Roma tra fiori all’occhiello e occhi pesti. A Benevento vietato sbagliare!

Col Verona i migliori sono stati Florenzi e Pellegrini ma non mancano i motivi per discutere alla vigilia della sfida di Benevento. Schick ancora ko, lo stadio è fermo, la lite Peres-Gerson.

Roma Florenzi Pellegrini le note positive. Ma non mancano gli occhi pesti!

Riprendendo un passo di “Comma 22”, il leggendario libro scritto tanti anni fa Joseph Heller, “Il colonnello Cathcart viveva sul chi va là in un instabile e aritmetico mondo di occhi pesti e fiori all’occhiello, di travolgenti trionfi immaginari e catastrofiche sconfitte immaginarie. Oscillava di ora in ora tra angoscia ed euforia, amplificando fiabescamente la grandiosità delle proprie vittorie e esagerando tragicamente la gravità delle proprie sconfitte”.

Ecco, il colonnello Cathcart a oggi sarebbe stato sicuramente un grande tifoso della Roma, perché quotidianamente qui più che altrove gli umori della piazza oscillano tra la depressione e l’esaltazione, il ridimensionamento e l’ambizione, il sogno e l’incubo. Di seguito, i 5 fiori all’occhiello e i 5 occhi pesti settimanali della squadra giallorossa.

Fiori all’occhiello
1. Alessandro Florenzi. Alessandro Florenzi. Alessandro Florenzi. Bentornato!

2. Per essere un figlio devoto di Zeman, questo Di Francesco prende troppi pochi gol: tre in quattro partite, tutti subiti dall’Inter nell’ultima mezz’ora, la porta di Alisson è rimasta inviolata nel 75% dei casi.

3. La prestazione tutta fosforo e concretezza di Lorenzo Pellegrini, probabile vero valore aggiunto di un centrocampo in cui finora il nostalgico Gonalons ha fatto da spettatore.

4. Non è e non sarà mai un cecchino infallibile sotto porta ma col Verona (o quel che ne resta) è piaciuta la vivacità di Edin Dzeko, che di occasioni da gol se n’è costruite sei-sette per poi convertirne due.

5. La ritrovata brillantezza dialettica di Eusebio Di Francesco, un po’ impacciato nel corso delle prime conferenze stampa e ora decisamente più convincente, anche se le pause sceniche di Spalletti restano inarrivabili. C’è finito in mezzo D’Alema…

Occhi pesti
1. La questione stadio, che continua a non sbloccarsi e che potrebbe nuovamente fare un passo indietro rispetto all’ennesima road map ideata dal team di Pallotta.

2. L’ennesimo stop di Schick, senza il quale la Roma può tranquillamente vincere a Benevento ma che non riesce a trovare pace in questo avvio di stagione. E visto quanto è costato e le speranze che l’ambiente giallorosso ripone su di lui, trattasi di assenza non banale.

3. La lite a fine partita tra Gerson e Bruno Peres, pare innescata da Daniele De Rossi. Nulla di particolarmente grave ma comunque materiale per chi intorno e dentro alla Roma deve sempre trovare del marcio.

4. In un campionato in cui tutte le grandi passeggiano, vietato sbagliare a Benevento. Campo non impossibile ma pericoloso, considerato anche il fatto che la Roma il bonus di inizio stagione se l’è già giocato contro l’Inter.

5. La condizione atletica non lascia tranquilli: la Roma ha sbandato paurosamente nell’ultima mezzora di Bergamo e in casa con Inter e Atletico Madrid. Il test Verona francamente non lo reputiamo attendibile. E se non si corre tanto, bene e per 90 minuti il sistema di Di Francesco batte in testa e perde visibilmente di efficacia.