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Abrogazione art. 88 Tulps
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Abrogazione art. 88 Tulps
Messaggioda Goldbet Cellole » 11/02/2012 - 01:50
Posto la notizia presa da Jamma.it:
(Jamma) Secondo alcune stime sarebbero oltre 1000 i punti di raccolta di gioco illegale presenti in Italia. Si tratta dei cosiddetti ctd (centri trasmissione dati) che senza la concessione statale raccolgono scommesse. Per i concessionari autorizzati si tratta di una vera e propria spina nel fianco, un problema atavico che per molti di loro sta degenerando in una crisi presto irreversibile: “ormai i tempi sono strettissimi e se l’Amministrazione dei Monopoli di Stato, con la necessaria copertura legislativa, non dovesse intervenire in tempi brevi, molti concessionari autorizzati chiuderanno presto bottega consegnando di fatto il territorio all’illegalità – ha lanciare il forte grido d’allarme è Maurizio Ughi, da sempre impegnato nella lotta contro il gioco non autorizzato dallo Stato Italiano ed in particolare contro i CTD – e pensare che una soluzione rapida ed efficace ci sarebbe (sono davvero dispiaciuto di averla trovata soltanto adesso, sostiene ancora Ughi). La chiave per la risoluzione definitiva del problema, o quotomeno di un contenimento efficace del fenomeno, sta nell’eliminare un’anomalia tutta italiana. Siamo infatti l’unico paese al mondo dove per raccogliere scommesse sono necessarie due licenze. La prima è quella relativa alla richiesta dell’articolo 88 del Tulps, la seconda è la concessione rilasciata dallo Stato Italiano per l’autorizzazione alla raccolta dei giochi e le scommesse tramite AAMS. Alcuni operatori esteri, che vedono il mercato italiano come fonte di reddito ma non accettano il nostro regime fiscale e quindi non vogliono acquistare una concessione, aggirano il problema con un sistema, dispiace dirlo, fino ad oggi efficace. Questi operatori – sottolinea Ughi – spesso si limitano ad inviare alla Questura di competenza la richiesta del rilascio dell’art.88 del Tulps e quindi aprono subito il negozio ed iniziano a raccogliere gioco. Se poi <?xml:namespace prefix = st1 />la Questura nega il rilascio si rivolgono al Tar, adducendo loro appartenenza alla comunità europea, dal quale ottengono nella maggior parte dei casi il via libera per l’autorizzazione della Questura. In questo modo aggirano il nostro regime concessorio e forti dell’autorizzazione della Questura operano senza problemi, producendo ingenti danni economici (sia allo Stato per i mancati versamenti all’Erario, sia ai concessionari per l’attività di concorrenza sleale) e sociali (per i giocatori non esiste certezza normativa e regolamentare su qualsiasi problema possa capitare loro, come ad esempio l’eventuale mancato pagamento di una vincita a seguito di una contestazione). A questo punto, visto che non si riesce a trovare una soluzione definitiva del problema, bisogna operare a monte del ciclo autorizzativo. Abroghiamo l’articolo 88 di Pubblica Sicurezza – è questa la proposta choc di Maurizio Ughi – in modo tale da ottenere due grandi vantaggi per il nostro sistema di gioco. Il primo è che i ctd non potranno più contare su una “copertura” da portare di fronte a tribunali e organi di controllo. Il secondo è che i requisiti richiesti per avere l’articolo 88 potrebbero esser fatti confluire nella concessione e quindi avere una semplificazione amministrativa e il controllo diretto da parte dell’Amministrazione. Così facendo ci sarà solo una licenza per accettare giochi e scommesse “la concessione” e chi non ne sarà in possesso potrà essere denunciato e perseguito per gioco clandestino. Insomma l’abrogazione dell’articolo 88 potrebbe quindi risultare quella soluzione definitiva che tutti gli operatori legali, che credono e sono al fianco dello Stato, sognano da tempo.
Come interpretate questa proposta? Non ritenete strano che a meno di una settimana dalla storica sentenza del 16 Febbraio in cui guarda caso si discuterà proprio di questo punto, Ughi, avanzi tale proposta? Si stanno forse buttando in avanti, avendo captato che dalla sentenza del 16 questo punto sarà finalmente messo in discussione?
