Messaggioda guastatore » 02/12/2013 - 11:28
L'inchiesta sulle sale scommesse della guardia di finanza si allarga. Dopo il blitz in via Fabiani, in città, che aveva portato le fiamme gialle ad eseguire il provvedimento di sequestro disposto dal giudice al centro “Sara Point”, sono scattati altri sigilli. I militari hanno infatti bloccato l'attività di altri due centri: si tratta delle sale di via Lanza 29, a Vicenza, e di via IV Martiri 90 ad Arzignano. Fanno capo alla stessa società, la “Devic Danijela”, dal nome della titolare.
Da qualche mese, i detective del nucleo di polizia tributaria, comandati dal tenente colonnello Fabio Dametto, hanno avviato un'attività di controllo e a contrasto del «dilagante fenomeno delle scommesse clandestine e del gioco d'azzardo».
In base a quanto ricostruito, infatti, le tre sale scommesse sarebbero irregolari, perché mancano la concessione dell'Agenzia delle dogane e la licenza di Pubblica sicurezza. Tutti e tre i centri, infatti, fanno capo ad un bookmaker estero che non è autorizzato ad operare sul territorio italiano. Eppure lì si svolgeva l'attività di raccolta, accettazione, prenotazione, trasmissione di proposte di scommesse sportive che avveniva attraverso la piattaforma web “planet365win.com”, con sede operativa nel Regno Unito mentre l'allibratore è in Austria. Nelle sale sigillate avveniva anche in pagamento della vincita in danaro; i militari hanno riscontrato che le strutture svolgevano una attività di intermediazione del booking delle scommesse sportive (partite di calcio ma non solo), attirando gli avventori anche grazie a scommesse apparentemente più redditizie di quelle proposte da altre realtà in regola. Era stata qualcuna di quelle con regolare licenza a segnalare al 117 che qualcosa non tornava sia in via Fabiani, sede di “Sara Point” di Jagoda Stefanovska, sia in via Lanza e ad Arzignano, dove operano i dipendenti di Devic. Quattro le persone denunciate: le due titolari e due dipendenti.
Mentre in via Fabiani il sequestro era stato firmato dal giudice su ordine del pubblico ministero Silvia Golin, gli altri due sono stati compiuti di iniziativa dai finanzieri e sono stati comunque convalidati. Gli investigatori avevano infatti verificato le ricevute di numerosi giocatori che affollavano le sale, ed hanno sequestrato complessivamente 24 computer, 7 stampanti, 21 maxi schermi in cui venivano proiettate le quotazioni e le partite di pallone su cui puntare seduta stante. Inoltre, sono state sigillate le somme in contanti trovate all'interno delle casse.
L'indagine è tutt'altro che conclusa, anche se per Stefanovska si profila l'avviso di chiusura dell'inchiesta.
I finanzieri in primo luogo vogliono verificare, su indicazione del comandante provinciale, il colonnello Livio De Luca, la regolarità di altre sale gioco, che possono venire coperte da diverse ragioni sociali (quelle di Devic avrebbe dovuto occuparsi di «elaborazione e trasmissione elettronica di dati»). Inoltre, hanno già avviato gli accertamenti fiscali e tributari: l'ipotesi è quella che i centri sequestrati non pagassero l'imposta unica sulle scommesse e quindi costituissero attività di evasione fiscale; dovrà essere calcolato il gettito erariale non pagato dal momento della loro apertura, e potrebbe trattarsi di cifre ingenti. Senza dimenticare le verifiche sui flussi di danaro, che finiva oltre confine. D.N.