinata a migliorare lo scenario della rete nazionale di scommesse favorendo l’integrazione tra le due generazioni di operatori.
Intanto, l'unico giornale del settore che ha abbracciato la nostra iniziativa è GIOCO NEWS. Avevo incontrato personalmente il loro direttore all'Enada di Rimini, a una delle conferenze; e questo è un primo articolo:
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... e-polemica
Scommesse e Ctd: dopo la sanatoria tarda l’allaccio al Totalizzatore ed è polemica
Creato Martedì, 29 Marzo 2016 10:18
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
E’ pioggia di segnalazioni di giocate anomale sulla rete di scommesse dei Ctd “sanati”: e i Monopoli corrono ai ripari.
Puntate sotto il limite minimo di due euro, vincite ben oltre il massimo di 10mila e frazionamenti dei sistemi anche questi al di sotto della quota fissata dal Legislatore. E’ lo scenario che continua a delinearsi in molti (ma per fortuna, non in tutti) degli “ex” Centri trasmissioni dati (Ctd) oggi equiparati alle agenzie di scommesse degli operatori concessionari in virtù della “regolarizzazione fiscale per emersione" introdotta dal governo nella Legge di Stabilità 2015. A denunciare il fatto sono i titolari delle concessioni “storiche” (termine con cui intendiamo gli operatori già presenti sul mercato lecito da anni avendo partecipato alle precedenti gare pubbliche), che non si danno pace nell’assistere a quella che considerano una “concorrenza sleale” nei confronti delle loro attività, segnalando le anomalie rinvenute sul territorio ai Monopoli di Stato e alla nostra redazione, dove giorno dopo giorno continuano ad arrivare segnalazioni di schedine giocate in vari centri, con numeri a dir poco eclatanti. Come puntate da 1 euro o vincite addirittura di un milione di euro. Fatti che GiocoNews.it aveva denunciato già diversi mesi fa, ma che diventano oggi più gravi in seguito alla scadenza del termine del 28 febbraio per l'allaccio al totalizzatore che avrebbe dovuto scrivere la parola fine alle irregolarità.
I FATTI - Il primo marzo, come noto, doveva essere la data ufficiale dello 'switch off' dei Ctd "sanati" dai nuovi bookmakers italiani attraverso la cosiddetta "sanatoria”. A partire da quella data, infatti, tutti i centri regolarizzati si sarebbero dovuti allacciare in via definitiva al Totalizzatore nazionale, equiparandosi in tutto e per tutto con le agenzie di scommesse degli altri concessionari nazionali. Ma così non è stato. O, almeno, non per tutti i 2196 centri regolarizzati dai tre brand di scommesse oggi attivi a tutti gli effetti (e a pieno titolo) nel circuito legale italiano: Betaland, Goldbet e Planet365. Nonostante il termine fissato dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, la scadenza non sembra essere stata rispettata dalla totalità dei centri: e nonostante non sia ancora noto il numero effettivo delle “nuove” sale scommesse effettivamente connesse al Totalizzatore – non ancora comunicato dall’amministrazione – continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Penisola di scommesse “anomale” accettate da alcuni di questi centri, violando i parametri di puntata minima e vincita massima previsti dalla normativa italiana. E non essendo possibile emettere giocate fuori da questi parametri attraverso il Totalizzatore, va da sé che i centri che consentono ancora oggi tali puntate risultano evidentemente non ancora allacciati al circuito legale, quando è trascorso ormai un mese dal termine ultimo fissato dalla norma.
giocata vincita massima marzo2016
COSA DICE LA LEGGE - Eppure la legge parla chiaro: la Stabilità 2015, introducendo la regolarizzazione fiscale, aveva concesso ai Ctd aderenti il “diritto di gestire la raccolta di scommesse per conto di un concessionario” fino al termine della scadenza delle attuali concessioni. Ovvero, il 30 giugno 2016. Nel disciplinare predisposto dai Monopoli e sottoscritto dalle società aderenti, veniva poi stabilito l’obbligo di provvedere al conseguimento della licenza ex articolo 88 del Tulps necessaria per la raccolta di scommesse e al successivo collegamento al Totalizzatore, entro un anno dalla firma, con il limite ultimo che veniva fissato al 28 febbraio 2016. Durante gli ultimi dodici mesi, dunque, i soggetti coinvolti nella procedura hanno provveduto all’adeguamento dei sistemi informatici delle proprie sale e del network in generale, al conseguimento delle licenze di polizia oltre al versamento dei contributi previsti dalla stessa legge. Per un’attività complessa e senza dubbio impegnativa, ma con un periodo di tempo teoricamente idoneo a completare tutte le operazioni. Eppure tutto questo non è avvenuto. E tanto basta a scatenare l’ira dei concessionari “storici” per i quali, a detta dei titolari delle agenzia, non esistono sconti.
I RISCHI PER CHI COMMETTE IRREGOLARITA’ – Ma cosa rischiano i titolari dei centri che non hanno ancora effettuato l’allaccio al Totalizzatore e, soprattutto, per quelli che continuano ad accettare giocate fuori limite? Ed è proprio questo il punto, che impone riflessioni e qualche distinguo. Non a caso, la stessa Agenzia dei Monopoli – secondo quanto apprende GiocoNews.it – ha chiesto un parere all’Avvocatura di Stato, provando a capire se, in caso di mancato collegamento, si potesse agire nei confronti dei titolari dei centri. Con la risposta non ancora pervenuta ma che sembra già scritta: tenendo conto che la Legge di stabilità prevedeva un diritto di operare fino al 30 giugno (cioè fino alla scadenza delle concessioni) e, soprattutto, visto che le giocate fuori dai limiti sono punite dalla legge da un regime sanzionatorio previsto per il mancato rispetto delle previsioni regolamentari che disciplinano la raccolta delle scommesse.
Ecco quindi che per quei soggetti che ancora oggi emettono giocate fuori dai limiti, l’unica pena prevista è la sanzione pecuniaria che va dai 50 ai 100mila euro: anche se il disciplinare prevede, in effetti, che in caso di gravi e reiterate violazioni sia disposta la decadenza dal diritto alla raccolta per la società titolare. Non per il titolare del singolo centro, dunque, ma per la società a cui esso è collegato.
Nei prossimi giorni, con tutta probabilità, verrà avviata una specifica attività di controllo predisposta dall’amministrazione. Nelle ultime ore, in effetti, probabilmente anche in virtù delle tante segnalazioni ricevute dai territori, AdM – oltre a chiedere parere all’Avvocatura - ha allertato tutti gli uffici regionali esortandoli ad effettuare controlli mirati in quei centri dove sono state ravvisate delle anomalie. E sarebbero state allertate anche le società a cui sono collegati i punti vendita potenzialmente irregolari, invitandole a un monitoraggio diretto della propria rete per scoraggiare in tutti i modi le attività non consentite.