(Jamma) Secondo alcune stime sarebbero oltre 1000 i punti di raccolta di gioco illegale presenti in Italia. Si tratta dei cosiddetti ctd (centri trasmissione dati) che senza la concessione statale raccolgono scommesse. Per i concessionari autorizzati si tratta di una vera e propria spina nel fianco, un problema atavico che per molti di loro sta degenerando in una crisi presto irreversibile: “ormai i tempi sono strettissimi e se l’Amministrazione dei Monopoli di Stato, con la necessaria copertura legislativa, non dovesse intervenire in tempi brevi, molti concessionari autorizzati chiuderanno presto bottega consegnando di fatto il territorio all’illegalità – ha lanciare il forte grido d’allarme è Maurizio Ughi, da sempre impegnato nella lotta contro il gioco non autorizzato dallo Stato Italiano ed in particolare contro i CTD – e pensare che una soluzione rapida ed efficace ci sarebbe (sono davvero dispiaciuto di averla trovata soltanto adesso, sostiene ancora Ughi). La chiave per la risoluzione definitiva del problema, o quotomeno di un contenimento efficace del fenomeno, sta nell’eliminare un’anomalia tutta italiana. Siamo infatti l’unico paese al mondo dove per raccogliere scommesse sono necessarie due licenze. La prima è quella relativa alla richiesta dell’articolo 88 del Tulps, la seconda è la concessione rilasciata dallo Stato Italiano per l’autorizzazione alla raccolta dei giochi e le scommesse tramite AAMS. Alcuni operatori esteri, che vedono il mercato italiano come fonte di reddito ma non accettano il nostro regime fiscale e quindi non vogliono acquistare una concessione, aggirano il problema con un sistema, dispiace dirlo, fino ad oggi efficace. Questi operatori – sottolinea Ughi – spesso si limitano ad inviare alla Questura di competenza la richiesta del rilascio dell’art.88 del Tulps e quindi aprono subito il negozio ed iniziano a raccogliere gioco. Se poi <?xml:namespace prefix = st1 />la Questura nega il rilascio si rivolgono al Tar, adducendo loro appartenenza alla comunità europea, dal quale ottengono nella maggior parte dei casi il via libera per l’autorizzazione della Questura. In questo modo aggirano il nostro regime concessorio e forti dell’autorizzazione della Questura operano senza problemi, producendo ingenti danni economici (sia allo Stato per i mancati versamenti all’Erario, sia ai concessionari per l’attività di concorrenza sleale) e sociali (per i giocatori non esiste certezza normativa e regolamentare su qualsiasi problema possa capitare loro, come ad esempio l’eventuale mancato pagamento di una vincita a seguito di una contestazione). A questo punto, visto che non si riesce a trovare una soluzione definitiva del problema, bisogna operare a monte del ciclo autorizzativo. Abroghiamo l’articolo 88 di Pubblica Sicurezza – è questa la proposta choc di Maurizio Ughi – in modo tale da ottenere due grandi vantaggi per il nostro sistema di gioco. Il primo è che i ctd non potranno più contare su una “copertura” da portare di fronte a tribunali e organi di controllo. Il secondo è che i requisiti richiesti per avere l’articolo 88 potrebbero esser fatti confluire nella concessione e quindi avere una semplificazione amministrativa e il controllo diretto da parte dell’Amministrazione. Così facendo ci sarà solo una licenza per accettare giochi e scommesse “la concessione” e chi non ne sarà in possesso potrà essere denunciato e perseguito per gioco clandestino. Insomma l’abrogazione dell’articolo 88 potrebbe quindi risultare quella soluzione definitiva che tutti gli operatori legali, che credono e sono al fianco dello Stato, sognano da tempo.
Come interpretate questa proposta? Non ritenete strano che a meno di una settimana dalla storica sentenza del 16 Febbraio in cui guarda caso si discuterà proprio di questo punto, Ughi, avanzi tale proposta? Si stanno forse buttando in avanti, avendo captato che dalla sentenza del 16 questo punto sarà finalmente messo in discussione?
affiliazionigoldbet@hotmail.it
Re: Abrogazione art. 88 Tulps
Messaggioda inesperto » 11/02/2012 - 07:56
Si questa persona a me faceva già ridere quando interveniva nelle riunioni dei sindacati dei vai concessionari e in quelle occasioni lui si batteva per ABROGARE i minimi garantiti, ora vuole abrogare l'art.88 tulps, nella sua vita ne dice di cogl.
MA non è il solo ma è seguito a ruota dall'avv.SBORDONI che è un esperto delle leggi del betting e si accoda a queste str. Giustamente queste persone gli danno da mangiare.
