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Nba Finals, le chiavi tattiche e le quote di gara 3

L’orgoglio di LBJ – Lui reagisce, sempre. Lo ha fatto dopo gara 1 con una tripla doppia, l’ottava in carriera nelle Finals pareggiando il record di Magic Johnson, lo farà davanti ai propri tifosi. Non si arrende e non si arrenderà, ‘ho solo bisogno di riposo e di vino’ dice. E’ il re e diciamo la verità, se nessuno ancora apertamente ha messo l’anello alle dita dei Warriors è solo perché dall’altra parte c’è lui. Alla Oracle Arena ha attaccato il ferro partendo dalla punta con una violenza vendicativa, ha provato a mettere in ritmo i compagni, finché ha avuto energie è stato una furia anche nei raddoppi e nelle linee di passaggio. Sta giocando da alieno contro gli alieni e di più non gli si può chiedere. Ma statisticamente una partita da solo o quasi può vincerla. Per il suo pubblico e perché l’idea di essere vittima sacrificale della prima cavalcata playoff nella storia di una squadra senza sconfitte gli darà ulteriori energie. Se c’è una partita che deve essere sua è gara 3.

La difesa di Thompson sul pick’n’roll centrale e quella di Durant – Tutti a dire che Klay Thompson si è rimesso a fare canestro, noi per primi, perché è nelle corde di questa serie che uno con quella mano e quel talento faccia la differenza nella metà campo offensiva. Ma nelle difficoltà di Irving con la palla tra le mani lui è artefice e carnefice, con la capacità che ha di muoversi dentro il pick’n’roll centrale dei Cavs e spezzare anche di una frazione di secondo lo sviluppo dell’azione. Abbinatelo a Durant che è una specie di jolly in grado di cambiare linee di passaggio e parabole di tiro sbucando dal lato debole e avrete che al difesa dei Warriors non solo è diabolica, ma genera transizione ed è la prima causa di un attacco che non ha eguali al mondo. I 132 punti di gara 2 iniziano quando Golden State difende, esattamente come i limiti dei Cavs nei secondi tempi dei primi due episodi cominciano quando la loro metà campo difensiva si allarga. Il problema di Cleveland è che Durant può giocare tranquillamente da centro in un quintetto piccolo, assorbe eventuali problemi di Green con i falli come nel primo tempo di gara 2 e con la sua pericolosità offensiva toglie Thompson dalla serie e ai Cavs un uomo d’area a rimbalzo.

Le palle perse dei Warriors – Concettualmente, più che statisticamente. Puoi vincere gara 1 perdendo solo 4 palloni, record nelle Finals eguagliate, e spazzare via i Cavs in gara 2 segnando 132 punti e perdendone 20. L’anomalia di una squadra che ha due Mvp e quattro All Star in quintetto è anche in queste cifre. Curry può essere straripante anche perdendone 8, lui e Durant ne collezionano 11, più del 50%, e sono entrambi i nomi decisivi di queste Finals. La sentenza è chiara. La qualità in rapporto ai possessi giocati è talmente alta che su 89 tiri dal campo, dentro 34 assist su 46 canestri, puoi anche permetterti di buttarne una ventina dalla finestra e dominare lo stesso la partita.

La difesa dei Cavs e la transizione dei Warriors – E’ il solito discorso di gara 1. Separare i limiti della difesa di Cleveland e i meriti dell’attacco di Golden State è un esercizio di stile. Si può contestare a coach Lue che incassare 64 punti nel primo tempo di gara 2 e 68 nel secondo, con sei minuti di garbage time, è un chiaro limite nell’atteggiamento e negli aggiustamenti. Ma i Cavs ne hanno segnati 62 nei primi 24 minuti, hanno giocato a visto aperto, si espongono fisiologicamente alla transizione dei Warriors appena perdono lucidità e ritmo. Loro come tutte le altre squadre della Nba. Se le tue ali, Durant e Green, chiudono con 12 assist, se Iguodala ne scodella 5 dalla panchina, se Curry nella sua tripla doppia ne sforna 11,  se hai di fronte la più letale macchina da transizione della storia moderna puoi avere colpe ma non fartene un cruccio. A volte sei più forte di tutte le squadre dell’Est ma molto meno forte della squadra più forte dell’Ovest.

Il ritorno di Steve Kerr – Come è giusto che sia e come si merita l’uomo che ha costruito questa follia cestistica nel 2014. Brown ha vinto 11 partite su 11 in questi playoff, ma il record di 14 vittorie consecutive strappato proprio ai Cavs doveva essere firmato dall’architetto supremo. Che una squadra possa vincere sempre senza il suo allenatore è un altro merito da ascrivere al sistema, ma i Warriors con il biondo a bordo campo sono ancora più concentrati, incisivi, agonistici. Perfetti.

L’impatto di Irving e la Quicken Loans Arena – Sistemata parzialmente la carenza di produzione del supporting cast, i Cavs devono risolvere l’altro problema che ingrippa il motore. Se Irving non trova modo di trasformare la partita in un duello individuale in attacco, in difesa è deleterio e ostacola la squadra invece di aiutarla. La Oracle Arena lo ricordava come l’incubo che aveva strappato il titolo che non si poteva perdere la scorsa stagione e l’ha ritrovato nebbioso in gara 1 e dannoso in gara 2. Davanti ai propri tifosi il suo impatto sarà la chiave di gara 3 insieme alla Quicken Loans Arena. Anche la scorsa stagione si arrivò dalla baia sul 2-0 per i Warriors e poi la storia prese una piega alternativa. Al momento è realistico credere che Cleveland possa spezzare la striscia di vittorie consecutive dei Cavs più che batterli per l’anello, ma se anche il terzo episodio prendesse la piega dei primi due Golden State potrebbe di nuovo festeggiare il titolo sul parquet nemico. E questo a Cleveland vogliono assolutamente evitarlo.

Le statistiche di gara 2 

Gara 2 Warriors Cavs
Punti 132 113
Percentuale dal campo 51.7% 45%
Percentuale da tre 41.9% 27.6%
Percentuale ai liberi 91.7% 78.9%
Tiri liberi tentati 24 19
Rimbalzi 53 41
Rimbalzi offensivi 10 10
Assist 34 27
Recuperi 5 15
Palle perse 20 9

Di che parliamo se i Cavs recuperano 15 palloni con 9 perse e perdono di 19 punti? Di una percentuale dall’arco che deve crescere, dell’impatto di Smith e Korver che deve necessariamente diventare un fattore in gara 3 e di una presenza a rimbalzo che sarà la seconda chiave della partita. A parte i numeri complessivi i Warriors nelle prime due partite hanno catturato tutti i più importanti. La rimonta di Cleveland inizia vicino al canestro.

Cleveland-Golden State gara 3

Cleveland Golden State
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