NUOVI CONTROLLI - Nel frattempo, tuttavia, AdM ha già avviato una serie di controlli con conseguenti provvedimenti sanzionatori nei confronti delle società “sanate” in seguito alle segnalazioni di gestori collegati ai concessionari storici. In qualche caso, l'azione dei Monopoli sarebbe stata disposta sulla base delle sole ricevute di scommessa emesse da uno dei centri collegati ad un titolare di rete, attestanti le irregolarità, applicando la sanzione dopo aver avviato il procedimento amministrativo in base alla legge n 240/90. Secondo quanto apprende GiocoNews,it, anche gli uffici territoriali potrebbero accertare le violazioni ed applicare la relativa sanzione amministrativa prevista dal disciplinare senza avviare il procedimento amministrativo ex legge n 240/90, che ha tempi presumibilmente più lunghi. Per una procedura sanzionatoria, a quanto pare, non del tutto chiara e definita. E il parere richiesto all’avvocatura di Stato ne è una prova concreta.
GLI ADEGUAMENTI NORMATIVI - Non solo. I Monopoli si sarebbero anche attivati per risolvere le anomalie a monte: provando cioè ad adeguare le giocate consentite sulla rete nazionale agli “standard” registrati nei Ctd. Ma la questione non sé poi così semplice: per modificare il limite minimo della puntata, infatti, si rende necessario un Decreto Ministeriale, la cui competenza supera quindi le possibilità dell’Agenzia. Per quanto riguarda, invece, i limiti previsti per le giocate sistemiche (il minimo previsto dal Totalizzatore è per una frammentazione da 25 centesimi di euro, mentre sugli “ex” Ctd si puntano anche 10 centesimi), la norma può essere adeguata attraverso un provvedimento direttoriale al quale i Monopoli starebbero già lavorando e che è destinato ad essere emanato nei prossimi giorni. Per una prima novità destinata a migliorare lo scenario della rete nazionale di scommesse favorendo l’integrazione tra le due generazioni di operatori.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
- scommettitore siracusano
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 29/03/2016 - 17:50
Come concordato con Gioco News, l'inchiestà proseguirà anche nei prossimi giorni:
Legalità e tutela: due obiettivi per i due fronti del gioco
Creato Martedì, 29 Marzo 2016 13:14
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
Accrescere il livello di legalità sul territorio e il livello di tutela per i consumatori: è il duplice obiettivo richiesto da istituzioni e parti sociali ma anche dall’industria. Per una mediazione possibile.
Ascoltando con un minimo di attenzione i vari dibattiti attorno al tema del gioco pubblico e la sua regolamentazione, le conclusioni a cui si potrebbe facilmente giungere risultano particolarmente curiose. Se l’obiettivo più volte espresso – e teoricamente perseguito – da molti amministratori locali (Comuni, Provincie, Regioni, prendendo come riferimento, ad esempio, i partecipanti all’ultima Conferenza riunita dalla Lombardia) e invocato dal cosiddetto Terzo Settore, è quello di innalzare il livello di legalità diffusa e quello della protezione e tutela dei giocatori, allo stesso risultato sembrano tendere anche i rappresentanti dell’industria. I quali ricordano in ogni occasione le tante battaglie portate avanti dagli operatori del gioco lecito contro le varie forme di gioco illegale ancora oggi diffuse, ritenute fonti di concorrenza sleale, e le tante iniziative messe in campo dagli operatori per la promozione del gioco responsabile e per una attività di prevenzione mirata a diffondere la consapevolezza tra i consumatori.
Una sovrapposizione di obiettivi che dovrebbe suscitare qualche perplessità, tenendo conto della “battaglia” in corso ormai da anni tra le diverse parti in causa (seppure con qualche forma di collaborazione, va detto, tra soggetti appartenenti alle rispettive categorie, ma che rappresenta comunque la stretta minoranza) e della divergenza di posizioni che non sembrerebbe giustificata nei contenuti. Almeno non in quelli dichiarati, vista la quasi perfetta coincidenza degli obiettivi sopra citati. Che si tratti soltanto di parole, senza alcuna validità pratica ed alcun riscontro concreto? Onestamente, ci sentiamo di escluderlo, in tutti i casi. Tenendo anche conto che le stesse posizioni vengono sistematicamente messe agli atti e avanzate come richieste formali all’interno di lavori parlamentari, sedi civili e quant’altro, e non solo espresse nei convegni sul tema e nei talk-show. Certo esistono, in ogni caso, delle sfumature nelle rispettive posizioni, neanche troppo banali, che rendono sostanzialmente diversi i mezzi con cui voler raggiungere gli stessi scopi. Nel caso del terzo settore – come pure degli enti locali, del resto – accanto alla richiesta di maggiore tutela dei giocatori c’è molto spesso anche quella di nuovi e maggiori fondi per la prevenzione e cura delle dipendenze. Come tra le richieste dell’industria c’è anche quella di vedersi garantito un futuro – e non solo un presente – per quanto riguarda la distribuzione del gioco e, quindi, nelle possibilità di business delle imprese. Ma in entrambi i casi, diciamolo pure, si possono considerare legittime e pure condivisibili le rispettive rivendicazioni. Certo, in entrambi i casi, si potrebbero intravedere degli aspetti reconditi (per non dire subliminali) che renderebbero inevitabilmente diverse le due cause. Tra gli enti locali e le parti sociali, per esempio, traspare troppo sposso una volontà spiccatamente proibizionista nei confronti del gioco, sia pure mascherata da attività di prevenzione o attività similari. Come pure tra gli addetti ai lavori sembrerebbe manifestarsi, in alcuni casi, una volontà di mantenere inalterato lo scenario attuale per non compromettere i bilanci attuali o futuri delle proprie società. Sta di fatto però che le distanze sembrano colmarsi di fronte ad alcuni tentativi concreti di mediazione che potrebbero davvero avvicinare i due mondi in eterno conflitto. Come quando il comparto industriale chiede a gran voce l’istituzione di una tassa di scopo per finanziare gli enti locali con i proventi delle proprie attività, oppure, quando conferma la volontà – messa nero su bianco in molteplici sedi – di ridurre il numero di slot machine (il prodotto di gioco maggiormente incriminato) attualmente in esercizio.
