
{"id":54749,"date":"2018-06-01T12:45:21","date_gmt":"2018-06-01T10:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.infobetting.com\/blog\/?p=54749"},"modified":"2018-05-24T17:56:49","modified_gmt":"2018-05-24T15:56:49","slug":"serie-a-statistiche-giocatori-2017-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.infobetting.com\/blog\/serie-a-statistiche-giocatori-2017-18\/","title":{"rendered":"Serie A, lo studio sui giocatori: Mvp della stagione, rookie e involuzioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Con la fine della stagione, spazio all&#8217;approfondimento sul <strong>rendimento dei protagonisti della <a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/calendari\/italia\/serie-a\/20172018\/cal-t-330-1-c-1-9-20172018.htm\">serie A 2017-18<\/a><\/strong>. Ecco una prima carrellata di premi partendo ovviamente dall&#8217;Mvp della stagione.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Mvp<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1. Sergej Milinkovi\u0107-Savi\u0107<\/strong>: nonostante la cocente delusione per la mancata qualificazione alla prossima edizione di Champions League, quello della <a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/statistiche\/italia\/lazio\/stat-t-254-1-s-1-47.htm\"><strong>Lazio<\/strong> <\/a>rimane comunque un Campionato giocato nettamente al di sopra delle aspettative di inizio stagione. Nonostante un mercato estivo non esaltante e le fatiche europee di Coppa, il club biancoceleste \u00e8 comunque riuscito addirittura a migliorare il rendimento rispetto allo scorso anno. Grandissimi meriti di questo exploit (o meglio, di questa inattesa conferma) non possono che essere individuati nell&#8217;enorme produzione offensiva collezionata dagli uomini agli ordini di Simone Inzaghi (miglior attacco del Campionato), a cominciare da quel Ciro Immobile che, senza l&#8217;infortunio occorso alla quartultima giornata di Campionato contro il Torino, probabilmente avrebbe anche scavallato quota trenta reti, staccando Icardi dal titolo di capocannoniere e, soprattutto, trascinando i suoi all&#8217;obiettivo finale. <strong>Eppure, nonostante la vena realizzativa dell&#8217;ex-centravanti di Pescara e Torino, la palma di miglior giocatore della squadra biancoceleste, nonch\u00e9 dell&#8217;intero Campionato, mi sento di poter dire che se la sia guadagnata Milinkovi\u0107-Savi\u0107. Il serbo si \u00e8 dimostrato il vero &#8220;deus ex-machina&#8221; del gioco laziale, un giocatore onnipresente che, spaziando per il campo, si \u00e8 dimostrato in grado di trasformarsi da mezzala a centravanti, da trequartista ad esterno offensivo, ridisegnando totalmente il concetto di &#8220;ruolo&#8221; (caratteristica sempre pi\u00f9 in voga, nel Calcio contemporaneo) ed innalzando a vette sublimi il concetto di &#8220;calcio fluido&#8221; su cui Simone Inzaghi ha cercato di plasmare la propria squadra.<\/strong> Sarebbe fin troppo superfluo stare qui a rimarcare l&#8217;imprescindibilit\u00e0 tattica del serbo, il suo dominio fisico ed aerobico sulle palle alte, oppure la sua brillantezza tecnica in ogni zona del campo. Possiamo solo aggiungere che, in caso la sua cessione diventi realt\u00e0 nella prossima estate, perlomeno potremo dire di aver assistito ad un commiato dal club biancoceleste (oltre che, eventualmente, da questo Campionato) degno dei pi\u00f9 grandi artisti, al di l\u00e0 del risultato finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2. Alisson Becker<\/strong>: nel giro di un anno, il brasiliano \u00e8 passato dall&#8217;essere riserva di Szcz\u0119sny al diventare miglior portiere del Campionato e, probabilmente, fra i primi in Europa e nel Mondo. Generalmente, si dice che difficilmente i portieri, anche i pi\u00f9 