Io penso che il sistema concessionario Italiano è un castello di sabbia ma non da adesso da sempre, infatti per chiudere i primi CTD nel lontano 1996(quando parecchi di questi sapevano appena giocare la schedina al totocalcio) li accusaro di associazione a delinquere e trasporto di denaro illecito all'estero.Tutti non condannati perchè il fatto non sussisteva.Possiamo andare avanti con parecchie di queste storie seguite da tante cogl. dette da queste persone che dicono di essere nella legalità, si ma quale quella di AAMS.
Associazione Autonoma M.Angiamoci Lo Stato
MA non è il solo ma è seguito a ruota dall'avv.SBORDONI che è un esperto delle leggi del betting e si accoda a queste str. Giustamente queste persone gli danno da mangiare.
Io penso che il sistema concessionario Italiano è un castello di sabbia ma non da adesso da sempre, infatti per chiudere i primi CTD nel lontano 1996(quando parecchi di questi sapevano appena giocare la schedina al totocalcio) li accusaro di associazione a delinquere e trasporto di denaro illecito all'estero.Tutti non condannati perchè il fatto non sussisteva.Possiamo andare avanti con parecchie di queste storie seguite da tante cogl. dette da queste persone che dicono di essere nella legalità, si ma quale quella di AAMS.
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Re: Abrogazione art. 88 Tulps
Messaggioda paparazzo » 11/02/2012 - 23:43
Lo ripeto per l'ennesima volta... è ora di trasformare il sistema concessorio in sistema autorizzatorio all'inglese!
L'abolizione di cui parla Ughi è un'altra presa per il cul0!
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Re: Abrogazione art. 88 Tulps
Messaggioda mandrake76 » 12/02/2012 - 16:57
Ragazzi per me questa proposta significa una cosa sola: che Ughi ha finalmente tempo per pensare adesso che ha passato la patata bollente a qualcun altro. Ma e' talmente bollito che non si rende conto che una mossa del genere ci favorirebbe tutti.
Se tolgono l'88 vuol dire che il gioco non e' piu' un prob di ordine pubblico e allora ..... come giustificano poi che ci vengono a chiudere se operiamo coperti da una licenza comunitaria?
Secondo me si tratta di un problema senile.
Ughi non ha capito che l'88 e' l'ultimo baluardo e gia' comunque non regge piu'.
Aspettiamo la sentenza e poi commentiamo.
Se tolgono l'88 vuol dire che il gioco non e' piu' un prob di ordine pubblico e allora ..... come giustificano poi che ci vengono a chiudere se operiamo coperti da una licenza comunitaria?
Secondo me si tratta di un problema senile.
Ughi non ha capito che l'88 e' l'ultimo baluardo e gia' comunque non regge piu'.
Aspettiamo la sentenza e poi commentiamo.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: Abrogazione art. 88 Tulps
Messaggioda mandrake76 » 14/02/2012 - 23:10
(Agicoscommesse)
STANLEY: SENZA 88 TULPS, CTD AGEVOLATI
Il bookmaker chiede di aspettare la sentenza della CGE di giovedì: Se accogliesse le nostre ragioni, riuniamoci attorno a un tavolo e poniamo fine a 12 anni di contenzioso
"In relazione alla proposta del consigliere di Assosnai Maurizio Ughi di abrogare l'articolo 88 del TULPS, il dipartimento legale del bookmaker inglese Stanleybet si permette di fare le seguenti osservazioni: il gioco in Italia ha raggiunto tali livelli di estensione e problematicità, che la maggior parte delle recensioni nelle rassegne stampa sono dedicate ai problemi di assuefazione al gioco, al dilagare del vizio del gioco tra i giovani, addirittura al problema dell'influenza di questi fenomeni verso i minori e così via". E' quanto si legge in una nota del bookmaker internazionale. "Si tratta quindi di un'attività che, a parere di Stanleybet, dovrebbe essere mantenuta sotto stretto controllo di ordine pubblico e sicurezza. Su tali presupposti, abolire l'art. 88 del TULPS non sarebbe certo una decisione saggia. D'altra parte l'eliminazione del controllo amministrativo ex