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I Rockets travolgono i Cavs, i Nuggets superano i Warriors, Gallinari trascina i Clippers

I risultati della notte NBA.

Cleveland-Houston 88-120

Altra figuraccia in diretta nazionale dei Cavs, che in casa vengono smantellati dai Rockets in una partita a senso unico già dal primo periodo. Houston scappa 32-20 dopo 12 minuti, è avanti 65-49 all’intervallo e il divario non fa che dilatarsi nel secondo tempo. Cleveland è 0-8 da Natale nelle gare trasmesse in tutto il paese e LeBron James a fine gara dirà: ‘Dovrebbero toglierci dal palinsesto televisivo da qui a fine stagione, non ho parole’. La squadra di D’Antoni per prendersi la quarta vittoria consecutiva non ha nemmeno bisogno di un Harden spumeggiante (16 punti e 9 assist), manda sei uomini in doppia cifra, si fa guidare da Chris Paul (22 punti e 11 assist) e Ryan Anderson (21 punti e 8 rimbalzi) e manda a bersaglio 19 triple. Il re non ha energie (11 punti, 9 rimbalzi e 9 assist ma 3/11 al tiro) e Thomas continua a faticare in attacco (12 punti e 0/4 dall’arco). I Cavs sono 4-6 nelle ultime dieci partite giocate, 30-21 in stagione e sono stati scavalcati da Toronto al secondo posto della Eastern Conference.

Denver-Golden State 115-108

Steve Kerr in settimana aveva dichiarato ai microfoni che la sua squadra era con la lingua di fuori in attesa dell’All Star Game per rifiatare e al Pepsi Center fatica a dare continuità alla propria serata. Prova a scappare nel secondo tempo ma i Nuggets restano incollati e producono un quarto periodo da 38 punti con una tripla di Jokic per il 107-104 che a 2:10 dalla sirena spiana la strada ai padroni di casa. Denver ha tanto dal suo centro (19 punti, 9 rimbalzi e 5 assist) e moltissimo da Barton (25 punti e 4 assist) e Murray (15 punti e un grande primo tempo prima di uscire per un problema alla gamba dopo un contatto con Green). Golden State tira con il 50% dal campo ma non ha energie nel finale, Curry (24 punti e 6 rimbalzi) e Durant (31 punti, 7 assist e 12/16 al tiro) sono produttivi ma Green non ha impatto offensivo e una panchina limitata dagli infortuni non offre il solito supporto. I Warriors a 41-12 hanno ancora due partite di vantaggio sui Rockets.

Minnesota-New Orleans 118-107

I Wolves si confermano quarta forza nella Western Conference gestendo dalla palla a due alla sirena la partita contro i Pelicans nella classica serata Nba di regular season invernale. Minnesota va avanti 37-29 nel primo periodo e su quel vantaggio costruisce il resto della partita senza mai scappare e senza mai rischiare di essere raggiunta, affidandosi al solito abbondante Butler (30 punti, 8 rimbalzi e 7 assist) e a un ritrovato Towns (22 punti e 16 rimbalzi) dentro l’area. I Pelicans difendono a intermittenza, tirano 8/33 dall’arco e il solo Davis, seppure meraviglioso (38 punti e 9 rimbalzi) non riesce a gestire il peso solitario dentro l’area dopo l’infortunio di Cousins. Il resto del quintetto è trasparente, il nuovo arrivato Mirotic fa quello che faceva a Chicago dalla panchina (18 punti, 12 rimbalzi e 4 assist) ma l’assetto di New Orleans va ancora ricostruito.

LA Clippers-Chicago 113-103

I Bulls in cambio di Mirotic si sono assicurati una prima scelta da New Orleans, oltre che Asik, Nelson e Allen ancora alle prese con i test fisici e non utilizzabili, e un ulteriore motivo per perdere più partite possibili da qui ad aprile, striscia di sconfitte consecutive che si allunga a sei. I Clippers si mettono davanti in una partita a basso ritmo e ci rimangono sfruttando la vena di Harris (24 punti e 2 assist) nel suo esordio con la nuova maglia allo Staples Center. Senza più Griffin non c’è contributo da Jordan ma Gallinari sembra trovarsi a meraviglia (24 punti, 9 rimbalzi e 8/14 al tiro) con Williams come al solito detonante dalla panchina (21 punti anche se 0/7 dall’arco). Chicago ha l’intero quintetto in doppia cifra, ma tira con il 36.1% dal campo e l’assenza di Markkanen non aiuta la squadra di Hoyberg a essere competitiva in trasferta.