bravi, possano incidere positivamente pi\u00f9 di tanto sui risultati di una squadra. <strong>Eppure, Alisson \u00e8 riuscito a sfatare anche questa generalizzazione. Se infatti quest&#8217;anno la <a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/statistiche\/italia\/roma\/stat-t-254-1-s-1-38.htm\">Roma<\/a> si \u00e8 ritrovata a poter considerarsi virtualmente gi\u00e0 qualificata alla prossima Champions League, lo deve anche al suo portiere, non fosse altro per alcune sue prestazioni straordinarie, specialmente nel periodo in cui la squadra giallorossa ha faticato di pi\u00f9 (ossia, nel mese di Gennaio). Se poi allargassimo il discorso anche al percorso in Champions (che comunque esula da quanto si sta affrontando in questo articolo), gli elogi potrebbero durare un&#8217;altra mezzoretta buona. E non \u00e8 un caso che la squadra allenata da Di Francesco quest&#8217;anno abbia collezionato ben 18 &#8220;clean sheet&#8221; (sesta in Europa, considerando tutti i principali Campionati).<\/strong> Ma oltre alle sue doti feline tra i pali e la perfezione tecnica nel posizionamento, il brasiliano si \u00e8 distinto anche in altre situazioni di gioco, tra cui soprattutto la capacit\u00e0 di lettura del movimento della linea difensiva, alle spalle dell quale il brasiliano agiva in veste di vero e proprio libero aggiunto, oppure l&#8217;abilit\u00e0 di imporsi quale regista aggiunto della squadra, grazie a doti tecniche fuori dal comune per il ruolo. E non \u00e8 un caso che gli stessi tifosi romanisti, del resto, lo abbiano eletto quale miglior giocatore di quest&#8217;anno della squadra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. Douglas Costa<\/strong>: in un Campionato in cui Dybala ha messo a segno dieci gol nelle prime sei partite, il premio di MVP dell&#8217;anno sembrava gi\u00e0 scritto a Settembre. Invece, l&#8217;imprevisto calo dell&#8217;argentino (la cui stella \u00e8 tornata a splendere solamente nel mese di Marzo e, pi\u00f9 precisamente, a cavallo tra il gol all&#8217;ultimo secondo contro la Lazio e la tripletta di Benevento), ha fatto s\u00ec che la <a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/statistiche\/italia\/juventus\/stat-t-254-1-s-1-45.htm\"><strong>Juventus<\/strong> <\/a>dovesse cercare altrove il proprio leader e trascinatore. Higua\u00edn ha prontamente risposto presente, raccogliendo il testimone direttamente dalle mani dello stesso Dybala, finendo per\u00f2 per afflosciarsi un po&#8217; troppo presto, perlomeno rispetto agli straordinari standard a cui ci aveva abituati negli anni precedenti. <strong>Ovviamente, la sua influenza in zona gol nella partita che ha di fatto deciso le sorti del Campionato non era nemmeno quotata, eppure la sensazione \u00e8 che il vero MVP &#8220;occulto&#8221; (ma nemmeno troppo, in realt\u00e0) della squadra di Allegri vada ricercato da qualche altra parte. Dopo un girone di andata passato in bilico fra campo e panchina, in cui non \u00e8 mai riuscito a guadagnarsi la titolarit\u00e0 indiscussa, Douglas Costa ha finito per raggiungere picchi di rendimento elevatissimi nella seconda met\u00e0 del Campionato, dove si \u00e8 dimostrato un tornado semplicemente incontenibile per le difese della Serie A. Le sue razzie sulla fascia hanno permesso alla Juventus di ottenere la superiorit\u00e0 numerica e posizionale in fase offensiva ogni volta che il brasiliano riusciva a ricevere palla, potendo puntare il suo diretto avversario in 1vs1. Semplicemente devastante.