art. 88 renderebbe l'attività degli operatori abusivi molto più facile: se lo stesso Stato Italiano dovesse legiferare in abolizione dei controlli di polizia, come potrebbe poi ritenere giustificata l'esclusione di operatori comunitari regolarmente autorizzati nei loro paesi, ma privi di concessione in Italia? La licenza di polizia è, a parere di Stanleybet, fondamentale e decisiva, perché al momento dell'ingresso nel settore del gioco è necessario che ci siano organi di polizia in grado di distinguere le persone per bene dai delinquenti. Chi potrebbe fare questo lavoro?" continua StanleyBet nella nota. "Non certo AAMS o una qualsiasi altra entità o agenzia dei giochi. Quindi, è giusto il controllo di polizia. Quello che invece bisognerebbe abolire è l'utilizzo della licenza di polizia come strumento per escludere gli operatori solo perché privi di concessione. Tra questi vi è Stanleybet che è priva di concessione solo perché al momento del suo ingresso nel mercato italiano, è stata discriminata dalle gare del settore in violazione del diritto comunitario. Stanleybet acquisisce, pertanto, in base alla sentenza Placanica della Corte di Giustizia Europea, il diritto ad operare in regime di cross border. Stanleybet però non approfitta di questa posizione e chiede, comunque, per tutti i suoi CTD, il controllo di ordine pubblico, attraverso il meccanismo cui all'art. 88 TULPS. E non sono pochi i casi in cui Stanleybet ha dovuto recedere dai contratti a causa di precedenti penali dei richiedenti che solo la richiesta di controllo di ordine pubblico ha permesso di evidenziare, come cause più che legittime per rifiutare l'autorizzazione. Non dimentichiamo che fu proprio la Corte di Cassazione, in una famosa sentenza del 2004 a Sezioni Unite, a dire, giustamente, che il settore dovesse rimanere sotto controllo di ordine pubblico attraverso lo strumento di cui all'art 88 TULPS. Secondo la Suprema Corte, questo era necessario per impedire infiltrazioni della malavita organizzata nel settore del gioco. Stranamente, quella sentenza della Corte di Cassazione, che seguiva la sentenza Gambelli della CG UE, fu considerata contro Stanleybet. Il bookmaker di Liverpool, però, all'epoca diffuse una famosa comunicazione a tutti i suoi CTD che esordiva: 'Gentili CTD, Buone notizie!'. Molti ancora la ricordano come una comunicazione storica, in cui Stanleybet, considerando la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione a suo esclusivo favore, ordinava a tutti i suoi CTD di richiedere autorizzazione di polizia e di chiudere per 28 giorni (vigeva all'epoca, il silenzio assenso dopo 4 settimane). Sul punto, Stanleybet, in questi lunghi anni, ha raccolto una giurisprudenza di merito favorevole e costante. L'ultimo provvedimento risale a tre giorni fa ove il Gip del Tribunale di Nola, segnatamente, afferma che "la P.A. non può negare il rilascio dell'autorizzazione di Polizia sul presupposto che la concessione è rilasciata da uno Stato estero e non dal Ministero dell'Economia italiano…" e conclude con la disapplicazione della normativa interna e con l'esplicita previsione che "appare evidente il venir meno di ogni fattispecie penalmente rilevante". E quindi Stanleybet conclude la nota con un appello rivolto a a tutte la parti coinvolte. "Giovedì prossimo 16 Febbraio 2012 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si esprimerà di nuovo sulla legittimità del sistema concessorio italiano nelle questioni pregiudiziali comunitarie sollevate dalla Corte di Cassazione su due casi riguardanti CTD Stanleybet. Se la sentenza sarà a favore del bookmaker inglese, chiediamo che non si avvii il solito "balletto" in cui tutti dicono ‘abbiamo vinto' e che si cominci invece a pensare di riunire attorno ad un tavolo le persone più esperte del settore per trovare il modo migliore per regolarizzare e legalizzare il sistema e chiudere 12 anni di contenzioso".
