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Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
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Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda scommettitore siracusano » 27/11/2015 - 16:47
Maurizio Ughi (Obiettivo2016): «Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi, ma alle parole seguano i fatti»
Maurizio Ughi Obiettivo 2016
27 novembre 2015
http://www.obiettivo2016.it/site/mauriz ... o-i-fatti/
ROMA – «Se Stanleybet è veramente interessata a partecipare alla prossima gara scommesse ben venga, una volta che diventerà concessionario di Stato ci sarà un’unica rete. Ma mi permetto di essere molto dubbioso fino a quando non leggeremo gli atti di gara, altrimenti è come fare una previsione meteo senza satellite».
E’ quanto dice Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo2016, commentando la possibile partecipazione del bookmaker, annunciata dal Ceo della società John Whittaker in anteprima ad Agipronews.
«Su alcuni aspetti mi trovo perfettamente in sintonia con Whittaker: una volta regolarizzata Stanleybet, sono convinto che altri operatori che gestiscono Ctd non saranno capaci di reggere un analogo livello di contenzioso, sarà molto più difficile aprire altri centri transfrontalieri – dice ancora Ughi – Quando saremo ad armi pari vedremo, sarà uno stimolo a fare cose migliori rispetto ai concorrenti, ma questa è la cosa che mi preoccupa di meno».
Dichiarazioni su cui però Ughi mantiene ancora qualche dubbio «e le parole andranno verificate con i fatti. Stanley ha sempre vissuto di contenzioso, basato su cavilli per contestare eventuali discriminazioni. Mi sembra stano che Whittaker sia così sicuro di una partecipazione massiccia, senza sapere come andrà a finire la legge di stabilità e come verrà disegnato il bando».
Maurizio Ughi Obiettivo 2016
27 novembre 2015
http://www.obiettivo2016.it/site/mauriz ... o-i-fatti/
ROMA – «Se Stanleybet è veramente interessata a partecipare alla prossima gara scommesse ben venga, una volta che diventerà concessionario di Stato ci sarà un’unica rete. Ma mi permetto di essere molto dubbioso fino a quando non leggeremo gli atti di gara, altrimenti è come fare una previsione meteo senza satellite».
E’ quanto dice Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo2016, commentando la possibile partecipazione del bookmaker, annunciata dal Ceo della società John Whittaker in anteprima ad Agipronews.
«Su alcuni aspetti mi trovo perfettamente in sintonia con Whittaker: una volta regolarizzata Stanleybet, sono convinto che altri operatori che gestiscono Ctd non saranno capaci di reggere un analogo livello di contenzioso, sarà molto più difficile aprire altri centri transfrontalieri – dice ancora Ughi – Quando saremo ad armi pari vedremo, sarà uno stimolo a fare cose migliori rispetto ai concorrenti, ma questa è la cosa che mi preoccupa di meno».
Dichiarazioni su cui però Ughi mantiene ancora qualche dubbio «e le parole andranno verificate con i fatti. Stanley ha sempre vissuto di contenzioso, basato su cavilli per contestare eventuali discriminazioni. Mi sembra stano che Whittaker sia così sicuro di una partecipazione massiccia, senza sapere come andrà a finire la legge di stabilità e come verrà disegnato il bando».
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
- mandrake76
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda mandrake76 » 29/11/2015 - 11:05
Fonte: Agipro
Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Ughi si associ a noi per costituire davvero una rete unica legale in Italia”
ROMA - “Invitiamo Ughi a dimenticare il passato e ad associarsi con Stanleybet, per costruire insieme la rete unica legale di cui parla da sempre”. John Whittaker, Ceo di Stanleybet, risponde così a Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016, che aveva espresso qualche perplessità sulla partecipazione del bookmaker inglese ai bandi di gara del 2016.
