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Andrea Pecile scrive per noi: “Mia adorata Trieste…”

Pecile Trieste un rapporto indissolubile.

Ospitiamo un articolo di Andrea Pecile, talentuoso playmaker che ha girato tutta Europa nel corso della sua carriera. E che ora ha deciso di tornare a Trieste per i suoi ultimi anni da giocatore.

Suo l’ultimo canestro che ha messo al collo di una squadra Azzurra una medaglia. Parliamo dei Giochi del Mediterraneo 2005 ad Almeria. Date un’occhiata e poi leggetelo. Ne vale la pena.

E’ da molto tempo che non scrivo un pezzo per un blog.

E ne è passata di acqua sotto ai ponti dai tempi di Tripla Doppia, il Sunshine Blog per roseto.com i videoblog sul mio sito o i recap delle giornate del Trieste Tropics Summer Camp.

L’ultima volta che ho scritto (http://www.triestetropics.net/single-post/2015/03/27/Nicknames) è stata per chiedere come mai Metta World Peace potesse mettere il nome che gli pareva dietro alla maglia e il sottoscritto no. Nessuno ha mai pensato di rispondermi, facendo tra l’altro scendere in campo Ron Artest con un “The Panda’s Friend”. Soprannome evidentemente considerato migliore rispetto al mio Sunshine. 

In effetti l’unica cosa che è cambiata è che stavolta lo faccio comodamente seduto sul divano di casa mia. A Trieste.

Pecile Trieste un rapporto indissolubile. Questa è la mia ventesima stagione da giocatore di pallacanestro, la seconda in cui ho l’onore di indossare la maglia della mia città.

Dopo aver lasciato il Don Bosco Trieste, a 17 anni, per cominciare la mia carriera da professionista a Gorizia, sono tornato a casa a 35 anni. Dopo aver giocato dappertutto in Italia e in Spagna.

Ho vestito con orgoglio ogni divisa di ogni città e dopo 20 anni sono felice di poter dire di aver stretto coi tifosi delle squadre per cui ho giocato un bel rapporto. Frutto specialmente dell’impegno che ho messo in ogni occasione per difendere i colori delle loro squadre.

Non credo di offendere nessuno se affermo che giocare per la maglia della mia città, della mia gente, della mia famiglia, dà una soddisfazione, una motivazione e una carica, se non maggiore, di certo più intensa e diversa dalle altre.

Sono sempre stato bravo a rimanere equilibrato dopo prestazioni ottime e deludenti. Ma è chiaro che vivere le partite quando si ha la maglia numero 10 di Trieste mi fa ampliare il range di emozioni.

Soffro di più del solito se perdiamo e non riesco ad aiutare i miei compagni come vorrei. Mi sale una gioia indescrivibile quando regaliamo al nostro pubblico prestazioni importanti come l’anno scorso con la Fortitudo e Treviso.

Pecile Trieste un rapporto indissolubile. La più grande soddisfazione della scorsa stagione è stata quella di far vedere a tutti quelli che mi conoscevano solo per nome che tipo di giocatore io sia. E la passione che metto quando scendo sul parquet.

Vestire la maglia della propria città mi responsabilizza ancora di più. Adoro allenarmi con i ragazzi più giovani e cercare di trasmettere loro la passione per questo sport. Oltre ovviamente a qualche consiglio, qualche furbata, qualche lettura che li può aiutare a crescere. Come giocatori e come persone.

Mi sono sempre reputato fortunato perché per più di 20 anni ho potuto lavorare facendo quello che amo.

Concludere la mia carriera qui a Trieste, vedremo quando, è davvero un grande privilegio.

Andrea Pecile

Pecile Trieste un rapporto indissolubile

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