
“No I am not worried, what worries me is life, not football.” Queste le parole usate da Mauricio Pochettino per rispondere alle domande della stampa circa la possibilità di un suo eventuale esonero. Periodo nero per gli Spurs che hanno inanellato una serie di prestazioni negative che hanno comportato l’eliminazione dalla EFL Cup per mano di una squadra di quarta serie oltre all’umiliante 2-7 interno contro il Bayern cui ieri si è aggiunto il secco 3-0 rimediato a Brighton.
Le critiche sono arrivate copiose specialmente dai tifosi più accessi che popolano il mondo dei social mentre – come succede anche da noi – gli addetti ai lavori sono mediamente più cauti. Il lavoro del tecnico argentino in effetti merita rispetto avendo condotto il Tottenham in Champions League per quattro stagioni di fila dopo alcuni anni di assenza con la ciliegina della finale persa contro il Liverpool.
Il palmarés del Tottenham
La società del nord di Londra vanta una bacheca rispettabile ma non certo da top club europeo: solo due titoli nazionali con l’ultimo risalente alla stagione 1960-61. Ci sono anche otto FA CUP ma anche qui l’ultima vittoria risale alla stagione 1990-91, erano i bei tempi di Paul Gascoigne, e quattro EFL Cup, l’ultima 11 stagioni fa. In Europa non alza un trofeo dalla stagione 1983-84.
Le quote dei bookmaker
Difficile quindi non prendere le difese dell’attuale allenatore la cui quota ad essere il primo a perdere il lavoro è comunque scesa bruscamente. Più a rischio di lui c’è solo Marco Silva, molto male con il suo Everton, offerto intorno a 2.00 contro il 3.50-4.00 di Pochettino.
Il futuro immediato
Le prossime due partite sembrano perfette per ritrovare la fiducia e ripartire: prima in casa contro il fanalino di coda Watford subito dopo la sosta e poi, sempre tra le mura amiche, contro la Stella Rossa in Champions League.
Se dovessero arrivare altri risultati negativi probabilmente i rischi di licenziamento sarebbero maggiori anche se lo stipendio annuo di 8.5 milioni di sterline è un fattore che non incoraggia scelte drastiche da parte dei decisori.







