
Pasta Reggio Caserta futuro società incerto – E’ una tipica storia di sport del nuovo millennio, quella che va in onda a Caserta. Dove c’è una società leggendaria del nostro basket, la Juve, alle prese con problemi societari. Fondi che non ci sono, sforzi richiesti a proprietà e piccoli investitori sempre più difficili da sostenere, futuro incerto. Una squadra che con le proprie forze riesce da anni a sopravvivere in serie A. E la comparsa di un fondo di investimento straniero, in questo caso inglese, che dovrebbe raddrizzare le sorti del presente e rendere florido il futuro. I soldi dovrebbero arrivare da Londra, dal Fortune Investment & Consulting, una società inglese che ha sottoscritto il passaggio del 62% delle quote davanti a un notaio in un’operazione sempre più nebulosa. Il fondo finora non ha fatto pervenire soldi e gli oneri economici sono rimasti sulle spalle del patron Raffaele Iavazzi, socio di minoranza che aveva già dichiarato l’addio ma che è rimasto unico proprietario e finanziatore della società. L’accordo prevedeva appunto che sarebbe stata la FI&C a farsi carico dei costi di gestione della stagione. Non è successo e non è detto che succederà. Il futuro è incerto, come già altre volte in passato a Caserta. Ma c’è anche un presente fatto di campo e campionato. Dove la Pasta Reggia sta brillando ed è finora la storia più bella del torneo.
Pasta Reggio Caserta futuro società incerto, spirito di squadra – Così una squadra che doveva solo pensare a salvarsi, dopo sei giornate si ritrova alle spalle dei giganti e davanti a tutti gli altri. Caserta è terza a pari punti con Sassari, ha vinto quattro partite e ne ha perse due, è reduce da tre vittorie nelle ultime quattro giornate. E’ stata l’unica capace finora di battere Reggio Emilia, ha piegato Pistoia e Trento in casa, al Palamaggiò dove è imbattuta, è stata travolta solo a Milano e non è una notizia. Merito prima di tutto di Sandro Dell’Agnello, altro nome storico dei nostri parquet, sanguigno sul campo come in panchina e specialista di missioni impossibili. Fu lui a salvare Pesaro nel 2014 con una situazione societaria incerta e simile a quella di Caserta. Ed è stato lui a salvare la Pasta Reggia nella scorsa stagione.
Nessuno si aspettava un inizio del genere, ma dopo sei giornate la sorpresa si sta trasformando lentamente in certezze. Caserta ha il quinto migliore attacco del campionato con 80.8 punti segnati a partita. Più di Avellino, Venezia e Sassari. Sta tirando discretamente dall’arco, 37.7%, ma non ovunque i numeri dicono tutto. Che sia una squadra che gioca insieme e difende è però testimoniato dai 9.3 recuperi a partita, nessuno ne ha di più nel campionato. E’ squadra solida perché tende a rispettare il suo piano partita, tende a tirare con le stesse percentuali nelle vittorie e nelle sconfitte, anche la produzione offensiva e a rimbalzo non ne risente. In trasferta sta segnando più che in casa (83 punti di media contro 78.7) e tirando meglio dall’arco (40% contro 34%). Segnali di solidità diffusa
Pasta Reggio Caserta futuro società incerto, gli uomini del sogno – Poi naturalmente ci sono i giocatori e anche quelli giocano insieme. Lo dicono le cifre: cinque in doppia cifra media, di cui tre del quintetto (Watt, Sosa, Putney, Bostic) e due che vengono dalla panchina (Cinciarini e Czyz). C’è equilibrio ed energie che vengono dal secondo quintetto, con esperienza ed esplosività fisica. Edgar Sosa per esempio è sempre stato accusato di non essere un play funzionale ai compagni, eppure sta viaggiando a 10.8 punti e 4.8 assist di media. Non sempre è lucido nelle scelte di tiro ma anche nelle giornate negative riesce ad andare spesso in lunetta. Vero che fa anche 3.3 perse di media, tante per un regista, ma compensa parzialmente con 1.8 recuperi. Mitchell Watt è un centro che intorno a sé fa spesso il vuoto pneumatico e non solo perché è nato a Goodyear in Arizona. Produce energia, forza con le battute sul cognome, 14.7 punti e 7.5 rimbalzi, 17.7 di valutazione. E ogni tanto la mette anche dall’arco.
Raphiel Putney è un’ala grande atipica, molti centimetri e pochi chili, che sta tirando con il 58.6% da due e offrendo alla causa 4.9 assist e 1.2 recuperi. Daniele Cinciarini cambia gli esterni e sta rispondendo con 12.5 punti, secondo migliore marcatore della squadra, il 61.1% da tre che ne fanno il migliore tiratore dall’arco del campionato. E Aleksander Czyz è da sempre uno dei prodotti più sottovalutati del campionato, polacco che fece le fortune di Roma che anche grazie a lui andò in finale scudetto nel 2013, 12.5 punti, il 59.1% da due e 5.4 rimbalzi a partita, secondo migliore rimbalzista della squadra. L’emblema è però Marco Giuri, capitano, italiano, gregario oscuro ma collante tra gli esterni in 24 minuti di impiego medio, che segna poco perché poco tira ma gioca per gli altri: 2.8 assist, 1.3 recuperi. Nella vittoria contro Trento aveva già tre palle recuperate a inizio secondo tempo. Il futuro è incerto, ma il presente è brillante. E inaspettato.




