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Da zero a dieci 12 giornata, il veggente Di Francesco e il meteo avverso alle romane

10 – Il veggente Di Francesco – La curiosità prima delle partite della Roma pare quella che precede le estrazioni del Superenalotto visto che ogni volta il turnover è travolgente e imprevedibile. Solo che Di Francesco deve avere poteri sovrannaturali, perché non solo ha restituito al calcio giocato Gerson, ma mandandolo in campo a sorpresa al Franchi ne ottiene in sequenza il primo gol della sua carriera italiana, la doppietta che fa decollare la Roma e la quinta vittoria consecutiva. I giallorossi incassano contro la Fiorentina tutti i gol in trasferta che avevano evitato da inizio stagione ma proseguendo il digiuno di Dzeko accorciano la classifica con le reti di chi solitamente non segna mai, vedi la firma di Manolas. Record per la serie A di vittorie consecutive in trasferta, 12. Pare di rivedere la squadra di Spalletti. Solo che all’epoca Gerson faceva da soprammobile, e ora invece va a finire che aveva ragione Spalletti a definirlo un fenomeno.

9La lotta per il vertice – Sempre più compressa e appassionante. Napoli e Inter rimangono imbattute ma rallentano. La Roma che aveva la partita più insidiosa recupera in un colpo solo due punti a entrambe. La Juve che nel giorno in cui indossa la maglia intonsa per celebrare la propria storia prova a fare anche la storia del Benevento, fa il minimo indispensabile per rimontare i campani e scavalcare i nerazzurri al secondo posto in classifica. Ci sono cinque squadre in cinque punti e le romane hanno una partita da recuperare. Sembra proprio il campionato delle cinque sorelle.

8 – Giampaolo e la festa doriana – Quattro vittorie nelle ultime cinque partite giocate, in mezzo solo la sconfitta con l’Inter. La Sampdoria non aveva mai vinto tre derby di seguito, con Giampaolo la serie è iniziata lo scorso anno ed è continuata sabato sera in una notte di festa totale per il popolo doriano, sempre più calato in una realtà che profuma di continente, e di disperazione per quello del grifone. C’è quel discorso delle vittorie in trasferta che mancano. Tecnicamente quella con il Genoa lo era, concretamente la squadra del presidente Ferrero a Marassi non sbaglia un colpo, sei partite giocate e sei vittorie con 18 gol fatti e 3 subiti. Sbornia continua e diffusa.

7 – Il doppio Budimir per la salvezza – A un certo punto i calabresi decidono di dare una scrollata alla classifica e ingranano due vittorie consecutive contro i due estremi dell’Appennino, Fiorentina e Bologna, che con la marcia ridotta delle altre pretendenti alla salvezza potrebbero essere l’ipoteca per un’altra stagione in A. Se così fosse, la doppietta di Budimir al Dall’Ara entrerà nei libri di storia come la prodezza che permette al Crotone di doppiare il Genoa, 12 punti contro 6, e non siamo nemmeno vicini alla primavera. Entra nella storia, anche, per essere la prima volta che il Crotone segna tre gol in trasferta in serie A. La squadra di Nicola quest’anno vuole fare come il Chievo e andare in letargo in anticipo.

6 – L’ultimo quarto di Spalletti – Quarto d’ora, si intende, con l’Inter che è ormai una garanzia quando si tratta di segnare nell’ultimo spicchio di partita. E’ successo dieci volte in dodici giornate, non è un caso, e anche se stavolta non vale tre punti il pareggio di Eder confezionato in cooperativa con Perisic e Icardi serve a evitare una sconfitta che in altre stagioni e altri allenatori sarebbe arrivato in concomitanza con un mezzogiorno di ampia sostanza ma scarsa lucidità. Terzo pareggio della stagione, striscia di risultati utili consecutivi che prosegue, la Champions League si conquista anche con giornate del genere.

5 – Il Napoli spuntato – Non che dipenda dall’infortunio di Ghoulam, ma la capolista paga anche le fatiche di Champions League e la manovra insolitamente è pesante come il terreno del Bentegodi. Il pareggio a reti bianche è il secondo della stagione dopo quello con l’Inter e soprattutto fa impressione perché arriva contro un Chievo che ne aveva incassati otto nelle ultime due giornate contro Milan e Sampdoria. La Juve è a un passo e la sensazione è che basti togliere anche un solo elemento al meccanismo perfetto di Sarri per complicare la vita del Napoli. Se ne saprà di più dopo la sosta.

4 – Il Bucchi generoso – Ultimamente l’allenatore del Sassuolo si è specializzato nel rendere felici i colleghi che incontra. Lo ha fatto con Delneri e con Sarri, figurarsi se non dava una mano a chi è più in difficoltà di tutti, Montella, che esce dal Mapei Stadium con tre punti e la conferma della panchina almeno per le prossime due settimane quando dovrà affrontare l’ostacolo Napoli al San Paolo. Il problema è che nel frattempo gli emiliani sono a tre sconfitte consecutive, hanno segnato un gol nelle ultime cinque partite, sono l’attacco più sterile del campionato dopo il Benevento e l’obiettivo più ambizioso che viene in mente è una salvezza tranquilla. E al momento ci vuole molto ottimismo per crederlo possibile.

3 – Juric non più Juric – Mentre Preziosi si balocca con l’esonero del tecnico, sostituito da Ballardini, il Genoa è sempre più invischiato nella zona retrocessione. Tre sconfitte di seguito contro Napoli, Spal e Sampdoria, la vittoria che manca dal 15 ottobre e Marassi che rimane tabù, 1 pareggio e 5 sconfitte dall’inizio della stagione. In più a spalancare ulteriormente la crisi arriva il terzo derby perso consecutivo. I risultati sono spesso bugiardi con il grifone, ma la classifica parla chiaro, anzi è muta. Come trasformare l’autunno nel più gelido degli inverni.

2 – Donadoni senza mezze misure – Il tecnico degli emiliani fa come quando prendeva l’iniziativa sulla fascia, va da una parte o dall’altra senza misure intermedie. Aveva infilato tre vittorie consecutive, ha aperto una striscia di quattro sconfitte di seguito contro Atalanta, Lazio, Roma e Crotone. Risultati che non fanno male alla classifica, ma anche un pareggio i tifosi del Bologna non lo disdegnerebbero ogni tanto.

1 – Pecchia non funziona – Quarta sconfitta consecutiva per il Verona. E se contro il Chievo era un derby e Atalanta e Inter giocano un altro campionato, la sconfitta di Cagliari era uno scontro diretto e adesso Cagliari e Crotone sono distanti sei punti, esattamente il doppio di quelli degli scaligeri. Niente di compromesso, ma 26 gol subiti sono la seconda peggiore difesa del campionato e se volete capire perché, guardate come nasce il decisivo gol di Faragò per il definitivo vantaggio del Cagliari.

0 – Il meteo avverso (alle romane) – Fine settimana di variegate circostanze cromatiche per allerta metereologica di ogni genere, ed è proprio il meteo a stabilire di sua sponte che Roma e Lazio dovranno giocare il derby dopo la sosta con lo stesso numero di partite rinviate, una per entrambe. I giallorossi a inizio stagione contro la Sampdoria, i biancocelesti contro l’Udinese visto che sull’Olimpico si scatena la furia degli elementi giusto in concomitanza con il fischio d’inizio. Calendari già intasati che ulteriormente si ingolfano di partite da recuperare.

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