Una serie di azioni – e una lista di argomenti – che, se analizzati a fondo, renderebbero quasi inspiegabile il perdurare di questo eterno conflitto sui giochi il quale però, al contrario, non sembra affatto destinato ad andare in archivio. Anche se l’occasione sarebbe davvero a portata di mano, e una volta per tutte, con la Conferenza unificata e quella scadenza del 30 aprile prevista dal governo per ricercare una mediazione, che rappresenta una seria opportunità. Per tutti. Basterebbe sedersi attorno a quel tavolo con le idee chiare e la lucidità necessaria per valutare a fondo i rischi che si corrono mantenendo alte le barricate. Il grido di dolore delle imprese che operano sul territorio e che continuano a chiedere tutela contro le offerte di gioco illegale (si legga a titolo di esempio l’inchiesta pubblicata oggi da GiocoNews.it sui Centri trasmissioni dati che proseguirà nei prossimi giorni con altre puntate) non devono passare inosservate. Come pure le denunce provenienti da gestori, esercenti e cittadini rispetto alla presenza sempre più diffusa di ‘totem’ per il gioco online nei locali pubblici, che hanno portato anche un programma come Striscia la notizia a denunciare questo triste fenomeno tutto italiano e questa “nuova” (o, meglio, ritrovata) forma di illegalità. Una serie di segnali che evidenziano non solo come l’offerta di gioco illecito sia ancora molto presente e diffusa, quindi da perseguire in maniera più efficace e possibilmente congiunta (magari, perché no, con il coinvolgimento degli stessi enti locali), ma che rivelano al tempo stesso una propensione ancora oggi notevole degli italiani verso il gioco con vincita, in tutte le sue forme. Molto spesso – ahinoi – senza troppe distinzioni. Questo ci deve far riflettere ancora una volta sul fatto che non si può più ragionare sul fatto di “liberare i cittadini dall’azzardo” eliminando l’offerta di gioco legale: ammesso che fosse stato mai possibile, di certo oggi sarebbe decisamente troppo tardi. Sarebbe invece molto più opportuno e concreto educare i cittadini al consumo, scoraggiando comportamenti eccessivi, insani e potenzialmente problematici e, quindi, attraverso una serie e concreta attività di prevenzione. Accompagnata anche da una serie di accorgimento sulla promozione e distribuzione dei giochi. E magari, perché no, promuovendo (obbligando, pure, se necessario) la formazione professionale tra gli addetti ai lavori della filiera, per un terreno che diventerebbe materia di interazione e quindi anche di dialogo, tra industria, istituzioni e parti sociali. In questo modo, ne siamo certi, si potrebbe davvero arrivare a una mediazione, rendendo il gioco pubblico realmente (e finalmente) sostenibile.
Legalità e tutela: due obiettivi per i due fronti del gioco
Creato Martedì, 29 Marzo 2016 13:14
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
Accrescere il livello di legalità sul territorio e il livello di tutela per i consumatori: è il duplice obiettivo richiesto da istituzioni e parti sociali ma anche dall’industria. Per una mediazione possibile.
Ascoltando con un minimo di attenzione i vari dibattiti attorno al tema del gioco pubblico e la sua regolamentazione, le conclusioni a cui si potrebbe facilmente giungere risultano particolarmente curiose. Se l’obiettivo più volte espresso – e teoricamente perseguito – da molti amministratori locali (Comuni, Provincie, Regioni, prendendo come riferimento, ad esempio, i partecipanti all’ultima Conferenza riunita dalla Lombardia) e invocato dal cosiddetto Terzo Settore, è quello di innalzare il livello di legalità diffusa e quello della protezione e tutela dei giocatori, allo stesso risultato sembrano tendere anche i rappresentanti dell’industria. I quali ricordano in ogni occasione le tante battaglie portate avanti dagli operatori del gioco lecito contro le varie forme di gioco illegale ancora oggi diffuse, ritenute fonti di concorrenza sleale, e le tante iniziative messe in campo dagli operatori per la promozione del gioco responsabile e per una attività di prevenzione mirata a diffondere la consapevolezza tra i consumatori.
Una sovrapposizione di obiettivi che dovrebbe suscitare qualche perplessità, tenendo conto della “battaglia” in corso ormai da anni tra le diverse parti in causa (seppure con qualche forma di collaborazione, va detto, tra soggetti appartenenti alle rispettive categorie, ma che rappresenta comunque la stretta minoranza) e della divergenza di posizioni che non sembrerebbe giustificata nei contenuti. Almeno non in quelli dichiarati, vista la quasi perfetta coincidenza degli obiettivi sopra citati. Che si tratti soltanto di parole, senza alcuna validità pratica ed alcun riscontro concreto? Onestamente, ci sentiamo di escluderlo, in tutti i casi. Tenendo anche conto che le stesse posizioni vengono sistematicamente messe agli atti e avanzate come richieste formali all’interno di lavori parlamentari, sedi civili e quant’altro, e non solo espresse nei convegni sul tema e nei talk-show. Certo esistono, in ogni caso, delle sfumature nelle rispettive posizioni, neanche troppo banali, che rendono sostanzialmente diversi i mezzi con cui voler raggiungere gli stessi scopi. Nel caso del terzo settore – come pure degli enti locali, del resto – accanto alla richiesta di maggiore tutela dei giocatori c’è molto spesso anche quella di nuovi e maggiori fondi per la prevenzione e cura delle dipendenze. Come tra le richieste dell’industria c’è anche quella di vedersi garantito un futuro – e non solo un presente – per quanto riguarda la distribuzione del gioco e, quindi, nelle possibilità di business delle imprese. Ma in entrambi i casi, diciamolo pure, si possono considerare legittime e pure condivisibili le rispettive rivendicazioni. Certo, in entrambi i casi, si potrebbero intravedere degli aspetti reconditi (per non dire subliminali) che renderebbero inevitabilmente diverse le due cause. Tra gli enti locali e le parti sociali, per esempio, traspare troppo sposso una volontà spiccatamente proibizionista nei confronti del gioco, sia pure mascherata da attività di prevenzione o attività similari. Come pure tra gli addetti ai lavori sembrerebbe manifestarsi, in alcuni casi, una volontà di mantenere inalterato lo scenario attuale per non compromettere i bilanci attuali o futuri delle proprie società. Sta di fatto però che le distanze sembrano colmarsi di fronte ad alcuni tentativi concreti di mediazione che potrebbero davvero avvicinare i due mondi in eterno conflitto. Come quando il comparto industriale chiede a gran voce l’istituzione di una tassa di scopo per finanziare gli enti locali con i proventi delle proprie attività, oppure, quando conferma la volontà – messa nero su bianco in molteplici sedi – di ridurre il numero di slot machine (il prodotto di gioco maggiormente incriminato) attualmente in esercizio.
