I soprannomi dei calciatori, dalla Serie A al calcio internazionale

Un elenco ragionato, che ovviamente non può essere esaustivo, dei soprannomi affibbiati ad alcuni dei calciatori più popolari

Soprannomi calciatori – Nel mondo del calcio, come in ogni sport, i giocatori spesso e volentieri sono accompagnati da un soprannome attribuitogli da tifosi, compagni o stampa per caratteristiche uniche o qualità singolari. Partendo dalla Serie A, ecco alcune origini dei soprannomi più popolari che esistano.

Soprannomi calciatori – Serie A

Partiamo con gli argentini; Mauro Icardi, detto “El niño del partido”, per la sua caratteristica di essere decisivo, come successo recentemente nel derby. Seguono gli juventini Gonzalo Higuain, “El Pipita”, ereditato dal padre “El Pipa”, per via del lungo naso, e Paulo Dybala, “La Joya”, il gioiello, a causa del suo talento naturale.

Il romanista Diego Perotti, “El Monito”, scimmietta per via del suo viso che vagamente la ricorda, e l’ex giallorosso Erik Lamela, “Coco”, come veniva chiamato da suo fratello quando era piccolo. L’idolo dei social Alejandro Gomez, detto “Papu”, diminutivo di “Papuchi”, come veniva chiamato da sua madre da giovane. Suo ex compagno nell’Atalanta, Maxi Moralez detto “El Frasquito”, come ci spiega Federico Buffa.

Sbocciato nel Genoa e diventato grande nell’Inter, Diego Milito è chiamato “El Principe” per via della somiglianza con Enzo Francescoli, chiamato a sua volta col medesimo soprannome. Con la maglia del Grifone ha giocato poco e niente, ma Lucas Pratto è detto “El Camello”, visto il suo stile di corsa un po’ ingobbito e l’altezza di 190 cm. Continuando con gli argentini del Genoa, Giovanni Simeone eredita il soprannome “Cholito”, dal padre Diego Simeone, noto come “Cholo”, che significa incrocio di razze in lingua azteca.

Soprannomi calciatori – Resto del mondo

Hanno avuto un passato nel nostro campionato, ma ora vestono maglie diverse. Javier Pastore, detto “El Flaco” ovvero il magro, per la corporatura esile. Discorso simile per Angel Di Maria, “El Fideo”, lo spaghetto, sempre per un discorso legato alla corporatura.

Ha avuto un passato nell’Atletico Madrid, ma ora segna per il Manchester City, Sergio Agüero è chiamato “El Kun”, per via di un cartone animato che guardava da bambino (Kum Kum il cavernicolo). La stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo è conosciuto come CR7, ma non tutti sanno che in gioventù aveva tre soprannomi: “Abelinha“, piccola ape per via della sua imprevedibilità e capacità di far male in qualsiasi occasione; “Espaguete“, spaghetto come Di Maria, per via del fisico longilineo; “Llorón“, perchè da bambino piangeva ogni qual volta non riusciva a vincere una partita.

Il suo rivale di sempre Lionel Messi, è conosciuto come “La Pulga“, che assomiglia molto a “El Piqui”, il piccoletto, nomignolo fin dai tempi di Rosario.

Passando per le leggende, Alfredo Di Stéfano era detto “La Saeta Rubia”, per via della sua capigliatura bionda e perchè “La Saeta” era l’aereo di punta dell’aviazione argentina.

Ferenc Puskás era chiamato “Öcsi”, bambino, perchè debuttò giovanissimo nel Kispest. Il fuoriclasse Diego Armando Maradona era riconoscibile come “El Pibe de Oro”, il ragazzo d’oro a causa dell’immenso talento che aveva a disposizione. Johann Cruyff era definito da Gianni Brera “Il Pelè bianco” o anche “Il profeta del gol” per via dell’immensa classe e della predisposizione a far segnare o a segnare lui stesso molti gol.