<\/strong> Il suo rendimento ha restituito freschezza e brillantezza ad una macchina da guerra che per\u00f2, mai come quest&#8217;anno, era davvero arrivata al punto di abdicare e di lasciare lo scettro ad altri. Giusto quindi premiare il brasiliano, per come si \u00e8 caricato sulle spalle l&#8217;intera squadra, soprattutto nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Giocatore pi\u00f9 migliorato<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1. Luis Alberto<\/strong>: ancora una volta, la Lazio ha saputo sopperire ad addii importanti, tramite la valorizzazione di giocatori gi\u00e0 presenti in rosa. Esattamente come nel 2014 la cessione di Hernanes all&#8217;Inter favor\u00ec l&#8217;esplosione successiva di Felipe Anderson, allo stesso modo la partenza un anno fa di Keita Bald\u00e9 si \u00e8 di fatto trasformata in un trampolino di lancio per lo spagnolo cresciuto nelle giovanili di Barcellona e Liverpool.<strong> Questa politica di &#8220;auto-rigenerazione&#8221; continua portata avanti dal club biancoceleste \u00e8 la chiave di volta per comprendere come faccia la Lazio, pur con tutti i suoi limiti economici, a raggiungere comunque traguardi di prestigio (se rapportati alle proprie potenzialit\u00e0) con una qual certa continuit\u00e0. Nello scorso Campionato, Luis Alberto era stato una semplice meteora, che, tra una comparsata e l&#8217;altra, aveva avuto modo di brillare una sola volta. Quest&#8217;anno, invece, il suo peso specifico all&#8217;interno del gioco e dell&#8217;attacco della squadra \u00e8 aumentato esponenzialmente (undici gol e sedici assist in Campionato).<\/strong> In particolare, grazie alla sua qualit\u00e0 superiore, lo spagnolo \u00e8 diventato il perfetto anello di congiunzione tra Milinkovi\u0107-Savi\u0107 ed Immobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2. Bryan Cristante<\/strong>: quando lasci\u00f2 Milanello per tentate l&#8217;avventura lusitana, moltissimi tra addetti ai lavori e tifosi rossoneri erano abbastanza convinti che il Milan si fosse privato forse un po&#8217; troppo a cuor leggero di uno dei migliori prospetti italiani dell&#8217;epoca. Eppure, nelle stagioni successive, il nome di Cristante era effettivamente scomparso dai radar, riapparendo in maniera sporadica solo quando a dargli fiducia, nuovamente in Italia, sono state realt\u00e0 come Palermo e Pescara, che lottavano per non retrocedere. Tuttavia, anche in palcoscenici con minore pressione, Cristante ha faticato a mettersi in mostra. E cos\u00ec, un anno e mezzo fa si \u00e8 concretizzato il suo passaggio all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/statistiche\/italia\/atalanta\/stat-t-254-1-s-1-46.htm\"><strong>Atalanta<\/strong><\/a> di Gasperini, appena rimasta orfana di Gagliardini. Il terzo trasferimento in un anno per l&#8217;ex-rossonero. <strong>Ebbene, oggi possiamo finalmente affermare che il ragazzo abbia ritrovato certezze ed un&#8217;identit\u00e0 tattica che si era precedentemente sbiadita, grazie alle consegne codificate che gli ha cucito addosso Gasperini. Se oggi Cristante fa gola a diversi club italiani di prima fascia, lo si deve esclusivamente a questa stagione appena conclusa, chiusa dal centrocampista con nove gol e tre assist. Ma a destare attenzione sono state soprattutto la sua versatilit\u00e0 tattica, la capacit\u00e0 d&#8217;inserimento e, pi\u00f9 in generale, l&#8217;intelligenza nel capire quando e come muoversi per dare equilibrio e coordinazione al resto della squadra.<\/strong> Bisognerebbe anche dire che gi\u00e0 l&#8217;appendice della scorsa stagione aveva restituito &#8220;presagi&#8221; su una possibile definitiva maturazione del ragazzo, anche se trattavasi di lampi estemporanei ed ancora da verificare lungo un&#8217;intera stagione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. Josip Ili\u010di\u010d<\/strong>: lo sloveno ha appena concluso la sua ottava stagione in Serie A. L&#8217;idea che ormai ci siamo fatti di lui \u00e8 quella di un giocatore dalle innegabili qualit\u00e0 tecniche (oltre che in possesso di doti atletiche forse troppo sottovalutate), che per\u00f2 pecca di continuit\u00e0 (al di l\u00e0 degli stereotipi, una caratteristica comune a tutti i fantasisti slavi).