Trento-Venezia, chiavi tattiche e quote per gara 4

Le chiavi tattiche di gara 4: le percentuali ai liberi di Trento, le tante alternative di Venezia, l'impatto finora deludente degli italiani

Le rotazioni estreme di Trento – Buscaglia ha bisogno di linfa vitale con l’infortunio di Sutton e prova a cercarla modificando gerarchie e minutaggi in gara 3. L’utilizzo di Lovisotto nel primo periodo anche se solo per un minuto, quello di Lechtaler nel secondo, andavano in questa direzione ma non sono realisticamente praticabili. La coperta rimane corta e la rotazione effettiva ridotta a sei uomini di cui quattro, Hogue, Shields, Gomes e Craft, giocano dai 34 ai 39 minuti. Il recupero di Sutton è fondamentale in termini tecnici e numerici. Contro Venezia che non usa nessun giocatore più dei 30 minuti di Ejim non puoi permetterti di arrivare senza energie nell’ultimo quarto. Che in gara 3 con 14 punti è stato anche quello in cui Trento ha segnato di meno.

Il problema dei tiri liberi – E nonostante questo Trento fino a metà del quarto periodo era ancora a giocarsela. Se perdi 73-67 e tiri 10/23 ai liberi, ovvero un terrificante 43.5%, uno degli incubi della Dolomiti si materializza. Quello di buttare una possibile vittoria in lunetta. In finale finora ha tirato 38/65 i liberi, il 58.4%. E’ un dato che vanifica la vittoria in gara 1 e restituisce a Venezia il fattore campo. Hogue in gara 3 ha tirato 3/10, in gara 2 2/8, fa 5/18 in due partite, 7/20 dall’inizio della serie. La Reyer lo manda volentieri in lunetta e lui non riesce a incidere in attacco, 8 e 7 punti nelle due sconfitte di Trento in questa finale. E’ uno dei problemi che Buscaglia deve risolvere velocemente.

Le alternative di Venezia – Detto del minutaggio di De Raffaele che consente alla rotazione di entrare nell’ultimo periodo con più energie, anche Venezia aveva un’assenza pesante con l’infortunio al polpaccio di Batista. Al suo posto Ortner, che ha risposto con 10 punti, 3 rimbalzi, 2 stoppate e 5/8 dal campo. Un fattore assoluto dentro l’area, una risorsa da spendere che Trento non ha. Oltre a lui metteteci anche uno Stone da 13 punti, 5 rimbalzi e 3/4 dall’arco. Non andava in doppia cifra dal 3 maggio nella vittoria a Sassari, migliore prestazione della stagione nella gara che può girare la serie. Quando parliamo di Venezia che ha più alternative intendiamo esattamente questo.

Le triple no, i rimbalzi offensivi sì – In questa finale Venezia sta tirando 25/92 dall’arco, il 27.1%. Ha vinto gara 3 con 7/27 nelle triple. In una situazione normale non sarebbe possibile, ma la difesa 3-2 di Trento, almeno all’inizio dell’azione, genera più libertà dentro l’area se la Reyer ha la pazienza di farla muovere (54.3% da due in gara 3, dato migliore della serie) e genera rimbalzi offensivi. Erano stati 35 contro 12 nelle prime due gare. In totale sono stati 13 in gara 3, gli stessi che ha catturato Trento, ma quelli decisivi sono arrivati nella fuga dell’ultimo periodo. Ed Ejim, che ha segnato 7 punti con 1/6 dal campo, ne ha catturati 4 in attacco degli 8 totali ed è stato l’uomo più impiegato di Venezia, 30 minuti. Non è casuale. Le finali si vincono anche così.

La difesa in area della Reyer – L’altro modo per vincerle è impedire alla Dolomiti di trovare canestri facili dentro l’area. Venezia li ha concessi in gara 1 e ha perso, ha alzato la fisicità in gara 2 e 3 e Trento ha finito con il 44.4% da due e il 41.9% in gara 2 e gara 3. L’assenza di Sutton sta influenzando questo dato, e proprio per questo le percentuali ai liberi della Dolomiti diventano ancora più decisive. Se fatichi a segnare, trovi il modo di andare 23 volte in lunetta e non ne approfitti mandi per aria anche lo splendido lavoro difensivo che ti ha fatto arrivare all’ultimo atto.

L’impatto degli italiani – Nota dolente finora. In gara 3 Flaccadori ha avuto subito problemi di falli e ha chiuso con 7 punti e 2/8 dal campo per 2 di valutazione. Sta tirando 3/12 da due in questa serie. Tonut dall’altra parte ha passato 11 minuti in campo senza segnare, tirando 0/3 e lasciando un segno solo con 1 recupero e 2 assist. Troppo poco per gli unici due azzurri che hanno un peso in questa finale, con Lechtaler, Ress e Lovisotto che sono ai margini delle rotazioni. Una risposta è attesa da entrambi in gara 4.

Le statistiche di gara 3

 Playoff Punti % da due % da tre % ai liberi Rimbalzi Recuperi Palle perse Valutazione
Trento  67  41.9% 36.8% 43.5% 39  9  18 57
Venezia  73 54.3%  25.9% 77.8%   42  11  21 73 

E’ chiaro che questa finale con Sutton o senza prende due pieghe opposte. La sua presenza in gara 4 è improbabile. Venezia, vedi la tripla da centrocampo di Filloy a fine primo tempo in gara 3, ha più risorse da utilizzare nell’arco della serie e le sta usando tutte. Sono due squadre che tendono a prendere lo stesso numero di rimbalzi ma la Reyer finora ha dominato quelli offensivi e ha avuto nelle mani quelli decisivi nei momenti chiave di gara 2 e gara 3. Per la prima volta in stagione contro Trento è riuscita a vincere anche senza un vero trascinatore in attacco, solo tre uomini in doppia cifra, perché ha imparato ad attaccare meglio la difesa di Buscaglia e sfrutta meglio i liberi. La Dolomiti oltre a sistemare le percentuali in lunetta deve alimentare il più possibile il suo contropiede, uno dei motivi per cui gara 3 è stata in bilico fino all’ultimo periodo, trovare più costanza in attacco da Flaccadori e Hogue visto che a Craft, Forray, Shields e Gomes (però 1/6 dall’arco in gara 3) non si può chiedere di più. Gara 4 mette Trento con le spalle al muro. In caso di vittoria gara 5 sarà una battaglia stratosferica, se perde la seconda gara consecutiva in casa potrebbe essere il lasciapassare di Venezia verso lo scudetto.

Le quote di gara 4

Trento Venezia
1.77 Eurobet  2.30 Betfair
1.75 Snai  2.20 Bet365
 1.72 Bwin  2.11 Matchpoint