Nba Finals, le chiavi tattiche e le quote di gara 2

Per i Cavs sarà nevralgico fermare Durant e Curry, limitare le palle perse e coinvolgere il supporting cast. I Warriors possono migliorare nelle percentuali di tiro

I Cavs e la difesa sul perimetro – Coach Lue e il suo staff erano terrorizzati dall’impatto dei tiratori dei Warriors sull’arco prima di gara 1. L’idea iniziale è stata quella di chiudere il perimetro e sfidare Pachulia a prendersi responsabilità offensiva. Il centro lo ha fatto e l’effetto collaterale è stato quello di lasciare praterie dentro l’area a Durant, che ha schiacciato sette volte ed è stato l’uomo che ha fatto statisticamente la differenza nel prologo. Paradossalmente Golden State ha avuto una delle peggiori serate al tiro dei suoi playoff ma ha dominato senza problemi dal secondo tempo in avanti. Limitare Durant è un problema che potrebbe non avere soluzione come vedremo e ha come effetto anche quello di rendere meno lucido LeBron James nella gestione dei palloni. Il bilanciamento difensivo dei Cavs in gara 2 sarà la chiave principale, anche se il confine tra errori della difesa e i meriti del migliore attacco della Nba è sottilissimo. Vuoi prendere meno dei 56 punti concessi in area in gara 1? Rischi di esporti a una pioggia di triple. Vuoi continuare a sfidare nomi di secondo piano a tirare e lasciare più spazio vicino al canestro? Rischi di replicare in carta carbone l’esito della prima sfida.

Il supporting cast di Cleveland – Il re lo ha detto: ‘I Warriors avevano vinto 73 partite senza Durant, aggiungi lui a una squadra già fortissima e cosa succede?’ Che la coperta è corta anche se sei un sovrano con superpoteri. LBJ ha risposto in gara 1 con 28 punti, 15 rimbalzi e 8 assist ma tutti sono andati a vedere la casella delle palle perse e ne hanno trovate 8, di cui 7 nel primo tempo. Il sintomo è chiaro. Se James deve fare gli straordinari ha bisogno dell’aiuto degli altri. Ne ha da Love e Irving, che pure hanno chiuso con 14/35 dal campo in gara 1, zero dagli altri. Smith e Thompson in quintetto hanno segnato un solo canestro dal campo in due. Korver e Williams dalla panchina hanno chiuso con 0/7 al tiro. Shumpert e Jefferson, gli unici a segnare, hanno tirato 5/12 in coppia. Il supporting cast dei Cavs va ritrovato in fretta, soprattutto alla Oracle Arena, perché è il suo impatto che trasforma gara 2 in una notte equilibrata, più ancora del contributo della nobiltà.

L’impatto di Curry e Durant – Contributo che ai Warriors non manca. Nessun uomo in doppia cifra ma dodici uomini con almeno un canestro segnato dei tredici ruotati da Brown. E ci sono Curry e Durant, i due uomini che per motivi diversi sono anche i più motivati in queste Finals. Il primo deve lavare l’onta di una finale persa sul 3-1 lo scorso anno nella quale non diede il meglio per i problemi fisici che lo tormentarono ai playoff. Sta rispondendo giocando la migliore post season della sua carriera, non solo per la pulizia, l’esecuzione e la scelta dei suoi tiri, ma anche per la maturità con la quale segue i ritmi della serata senza forzare dall’arco come gli capitava in passato. Sei triple a bersaglio in gara 1. Il secondo è arrivato per vincere il titolo ma giocare contro LBJ è anche affrontare l’etichetta di uomo ombra del re, quello che va in difficoltà contro l’uomo più forte del mondo. Durant è maturato in questa stagione. Ha asfaltato i vecchi compagni e tifosi dei Thunder senza mai andare fuori giri, ha iniziato con 38 punti, 8 rimbalzi e 8 assist gara 1 delle Finals. Uomo in missione.

La produzione offensiva di Thompson e Green – In questa abbondanza i Warriors possono ancora spingersi oltre. Tirando meglio del 42.5% dal campo e soprattutto chiedendo più mira a Thompson e Green. Che sono stati nevralgici in difesa, non solo in gara 1 ma dall’inizio della stagione, tirando insieme 6/28 dal campo entrambi in 36 minuti giocati. Arriverà la notte in cui faranno la differenza anche in attacco e potrebbe essere gara 2, quando gli aggiustamenti difensivi dei Cavs potrebbero essere sfruttati da loro.

Le statistiche di gara 1 

Gara 1 Warriors Cavs
Punti 113 91
Percentuale dal campo 42.5% 34.9%
Percentuale da tre 36.4% 35.5%
Percentuale ai liberi 68.8% 80%
Tiri liberi tentati 16 25
Rimbalzi 50 59
Rimbalzi offensivi 14 15
Assist 31 15
Recuperi 12 0
Palle perse 4 20

Alla Oracle Arena non puoi nemmeno pensare di giocartela se chiudi con 0 recuperi, cifra di cui si è parlato poco, contro 20 palle perse, se i tuoi avversari recuperano 12 palloni, ne perdono solo 4 e fanno fruttare il dato con 27 punti in contropiede contro appena 9. Il bilanciamento su due lati del campo dei Cavs è stato pessimo e si comincia dal suo aggiustamento per cambiare le sorti di gara 2. I Warriors hanno doppiato Cleveland negli assist, 31 a 15, e con questa differenza puoi anche dominare a rimbalzo difensivo (anche se il numero si è assestato a partita decisa) senza che l’inerzia cambi visto che i rimbalzi offensivi sono stati praticamente identici. Il dubbio era che Golden State potesse soffrire nel trovarsi per la prima volta di fronte una squadra piena di talento in attacco, è successo il contrario. Sono stati i Cavs ad andare in crisi difensiva contro una squadra che non sono abituati a contrastare e contro la quale le spaziature e gli accoppiamenti sono un problema. Che potrebbe diventare insolubile.

Golden State-Cleveland gara 2

Golden State Cleveland
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