<strong> Eppure, se in Italia esistono ancora squadre importanti pronte a scommettere sul suo talento, lo si deve specialmente a quest&#8217;ultima stagione agli ordini di Gasperini (toh, che d\u00e9j\u00e0-vu!): infatti, dopo l&#8217;annata nettamente in chiaroscuro dell&#8217;anno passato (un po&#8217; come tutta la Fiorentina, del resto), Ili\u010di\u010d sembra essere (ri-)sbocciato in una squadra che, a causa del netto calo realizzativo di G\u00f3mez, aveva bisogno come il pane di un giocatore in grado di caricarsi sulle spalle gran parte delle responsabilit\u00e0 offensive della squadra. A differenza di Cristante, per\u00f2, la carriera dello sloveno non si \u00e8 impennata improvvisamente, dopo anni di nulla, ma ha seguito invece una parabola quanto mai ondivaga, fatta di alti (come la sua ultima stagione al Palermo, ma soprattutto come durante il primo anno di Paulo Sousa sulla panchina della Fiorentina) e di bassi. Quindi il dubbio che a quest&#8217;ultima annata possa seguirne un&#8217;altra su tonalit\u00e0 pi\u00f9 grigie \u00e8 pi\u00f9 che legittimo.<\/strong> La quota per una sua candidatura al premio di &#8220;giocatore maggiormente peggiorato&#8221; del prossimo anno \u00e8 al momento la pi\u00f9 bassa: sta allo stesso Ili\u010di\u010d, adesso, dimostrare che ci siamo sbagliati. Dimostrare, dunque, che quella sui talenti slavi poco continui \u00e8 solo una maldicenza.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Dodicesimo uomo dell&#8217;anno<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1. Piotr Zieli\u0144ski<\/strong>: difficile aggiungere altro alle motivazioni che portarono gi\u00e0 un anno fa a inserirlo sul podio di questa particolare graduatoria. L&#8217;unica cosa che si potrebbe aggiungere, \u00e8 che forse per il centrocampista polacco \u00e8 arrivato il momento di prendersi la maglia da titolare che meriterebbe, anche se i recenti sviluppi legati alla questione del nuovo allenatore del <a href=\"https:\/\/www.infobetting.com\/calcio\/statistiche\/italia\/napoli\/stat-t-254-1-s-1-60.htm\"><strong>Napoli<\/strong><\/a>, con Ancelotti subentrato a Sarri, rendono ancora nebulosa qualsiasi situazione legata ai singoli giocatori partenopei.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2. Felipe Anderson<\/strong>: nonostante la partenza di Keita Bald\u00e9, quest&#8217;anno il brasiliano ha faticato a trovare spazio e continuit\u00e0 di impiego. Ci\u00f2 si \u00e8 dovuto sia all&#8217;infortunio avuto ad inizio stagione, che ha costretto Anderson ad uno stop di pi\u00f9 di tre mesi (in pratica, ha saltato l&#8217;intero girone di andata), sia all&#8217;exloit di Luis Alberto, di cui gi\u00e0 si \u00e8 parlato. <strong>Eppure, nonostante la perdita della titolarit\u00e0, l&#8217;ex-giocatore del Santos ha approcciato al nuovo ruolo di primo cambio offensivo in maniera impeccabile. Simone Inzaghi ha visto nella sua capacit\u00e0 di rendersi semi-immarcabile tanto quando si aprono gli spazi, quanto in 1vs1, un&#8217;arma in grado di dimostrarsi letale sia in contropiede, nelle situazioni in cui cio\u00e8 la Lazio, gi\u00e0 in vantaggio, cercava di chiudere definitivamente il risultato, sia quando invece era necessario creare superiorit\u00e0 numerica, contro difese pi\u00f9 chiuse.<\/strong> Specialmente contro avversari pi\u00f9 stanchi, infatti, la brillantezza atletica del brasiliano \u00e8 sembrata a tratti incontenibile da gran parte delle difese di Serie A.