Radja Nainggolan finisce all’Inter. Fa male…

La partenza del belga ha spaccato la città, oltre a raffreddare i legittimi entusiasmi innescati dagli acquisti di Coric, Cristante, Marcano, Kluivert e Pastore.

La partenza di Radja Nainggolan ha spaccato la città, oltre a raffreddare i legittimi entusiasmi innescati dagli acquisti di Coric, Cristante, Marcano, Kluivert e Pastore.

Dopo De Rossi, il Ninja rappresentava infatti l’unico giocatore in cui la quasi totalità del tifo giallorosso si riconosceva. Uno dei pochi col coro personalizzato, ideato dalla Sud. Per la cresta, il fare guascone e gli attacchi a Lazio e Juventus ma anche per il rendimento che due stagioni fa è stato sensazionale e l’anno scorso un po’ in tono minore ma sempre sopra la sufficienza. Poi il maledetto video di Capodanno, le scuse, la rottura tenuta sottotraccia con la dirigenza e ora l’addio. “Porterò per sempre nel cuore ogni momento vissuto con questi colori. Lascio la Roma dopo aver dato tutto in queste stagioni meravigliose”.

Radja se ne va dunque, a malincuore, come lui stesso ha confessato a mezza bocca sui propri Social. Non va in Cina e neanche in Premier League ma a rinforzare la squadra che è arrivata subito dietro la Roma, va alla corte di Luciano Spalletti. L’allenatore che in questi anni ha tirato fuori il meglio dal centrocampista belga ritagliandogli il ruolo da trequartista.

Cessione dolorosa e discussa, questa. Che va utilizzata da tre punti di vista.

La società. Nainggolan ha 30 anni, ha deragliato in più occasioni dal punto di vista comportamentale e consentiva ora una plusvalenza. Col contratto in scadenza nel 2022, andava rinnovato ora a cifre molto alte o venduto all’istante, perché l’anno prossimo sarebbe stato più complicato e meno remunerativo. La Roma ha deciso di ripartire da Cristante e di separarsi da Radja, finanziariamente non si tratta di un’operazione scellerata.

Il tifoso. La ferita sanguina. L’eroe di diversi derby, Radja che sfida la Juventus, le segna un gol e va a sorridere sotto alla curva bianconera. Radja che recupera palloni impossibili e che questa maglia sembrava averla cucita addosso. E ora Radja che passa al nemico, sotto forma di Spalletti. Radja che non è mai stato una bandiera ma neanche un giocatore come un altro. Farà male, tra qualche mese, vederlo vestito di nerazzurro.

L’allenatore. Evidentemente Di Francesco non lo considerava centrale nel proprio progetto tecnico, tra i due l’amore non è mai sbocciato anche se non si è mai sfociati nella polemica. Lascia perplessi però la contropartita tecnica per la quale la Roma ha deciso di privarsi di Nainggolan: 24 milioni, più un giocatore in piena crisi come Santon e un talento acerbo come Zaniolo. Ottimo giocatore in prospettiva ma impresentabile ora per una squadra delle ambizioni della Roma. Che tra l’altro di giovani molto interessanti ne sforna diversi, ogni anno. E’ il primo passo falso di un mercato che finora era stato molto convincente. La speranza è che sia l’ultimo.

Foto Ufficio Stampa AS Roma