“Tre sentenze della Corte Ue e una quarta in arrivo in favore di Stanleybet dimostrano che, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni rappresentanti del settore, la nostra strategia legale non si basa su cavilli. Ughi non ha capito che è Stanleybet ora ad avere il controllo dei satelliti e non più lui come era avvenuto nel 2000: ora siamo noi a poter fare previsioni”, conclude Whittaker.
Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Ughi si associ a noi per costituire davvero una rete unica legale in Italia”
ROMA - “Invitiamo Ughi a dimenticare il passato e ad associarsi con Stanleybet, per costruire insieme la rete unica legale di cui parla da sempre”. John Whittaker, Ceo di Stanleybet, risponde così a Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016, che aveva espresso qualche perplessità sulla partecipazione del bookmaker inglese ai bandi di gara del 2016.
“Tre sentenze della Corte Ue e una quarta in arrivo in favore di Stanleybet dimostrano che, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni rappresentanti del settore, la nostra strategia legale non si basa su cavilli. Ughi non ha capito che è Stanleybet ora ad avere il controllo dei satelliti e non più lui come era avvenuto nel 2000: ora siamo noi a poter fare previsioni”, conclude Whittaker.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda NEBIROS » 29/11/2015 - 13:14
ginestra
“Potrebbe essere la fine di una storia infinita, ma voglio vedere che succede ai fatti”. Francesco Ginestra, presidente dell’associazione Agisco, è molto prudente sull’annuncio di StanleyBet di voler partecipare al prossimo bando delle scommesse. In una nota emessa ieri John Whittaker, Ceo del bookmaker anglo-maltese, ha detto che la compagnia ha concordato “da tempo con le autorità italiane le modalità di ingresso nel circuito ufficiale”. Sembra insomma che Stanley abbia finalmente ottenuto garanzie su quegli ostacoli – uno per tutti i procedimenti penali avviati contro i dirigenti che sarebbero causa di decadenza delle concessioni – che finora le avevano impedito di partecipare ai bandi. Un salvacondotto, insomma. “Non conosciamo il contenuto di questo accordo, e il tutto potrebbe essere più banale di quanto si creda” replica Ginestra. “Tuttavia, nessuno può fare promesse del genere, anche perché la Magistratura è indipendente e segue il suo corso senza che le altre Autorità possano interferire. L’ADM e i Ministeri competenti, inoltre, non hanno replicato alle affermazioni di Whittaker”. Ma Ginestra ipotizza anche che StanleyBet “abbia semplicemente avanzato delle richieste, per poi far leva sul fatto che queste non siano state accolte. Forse stanno solo mettendo le mani avanti, per scaricare la responsabilità su altri”. Per il presidente di Agisco, insomma, un simile accordo appare improbabile: “I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure”. gr/AGIMEG
Tra qualche mese vedremo...quel che succede
“Potrebbe essere la fine di una storia infinita, ma voglio vedere che succede ai fatti”. Francesco Ginestra, presidente dell’associazione Agisco, è molto prudente sull’annuncio di StanleyBet di voler partecipare al prossimo bando delle scommesse. In una nota emessa ieri John Whittaker, Ceo del bookmaker anglo-maltese, ha detto che la compagnia ha concordato “da tempo con le autorità italiane le modalità di ingresso nel circuito ufficiale”. Sembra insomma che Stanley abbia finalmente ottenuto garanzie su quegli ostacoli – uno per tutti i procedimenti penali avviati contro i dirigenti che sarebbero causa di decadenza delle concessioni – che finora le avevano impedito di partecipare ai bandi. Un salvacondotto, insomma. “Non conosciamo il contenuto di questo accordo, e il tutto potrebbe essere più banale di quanto si creda” replica Ginestra. “Tuttavia, nessuno può fare promesse del genere, anche perché la Magistratura è indipendente e segue il suo corso senza che le altre Autorità possano interferire. L’ADM e i Ministeri competenti, inoltre, non hanno replicato alle affermazioni di Whittaker”. Ma Ginestra ipotizza anche che StanleyBet “abbia semplicemente avanzato delle richieste, per poi far leva sul fatto che queste non siano state accolte. Forse stanno solo mettendo le mani avanti, per scaricare la responsabilità su altri”. Per il presidente di Agisco, insomma, un simile accordo appare improbabile: “I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure”. gr/AGIMEG
Tra qualche mese vedremo...quel che succede
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda mandrake76 » 30/11/2015 - 10:09
L'intervento di Ginestra mi ha fatto fare un paio di riflessioni.