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. Arkadiusz Milik<\/strong>: come Felipe Anderson, anche Milik ha dovuto saltare gran parte del girone di andata, oltre che una buona fetta di quello di ritorno, a causa di un infortunio grave. Il secondo, da quando \u00e8 sbarcato in Italia. Decisamente la fortuna non \u00e8 stata dalla sua parte. E se lo scorso anno il Napoli riusc\u00ec non solo a sopperire all&#8217;assenza forzata del centravanti polacco, ma addirittura a migliorarsi, grazie all&#8217;invenzione di Sarri che propose Mertens quale falso nove, in questa stagione invece l&#8217;assenza dell&#8217;ex-giocatore di Ajax e Bayer Leverkusen si \u00e8 sentita moltissimo, non fosse altro perch\u00e9 ha costretto il belga a straordinari che lo hanno portato, nell&#8217;ultimo quarto di stagione, ad un calo fisico (oltre che realizzativo) evidente. <strong>Proprio in quel momento, Milik \u00e8 riuscito finalmente a lasciare la propria impronta, inanellando una serie di ottime prestazioni e numeri comunque molto buoni, considerando il numero limitato di presenze. Ed anche in quel paio di volte che perfino un integralista delle gerarchie come Sarri ha deciso di schierarlo da titolare, Milik \u00e8 riuscito a rendersi decisivo. In particolare, la sfida che rappresenta l&#8217;esempio massimo della bravura di Milik nel farsi trovare pronto anche quando chiamato in causa dalla panchina, rimane quel Napoli-Chievo in cui il polacco, con tre colpi di testa (che si sono trasformati in un gol segnato, uno solo sfiorato ed un assist), ha ribaltato nei minuti finali un risultato che invece sembrava gi\u00e0 scritto e che avrebbe sancito la semi-definitiva resa del Napoli dalla corsa Scudetto. Ma anche una settimana dopo quella gara, sempre Milik \u00e8 arrivato ad un miracolo di Donnarumma di distanza dal sigillare un&#8217;altra vittoria napoletana (e chiss\u00e0 come sarebbero andate le cose, senza quella straordinaria parata)<\/strong>. Del resto, una delle critiche che \u00e8 stata maggiormente mossa nei confronti di Sarri, ha riguardato proprio l&#8217;utilizzo troppo centellinato del suo numero 99, che forse avrebbe meritato molte pi\u00f9 chances da titolare.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Esordiente\u00a0 dell&#8217;anno<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1. Alisson Becker<\/strong>: il fatto di non aver mai giocato lo scorso anno nemmeno un minuto in Serie A, chiuso com&#8217;era da Szcz\u0119sny, lo rende &#8220;de facto&#8221; un rookie a tutti gli effetti di questa stagione. Per il resto, le motivazioni di questo primato sono gi\u00e0 state affrontate quando si \u00e8 parlato degli MVP del Campionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2. Douglas Costa<\/strong>: anche in questo caso, resta poco da aggiungere a quanto gi\u00e0 scritto in precedenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. Cengiz \u00dcnder<\/strong>: dopo una prima parte di Campionato passata principalmente in panchina, escludendo le rare (e comunque opache) presenze accumulate, in cui era sembrato obiettivamente un giocatore semplicemente non ancora pronto, proprio fisicamente, per certi livelli, a Gennaio scorso era stata paventata perfino la possibilit\u00e0 che il giovane turco venisse ceduto in prestito in qualche squadra della &#8220;middle\/working class&#8221; della Serie A. Anche tatticamente, del resto, il giocatore sembrava totalmente a disagio e spaesato, faticando a metabolizzare i corretti movimenti richiesti da Di Francesco ai propri esterni: il culmine era arrivato nell&#8217;ultima partita del girone di andata, contro il Sassuolo, in cui \u00dcnder si rese protagonista in negativo nel concitato finale, causando l&#8217;annullamento del gol di Florenzi all&#8217;ultimo respiro (che avrebbe consegnato i tre punti alla squadra giallorossa), per un&#8217;ingenua ostruzione da posizione di fuorigioco.