Senza Thomas ma con orgoglio Boston espugna Cleveland – Dove eravamo rimasti? Ai playoff più scontati di sempre, ai Celtics che perdono due partite in casa e non hanno nessuna possibilità di vincere almeno una partita senza Thomas di fronte allo strapotere fisico e tecnico di LeBron James. Ecco una risposta che nessuno si aspettava dalla Quicken Loans Arena. I Celtics vincono in rimonta 111-108 sulla sirena, accorciano 2-1 nella serie e impediscono ai campioni, dopo 13 vittorie consecutive ai playoff, di continuare la loro cavalcata verso la finale senza sconfitte che invece sta riuscendo ai Warriors. Senza il suo leader, Boston riesce a prendersi la soddisfazione di battere i Cavs a casa loro vivendo una notte folle nella quale finiscono anche sotto di 21 punti nel terzo periodo dopo averne incassati 66 nel primo tempo. Il resto della partita sembra una formalità nonostante uno dei peggiori LBJ mai visti ai playoff, ma i Celtics decidono di non arrendersi e se la giocano dall’arco. Producono una rimonta furiosa con le triple di Smart e l’impatto di Olynyk finalmente decisivo dalla panchina e producono un finale inaspettato. Una tripla di Smith genera il 106-106 a 38 secondi dalla fine, Jerebko nel traffico trova il vantaggio Celtics e Irving spezza la difesa degli ospiti per appoggiare il 108-108 a dieci secondi della sirena. La palla va a Smart ma JR Smith si perde incredibilmente Bradley su un cambio difensivo senza senso e la sua tripla danza soavemente sul ferro prima di bucare la retina per il 111-108 finale.
Per i Cavs è una beffa che ricorda il finale di regular season, quando partite già vinte venivano dilapidate o trascinate al supplementare. Stavolta è un problema di concentrazione, superiorità tecnica spudorata e serie che sembra già chiusa nel terzo periodo, e di sottovalutazione dell’orgoglio dei Celtics. Coincide con una serata di vacanza di James, che dopo avere dominato le due partite inaugurali si ferma a 11 punti, 6 rimbalzi e 6 assist tirando 4/13 dal campo con 0/4 dall’arco e 6 palle perse. Anche senza di lui il resto del quintetto va in doppia cifra con Irving da 29 punti, 7 assist e 4/6 dall’arco, Love da 28 punti, 10 rimbalzi e 3 assist e 7/13 da tre, Irving da 13 punti e 8 rimbalzi con quattro triple ma anche l’errore difensivo finale e un Thompson che in area si fa sentire con 18 punti e 13 rimbalzi.
I Cavs hanno però una panchina da 9 punti complessivi con Korver che tira 1/5 dall’arco e nonostante il 16/39 da tre e il 45.7% dall’arco è il 28/36 ai liberi con il re che ne sbaglia tre a fare la differenza in negativo. Boston è piegata a rimbalzo ma non nella voglia di dimostrare che la distanza con i campioni non è abissale. Senza Thomas è uno Smart che ne prende il posto in quintetto ad avere la mano fatata in una serata da 27 punti, 7 assist, 8/14 al tiro e 7/10 dall’arco nella sua migliore prestazione ai playoff. Bradley ne aggiunge 20 con 4 assist e tre triple tra cui quella decisiva, Horford sale a 16 punti con 6 rimbalzi ma la sua selezione dei tiri è ancora pasticciata con 7/18 dal campo, Crowder litiga con la balistica e chiude a 2/8 dall’arco ma anche a 14 punti con 11 rimbalzi e 3 recuperi.
Olynyk è il simbolo dei Celtics guerrieri, 15 punti e 3 rimbalzi, ma stavolta c’è anche un Jerebko da dieci punti con 4/4 dal campo e due triple. Boston la vince con la panchina e le triple, 18/40 da tre, gestendo meglio i possessi e perdendo solo 9 palloni. Cleveland la perde abbassando intensità mentale e aggressività difensiva nel secondo tempo. Una notte gigantesca di LBJ in gara 4 non è nemmeno quotata ma i Cavs per completare l’opera dovranno tornare almeno un’altra volta a Boston.
| Boston | Cleveland | 1-2 |
WESTERN CONFERENCE
| Golden State | San Antonio | 3-0 |