Una serie di azioni – e una lista di argomenti – che, se analizzati a fondo, renderebbero quasi inspiegabile il perdurare di questo eterno conflitto sui giochi il quale però, al contrario, non sembra affatto destinato ad andare in archivio. Anche se l’occasione sarebbe davvero a portata di mano, e una volta per tutte, con la Conferenza unificata e quella scadenza del 30 aprile prevista dal governo per ricercare una mediazione, che rappresenta una seria opportunità. Per tutti. Basterebbe sedersi attorno a quel tavolo con le idee chiare e la lucidità necessaria per valutare a fondo i rischi che si corrono mantenendo alte le barricate. Il grido di dolore delle imprese che operano sul territorio e che continuano a chiedere tutela contro le offerte di gioco illegale (si legga a titolo di esempio l’inchiesta pubblicata oggi da GiocoNews.it sui Centri trasmissioni dati che proseguirà nei prossimi giorni con altre puntate) non devono passare inosservate. Come pure le denunce provenienti da gestori, esercenti e cittadini rispetto alla presenza sempre più diffusa di ‘totem’ per il gioco online nei locali pubblici, che hanno portato anche un programma come Striscia la notizia a denunciare questo triste fenomeno tutto italiano e questa “nuova” (o, meglio, ritrovata) forma di illegalità. Una serie di segnali che evidenziano non solo come l’offerta di gioco illecito sia ancora molto presente e diffusa, quindi da perseguire in maniera più efficace e possibilmente congiunta (magari, perché no, con il coinvolgimento degli stessi enti locali), ma che rivelano al tempo stesso una propensione ancora oggi notevole degli italiani verso il gioco con vincita, in tutte le sue forme. Molto spesso – ahinoi – senza troppe distinzioni. Questo ci deve far riflettere ancora una volta sul fatto che non si può più ragionare sul fatto di “liberare i cittadini dall’azzardo” eliminando l’offerta di gioco legale: ammesso che fosse stato mai possibile, di certo oggi sarebbe decisamente troppo tardi. Sarebbe invece molto più opportuno e concreto educare i cittadini al consumo, scoraggiando comportamenti eccessivi, insani e potenzialmente problematici e, quindi, attraverso una serie e concreta attività di prevenzione. Accompagnata anche da una serie di accorgimento sulla promozione e distribuzione dei giochi. E magari, perché no, promuovendo (obbligando, pure, se necessario) la formazione professionale tra gli addetti ai lavori della filiera, per un terreno che diventerebbe materia di interazione e quindi anche di dialogo, tra industria, istituzioni e parti sociali. In questo modo, ne siamo certi, si potrebbe davvero arrivare a una mediazione, rendendo il gioco pubblico realmente (e finalmente) sostenibile.
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 29/03/2016 - 17:51
Dimenticavo il LINK dell'articolo di GiocoNews:
http://www.gioconews.it/editoriali/4787 ... -del-gioco
http://www.gioconews.it/editoriali/4787 ... -del-gioco
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 30/03/2016 - 12:32
Altro articolo di Gioconews sull'argomento:
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... palinsesto
Scommesse e Ctd: tra gli illeciti le virtuali fuori palinsesto
Creato Mercoledì, 30 Marzo 2016 11:31
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
I concessionari di scommesse denunciano le giocate virtuali irregolari nei Ctd: e Adm prepara il decreto.
Non ci sono soltanto le scommesse su eventi sportivi con puntate (e vincite) fuori dai limiti di legge tra gli illeciti riscontrati nei Centri trasmissione dati e denunciati dagli operatori 'storici'. A mandare su tutte le furie i titolari delle agenzie concessionarie - e a diventare oggetto di ulteriori segnalazioni inviate all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - sono anche le scommesse virtuali su eventi che simulano il campionato di calcio italiano di serie A. Si tratta cioè di un campionato virtuale dove compaiono i club della Serie A italiana, che offre tutte le possibilità di scommessa "tradizionale" (1,x,2,gol. under-Over, etc.)
Una modalità di gioco ritenuta "molto accattivante" dagli adetti ai lavori (in virtù dell'appeal sui giocatori) e che rappresenta, pertanto, un'altra forma di "concorrenza sleale" nei confronti dei negozi titolari di concessioni "storiche", che chiedono a gran voce un intervento del regolatore per reprimere il fenomeno irregolare e ripristinare la legalità sul territorio.
PROBLEMA ANCHE SULLA RETE "SANATA" - Come se non bastasse, poi, c'è il fatto che - come evidenzia la lunga serie di segnalazioni pervenute in redazione e inviate dagli operatori agli uffici competenti di Piazza Mastai - a offrire questo tipo di giocate 'border line' non sarebbero soltanto i Ctd non autorizzati, ma anche quei centri che dovremmo definire "ex" Ctd, ovvero le nuove agenzie di scommesse che sono emerse dalla regolarizzazione fiscale stabilita dalla Legge di Stabilità 2015 (la cosiddetta "sanatoria").
giocata virtual illecita.
L'INTERVENTO DEI MONOPOLI - Anche in questo caso, come in quello relativo alle puntate oltre ai limiti di legge, l'Agenzia dei Monopoli conosce bene il fenomeno e si starebbe già muovendo per contrastarlo. Anche in questo caso, tuttavia, oltre a organizzare un'attività di repressione, l'Agenzia starebbe tentando di risolvere il problema a monte, andando cioè a regolamentare questa nuova modalità di giocata virtuale rendendola disponibile sul palinsesto nazionale, in modo da migliorare il prodotto di gioco lecito adeguandolo all'offerta ancora oggi disponibile nei Ctd. Il decreto che disciplina la nuova modalità di giocata - secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali - è attualmente in fase di completamento e dovrebbe essere inviato a Bruxelles per il periodo di stand still previsto dalla direttiva comunitaria (trattandosi di norma di carattere tecnico) nei prossimi giorni.
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... palinsesto
Scommesse e Ctd: tra gli illeciti le virtuali fuori palinsesto
Creato Mercoledì, 30 Marzo 2016 11:31
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
I concessionari di scommesse denunciano le giocate virtuali irregolari nei Ctd: e Adm prepara il decreto.
Non ci sono soltanto le scommesse su eventi sportivi con puntate (e vincite) fuori dai limiti di legge tra gli illeciti riscontrati nei Centri trasmissione dati e denunciati dagli operatori 'storici'. A mandare su tutte le furie i titolari delle agenzie concessionarie - e a diventare oggetto di ulteriori segnalazioni inviate all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - sono anche le scommesse virtuali su eventi che simulano il campionato di calcio italiano di serie A. Si tratta cioè di un campionato virtuale dove compaiono i club della Serie A italiana, che offre tutte le possibilità di scommessa "tradizionale" (1,x,2,gol. under-Over, etc.)