<strong> Eppure, la Roma ha deciso di continuare a puntare sul suo numero 17, venendo ripagata da un girone di ritorno in cui il turco \u00e8 stato probabilmente uno degli elementi pi\u00f9 decisivi dell&#8217;intera rosa. In particolare, da incorniciare il suo straripante mese di Febbraio (con l&#8217;appendice della trasferta di Napoli, ad inizio Marzo), in cui ha messo a segno sei gol ed un assist tra Campionato e Champions: un boom improvviso, paragonabile come estemporaneit\u00e0 ed epicit\u00e0 alla &#8220;Linsanity&#8221; di New York del Febbraio 2012. L&#8217;exploit improvviso di \u00dcnder si \u00e8 trasformato addirittura in un fenomeno mediatico in Turchia, dove perfino la stampa nazionale ha cominciato a dipingerlo come il nuovo ambasciatore del Calcio turco. Di certo, le prestazioni inanellate durante quella serie di partite, hanno aiutato non poco la Roma ad uscire dalla palude in cui era andata ad infilarsi nel mese di Gennaio (per sua fortuna, non da sola, ma accompagnata anche dalle altre due pi\u00f9 dirette concorrenti.<\/strong> Specialmente l&#8217;Inter, che nel giro di tre mesi, da Dicembre a Marzo, \u00e8 stata &#8220;capace&#8221; di vincere solo due partite su tredici), sopperendo soprattutto alla (temporanea) scarsa vena realizzativa di D\u017eeko. E&#8217; quindi giusto che, nonostante anche l&#8217;ottimo Campionato di cui si \u00e8 resi protagonisti Jo\u00e3o Cancelo e Veretout, il terzo posto sul podio spetti a lui, senza il quale forse la Roma non sarebbe riuscita a raggiungere l&#8217;agognata qualificazione alla prossima edizione di Champions.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Delusione della stagione<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1. Patrik Schick<\/strong>: solamente un anno fa, il ceco era stato eletto miglior dodicesimo uomo dell&#8217;anno, oltre che uno dei candidati pi\u00f9 credibili per il premio di miglior rookie. Non a caso, su di lui in estate si \u00e8 scatenata una vera e propria asta al rialzo tra Roma ed Inter, alla fine del mercato, dopo che perfino la Juventus aveva deciso di liberarlo dalla Sampdoria, pagando la sua clausola rescissoria (acquisto poi saltato, a causa degli ormai noti problemi che sono stati riscontrati durante le visite mediche). <strong>Tuttavia, tra infortuni fisici e forse un&#8217;eccessiva pressione dovuta al costo del cartellino, dire che Schick abbia faticato in questo suo primo anno giallorosso rappresenta un&#8217;iperbole. Tra le cause pi\u00f9 probabili di questo suo flop (posto che comunque \u00e8 ancora troppo presto per lanciarsi in giudizi definitivi), oltre a quelle a cui gi\u00e0 si \u00e8 accennato, bisognerebbe anche aggiungere la difficile collocazione tattica all&#8217;interno del &#8220;rigido&#8221; 4-3-3 di Di Francesco (che pure ha cercato pi\u00f9 volte di modificare modulo e consegne, proprio per aiutare il ceco ad inserirsi meglio all&#8217;interno dello scacchiere giallorosso) e la concorrenza insormontabile di D\u017eeko, probabilmente uno dei migliori dieci giocatori mai passato dalle parti di Trigoria e dintorni. Fatto sta che sul podio dei peggiori giocatori della Serie A per media voti, ritroviamo proprio il suo nome. Spesso evanescente, quasi mai cattivo e determinato (escludendo la storica partita di ritorno contro il Barcellona) nel cercare perlomeno di far vedere che mentalmente la voglia di emergere non \u00e8 mai mancata.