10 – Lo scorpione armeno – Viziato da una posizione di fuorigioco, il pallone di Zlatan Ibrahimovic impatta alla perfezione il tacco di Mkhitaryan, che vale per il 3-0 del Man United contro il Sunderland. Uno dei gol più belli della stagione senza ombra di dubbio, al quale segue la prodezza inutile di Borini al 90′. Due reti che si candidano al Puskas Award, che premia il gol più bello dell’anno.
9 – Chelsea da record – Per merito chiaramente di Antonio Conte. Non è tanto la dodicesima vittoria a far parlare dei Blues, quanto al fatto che in 128 anni di “First Division” inglese, nessuno aveva mai vinto dodici partite di fila, subendo però solo 2 gol in totale. Una difesa completamente trasformata, e una squadra che non vuole conoscere la sconfitta.
8 – Deeney fa 100 – L’anticipo del “Boxing Day” tra Watford e Crystal Palace, ci ha regalato la centesima gioia di Troy Deeney con la maglia dei calabroni. Un amore che lega ancor di più il club e il giocatore, un po’ come un Sergio Pellissier nostrano. Il traguardo dei 100 in Premier League è ancora lontano, per ovvi valori tecnici di squadra e giocatori, ma vista la posizione di classifica della squadra di Mazzarri, non è ipotesi da scartare nei prossimi anni (attualmente è appena a 17 reti).
7 – L’Everton respira – Dopo la beffa chiamata Sadio Manè nel Merseyside Derby, l’Everton vince in trasferta sul campo di un Leicester rimaneggiato. E torna al gol anche un certo Romelu Lukaku, leggermente in crisi nelle ultime uscite di Premier League. Fondamentale per i Toffees è stato anche non subire gol, vera tassa per la squadra di Koeman nella crisi di ottobre/novembre.
6 – Un Arsenal da sufficienza – Un impavido WBA ha rischiato di pareggiare all’Emirates Stadium contro un Arsenal senza sostanza. E’ servito il provvidenziale Giroud, l’uomo dei gol pesanti (autore dell’1-1 di Old Trafford) che segna poco ma porta a casa punti e soprattutto toglie Wenger da posizioni scomode, come in questo caso.
5 – La parabola di Benteke – Come nel suo passato a Liverpool, il belga sta attraversando un periodo decisamente ostico nella sua avventura al Crystal Palace. Si era distinto ad inizio stagione con diverse reti decisive, ma il suo recente stato di forma lo ha portato a sbagliare il penalty della possibile vittoria sul Watford.
4 – Leicester profanato – Senza uomini chiave come Vardy, Huth e Fuchs il Leicester di Ranieri sprofonda in un batter d’occhio. I mancati innesti nel mercato, che non hanno per nulla influito sull’andamento della squadra, hanno portato a un ristagnamento perenne dei campioni d’Inghilterra, che si trovano così con una panchina davvero troppo corta per competere in due competizioni come Premier e Champions League.
3 – Il mezzo miracolo dell’Hull – Per più di un ora l’Hull City ha tenuto botta agli assalti del Manchester City di Guardiola. Un punto strappato ai Citizens avrebbe rappresentato un bel punto di ripartenza per la strada della salvezza in Premier League. Peccato che i Tigers si siano sciolti negli ultimi venti minuti, concedendo tre reti e tre punti al meritevole Man City.
2 – Cercasi contender – Fino ad ora nessuna squadra si è dimostrata in grado di contestare il Chelsea a tutti gli effetti. Lo United ha iniziato a vincere, ma ha troppi punti persi. L’Arsenal tentenna, così come il Tottenham. Klopp e il suo Liverpool sono per il momento in corsa, ma basta un passo falso per scendere a -9, insomma, il 2017 dovrà essere in grado di trovare una concorrente degna del suo nome.
1 – La salvezza complicata – Sunderland, Hull e Swansea sono le tre indiziate per giocarsi la salvezza nel 2017, ma occhio anche alle discese pericolose di Crystal Palace, Middlesbrough e soprattutto, Leicester, che, strano a dirsi, è solo a una manciata di punti dalla zona più pericolosa della classifica.
0 – Inadeguati – Parliamo dello Swansea, che ancora una volta dimostra come la Championship sia sempre più vicina. Eccezion fatta per Llorente e Sigurdsson, gli elementi della rosa non sembrano affatto in grado di garantire quella sicurezza necessaria per la salvezza. Le due partite in rapida successione di fine 2016 e inizio 2017 potrebbero essere fin troppo decisive.