Innanzitutto credo che tutti noi CTD Stanley siamo piu' che favorevoli se Stanley partecipasse alla gara ed ottenesse un numero di concessioni almeno pari al numero di noi CTD.
E manca poco. Come dice Ginestra: "pochi mesi e poi vedremo".
Ma Ginestra conclude dicendo: "I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure".
Ma Ginestra..... perche'? Come tu dici, loro hanno partecipato alla sanatoria. Quindi colpevoli. Altrimenti non avrebbero accettato di pagare per ottenere una legittimazione che gia' avevano. Ma evidentemente, se hanno partecipato alla sanatoria.... pensavano, questa legittimizzazione.... di non averla.
Ma Stanley no. Non ha partecipato. Che vuol dire? Che sa di non aver nulla da sanare. E infatti lo ha sempre detto: "l'imposta unica non e' dovuta dai suoi CTD". E allora che cosa deve sanare....? Mio nonno? E infatti Stanley ha vinto di fronte a molti tribunali di primo grado e il piu' importante tribunale di appello, quello della Lombardia, ha accettato la richiesta di mandare gli atti alla Corte di Giustizia. Sull'imposta unica... ! Capite? Quindi il sospetto che, ancora una volta, Stanley ha ragione.... comincia ad insinuarsi nella mente di tutti, amici e nemici.
Quindi: se Ginestra dice "due pesi e due misure....". Ha pienamente ragione.
Tra .... "il peso e la misura" di Stanley e quella dei sanati ... ci passa....".
Diversa storia imprenditoriale.
Diversa storia giudiziaria.
Diversa stazza.
Diverse procedure di remunerazione dei CTD.
Imposta unica non dovuta da Stanley e .... dagli altri?
E allora Ginestra ha ragione: Stanley e' diversa. E i sanati possono al massimo rammaricarsene.....non lamentarsene!
Ginestra, Ginestra..... Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Non avendo voluto accettare la diversita' di Stanley, siete responsabili dello sviluppo della rete parallela, per lo piu' illegale.
Rivediamo la sua dichiarazione: "I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure".
E i secondi? Chi dovrebbe lamentarsi per secondo? E per terzo....?
Quindi lo vedete bene: in questa dichiarazione c'e' l'odio dei concessionari storici Snai ed ex Snai verso Stanley.
E' l'impronta digitale del fatto che la partecipazione di Stanley alla gara non li rende felici. Cosi come fu nel 1999.... cosi' come fu nel 2006 (Bersani) e nel 2012 (Monti).
Che figura! Hanno influenzato il legislatore per fare 3 gare tutte e tre discriminatorie verso Stanley (e, per le gare Bersani e Monti verso tutti!)
E quindi, non volendo fare la figura di quelli che si lamentano per primi, cercano qualcun altro che, dichiarazione testuale, ...... "dovrebbe lamentarsi per primo"!
E trovano un candidato facile facile: quelli che si sono sanati. Ma li vogliamo lasciare in pace? Che hanno i loro problemi.....?
Ginestra .... John Whittaker ve lo ha detto: dovete superare il passato e collaborare con noi.
Si, ha detto "dovete" e fatevene una ragione.
Poi fate quello che vi pare. Il controllo, secondo quanto ci fa capire il CEO di Stanley, adesso ce lo abbiamo noi.
Poi.... un po' di pazienza... e lo vedremo come si sviluppa questa storia.
Pero' scusatemi se io nel frattempo, come CTD Stanley e credo tutti noi CTD Stanley, siamo al settimo cielo.