Una modalità di gioco ritenuta "molto accattivante" dagli adetti ai lavori (in virtù dell'appeal sui giocatori) e che rappresenta, pertanto, un'altra forma di "concorrenza sleale" nei confronti dei negozi titolari di concessioni "storiche", che chiedono a gran voce un intervento del regolatore per reprimere il fenomeno irregolare e ripristinare la legalità sul territorio.
PROBLEMA ANCHE SULLA RETE "SANATA" - Come se non bastasse, poi, c'è il fatto che - come evidenzia la lunga serie di segnalazioni pervenute in redazione e inviate dagli operatori agli uffici competenti di Piazza Mastai - a offrire questo tipo di giocate 'border line' non sarebbero soltanto i Ctd non autorizzati, ma anche quei centri che dovremmo definire "ex" Ctd, ovvero le nuove agenzie di scommesse che sono emerse dalla regolarizzazione fiscale stabilita dalla Legge di Stabilità 2015 (la cosiddetta "sanatoria").
giocata virtual illecita.
L'INTERVENTO DEI MONOPOLI - Anche in questo caso, come in quello relativo alle puntate oltre ai limiti di legge, l'Agenzia dei Monopoli conosce bene il fenomeno e si starebbe già muovendo per contrastarlo. Anche in questo caso, tuttavia, oltre a organizzare un'attività di repressione, l'Agenzia starebbe tentando di risolvere il problema a monte, andando cioè a regolamentare questa nuova modalità di giocata virtuale rendendola disponibile sul palinsesto nazionale, in modo da migliorare il prodotto di gioco lecito adeguandolo all'offerta ancora oggi disponibile nei Ctd. Il decreto che disciplina la nuova modalità di giocata - secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali - è attualmente in fase di completamento e dovrebbe essere inviato a Bruxelles per il periodo di stand still previsto dalla direttiva comunitaria (trattandosi di norma di carattere tecnico) nei prossimi giorni.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda teddybet » 30/03/2016 - 15:49
Quindi questa iniziativa andrà ad assumere un vero problema per questi Book.
Vedo tantissimi gestori che sono appassionati a questa vicenda.
Non immaginavo un seguito del genere, poi con la collaborazione di cifOne e tutto il gruppo noto sempre più spesso nuovi iscritti al forum di quel gruppo.
Siete stati intelligenti ad anticipare con questa mossa il bando.
Sarà un successo senza precedenti.
Ma i ctd invece?
Cosa ne faranno di questi?
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 30/03/2016 - 16:34
teddybet ha scritto::suicide:
Quindi questa iniziativa andrà ad assumere un vero problema per questi Book.
Vedo tantissimi gestori che sono appassionati a questa vicenda.
Non immaginavo un seguito del genere, poi con la collaborazione di cifOne e tutto il gruppo noto sempre più spesso nuovi iscritti al forum di quel gruppo.
Siete stati intelligenti ad anticipare con questa mossa il bando.
Sarà un successo senza precedenti.
Ma i ctd invece?
Cosa ne faranno di questi?
Hai colto nel segno!
Auspico che quasi tutti si renderanno conto che questa nostra iniziativa sarà molto utile per il futuro, proprio perchè fatta prima del bando.
Anche per i book e i CTD che hanno sanato, e che oggi ci criticano, sarà un vantaggio, se vista nella prospettiva futura di un mercato senza concorrenze sleali, una volta che quasi tutti parteciperanno al nuovo bando.
Farla ora, significa far capire a tutti che i tempi del caos e della giungla stanno per finire, perchè ci sarà una collaborazione massiccia a favore della legalità. Una collaborazione che nasce dal basso, e che esula da accordi economici di cartello e di tornaconti specifici di alcuni book.
I book che oggi ancora ritenevano di non partecipare al prossimo bando, è meglio che ci ripensino in tempo.
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 01/04/2016 - 03:08
Scommesse e Ctd: tra centri illeciti con logo Aams e il clone del 10eLotto
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... l-10elotto
Creato Giovedì, 31 Marzo 2016 12:12
Data pubblicazione
Scritto da Ac
Continua il viaggio nel gioco sommerso di GiocoNews.it che scopre nuove forme di illegalità, come il clone del 10eLotto.
Continua la protesta degli operatori titolari di concessioni 'storiche' per la raccolta di scommesse che chiedono tutela allo Stato. E dall'inchiesta condotta da GiocoNews.it sullo stato della nuova rete di raccolta – intesa come quella costituita dalle Agenzie e Corner titolari di concessione a cui si sono aggiunti i 2196 punti vendita “ex” Ctd provenienti dalla “sanatoria” del 2015 – e su quella parallela dei centri non autorizzati che continuano ad operare sul territorio, emergono nuovi fenomeni e altre forme di illegalità.
Come, per esempio, l'offerta di un gioco del tutto simile al popolare 10eLotto di Lottomatica - evidentemente illecito – salvo essere offerto sotto altro nome (il più gettonato sembra essere “Keno”) ma che consente vincite addirittura più facili rispetto al gioco di Stato. Spesso addirittura con estrazioni su 80 numeri invece dei 90 previsti dal gioco del Lotto e i suoi derivati, ma sempre con sorteggi ogni 5 minuti come nel gioco da ricevitoria.
IL LOGO AAMS SU CENTRI ILLEGALI - Non solo. Un altro fenomeno denunciato a GiocoNews.it dagli addetti ai lavori è quello dell'utilizzo del logo dei Monopoli di Stato in alcuni Centri di trasmissione dati del tutto irregolari, che non hanno mai aderito alla procedura di regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalle ultime due Leggi di Stabilità. Un'iniziativa che, secondo le segnalazioni di alcuni addetti ai lavori, sarebbe utilizzata da qualche operatore (ma per fortuna, una stretta minoranza), e anche da molto prima dell'entrata in vigore della sanatoria. Si tratta quindi di una sorta di specchietto per le allodole che potrebbe attirare l'attenzione di qualche giocatore in più: o, peggio ancora, di un autentico raggiro, in quanto un giocatore mediamente informato potrebbe decidere di entrare in quel centro proprio credendolo regolare, vedendo esposto il marchio dello Stato. Certo, per un utente esperto, farebbe scattare l'allarme la totale assenza di riferimento a un numero di concessione, che viene invece indicata da tutti i concessionari effettivamente autorizzati. Ma chi conosce un minimo il settore sa bene che gli scommettitori non sono necessariamente inclini a verifiche di un certo tipo per quanto riguarda la liceità del soggetto che propone le giocate. E questo non fa altro che aggravare l'abuso di utilizzo del marchio.
