
Sarà un mercato di fantasia e servirà elasticità, ha detto Fabio Paratici riguardo a quello che succederà nella prossima finestra a prescindere da quando si tornerà davvero in campo in serie A e in Europa. Scambi, prevalentemente, in assenza di liquidità. Ma anche tante incognite legate ai top player, che per muoversi devono trovare qualcuno disposto a pagare ingaggi che difficilmente potranno essere replicati nel futuro a breve e medio termine oppure andranno ridiscussi da zero con tutte le difficoltà che questo comporta in fase di trattative. Uno dei nomi più caldi del mese è quello di Paul Pogba, che dal giorno in cui nel 2016 andò al Manchester United è sempre stato accostato alla Juve come cavallo di ritorno puntualmente in primavera. Il 2020-21 sarà la stagione in cui succederà davvero?
Quote prossima squadra Pogba 2020-21
Presupposto chiave del ragionamento è che alla Juve un uomo di spessore mondiale a centrocampo serve più che in ogni altro reparto e quanto visto con Sarri nella prima parte di stagione, con Pjanic sempre meno brillante nel ruolo di regista, ha confermato che è in mezzo al campo che i bianconeri soffrono maggiormente contro squadre più aggressive e organizzate nella propria metà campo. La migliore Juve dell’ultimo decennio aveva a centrocampo Pogba, Pirlo, Vidal e Marchisio, un quartetto che garantì l’accesso alla finale di Champions League nel 2015 persa 3-1 contro il Barcellona a Berlino e rese automatica la transizione tra Conte e Allegri. Da quel momento ai bianconeri in mezzo al campo è sempre mancato qualcosa e la politica dei parametri zero che la scorsa estate ha portato Ramsey e Rabiot non ha pagato in termini di qualità e costanza. Ci sono diverse condizioni favorevoli al ritorno di Pogba alla Juve, che al momento è la destinazione favorita anche per alcuni bookmaker non italiani. Il primo è che il francese conosce l’ambiente e non avrebbe bisogno di un periodo di adattamento necessario ad altri giocatori stranieri. Il secondo è che il suo procuratore Raiola è in ottimi rapporti con Paratici e con la dirigenza della Juve. Il terzo è che si parla di un giocatore maturo, 27 anni, nella fase centrale della carriera e che ha vinto nel 2018 il mondiale con la Francia. Pogba alla Juve in 178 presenze ha segnato 34 gol e fornito 40 assist, numeri simili al Manchester United con 150 presenze, 31 gol e 31 assist. Affidabilità è una parola molto ricercata dalla Juve come requisito di base per mettere mano al centrocampo. Ci sono però anche numerose complicazioni, prima delle quali è l’ingaggio che ai Red Devils tocca i 20 milioni di euro stagionali compresi i bonus. Lo stesso Paratici ha sottolineato che sostenere questo tipo di ingaggio nel calcio dei prossimi anni non è realistico e la Juve ha già un monte contratti da sfoltire vista l’incidenza dell’operazione Ronaldo. Un altro dubbio è legato alle condizioni fisiche di un giocatore che nella sua esperienza in Premier League in quattro stagioni non complete ha già saltato 56 partite, una media di 14 all’anno. Un primo scenario plausibile è quindi inquadrare l’operazione Pogba all’interno di uno scambio, non necessariamente a due con il Manchester United ma a tre o più squadre, una formula in voga nella Nba e che potrebbe diventare moneta corrente anche nel calcio nelle prossime stagioni. Pjanic (che negli ultimi giorni è stato accostato al Barcellona proprio all’interno di uno scambio con Arthur) e Rabiot sono nomi che la Juve potrebbe spendere per arrivare a operazioni che rinforzino il centrocampo senza fare lievitare ulteriormente il monte ingaggi. La Juve ha però anche diverse concorrenti. Il Real Madrid può contare sulla possibilità di garantire lo stesso ingaggio che percepisce al Manchester United e la suggestione di lavorare con un connazionale come Zidane, particolarmente stimato dal centrocampista. La stessa stima che lo lega a Conte, artefice del suo lancio nel calcio continentale di vertice dopo l’arrivo nel 2012 a parametro zero, e per questo l’Inter è un’altra candidata anche se in terza fila. Ci sono poi le piste legate al Chelsea e all’Arsenal perché anche in Premier League le società di vertice potrebbero tentare di rafforzarsi o cambiare dal punto di vista tattico scambiandosi i giocatori. La permanenza al Manchester United è al momento la seconda ipotesi più probabile e potrebbe diventare la prima se le incertezze legate al calcio italiano costringessero le società di serie A ad assorbire l’urto dei mancati introiti senza la possibilità di andare all’assalto dei nomi pregiati del mercato internazionale.