Innanzitutto credo che tutti noi CTD Stanley siamo piu' che favorevoli se Stanley partecipasse alla gara ed ottenesse un numero di concessioni almeno pari al numero di noi CTD.
E manca poco. Come dice Ginestra: "pochi mesi e poi vedremo".
Ma Ginestra conclude dicendo: "I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure".
Ma Ginestra..... perche'? Come tu dici, loro hanno partecipato alla sanatoria. Quindi colpevoli. Altrimenti non avrebbero accettato di pagare per ottenere una legittimazione che gia' avevano. Ma evidentemente, se hanno partecipato alla sanatoria.... pensavano, questa legittimizzazione.... di non averla.
Ma Stanley no. Non ha partecipato. Che vuol dire? Che sa di non aver nulla da sanare. E infatti lo ha sempre detto: "l'imposta unica non e' dovuta dai suoi CTD". E allora che cosa deve sanare....? Mio nonno? E infatti Stanley ha vinto di fronte a molti tribunali di primo grado e il piu' importante tribunale di appello, quello della Lombardia, ha accettato la richiesta di mandare gli atti alla Corte di Giustizia. Sull'imposta unica... ! Capite? Quindi il sospetto che, ancora una volta, Stanley ha ragione.... comincia ad insinuarsi nella mente di tutti, amici e nemici.
Quindi: se Ginestra dice "due pesi e due misure....". Ha pienamente ragione.
Tra .... "il peso e la misura" di Stanley e quella dei sanati ... ci passa....".
Diversa storia imprenditoriale.
Diversa storia giudiziaria.
Diversa stazza.
Diverse procedure di remunerazione dei CTD.
Imposta unica non dovuta da Stanley e .... dagli altri?
E allora Ginestra ha ragione: Stanley e' diversa. E i sanati possono al massimo rammaricarsene.....non lamentarsene!
Ginestra, Ginestra..... Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Non avendo voluto accettare la diversita' di Stanley, siete responsabili dello sviluppo della rete parallela, per lo piu' illegale.
Rivediamo la sua dichiarazione: "I primi a lamentarsi dovrebbero essere i bookmaker che hanno partecipato alla sanatoria, ci sarebbero due pesi e due misure".
E i secondi? Chi dovrebbe lamentarsi per secondo? E per terzo....?
Quindi lo vedete bene: in questa dichiarazione c'e' l'odio dei concessionari storici Snai ed ex Snai verso Stanley.
E' l'impronta digitale del fatto che la partecipazione di Stanley alla gara non li rende felici. Cosi come fu nel 1999.... cosi' come fu nel 2006 (Bersani) e nel 2012 (Monti).
Che figura! Hanno influenzato il legislatore per fare 3 gare tutte e tre discriminatorie verso Stanley (e, per le gare Bersani e Monti verso tutti!)
E quindi, non volendo fare la figura di quelli che si lamentano per primi, cercano qualcun altro che, dichiarazione testuale, ...... "dovrebbe lamentarsi per primo"!
E trovano un candidato facile facile: quelli che si sono sanati. Ma li vogliamo lasciare in pace? Che hanno i loro problemi.....?
Ginestra .... John Whittaker ve lo ha detto: dovete superare il passato e collaborare con noi.
Si, ha detto "dovete" e fatevene una ragione.
Poi fate quello che vi pare. Il controllo, secondo quanto ci fa capire il CEO di Stanley, adesso ce lo abbiamo noi.
Poi.... un po' di pazienza... e lo vedremo come si sviluppa questa storia.
Pero' scusatemi se io nel frattempo, come CTD Stanley e credo tutti noi CTD Stanley, siamo al settimo cielo.