CTD ILLECITI E 'SANANDI' - Dalle verifiche compiute da GiocoNews.it sul territorio, in effetti, è emerso qualche caso di Centri trasmissione dati che oltre a operare indisturbatamente accanto ad agenzie autorizzate (ma questo non fa più notizia), proponevano anche in bella vista il logo dell'Agenzia dei Monopoli. Certo, va detto, nella maggior parte dei casi verificati dalla redazione, si trattava di centri che, secondo quanto appreso nelle scorse settimane, avrebbero aderito alla nuova procedura di regolarizzazione prevista dalla Stabilità per il 2016 avendo quindi avviato l'iter per la messa in regola: sta di fatto però che all'interno di tali centri si continua a scommettere ancora oggi su un circuito non regolare e l'utilizzo del marchio Aams appare quindi quanto meno “avventato”.
I RISCHI PER I TRASGRESSORI - Ma cosa rischia il soggetto che espone in maniera impropria il logo dei Monopoli di Stato? La legge parla chiaro: il logo Aams fa parte del marchio "gioco legale e responsabile" e deve caratterizzare le specifiche filiere controllate da Aams (oggi Agenzia dei Monopoli) per il carattere di legalità che possono vantare. Esiste anche una circolare specifica sul tema, la quale specifica che “L'utilizzo abusivo dei marchi è punito dall'art. 473 cp sulla 'Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni'. Chiunque, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000. Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati. I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale”.
Il reato è peraltro aggravato ai sensi dell'art 474-ter.: Se, fuori dai casi di cui all'articolo 416, i delitti puniti dagli articoli 473 e 474, primo comma, sono commessi in modo sistematico ovvero attraverso l'allestimento di mezzi e attività organizzate, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da 5.000 a 50.000 euro. Si applica la pena della reclusione fino a tre anni e della multa fino a euro 30.000 se si tratta dei delitti puniti dall'articolo 474, secondo comma.
http://www.gioconews.it/scommesse/49-no ... l-10elotto
Creato Giovedì, 31 Marzo 2016 12:12
Data pubblicazione
Scritto da Ac
Continua il viaggio nel gioco sommerso di GiocoNews.it che scopre nuove forme di illegalità, come il clone del 10eLotto.
Continua la protesta degli operatori titolari di concessioni 'storiche' per la raccolta di scommesse che chiedono tutela allo Stato. E dall'inchiesta condotta da GiocoNews.it sullo stato della nuova rete di raccolta – intesa come quella costituita dalle Agenzie e Corner titolari di concessione a cui si sono aggiunti i 2196 punti vendita “ex” Ctd provenienti dalla “sanatoria” del 2015 – e su quella parallela dei centri non autorizzati che continuano ad operare sul territorio, emergono nuovi fenomeni e altre forme di illegalità.
Come, per esempio, l'offerta di un gioco del tutto simile al popolare 10eLotto di Lottomatica - evidentemente illecito – salvo essere offerto sotto altro nome (il più gettonato sembra essere “Keno”) ma che consente vincite addirittura più facili rispetto al gioco di Stato. Spesso addirittura con estrazioni su 80 numeri invece dei 90 previsti dal gioco del Lotto e i suoi derivati, ma sempre con sorteggi ogni 5 minuti come nel gioco da ricevitoria.
IL LOGO AAMS SU CENTRI ILLEGALI - Non solo. Un altro fenomeno denunciato a GiocoNews.it dagli addetti ai lavori è quello dell'utilizzo del logo dei Monopoli di Stato in alcuni Centri di trasmissione dati del tutto irregolari, che non hanno mai aderito alla procedura di regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalle ultime due Leggi di Stabilità. Un'iniziativa che, secondo le segnalazioni di alcuni addetti ai lavori, sarebbe utilizzata da qualche operatore (ma per fortuna, una stretta minoranza), e anche da molto prima dell'entrata in vigore della sanatoria. Si tratta quindi di una sorta di specchietto per le allodole che potrebbe attirare l'attenzione di qualche giocatore in più: o, peggio ancora, di un autentico raggiro, in quanto un giocatore mediamente informato potrebbe decidere di entrare in quel centro proprio credendolo regolare, vedendo esposto il marchio dello Stato. Certo, per un utente esperto, farebbe scattare l'allarme la totale assenza di riferimento a un numero di concessione, che viene invece indicata da tutti i concessionari effettivamente autorizzati. Ma chi conosce un minimo il settore sa bene che gli scommettitori non sono necessariamente inclini a verifiche di un certo tipo per quanto riguarda la liceità del soggetto che propone le giocate. E questo non fa altro che aggravare l'abuso di utilizzo del marchio.
CTD ILLECITI E 'SANANDI' - Dalle verifiche compiute da GiocoNews.it sul territorio, in effetti, è emerso qualche caso di Centri trasmissione dati che oltre a operare indisturbatamente accanto ad agenzie autorizzate (ma questo non fa più notizia), proponevano anche in bella vista il logo dell'Agenzia dei Monopoli. Certo, va detto, nella maggior parte dei casi verificati dalla redazione, si trattava di centri che, secondo quanto appreso nelle scorse settimane, avrebbero aderito alla nuova procedura di regolarizzazione prevista dalla Stabilità per il 2016 avendo quindi avviato l'iter per la messa in regola: sta di fatto però che all'interno di tali centri si continua a scommettere ancora oggi su un circuito non regolare e l'utilizzo del marchio Aams appare quindi quanto meno “avventato”.
I RISCHI PER I TRASGRESSORI - Ma cosa rischia il soggetto che espone in maniera impropria il logo dei Monopoli di Stato? La legge parla chiaro: il logo Aams fa parte del marchio "gioco legale e responsabile" e deve caratterizzare le specifiche filiere controllate da Aams (oggi Agenzia dei Monopoli) per il carattere di legalità che possono vantare. Esiste anche una circolare specifica sul tema, la quale specifica che “L'utilizzo abusivo dei marchi è punito dall'art. 473 cp sulla 'Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni'. Chiunque, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000. Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati. I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale”.
Il reato è peraltro aggravato ai sensi dell'art 474-ter.: Se, fuori dai casi di cui all'articolo 416, i delitti puniti dagli articoli 473 e 474, primo comma, sono commessi in modo sistematico ovvero attraverso l'allestimento di mezzi e attività organizzate, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da 5.000 a 50.000 euro. Si applica la pena della reclusione fino a tre anni e della multa fino a euro 30.000 se si tratta dei delitti puniti dall'articolo 474, secondo comma.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
- scommettitore siracusano
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Re: Notizie dall'AAMS. Revoca del Diritto AAMS ai CTD sanati che non rispettano i limiti di legge.