<\/strong> Eppure, pur nel grigiore generale delle sue prestazioni, almeno una perla a partita l&#8217;ha quasi sempre regalata al proprio pubblico. Sicuramente troppo poco per ribaltare l&#8217;epica negativa di questa sua prima annata con la Roma, ma abbastanza per tranquillizzare i tifosi giallorossi sul fatto che le qualit\u00e0 tecniche del ragazzo non si discutono. La speranza, adesso, \u00e8 pi\u00f9 che ad un nuovo Iturbe, ci si trovi di fronte ad una situazione simile a quella vissuta dallo stesso D\u017eeko nella sua prima stagione a Trigoria, dove il bosniaco fu oggetto di scherno e di pesanti critiche per il suo rendimento, soprattutto sotto porta. Appuntamento tra un anno per l&#8217;ardua sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2. Leonardo Bonucci<\/strong>: prima di iniziare, \u00e8 opportuna una premessa. L&#8217;annata tragicomica del Milan ha di fatto reso impossibile stabilire quale giocatore, all&#8217;interno della rosa rossonera, abbia fatto registrare un maggior crollo delle proprie prestazioni. Per quale ragione, infatti, Bonucci dovrebbe essere nominato in questa graduatoria, mentre un Biglia no? La risposta \u00e8 abbastanza semplice: per ovviare a questo problema, si \u00e8 scelto scelto di inserire il capitano della squadra, colui che, dal momento in cui ha preteso quella fascia al braccio, si \u00e8 contemporaneamente fatto carico di onori ed oneri legati al destino della squadra. E cos\u00ec, \u00e8 sembrato giusto che Bonucci &#8220;pagasse&#8221; a nome di tutti i propri compagni, che avrebbero meritato allo stesso modo di finire in questa poco edificante classifica. Eppure, la scelta di inserire Bonucci ha anche motivazioni squisitamente tecniche, non solo simboliche: lo scorso anno si era definitivamente affermato (se ancora ce ne fosse stato bisogno) come uno dei migliori difensori in circolazione al Mondo, anche grazie alle sue prestazioni in ambito continentale. Non \u00e8 un caso che addirittura Chelsea e Manchester City si fossero interessate fortemente al giocatore. Oltre alle doti prettamente difensive (che comunque lasciavano ancora qualche dubbio ai &#8220;puristi&#8221; del ruolo, tanto che gi\u00e0 al momento del suo passaggio al Milan si diceva da pi\u00f9 parti che Bonucci al di fuori di una difesa a tre e, in particolare, senza la protezione di Barzagli e Chiellini, avrebbe faticato non poco a mantenere i propri standard), a rendere Bonucci un giocatore sofisticato e quanto mai moderno era la sua raffinata qualit\u00e0 in fase d&#8217;impostazione. Bonucci \u00e8 sempre stato il regista occulto della Juventus, specialmente dopo l&#8217;addio di Pirlo, cos\u00ec come della Nazionale. Inoltre, in un sistema difensivo come quello bianconero cos\u00ec ben codificato, prima da Conte e poi da Allegri, anche difensivamente le sue comunque palesi lacune sono state puntualmente ben nascoste dal contesto. <strong>Ebbene, nel Milan 2017\/18 tutti i suoi difetti sono improvvisamente riemersi da sotto il tappeto, specialmente a causa dell&#8217;eccessiva &#8220;isteria tattica&#8221; vissuta dai rossoneri, prima con Montella, che dopo la d\u00e9b\u00e2cle contro la Lazio ha deciso di cambiare modulo, passando alla difesa a tre, poi con Gattuso, il quale, subito dopo il pareggio iconico contro il Benevento, ha deciso dunque di riproporre la difesa a quattro. Questo continuo cambio di sistema di gioco, specialmente nella prima parte di stagione, ha finito con il disorientare eccessivamente una squadra che gi\u00e0 faticava ad amalgamarsi, a causa dello stravolgimento della rosa estivo, e che forse avrebbe necessitato di maggior stabilit\u00e0. Non a caso, una volta consolidato il 4-3-3, la squadra di Gattuso nel girone di ritorno ha iniziato a macinare gioco e risultati, finendo addirittura ad un passo dal poter tornare ad essere una credibile concorrente per un piazzamento fra le prime quattro. Tuttavia, presto le falle sono iniziate a riemergere, facendo s\u00ec che il finale di stagione ritornasse sugli standard iniziali (al netto della bella vittoria finale contro la Fiorentina, comunque inutile ai fini della classifica).