Parigi-Roubaix 2023, nuovo duello tra Van Aert e Van Der Poel, occhi puntati su Ganna

Parigi-Roubaix 2023 pronostici, duello tra Van Aert e Van Der Poel con gli occhi puntati su Ganna

La Parigi-Roubaix tra le classiche del Nord è quella con più fascino, è la più dura, la più difficile da interpretare. Rispetto al Giro delle Fiandre e alla Liegi-Bastogne-Liegi è interamente piatta, senza dislivelli, ma è ancora più massacrante per i suoi oltre 50 km di pietre. Vediamo storia, percorsoprotagonisti e quote.

La storia

La prima edizione risale al 1896 e se ne sono corse 114 edizioni. La corsa partiva originariamente da Parigi, nel tempo la partenza è stata spostata prima a Chantilly e in seguito a Compiegne a circa 60 km a nord della capitale. Alcuni la chiamano Corsa di Pasqua perché spesso si disputa nel periodo pasquale e a volte proprio nella domenica di festa, ma tutti la conoscono come l’Inferno del Nord, il che spiega molto di quanto sia temuta e amata dai ciclisti. Dopo una prima fase nella quale a dominare erano i ciclisti francesi, furono i belgi a prendere il sopravvento dopo la seconda guerra mondiale, 18 vittorie su 21 edizioni dal 1957 al 1977 con le eccezioni degli olandesi Post e Janssen nel 1964 e 1967 e di Felice Gimondi nel 1966.

In questa fase Eddy Merckx vince tre edizioni, Roger De Vlaeminck quattro. Per trovare la prima tripletta del ciclismo moderno bisogna andare dal 1978 al 1980, quando Francesco Moser si impone tre volte di seguito. Gli azzurri non vincono dal 1999, affermazione di Andrea Tafi che seguì i successi di Franco Ballerini nel 1995 e 1998. Anche Tom Boonen si è affermato quattro volte, nel 2005, 2008, 2009, 2012. Sua è stata anche l’ultima doppietta nella storia della gara. Cinque vincitori di cinque nazionalità diverse nelle ultime cinque edizioni. Cancellara vinse sulle pietre per la seconda volta nel 2013 dopo il 2010, affermazioni a sorpresa dell’olandese Terpstra nel 2014, del tedesco Degenkolb nel 2015 e dell’australiano Hayman nel 2016. Nel 2017 è stato Greg Van Avermaet a restituire un successo al Belgio che mancava dal 2012, anno dell’ultima affermazione della leggenda Boonen, nel 2018 impresa di Peter Sagan con un’azione a oltre 50 km dal traguardo, nel 2019 successo di Philippe Gilbert con il Belgio che si è preso due delle ultime tre edizioni ed è in testa alla classifica delle nazioni con 57 successi davanti ai 28 della Francia e ai 13 dell’Italia. L’edizione 2020 non si è disputata a causa del Covid. L’edizione 2021 rimarrà indimenticabile per l’impresa di Sonny Colbrelli che ha dato all’Italia il primo successo del nuovo millennio e nel 2022 è stato un ispirato Van Baarle a restituire all’Olanda un successo che mancava dal 2014. Il Belgio è la nazione con più vittorie a 57, la Francia a 28 e l’Italia a 14.

Il percorso

Da Parigi al leggendario velodromo di Roubaix per 256,6 km. Saranno 29 i settori in pavé per un totale di 55.5 km. I primi 100 km sono tutto sommato tranquilli e la gara si accenderà con il settore di Troisvilles che sarà percorso per la sua intera lunghezza e subito dopo si percorrerà l’Haspres che manca dal 2004 e l’Haveluy che è l’altra novità di questa edizione. La Foresta di Arenberg, la suggestione più grande della Parigi-Roubaix e spesso decisiva, è tra i settori che possono fare la differenza insieme a Mons-en-Pévèle, Campin-en-Pévèle e Carrefour de l’Arbre che misura 2,1 km ed è il più difficile. A 10 km dal traguardo bisogna attraversare il passaggio a livello n. 13 e non si può passare se le sbarre sono abbassate, l’ingresso nel velodromo arriva negli ultimi 800 metri la cui pista è teatro di volata da calcolare con i tempi esatti in caso di arrivo di due o più corridori insieme.

I protagonisti

Il 2023 è finora stato dominato dai nomi che stanno facendo la storia del ciclismo contemporaneo ed è naturale mettere in cima alla lista dei favoriti Van Aert e Van Der Poel che al Giro delle Fiandre si sono arresi solo a un Pogacar praticamente inattaccabile sui muri e che a Roubaix potrebbero trovare il modo di fare valere il proprio talento in una classica senza difficoltà di altimetria ma certamente più imprevedibile. Il belga inizia però a fare i conti con un palmares che nelle classiche lo ha visto trionfare soltanto alla Sanremo nel 2020 e quasi sempre battuto nel finale di gara, oltre che da Laporte al quale ha regalato la Gand-Wevelgem in una scelta che a posteriori ha ricevuto più critiche che consensi, segnale che a livello di esplosività ha forse qualcosa meno rispetto ai suoi rivali e la caduta al Fiandre ha lasciato conseguenze su ginocchia e costole che potrebbero condizionarne l’efficacia. L’olandese è un corridore che attacca con generosità ma non sempre ha lucidità tattica nella lettura della corsa, premesse che possono essere utili per spostare il quadro su altri potenziali vincitori e il pavè nelle ultime due stagioni ha regalato sorprese. Si può certamente spendere il nome di Pedersen che al Fiandre è stato l’uomo in grado di accendere la corsa e probabilmente il migliore dal punto di vista dell’interpretazione nella fase decisiva e naturalmente tutti gli occhi degli italiani sono puntati su Ganna che ha avuto alti e bassi nell’approccio alle pietre ma ha confermato di essere in grado di recitare da protagonista assoluto nelle corse di un giorno, dal punto di vista sentimentale è un gettone che si può spendere ma il livello degli avversari e l’imprevedibilità della gara impongono di fare attenzione assoluta all’importo. Subito dietro il vincitore della scorsa stagione Van Baarle, Laporte con una Jumbo Visma sotto gli occhi di tutti anche per la componentistica visto che sulla Cervelo S5 sarà montato un meccanismo che permette di regolare la pressione delle gomme sul pavè con un controllo wireless, Asgreen e Kung, nomi che in un arrivo allargato potrebbero trovare il lampo decisivo, più difficile che a emergere possano essere Mohoric, Lampaert e De Lie. Il meteo non dovrebbe essere un fattore in una domenica che si preannuncia asciutta e non particolarmente fredda e questo potrebbe rendere la selezione meno estrema, anche se comunque dura, e più incerto il finale di gara.

Parigi-Roubaix 2023 quote

Le quote sono relative alle 9:45 del 8.4.2023. Potrebbero essere soggette a variazioni, verificare sempre il book di riferimento. ‘Altro’ non è un insieme omogeneo.

Bet365.it Snai
Van Der Poel 4.33 4.75
Van Aert 5.00 5.00
Pedersen 7.00 7.50
Ganna 9.00 6.50
Van Baarle 15.00 15.00
Laporte 17.00 15.00
Mohoric 21.00 20.00
Kung 23.00 20.00
Asgreen 26.00 20.00
Lampaert 34.00 25.00
De Lie 34.00 33.00
Senechal 41.00 33.00
Politt 41.00 33.00
Trentin 67.00 50.00
Kristoff 67.00 33.00
Stuyven 81.00 50.00
Ballerini 101.00 50.00
Altro 4.00 5.00