STANLEY: SENZA 88 TULPS, CTD AGEVOLATI
Il bookmaker chiede di aspettare la sentenza della CGE di giovedì: Se accogliesse le nostre ragioni, riuniamoci attorno a un tavolo e poniamo fine a 12 anni di contenzioso
"In relazione alla proposta del consigliere di Assosnai Maurizio Ughi di abrogare l'articolo 88 del TULPS, il dipartimento legale del bookmaker inglese Stanleybet si permette di fare le seguenti osservazioni: il gioco in Italia ha raggiunto tali livelli di estensione e problematicità, che la maggior parte delle recensioni nelle rassegne stampa sono dedicate ai problemi di assuefazione al gioco, al dilagare del vizio del gioco tra i giovani, addirittura al problema dell'influenza di questi fenomeni verso i minori e così via". E' quanto si legge in una nota del bookmaker internazionale. "Si tratta quindi di un'attività che, a parere di Stanleybet, dovrebbe essere mantenuta sotto stretto controllo di ordine pubblico e sicurezza. Su tali presupposti, abolire l'art. 88 del TULPS non sarebbe certo una decisione saggia. D'altra parte l'eliminazione del controllo amministrativo ex art. 88 renderebbe l'attività degli operatori abusivi molto più facile: se lo stesso Stato Italiano dovesse legiferare in abolizione dei controlli di polizia, come potrebbe poi ritenere giustificata l'esclusione di operatori comunitari regolarmente autorizzati nei loro paesi, ma privi di concessione in Italia? La licenza di polizia è, a parere di Stanleybet, fondamentale e decisiva, perché al momento dell'ingresso nel settore del gioco è necessario che ci siano organi di polizia in grado di distinguere le persone per bene dai delinquenti. Chi potrebbe fare questo lavoro?" continua StanleyBet nella nota. "Non certo AAMS o una qualsiasi altra entità o agenzia dei giochi. Quindi, è giusto il controllo di polizia. Quello che invece bisognerebbe abolire è l'utilizzo della licenza di polizia come strumento per escludere gli operatori solo perché privi di concessione. Tra questi vi è Stanleybet che è priva di concessione solo perché al momento del suo ingresso nel mercato italiano, è stata discriminata dalle gare del settore in violazione del diritto comunitario. Stanleybet acquisisce, pertanto, in base alla sentenza Placanica della Corte di Giustizia Europea, il diritto ad operare in regime di cross border. Stanleybet però non approfitta di questa posizione e chiede, comunque, per tutti i suoi CTD, il controllo di ordine pubblico, attraverso il meccanismo cui all'art. 88 TULPS. E non sono pochi i casi in cui Stanleybet ha dovuto recedere dai contratti a causa di precedenti penali dei richiedenti che solo la richiesta di controllo di ordine pubblico ha permesso di evidenziare, come cause più che legittime per rifiutare l'autorizzazione. Non dimentichiamo che fu proprio la Corte di Cassazione, in una famosa sentenza del 2004 a Sezioni Unite, a dire, giustamente, che il settore dovesse rimanere sotto controllo di ordine pubblico attraverso lo strumento di cui all'art 88 TULPS. Secondo la Suprema Corte, questo era necessario per impedire infiltrazioni della malavita organizzata nel settore del gioco. Stranamente, quella sentenza della Corte di Cassazione, che seguiva la sentenza Gambelli della CG UE, fu considerata contro Stanleybet. Il bookmaker di Liverpool, però, all'epoca diffuse una famosa comunicazione a tutti i suoi CTD che esordiva: 'Gentili CTD, Buone notizie!'. Molti ancora la ricordano come una comunicazione storica, in cui Stanleybet, considerando la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione a suo esclusivo favore, ordinava a tutti i suoi CTD di richiedere autorizzazione di polizia e di chiudere per 28 giorni (vigeva all'epoca, il silenzio assenso dopo 4 settimane). Sul punto, Stanleybet, in questi lunghi anni, ha raccolto una giurisprudenza di merito favorevole e costante. L'ultimo provvedimento risale a tre giorni fa ove il Gip del Tribunale di Nola, segnatamente, afferma che "la P.A. non può negare il rilascio dell'autorizzazione di Polizia sul presupposto che la concessione è rilasciata da uno Stato estero e non dal Ministero dell'Economia italiano…" e conclude con la disapplicazione della normativa interna e con l'esplicita previsione che "appare evidente il venir meno di ogni fattispecie penalmente rilevante". E quindi Stanleybet conclude la nota con un appello rivolto a a tutte la parti coinvolte. "Giovedì prossimo 16 Febbraio 2012 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si esprimerà di nuovo sulla legittimità del sistema concessorio italiano nelle questioni pregiudiziali comunitarie sollevate dalla Corte di Cassazione su due casi riguardanti CTD Stanleybet. Se la sentenza sarà a favore del bookmaker inglese, chiediamo che non si avvii il solito "balletto" in cui tutti dicono ‘abbiamo vinto' e che si cominci invece a pensare di riunire attorno ad un tavolo le persone più esperte del settore per trovare il modo migliore per regolarizzare e legalizzare il sistema e chiudere 12 anni di contenzioso".
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