Rockets e Pelicans a valanga, LBJ trascina i Cavs, Toronto vince a Detroit

I Rockets salgono a 17 vittorie consecutive vincendo a Milwaukee, i Pelicans allungano la striscia vincente a 10 ma perdono Davis nel terzo periodo per un problema alla caviglia sinistra, LBJ trascina i Cavs a Denver e i Raptors vincono al supplementare a Detroit

I risultati della notte NBA.

Milwaukee-Houston 99-110

Diciassettesima vittoria consecutiva e solo una leggera stanchezza nel giocare per la seconda notte di seguito. I Rockets non hanno nessuna intenzione di fermarsi e vincono anche a Milwaukee prendendosi l’inerzia nel secondo periodo con Harden che segna 19 punti nel primo tempo (26 in totale con 6 assist e 4 recuperi) e Paul che in regia regala meraviglie assortite (16 punti e 11 assist). Gli uomini di D’Antoni sanno vincere anche con la difesa e tengono a distanza i Bucks guidati da Antetokounmpo (30 punti e 7 rimbalzi) e da un Middleton straripante (18 punti, 12 rimbalzi e 5 assist). I padroni di casa hanno una panchina ridotta a tre uomini e non riescono ad aprire l’area segnando dall’arco, settima sconfitta nelle ultime dieci gare ma ottavo posto ancora saldamente nelle loro mani grazie ai problemi di Detroit.

Detroit-Toronto 119-121 OT

I Raptors hanno bisogno di un supplementare ma festeggiano la sesta vittoria consecutiva accedendo matematicamente ai playoff e continuando a rimanere davanti ai Celtics in cima alla Eastern Conference. I Pistons hanno disperatamente bisogno di una vittoria per continuare a credere alla postseason e mettono un campo tutto quello che hanno, provando a scappare nel secondo periodo con un parziale di 36-18. Ma Toronto non si scompone mai, reagisce segnando 40 punti nel terzo periodo e ne viene fuori un finale punto a punto nel quale l’uomo decisivo è VanVleet che a un secondo dalla sirena dell’overtime confeziona il jumper della vittoria. L’assist lo firma DeRozan dopo una notte spettacolare (42 punti, 6 assist e 16/28 dal campo) e a questo punto i canadesi devono essere presi sul serio come contender per andare in finale. A Detroit non basta un Griffin generoso (31 punti e il canestro che manderà la gara al supplementare) né tirare con il 50% dall’arco per evitare l’ottava sconfitta nelle ultime dieci gare.

Denver-Cleveland 108-113

La fase della stagione profuma di decisivo e LeBron James sale in cattedra per risolvere una spinosa serata al Pepsi Center. I Cavs vanno avanti di dieci nel terzo periodo ma a cinque minuti dalla sirena è ancora tutto aperto ed è il re a segnare i canestri decisivi chiudendo con 39 punti e 10 assist una notte nella quale manda a bersaglio anche cinque triple. L’aiuto di Hood (15 punti e 2 recuperi) è nevralgico insieme a quello di Nance Jr (13 punti e 13 rimbalzi) e Denver per tentare la rimonta alza il ritmo ma perde troppi palloni, 21 alla fine che fanno la differenza. Un meraviglioso Jokic (36 punti, 13 rimbalzi e 6 assist) va vicino alla rimonta ma non riesce a completarla nonostante i Nuggets siano dominanti a rimbalzo, seconda sconfitta consecutiva che in questo momento costa l’ottavo posto nella Western Conference che è momentaneamente in mano ai Clippers.

Indiana-Utah 84-104

Anche i Jazz sono in piena corsa per un posto playoff e la quarta vittoria consecutiva è un’autoritaria recita sul parquet dei Pacers, dominati dalla palla a due con un primo periodo da 32-20 e tenuti sempre a distanza nel resto della partita. La squadra di Snyder è cambiata dal ritorno di Gobert, che non perde occasione di dimostrarsi magnetico in area (23 punti e 14 rimbalzi) e il resto lo fanno Rubio e Mitchell (20 punti e 6 assist) sul perimetro. Utah tira con il 51.3% dal campo e Indiana stavolta non ha mira, 3/23 dall’arco e il 38.6% dal campo raccontano di una serata da dimenticare sul piano offensivo con Oladipo che spara 6/19, l’unico prolifico è Turner (24 punti e 10/14 dal campo).

Decima vittoria consecutiva per i Pelicans che non hanno problemi nel 114-101 sui Kings, storia conclusa già a fine primo periodo. La striscia di vittorie è la più lunga nella storia della franchigia ma è parzialmente rovinata dalla distorsione alla caviglia sinistra di Anthony Davis (17 punti, 7/11 dal campo e 5 stoppate) che lascia il parquet nel terzo periodo, tempi di recupero che andranno valutati. Il resto del lavoro lo fanno Holiday (23 punti e 8 assist) e Mirotic (26 punti e 10 rimbalzi dalla panchina), forse l’uomo più decisivo tra quelli mossi nelle operazioni di febbraio. Sacramento ha poco dal quintetto e non basta Hield dalla panchina (20 punti e 5 rimbalzi) per dare alla partita una direzione diversa.

I Lakers piegano 108-107 i Magic e rischiano nel finale di sprecare i dodici punti di vantaggio che avevano a cinque minuti dalla fine. Con Gordon (28 punti e 14 rimbalzi) e Vucevic (24 e 12) i Magic vanno davanti a quattro secondi dalla sirena ma è Brook Lopez (27 punti e 12/18 dal campo) a trovare il fischio decisivo e a convertirlo nei due liberi della vittoria a sei decimi dalla fine. I padroni di casa portano l’intero quintetto in doppia cifra con Ball prolifico (16 punti, 6 rimbalzi e 4/13 dall’arco) e un Kuzma pregevole in area (20 punti e 10 rimbalzi). Per Orlando ottava sconfitta nelle ultime dieci gare giocate.

I Bulls battono 119-110 i Grizzlies, sono avanti di 17 nel secondo tempo ma vengono rimontati e a tre minuti dalla fine servono quattro punti consecutivi di Dunn (21 punti e 9 assist) per fare salire a quindici il numero di sconfitte consecutive di Memphis. Sono Markannen e LaVine a fare il resto del lavoro, gli ospiti hanno un Brooks prolifico (29 punti e 2 recuperi) ma decidono di non utilizzare Gasol (17 punti e 7 assist) nel quarto periodo, provocando la reazione stizzita dello spagnolo che a fine gara non vuole rilasciare dichiarazioni.