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda NEBIROS » 30/11/2015 - 12:00
Un anno può essere tanto lungo e complesso da annebbiare i ricordi e anche le migliori intenzioni. E altro non potrebbe essere, visto che a pensar male si fa peccato. Eppure le dichiarazioni di Stanleybet lasciano oggi stupefatti – si legge in una nota di Sks365 – chi, già 12 mesi fa, aveva previsto tutta l’evoluzione del mercato salvo poi essere denigrato su forum e media. Un passo indietro è quindi d’obbligo. Il 2 dicembre del 2014 da Liverpool arrivava tamite il CEO Whittaker un chiaro monito in previsione del bando 2016: “Anno zero? Non credo. I CTD, perfettamente legittimati ad operare, non hanno, contrariamente ai concessionari, nessuna scadenza, quindi continueranno ad operare anche nel 2016 e dopo. Nulla naturalmente impedisce al governo di bandire una nuova gara per ricostituire il sistema Concessorio che sarà appena scaduto. L’equazione che la Stanley o qualsiasi altro operatore ci debba necessariamente partecipare è priva di fondamento. Naturalmente se la gara fosse conveniente e mettesse tutti gli operatori sullo stesso piano noi come Stanley potremo trovare conveniente parteciparvi. Ma mi sembra irrealistico pensare a partecipare ad una gara bandita da autorità che da oltre 15 anni si rifiutano di riconoscere la legittimità dei CTD Stanley”. Stanleybet insisteva sulla legittimità dei propri centri da riconoscere automaticamente, senza se e senza ma, rafforzati persino dal valore aggiunto di una durata biblica priva di scadenze temporali. Infatti, proseguiva Whittaker, era possibile pensare a una Stanleybet in Italia a patto che “dalla finanziaria 2015 siano stralciati tutti i provvedimenti riguardanti i CTD e siano sostituiti da un unico articolo che dica: ‘1) i CTD di operatori nati prima dell’ultima gara sono legittimi”. Oggi la sorpresa. Stanley ha abolito il palinsesto di stato, Stanleybet ha concordato le modalità di accesso sul mercato, verrebbe da dire, con tanto di trattativa privata. Stanleybet dice basta ai CTD. Ci raccontano da Liverpool: “Una volta che la Stanley sarà entrata nel sistema attraverso una gara che si preannuncia equa e rispettosa delle leggi dell’Unione, non ci sarà più alcuna nessuna giustificazione al mantenimento di una rete parallela“. Ma come, non erano i CTD Stanleybet legittimati per superiore intercessione? Non si parlava di una rete autorizzata senza scadenza? E ora partecipa a un bando? Non era Stanleybet l’operatore tanto discriminato da voler pignorare in passato le riserve auree della Banca d’Italia? E non era Stanleybet ad ever intrapreso azioni risarcitorie nei confronti di funzionari di ADM? E perchè annunciare una scelta del genere rinunciando ai ricorsi per Cassazione dopo i risultati ottenuti in CGE? Forse per il timore che la Cassazione colpisca ulteriormente certe convinzioni? O forse per il timore che ulteriori CTP, dopo quella di Latina, riconoscano come il versamento dell’imposta unica sia a carico della Stanleybet e non del singolo centro? Oppure per una vittoria non piena alla CGE in materia di cessione della rete visto il pronunciamento del TAR Lazio del 20 febbraio 2013 e del Consiglio di Stato del 25 agosto 2015 in materia di legittimazione? Sentenze che riconoscevano come “non vi è dubbio che le contestate cause di decadenza, previste dallo Schema di Convenzione, possono operare solo nei confronti dell’eventuale affidatario della concessione, senza in alcun modo incidere sulla fase di partecipazione alla selezione e senza poter determinare l’esclusione del concorrente dalla stessa”. Siamo invece sicuri – conclude la nota di Sks365 – che da qui a giugno, o comunque al prossimo bando, si cercherà ogni possibile cavillo utile a gridare alla nuova discriminazione. Perchè un conto è lamentarsi, un altro è operare in un sistema concorrenziale”. lp/AGIMEG
Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda Curioso » 30/11/2015 - 12:43
Poco fa ho letto questo commento su un gruppo chiuso facebook, e lo approvo
Che ridere leggere il commento di un Book che ha aderito ad una sanatoria ai tempi supplementari, cambiando diverse volte il nuovo contratto ai suoi centri e mantenendo immutata in toto la propria gestione da .com fino ad oggi..... la sanatoria fatta così è stato un grandioso investimento... che ridere... e parlano di Stanleybet che con le sue lotte ha permesso a tutti compresi loro di lavorare in questi anni.... la verità è che tutti si professano paladini della legalità ma ognuno come sempre tira acqua al proprio mulino... buon lavoro a tutti...