Messaggioda scommettitore siracusano » 01/04/2016 - 10:55
Scommesse virtuali: decreto direttoriale all'attenzione di Bruxelles
http://www.gioconews.it/scommesse/66-ge ... -bruxelles
Creato Venerdì, 01 Aprile 2016 10:25
Data pubblicazione
Scritto da Sm
Inviato in Commissione Ue il decreto direttoriale dei Monopoli di Stato sulle scommesse virtuali.
I Monopoli di stato hanno inviato a Bruxelles il progetto di decreto direttoriale recante 'Modifiche ed integrazioni al Regolamento disciplinante le scommesse a quota fissa su simulazione di eventi'. Il termine per lo status quo è fissato per il prossimo primo luglio 2016.
Il progetto di decreto è costituito da 23 articoli ed un allegato tecnico. Nei primi sei articoli sono individuate le finalità del decreto, le definizioni utilizzate, prescrizioni per l'abilitazione alla raccolta delle scommesse e il collaudo delle piattaforme di gioco virtuale, caratteristiche tecniche del sistema di gioco, programma ufficiale e palinsesto, orario di attività del totalizzatore nazionale per la raccolta delle scommesse. Gli articoli da 7 a 18 precisano la disciplina relativa alle scommesse, alla partecipazione al gioco, al pagamento delle vincite e dei rimborsi, alla decadenza dal diritto di riscossione delle vincite. Gli ultimi articoli stabiliscono obblighi di informazione in capo al concessionario, modalità di esercizio della vigilanza, controlli ed ispezioni, casi di sospensione e revoca dell'autorizzazione alla raccolta delle scommesse, norme a tutela del giocatore, termini di entrata in vigore delle nuove regole e di abrogazione delle precedenti.
L'allegato tecnico 'per le Scommesse su Eventi Simulati' descrive specifiche tecniche ed altri requisiti concerenenti: il Sistema di gioco virtuale; la piattaforma di gioco virtuale; i dati di gioco; i malfunzionamenti.
"Ritenendo conclusa, dopo una fase di sperimentazione che ha consentito di valutare positivamente le scommesse a quota fissa su eventi simulati come strumento di contrasto all'offerta illegale, l'adozione del nuovo decreto direttoriale risulta necesssaria per aumentare il contrasto all'offerta illegale su tale tipologia di gioco", si legge nelle motivazioni.
IL GIOCO - Il totalizzatore nazionale per la raccolta delle scommesse su eventi virtuali è attivo per l’accettazione del gioco dalle ore 07.00 alle ore 03.00. Ogni concessionario predispone e rende pubblico il programma ufficiale degli eventi virtuali, sportivi e non sportivi, oggetto di scommessa. Il programma ufficiale è composto da uno o più palinsesti che contengono, ciascuno di essi, eventi virtuali della stessa disciplina. Per ciascun evento virtuale sono riportati: la disciplina; le tipologie di scommesse accettate. Ogni palinsesto deve avere durata giornaliera, ovvero gli eventi contenuti possono essere aperti solo all'interno della stessa giornata. I palinsesti possono essere condivisi da due o più concessionari. Il programma ufficiale, anche se contiene palinsesti condivisi, non può prevedere più di tremila eventi virtuali giornalieri. Adm, con proprio provvedimento pubblicato sul sito istituzionale www.agenziadoganemonopoli.gov.it, può variare l’orario di accettazione del gioco e variare il numero di eventi giornalieri. Le scommesse hanno per oggetto eventi virtuali contenuti nel programma ufficiale.
Le categorie di scommessa a quota fissa ammesse sono: singola, cioè riferita ad un esito di un solo evento virtuale; plurima, cioè riferita a più esiti di uno stesso evento virtuale; multipla, cioè riferita agli esiti di più eventi virtuali; scommessa sistemistica o sistema, cioè un insieme di scommesse generate combinando tra di loro più esiti pronosticabili di eventi della stessa disciplina e convalidate contemporaneamente in un’unica ricevuta di partecipazione. La piattaforma di gioco virtuale può offrire eventi virtuali simultanei. La piattaforma di gioco virtuale non può offrire eventi virtuali a richiesta dello scommettitore. La piattaforma di gioco virtuale non può offrire eventi virtuali di carattere numerico nonché eventi legati a giochi d’abilità. Sono, altresì, esclusi dai programmi ufficiali gli eventi virtuali che riproducono graficamente tutti i giochi di carte ed i giochi a rulli. L’accettazione di scommesse su eventi virtuali non è consentita nei casi indicati nell’allegato tecnico. Le scommesse presenti sulla piattaforma di gioco virtuale non devono discriminare in alcun modo gli scommettitori. Non è possibile proporre meccanismi per cui un giocatore è posto in una situazione di favore rispetto agli altri. Gli eventi virtuali offerti non devono risultare lesivi del buon costume e della dignità delle persone. Gli eventi virtuali offerti non devono violare quanto disposto dalla vigente normativa in materia di diritti di autore, marchi e brevetti. La piattaforma non può offrire scommesse i cui esiti pronosticabili siano equiprobabili.
Le scommesse sistemistiche ammesse sono: il sistema integrale: è la scommessa sistemistica che comprende in relazione al medesimo evento molteplici esiti pronosticabili anche contrastanti tra loro, prevedendo lo sviluppo di scommesse singole o multiple costituite da tutti gli eventi selezionati; il sistema a correzione: è la scommessa sistemistica che, data una selezione di 'n' eventi pronosticabili comprende tutte le scommesse derivanti dalle combinazioni dei suddetti 'n' eventi, presi a 'k' a 'k', dove 'k' è il numero di eventi vincenti per il quale il sistema deve assicurare almeno una vincita; il sistema integrale a correzione: è analogo al sistema a correzione di cui alla precedente lettera b. ma può prevedere, in relazione al medesimo evento, molteplici esiti pronosticabili anche contrastanti tra loro. In una scommessa sistemistica è possibile combinare tipologie di scommesse diverse tra gli eventi che la compongono. Il numero massimo di eventi che compongono la scommessa sistemistica è pari a 10. In una scommessa sistemistica il numero massimo di esiti pronosticabili, anche contrastanti tra loro, è pari a 100. Una scommessa sistemistica non può sviluppare più di 512 combinazioni. In una scommessa sistemistica non è possibile combinare eventi virtuali di discipline diverse. E' consentito l'annullo di una scommessa a quota fissa e/o di una scommessa sistemistica su eventi virtuali entro centoventi secondi dalla sua convalida da parte del totalizzatore nazionale anche se dallo stesso terminale sono state accettate altre scommesse, sempre che l'accettazione delle scommesse su eventi virtuali da parte del totalizzatore nazionale sia ancora aperta. Non è consentito l’annullo delle scommesse telematiche.
