Chad Kelly, Quarterback, Ole Miss
Talento controverso quello rappresentato da Chad Kelly, nipote dell’ex giocatore Jim Kelly. Dopo essere stato cacciato da Clemson ed aver vissuto una breve esperienza a East Mississippi, Kelly si è reso eleggibile durante il suo periodo ad Ole Miss, concluso con più di 7000 yards lanciate e 50 touchdowns. I punti forti di Kelly sono un ottimo braccio, con il quale ha lanciato più del 13% delle volte sopra le 20 yards (meglio anche di DeShone Kizer e Deshaun Watson) e una buona mobilità, che gli hanno permesso di completare il 66.7 % dei lanci effettuati in corsa negli ultimi due anni. E’ un QB versatile, che ad Ole Miss si è concesso più di qualche corsa (832 yards totali per 15 touchdowns in due stagioni) e una buona predisposizione ad evitare il contatto dei difensori. Gli scout hanno storto il naso tuttavia quando Kelly lancia dalla parte sinistra del campo; i numeri dei lanci incompleti/intercettati quando la palla viene mossa verso quel lato, aumentano vertiginosamente, inoltre spesso e volentieri quando è pressato dalla linea difensiva tende a sbagliare molte decisioni e ha una predisposizione a non rischiare un lancio per non subire colpi eccessivamente violenti. Il suo comportamento a Clemson non lo rende nemmeno un tipico “uomo-spogliatoio” potendo creare più di un grattacapo alla squadra di turno che lo potrebbe draftare.
A chi somiglia: Andy Dalton. Possibile scelta: Dal terzo al quinto round.
Ethan Pocic, Guardia/Centro, Louisiana State University
201 cm per 137 kg è il biglietto da visita di uno dei principali componenti della offensive line dei LSU Tigers. Giocatore in grado di ricoprire tutti i ruoli della linea, in Louisiana ha giocato prevalentemente da centro e guardia. Nonostante l’altezza dimostra una buona velocità laterale che gli permette di far fronte ad avversari più piccoli di lui, sfoderando chiaramente una grande forza nel portare blocchi per i corridori che vengono da dietro. Avendo giocato anche centro, ha sviluppato un “football IQ” decisamente elevato rispetto ad altri linemen. I problemi nascono quando si tratta di affrontare avversari abili nei cambi di direzione, che di sovente lo sorprendono in agilità; non è particolarmente rapido a raggiungere un secondo o un terzo blocco dopo lo snap, facendo perdere qualche istante anche ai compagni di reparto. Nella NFL potrebbe rendere meglio da guardia che da centro.
A chi somiglia: Brandon Linder. Possibile scelta: Dal secondo al quarto round.
Christian McCaffrey, Running back, Stanford
Non proprio una novità agli occhi di molti, McCaffrey è il terzo miglior running back della classe 2017. Dietro a Fournette e Cook, il giocatore di Stanford può essere il coniglio estratto dal cilindro per molte squadre in cerca di un atleta polivalente. Leader in yards corse E ricevute con la maglia Cardinal, McCaffrey è un giocatore che si appresta a svolgere quindi gli incarichi di un running back moderno, con anche un impiego negli special teams. Abile nel proteggere la palla e nell’evitare i placcaggi dei difensori, la sua velocità può creare dei “mismatch” non indifferenti per la difesa. Di stazza inferiore rispetto ai colleghi precedentemente menzionati, McCaffrey non offre quella potenza nel rompere i placcaggi nè tanto meno una eccelsa accelerazione in campo aperto; in più, i suoi detrattori osservano come l’ottima linea di Stanford abbia aiutato non poco le statistiche e le prestazioni durante al sua carriera scolastica. Da vedere se sarà in grado di giocare ogni down oppure farà più fatica a ritagliarsi spazio.
A chi somiglia: Reggie Bush. Possibile scelta: Primo o secondo round.
Tyus Bowser, Linebacker, Houston
Anche nel caso di Tyus Bowser il fascicolo comportamentale è rimasto aperto per molte squadre NFL che lo hanno visionato. Una lite con un compagno di squadra lo ha tenuto fuori per una parte della stagione, ma, avendo giocato sole otto partite ha comunque messo su numeri notevoli (8.5 sacks e 12 tackle for loss). Il suo ruolo prediletto è quello di edge rusher in una 3-4; in parole povere, ama mettere le mani sul quarterback avversario. La sua esplosività dopo lo snap gli permette di avvantaggiarsi quasi sempre sul lineman incaricato di bloccarlo, e con la buona velocità di base che possiede è stato utilizzato qualche volta in copertura sui ricevitori. Nei suoi anni ad Houston ha giocato a basket oltre che a football, cosa che lo penalizza per quanto riguarda l’IQ di gioco; si affida spesso alla forza fisica e non alla tecnica, su cui deve ancora migliorare, dovendo anche guadagnare un pò di peso, essendo leggermente sotto la “taglia” comune per questo genere di ruolo.
A chi somiglia: Von Miller. Possibile scelta: Dal secondo al quarto round.
Adam Shaheen, Tight End, Ashland University
Come Bowser, Adam Shaheen ha preso in mano sia la palla a spicchi che quella ovale. Inizialmente infatti, si era iscritto alla Pittsburgh-Johnstown per giocare a basket, ma poi ha maturato la decisione di cambiare sport e scuola, diventando uno dei tight ends più dominanti della Division II in NCAA. Alto poco più di 2 metri, Shaheen è molto difficile da marcare a uomo, nonchè duro da buttare giù. Una vera minaccia in redzone, è stato il bersaglio favorito durante l’annata appena conclusa (16 touchdowns per 867 yards) e si è distinto anche nel bloccare in fase di “pass protection”. Ovviamente, per un giocatore della sua taglia, la velocità è un tallone d’achille, così come la fase di bloccaggio per le corse, nella quale deve migliorare. Dei cinque atleti fino ad ora elencati, è quello che gioca ad un livello più basso, che alle volte può ingannare sul giudizio finale di un giocatore.
A chi somiglia: Vance McDonald. Possibile scelta: Dal secondo al quinto round.