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I Celtics sprofondano contro i Bulls, Raptors e Clippers pareggiano la serie

EASTERN CONFERENCE

Celtics nel baratro, sotto 2-0 – Non era stata un episodio isolato, la vittoria in gara 1 dei Bulls. Al TD Garden Chicago si ripete, vince 111-97, va 2-0 nella serie e spinge i vincitori nella Eastern Conference in un baratro dal quale sarà difficile uscire ora che ci si sposta allo United Center. Stavolta i Bulls si mettono davanti già nel primo periodo e mantengono le operazioni fino alla sirena finale replicando quanto si era visto nel prologo. Ovvero un dominio a rimbalzo, una prestazione superlativa di Rondo e un uomo dalla panchina che non ti aspetti per cambiare lo scenario. Boston è costretta a inseguire, finisce sotto di 14 nel terzo periodo. Ha una fiammata che la riporta a meno nove nell’ultimo periodo ma i Bulls sono solidi e costruiscono un parziale di 14-4 per tornare avanti di 19 e chiudere definitivamente la partita. L’intero quintetto degli ospiti è in doppia cifra con Butler e Wade che segnano allo stesso modo, 22 punti, con la stella dei Bulls che aggiunge 8 rimbalzi, 8 assist, 4 recuperi, 2 stoppate. Wade tira 3/4 dall’arco e Rondo si fa rimpiangere dagli antichi tifosi con 11 punti, 9 rimbalzi, 14 assist e 5 recuperi, a un passo dalla tripla doppia e una presenza offensiva sconosciuta in regular season.

I Celtics riescono a limitare Portis, decisivo in gara 1, ma non possono contenere Zipser che segna 16 punti in 29 minuti. Aggiungete i 18 punti e 8 rimbalzi di Lopez, il 51% dal campo e il 40% dall’arco e avrete i Bulls che non si erano visti per tutta la stagione. Anche Boston è diversa dalla squadra che ha strappato a Cleveland il fattore campo. La tragedia che ha colpito Thomas, 20 punti e 2 assist ma con 6/15 al tiro e 1/5 dall’arco, sembra avere scosso l’intero ambiente. Horford e Bradley perdono la battaglia vicino al canestro, Smart e Olynyk combinano per 24 punti e 12 rimbalzi senza un vero impatto dalla panchina, i Celtics tirano il 30% dall’arco e 11/19 ai liberi, perdono 16 palloni e sono smarriti. I margini di errore adesso sono ridottissimi.

Lowry trascina Toronto – Anche i Raptors non potevano sbagliare, dopo avere lasciato gara 1 ai Bucks. Vincono 106-100 e pareggiano la serie che ora si sposta a Milwaukee, ma devono faticare moltissimo e ringraziare un decisivo Kyle Lowry. Il play era stato l’assente ingiustificato nell’esordio, è invece decisivo con 22 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi. E’ lui che chiude la notte dopo che Toronto ha provato senza successo a scrollarsi di dosso la squadra di Kidd, sempre sotto nel punteggio nel secondo tempo, anche meno tredici, ma senza mai arrendersi. Antetokounmpo nel finale inventa due magie, un alley oop e una tripla per il 100-100. Entra in scena DeRozan con un jumper da oltre sei metri, e soprattutto Lowry che a 10 secondi dalla fine produce lo step back del 104-100 che chiude la partita, visto che la tripla di Brogdon dall’altra parte va sul ferro. La stella dei canadesi si ferma a 23 punti e 7 rimbalzi ma stavolta ha impatto anche Valanciunas che scrive 10 punti e 10 rimbalzi, stesso discorso per Ibaka da 16 punti, 7 rimbalzi e 6 assist con 4/7 dall’arco. Toronto tira il 48% da tre con un Cory Joseph che dalla panchina fa 3/4 con 11 punti. Ma i Bucks lasciano il Canada rinfrancati, hanno 24 punti, 15 rimbalzi e 7 assist da Antetokounmpo che tira 9/24 e 20 con 5 rimbalzi da Middleton. Pagano la notte negativa di Brogdon sul perimetro, 3/11 al tiro, e di Maker dentro l’area. Hanno un Monroe da 18 punti e 4 assist in 21 minuti e con un Teletovic appena positivo, invece di un fantasma che in 12 minuti prende appena 2 rimbalzi segna segnare, l’esito sarebbe diverso. Serie apertissima.

WESTERN CONFERENCE

I Clippers pareggiano la serie – Reazione di Los Angeles che allo Staples Center vince gara 2 99-91 e pareggia la serie che ora si sposta a casa dei Jazz. Si segna poco anche in gara 2, i Jazz sono ancora privi di Gobert, e sarà il tema centrale anche delle prossime partite. La difesa arcigna di Snyder contro la capacità degli uomini di Rivers di vincere partite a basso punteggio. Stavolta i Clippers prendono il controllo con un primo periodo da 29-18, vanno avanti di 13 a inizio secondo quarto e non permettono che i Jazz possano tornare a contatto. Il divario rimane intorno alla doppia cifra per tutta la partita. Nel finale Utah prova l’ultima reazione con una tripla di Ingles che la riporta a meno sei, ma la firma la appongono Paul con un fadeaway e Griffin con la tripla del 97-88 a 1 minuto e 30 secondi dalla fine. Insieme segnano 45 punti, 21 con 10 assist per il play e 24 con 5 rimbalzi per l’ala. I Jazz, privi del loro migliore difensore dentro l’area, concedono a Jordan 18 punti e 15 rimbalzi con 9/11 al tiro e il 52.4% dal campo ai Clippers. Che non ne approfittano, tirando solo 6/20 dall’arco con un Crawford ancora negativo, 10 punti con 3/12 al tiro e 0/5 dall’arco, e anche Redick è impreciso al tiro. Ma gli ospiti soffrono tremendamente a rimbalzo e non hanno un uomo da cui andare con costanza in attacco. Hayward segna 20 punti con 6 rimbalzi ma con 5/15 al tiro, Favors promosso centro titolare è positivo con 13 punti e 7 rimbalzi ma non può difendere sul numero cinque dei Clippers, Hill produce 12 punti con 4 assist ma è poco costante nell’alzare i ritmi. Johnson dalla panchina segna 13 punti ma stavolta con 0/4 dall’arco e i Jazz non riescono a cambiare l’inerzia. Ma sono comunque dove volevano essere, fattore campo ribaltato e serie che si sposta sul loro campo.

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