<\/strong> Difficile dire se il prossimo anno potr\u00e0 rivelarsi un&#8217;occasione di riscatto per la squadra e per lo stesso Bonucci, date anche le vicende finanziarie che stanno tenendo sulle spine la tifoseria rossonera. Di certo, la convinzione che peggio di com&#8217;\u00e8 andata quest&#8217;anno sia difficile fare, ha una sua ragion d&#8217;essere. E questa, per quanto poco lusinghiera, dev&#8217;essere la base da cui il Milan pu\u00f2 e deve ripartire. A cominciare dallo stesso capitan Bonucci, in attesa che torni ad essere il giocatore ammirato alla Juventus. Il difensore che gli equilibri li spostava per davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3. Roberto Gagliardini<\/strong>: la lotta per l&#8217;ultimo posto del podio bisogna riconoscere che \u00e8 stata molto combattuta. Tra il calo realizzativo di Belotti (senza la tripletta al Crotone, forse avremmo dovuto parlare proprio di crollo) e G\u00f3mez, oltre che l&#8217;improvvisa scomparsa dai radar di uno dei migliori tre portieri dello scorso anno (ossia Skorupski, che per\u00f2 ha pagato la scelta della Roma di tenerlo come vice-Alisson, piuttosto che monetizzare da una sua cessione. Ed in questo momento, perfino Ederson \u00e8 costretto a sedersi in panchina, contro un rivale come Alisson), si \u00e8 trattato di una scelta alquanto ardua. Ma alla fine, a &#8220;spuntarla&#8221; \u00e8 stato Gagliardini. <strong>La scorsa stagione il centrocampista aveva impressionato tutti non solo per il girone di andata disputato ad altissimi livelli con l&#8217;Atalanta, ma anche per la facilit\u00e0 di inserimento in un nuovo contesto come l&#8217;Inter. Il giocatore, infatti, non aveva minimamente sofferto n\u00e9 le pressioni dovute al costo, comunque alto, del suo trasferimento, n\u00e9 la confusione (leggi anarchia) che regnava sovrana in campo e nello spogliatoio dell&#8217;Inter della passata stagione. Anzi, il centrocampista si era affermato come una delle poche notizie liete dell&#8217;annata particolarmente nera (pi\u00f9 che azzurra) dell&#8217;Inter di Pioli. Eppure, nonostante le premesse e nonostante l&#8217;arrivo di Spalletti, un allenatore notoriamente maestro nel mettere i propri giocatori nelle migliori condizioni ideali per esprimersi, quest&#8217;anno il rendimento di Gargliardini \u00e8 obiettivamente crollato. Ma al di l\u00e0 della media voto (passata dal 6.21 del 2016\/17 al 5.87 di quest&#8217;anno), l&#8217;ex-centrocampista di Gasperini ha faticato moltissimo a ritagliarsi un ruolo ben delineato all&#8217;interno del 4-2-3-1 di matrice &#8220;Spallettiana&#8221;. Inadatto a coprire in ampiezza il campo per imporsi come elemento di un centrocampo a due, ma al contempo in netta difficolt\u00e0 ad agire spalle alla porta, nel ruolo di finto trequartista, Gagliardini \u00e8 sembrato essere l&#8217;ombra del giocatore dinamico e dall&#8217;intensit\u00e0 sorprendente dello scorso anno.<\/strong> Il fatto che sia riuscito a mantenere comunque la titolarit\u00e0, \u00e8 dipeso principalmente dalla mancanza di alternative concrete, data la poca autonomia fisica di Borja Valero (oltre che la sua incompatibilit\u00e0 con un altro regista come Brozovi\u0107) e le prestazioni altalenanti di Vecino (escludendo le gare in trasferta contro le romane: del resto, se si giocasse sempre all&#8217;Olimpico, probabilmente adesso l&#8217;uruguaiano varrebbe quanto Toni Kroos).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la fine della stagione, spazio all&#8217;approfondimento sul rendimento dei protagonisti della serie A 2017-18. 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