Che ridere leggere il commento di un Book che ha aderito ad una sanatoria ai tempi supplementari, cambiando diverse volte il nuovo contratto ai suoi centri e mantenendo immutata in toto la propria gestione da .com fino ad oggi..... la sanatoria fatta così è stato un grandioso investimento... che ridere... e parlano di Stanleybet che con le sue lotte ha permesso a tutti compresi loro di lavorare in questi anni.... la verità è che tutti si professano paladini della legalità ma ognuno come sempre tira acqua al proprio mulino... buon lavoro a tutti...
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda mandrake76 » 30/11/2015 - 12:56
Analisi lucida e perfettamente fondata.
Bravo!
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Re: Ughi (Obiettivo2016): "Con Stanleybet in gara rete unica e stop a contenziosi"
Messaggioda scommettitore siracusano » 30/11/2015 - 13:10
Vorrei esprimere la mia opinione in proposito.
Come gestore AAMS non posso non essere felice della partecipazione alla Stanleybet al prossimo bando di gara, perchè renderà molto più difficile la continuazione dei CTD.COM, che con la loro concorrenza sleale possono offrire quote più alte, tanto poi l'imposta unica la pagano i poveri CTD. Bene ha fatto, in questo senso, la Stanleybet annunciando che almeno l'imposta unica futura (non si sa ancora per quella passata, in cui già dà l'assistenza legale, e si è in attesa del pronunciamento della CJEU) se ne assumerà in pieno l'onere.
Dunque, non mi sembra che la Stanleybet abbia minimamente rinunciato alle cause presso la CJEU, anche perchè ogni BANDO E' UNA STORIA A SE, e la discriminazione va provata per ogni singolo bando.
In previsione, quindi, che il nuovo bando sia veramente NON DISCRIMINATORIO per tutti coloro che vorranno partecipare, l'annuncio di partecipazione della Stanleybet mi sembra logico e coerente con le mutate situazioni. Ovviamente, se nel prossimo bando ci saranno altre clausule discriminatorie, rispetto ai testi dei precedenti bandi, sarà più che legittimo non parteciparvi; ma lo Stato Italiano se ne assumerebbe la grave responsabilità.
Come gestore AAMS non posso non essere felice della partecipazione alla Stanleybet al prossimo bando di gara, perchè renderà molto più difficile la continuazione dei CTD.COM, che con la loro concorrenza sleale possono offrire quote più alte, tanto poi l'imposta unica la pagano i poveri CTD. Bene ha fatto, in questo senso, la Stanleybet annunciando che almeno l'imposta unica futura (non si sa ancora per quella passata, in cui già dà l'assistenza legale, e si è in attesa del pronunciamento della CJEU) se ne assumerà in pieno l'onere.
Dunque, non mi sembra che la Stanleybet abbia minimamente rinunciato alle cause presso la CJEU, anche perchè ogni BANDO E' UNA STORIA A SE, e la discriminazione va provata per ogni singolo bando.
In previsione, quindi, che il nuovo bando sia veramente NON DISCRIMINATORIO per tutti coloro che vorranno partecipare, l'annuncio di partecipazione della Stanleybet mi sembra logico e coerente con le mutate situazioni. Ovviamente, se nel prossimo bando ci saranno altre clausule discriminatorie, rispetto ai testi dei precedenti bandi, sarà più che legittimo non parteciparvi; ma lo Stato Italiano se ne assumerebbe la grave responsabilità.
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