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Da zero a dieci, il 5-5-5 dell’Atalanta e l’Empoli sbloccato

10 – La Dea che ammalia – Secondo 3-0 consecutivo. Quarta vittoria consecutiva. Sesta nelle ultime sette partite. In questo arco di tempo nemmeno la Juve ha fatto più punti. L’Atalanta è quarta insieme alla Lazio, ha superato anche il Napoli. A Sassuolo pare il 5-5-5 di Canà, con gli attaccanti che retrocedono e i difensori che segnano. Solo che qui ci capiscono tutti, compresi Caldara e Conti che segna il primo gol in A. La creatura di Gasperini incanta.

9 – L’Empoli sbloccato – La missione di diventare la squadra con meno gol segnati di tutti i tempi si ferma a Pescara, dov’è baccanale. Abbuffata di gol all’Adriatico con firme che misteriosamente si sono fatte attendere per tutto l’autunno. Doppietta di Maccarone, gol del talento (s)congelato Saponara. Due gol segnati in undici partite, quattro e tutti insieme nella trasferta abruzzese. Con la zona retrocessione rimandata al mittente almeno per una giornata.

8Tutti i ‘Be’ del Torino – La radice (che rimanda a Gigi, grande ex allenatore granata) ‘Be’ a Torino funziona. Contro il Cagliari segnano tutti quelli che cominciano così o che quasi ci cominciano. Belotti, doppietta, Benassi e Baselli di cui si parla poco visto che le copertine sono tutte per il tridente di Mihajlovic e invece corrono per quattro. Il primo è capitano dell’Under 21, il secondo se si chiamasse Basellivic lo vorrebbero tutte le grandi squadre. In tre fanno 68 anni e soprattutto un Torino da 27 gol segnati, siamo vicini a quelli della Roma. E anche all’Europa League.

7 – L’uccello Lapadula  Non nel senso più famoso, e sfortunato, del termine. Ma in accezione rapace, del bomber d’area che fiuta il gol, il primo gol di Lapadula in serie A non solo è pesante perché permette al Milan di espugnare Palermo, ma bellissimo. Colpo di tacco dopo sponda in area, un misto tra calcio e biliardo. Ce n’è voluto di tempo, ma ne è valsa la pena. Se Bacca non segna, Montella ha un’alternativa.

6 –  La leggenda del Pjanista sull’Oceano – Andare di critica a Pjanic in questo periodo è fin troppo facile, ma col Chievo la risolve lui timbrando il marchio di fabbrica. Punizione sotto l’incrocio e la Juve in campionato non si ferma. Se fosse nato negli Stati Uniti farebbe, da kicker, le fortune di ogni squadra Nfl. Ma è nato bosniaco e da lui ci si aspetta ancora di più che qualche pennellata su calcio da fermo.

5 – La regola di Rastelli – Regola del cinque, o del quattro quando va bene, per il Cagliari in trasferta. Dove ha perso cinque partite su sei. Facciamo ad aggiornare i parziali: cinque gol incassati dalla Fiorentina, quattro a casa della Lazio. Poi è giusto prendersi una pausa dalle fatiche con il 2-1 sul derelitto Palermo di questi tempi, quindi ripresa dei lavori con i cinque incassati a Torino ed espulsione di Dessena. Fa quindici reti in quattro partite e 29 in stagione, abbondantissimo distacco sul Crotone che insegue come peggiore difesa del campionato. La prossima trasferta dei rossoblu giocate Over 2.5. Se volete essere prudenti. Altrimenti 3.5 se volete essere realisti.

4 – Trovate ogni speranza, o voi che entrate (al San Paolo) – C’era una volta lo stadio dove il Napoli faceva tutte le sue fortune. Ora non c’è più. A parte l’Empoli, che è l’Empoli, da ottobre chiunque è arrivato ci ha fatto punti. Roma e Besiktas bottino pieno, la Lazio ci ha allungato la sua striscia positiva a sette partite. Sarri ha divelto una panchina, ha seviziato una bottiglietta d’acqua ed è sempre più nervoso. E’ il primo a sapere che senza un vero attaccante l’architettura di gioco, che pure continua a produrre più tiri in porta di chiunque altro, è e rimarrà incompleta: tre gol nelle ultime tre partite. Con il rebus Insigne e Gabbiadini che si allarga. Lui non cambia modulo, ha detto. Però nelle ultime otto partite solo due vittorie. Qualcosa, cambiare, deve.

3 – Il Sassuolo smarrito – Vero, il fisioterapista fa gli straordinari da un mese. Vero, Di Francesco se guarda verso il centrocampo o si gira verso la panchina per una sostituzione sente solo il suono del silenzio. Vero, gli infortuni degli uomini chiave. Ma qui ci sono tre sconfitte consecutive in campionato, un punto nelle ultime quattro, 13 punti in classifica e c’è più vicina la zona retrocessione che l’Europa League. Con il mistero Berardi che tiene insonne allenatore e società. E se non torna lui, la squadra più glamour del campionato diventa improvvisamente fuori moda.

2-  Non è un paese per Vecchi – Nel senso di Stefano, allenatore dell’Inter per due partite, di cui in futuro non si ricorderà nessuno. Di lui e delle due partite che ha allenato. Purtroppo. Anche contro il Crotone l’Inter è Perisic, una doppietta di Icardi quando contava poco e quasi nient’altro. Se continua così il Suning dovrà fare come la Samsung e ritirare il prodotto dal mercato per evitare che scoppi nelle mani dei tifosi.

1 – La solitudine del numero uno (del Palermo)  A proposito di Canà e di Allenatore nel Pallone. Avete presente quando Speroni batte una punizione a tradimento per evitare il rischio che Aristoteles segni? Ecco, il primo gol del Milan pare proprio voluto dalla difesa del Palermo, con Aleesami, Goldaniga e Posavec che fanno a gara a chi la combina più grossa. E il portiere rosanero è sempre più solo: oltre all’uscita ad minchiam (cit. del compianto Franco Scoglio), oltre ai quindici palloni raccolti alle sue spalle nelle ultime cinque partite, ci sono anche cinque sconfitte consecutive e un bel posto in B che sembra sempre più vicino. Se poi ci mettete Zamparini che non caccia De Zerbi e neanche minaccia di farlo come ai bei tempi, sembra proprio il presidente Borlotti che fa di tutto per retrocedere.

0 – Ma quando vince il Pescara? – Mai. Lo dice la classifica, che adesso fa piena zona retrocessione, e un calendario nel quale gli uomini di Oddo hanno 7 punti solo perché il Sassuolo ha regalato una vittoria a tavolino senza la quale adesso sarebbe ultimo posto in classifica. Quarta sconfitta consecutiva, terza senza segnare gol, nove reti subite e una sola segnata in questa striscia. E un centrocampo friabile come un frollino. Eppure Memushaj, Verre, Aquilani, Caprari. Gente con esperienza, o con talento futuribile. Tutto spazzato via da una fragilità fisica ed emotiva eccessiva. Con grande disperazione di chi li aveva scelti al Fantacalcio sperando nel colpaccio.

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