Detroit-Miami 111-107

Terza vittoria consecutiva per i Pistons che alimentati dall’arrivo di Griffin trovano un prezioso successo sugli Heat e rimangono in corsa per un posto ai playoff avvicinandosi ai Sixers. Il nuovo arrivato è decisivo con una tripla a 43 secondi dalla fine che spinge avanti Detroit 108-101, segna 16 punti con 9 rimbalzi e 7 assist e insieme a Drummond (23 punti, 20 rimbalzi e 4 stoppate) è il motivo del totale dominio dentro l’area. I Pistons vincono 49 a 33 a rimbalzo, Miami concede il 52.4% dal campo e nonostante un Dragic maestoso (33 punti e 6 assist) e un Olynyk positivo in quintetto (19 punti e 8 rimbalzi) paga con la terza sconfitta consecutiva una panchina ridotta a soli tre uomini.

Indiana-Philadelphia 100-92

I Pacers scappano nel quarto periodo, i Sixers segnano solo 17 punti e si dimostrano capaci di fare e disfare a piacimento. La notte prima avevano concesso 49 punti nel primo periodo agli Hornets, quella successiva si prendono la vittoria con la difesa, con Bogdanovic (19 punti e 4 rimbalzi) e Oladipo (19 punti e 4 assist). Philadelphia ha il solito maestoso Embiid (24 punti e 10 rimbalzi) ma un Simmons meno preciso dal solito in attacco (10 punti, 11 rimbalzi e 4/13 al tiro). Realisticamente la lotta per l’ottavo posto nella Eastern Conference sarà tra Sixers e Pistons con residue possibilità di ritorno dei Knicks.

San Antonio-Utah 111-120

Gli Spurs sono alla seconda sconfitta consecutiva, 5-5 nelle ultime dieci partite giocate e a 34-21 sono nel mirino dei Wolves per il terzo posto nella Western Conference. I Jazz producono una partita sostanziosa, si mettono davanti con un primo periodo chiuso 33-24 e contengono la reazione dei padroni di casa e vincono la quinta partita consecutiva cavalcando la fioritura di Rubio, esploso nell’ultima settimana in attacco e in regia (34 punti e 9 assist) insieme a un Gobert (10 punti e 11 rimbalzi) solido dentro l’area. Insolitamente San Antonio concede il 56.5% dal campo e il 52.2% dall’arco, porta cinque uomini in doppia cifra di cui tre dalla panchina (il solito Ginobili da 13 punti e 3 assist) e inizia il consueto giro di trasferte di febbraio in condizioni insolite, descritte dall’argentino: ‘Ci sembra di avere giocato dieci partite e non quasi sessanta, la sensazione è che stiamo ancora costruendo la nostra identità’. Gli infortuni di Leonard e Gay non aiutano.

Orlando-Washington 98-115

I Wizards cavalcano la più sostanziosa striscia di vittorie della loro stagione, quattro consecutive, e sentono la scia dei Cavs che distano una sola partita al terzo posto della Eastern Conference. A Orlando segnano 31 punti nel primo e nel terzo periodo e scappano definitivamente nel secondo tempo con i Magic che alzano bandiera bianca appena la capitale alza il ritmo. L’assenza di Wall non frena Washington che è guidata da Beal (18 punti, 8 rimbalzi, 8 assist) e ha l’intero quintetto in doppia cifra con Porter Jr scatenato (20 punti, 4 rimbalzi e 5 assist). Per i Magic sette uomini in doppia cifra, Payton il migliore del quintetto (14 punti e 4 assist ma 0/4 dall’arco) e una difesa che concede il 54.1% dal campo agli ospiti.

Sacramento-Dallas 99-106

Le due peggiori squadre della Western Conference danno vita a una scialba serata risolta da due triple di Ferrell che mandano avanti Dallas nel quarto periodo e chiudono una striscia di cinque sconfitte consecutive. I Kings sbagliano i primi dieci tiri del quarto periodo e tirano 8/27 dall’arco, Barnes (18 punti e 4 triple) trascina i Mavs sull’arco e Nowitzki (15 punti e 7 rimbalzi) è a sei minuti di presenza in campo dal raggiungere i 50000 in carriera, traguardo raggiunto nella storia solo da Kareem Abdul-Jabbar, Karl Malone, Kevin Garnett, Jason Kidd e Elvin Hayes.

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