**********
Da quanto evidenziato in grassetto, risulta conclamata la concorrenza sleale subita dei negozi AAMS collegati alla SOGEI.
http://www.gioconews.it/scommesse/66-ge ... -bruxelles
Creato Venerdì, 01 Aprile 2016 10:25
Data pubblicazione
Scritto da Sm
Inviato in Commissione Ue il decreto direttoriale dei Monopoli di Stato sulle scommesse virtuali.
I Monopoli di stato hanno inviato a Bruxelles il progetto di decreto direttoriale recante 'Modifiche ed integrazioni al Regolamento disciplinante le scommesse a quota fissa su simulazione di eventi'. Il termine per lo status quo è fissato per il prossimo primo luglio 2016.
Il progetto di decreto è costituito da 23 articoli ed un allegato tecnico. Nei primi sei articoli sono individuate le finalità del decreto, le definizioni utilizzate, prescrizioni per l'abilitazione alla raccolta delle scommesse e il collaudo delle piattaforme di gioco virtuale, caratteristiche tecniche del sistema di gioco, programma ufficiale e palinsesto, orario di attività del totalizzatore nazionale per la raccolta delle scommesse. Gli articoli da 7 a 18 precisano la disciplina relativa alle scommesse, alla partecipazione al gioco, al pagamento delle vincite e dei rimborsi, alla decadenza dal diritto di riscossione delle vincite. Gli ultimi articoli stabiliscono obblighi di informazione in capo al concessionario, modalità di esercizio della vigilanza, controlli ed ispezioni, casi di sospensione e revoca dell'autorizzazione alla raccolta delle scommesse, norme a tutela del giocatore, termini di entrata in vigore delle nuove regole e di abrogazione delle precedenti.
L'allegato tecnico 'per le Scommesse su Eventi Simulati' descrive specifiche tecniche ed altri requisiti concerenenti: il Sistema di gioco virtuale; la piattaforma di gioco virtuale; i dati di gioco; i malfunzionamenti.
"Ritenendo conclusa, dopo una fase di sperimentazione che ha consentito di valutare positivamente le scommesse a quota fissa su eventi simulati come strumento di contrasto all'offerta illegale, l'adozione del nuovo decreto direttoriale risulta necesssaria per aumentare il contrasto all'offerta illegale su tale tipologia di gioco", si legge nelle motivazioni.
IL GIOCO - Il totalizzatore nazionale per la raccolta delle scommesse su eventi virtuali è attivo per l’accettazione del gioco dalle ore 07.00 alle ore 03.00. Ogni concessionario predispone e rende pubblico il programma ufficiale degli eventi virtuali, sportivi e non sportivi, oggetto di scommessa. Il programma ufficiale è composto da uno o più palinsesti che contengono, ciascuno di essi, eventi virtuali della stessa disciplina. Per ciascun evento virtuale sono riportati: la disciplina; le tipologie di scommesse accettate. Ogni palinsesto deve avere durata giornaliera, ovvero gli eventi contenuti possono essere aperti solo all'interno della stessa giornata. I palinsesti possono essere condivisi da due o più concessionari. Il programma ufficiale, anche se contiene palinsesti condivisi, non può prevedere più di tremila eventi virtuali giornalieri. Adm, con proprio provvedimento pubblicato sul sito istituzionale www.agenziadoganemonopoli.gov.it, può variare l’orario di accettazione del gioco e variare il numero di eventi giornalieri. Le scommesse hanno per oggetto eventi virtuali contenuti nel programma ufficiale.
Le categorie di scommessa a quota fissa ammesse sono: singola, cioè riferita ad un esito di un solo evento virtuale; plurima, cioè riferita a più esiti di uno stesso evento virtuale; multipla, cioè riferita agli esiti di più eventi virtuali; scommessa sistemistica o sistema, cioè un insieme di scommesse generate combinando tra di loro più esiti pronosticabili di eventi della stessa disciplina e convalidate contemporaneamente in un’unica ricevuta di partecipazione. La piattaforma di gioco virtuale può offrire eventi virtuali simultanei. La piattaforma di gioco virtuale non può offrire eventi virtuali a richiesta dello scommettitore. La piattaforma di gioco virtuale non può offrire eventi virtuali di carattere numerico nonché eventi legati a giochi d’abilità. Sono, altresì, esclusi dai programmi ufficiali gli eventi virtuali che riproducono graficamente tutti i giochi di carte ed i giochi a rulli. L’accettazione di scommesse su eventi virtuali non è consentita nei casi indicati nell’allegato tecnico. Le scommesse presenti sulla piattaforma di gioco virtuale non devono discriminare in alcun modo gli scommettitori. Non è possibile proporre meccanismi per cui un giocatore è posto in una situazione di favore rispetto agli altri. Gli eventi virtuali offerti non devono risultare lesivi del buon costume e della dignità delle persone. Gli eventi virtuali offerti non devono violare quanto disposto dalla vigente normativa in materia di diritti di autore, marchi e brevetti. La piattaforma non può offrire scommesse i cui esiti pronosticabili siano equiprobabili.
Le scommesse sistemistiche ammesse sono: il sistema integrale: è la scommessa sistemistica che comprende in relazione al medesimo evento molteplici esiti pronosticabili anche contrastanti tra loro, prevedendo lo sviluppo di scommesse singole o multiple costituite da tutti gli eventi selezionati; il sistema a correzione: è la scommessa sistemistica che, data una selezione di 'n' eventi pronosticabili comprende tutte le scommesse derivanti dalle combinazioni dei suddetti 'n' eventi, presi a 'k' a 'k', dove 'k' è il numero di eventi vincenti per il quale il sistema deve assicurare almeno una vincita; il sistema integrale a correzione: è analogo al sistema a correzione di cui alla precedente lettera b. ma può prevedere, in relazione al medesimo evento, molteplici esiti pronosticabili anche contrastanti tra loro. In una scommessa sistemistica è possibile combinare tipologie di scommesse diverse tra gli eventi che la compongono. Il numero massimo di eventi che compongono la scommessa sistemistica è pari a 10. In una scommessa sistemistica il numero massimo di esiti pronosticabili, anche contrastanti tra loro, è pari a 100. Una scommessa sistemistica non può sviluppare più di 512 combinazioni. In una scommessa sistemistica non è possibile combinare eventi virtuali di discipline diverse. E' consentito l'annullo di una scommessa a quota fissa e/o di una scommessa sistemistica su eventi virtuali entro centoventi secondi dalla sua convalida da parte del totalizzatore nazionale anche se dallo stesso terminale sono state accettate altre scommesse, sempre che l'accettazione delle scommesse su eventi virtuali da parte del totalizzatore nazionale sia ancora aperta. Non è consentito l’annullo delle scommesse telematiche.
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