E’ un termine purtroppo entrato nelle nostre vite in maniera sempre più costante da un mese a questa parte, ma avevamo iniziato a esplorarlo già da prima, sentendo di come la Cina si stava muovendo per provare a contenere l’epidemia di Coronavirus. ‘Misure draconiane’ sono state progressivamente applicate in Italia e poi, come nel sistema dei cerchi concentrici, in tutti gli altri paesi europei e negli Stati Uniti. Ma cosa significa esattamente.
Draconiano
La Treccani lo riporta così: ‘draconiano agg. – Di Dracone, antico legislatore di Atene, autore del primo codice scritto della città (forse dell’anno 621 a. C.), rimasto celebre per la sua estrema severità: la legislazione d.; in senso fig., degno di Dracone, cioè eccessivamente rigido: severità d.; leggi, provvedimenti d.; un regime di governo draconiano. ◆ Avv. draconianaménte, con severità, con rigore draconiani: reprimere draconianamente ogni tentativo di eversione.
Misure draconiane
Misure draconiane significa quindi la scelta, ma in queste settimane è più corretto parlare di necessità, di fare ricorso a provvedimenti di particolare severità e protocolli particolarmente rigidi per fare fronte all’emergenza imprevista provocata dalla pandemia di Coronavirus.
Cenni storici
Di Dracone, o Draconte secondo alcune fonti, sappiamo che fu un giurista e politico ateniese nel VII secolo a.C. E’ del 621 a.C. una legge da lui emanata riguardo all’omicidio alla quale si fa risalire la nascita del diritto penale e nella quale veniva per la prima volta avanzato il concetto di responsabilità personale. L’insieme di leggi codificate da Dracone, che non sempre ne è stato l’autore, è rimasto celebre nella storia proprio per la sua severità, era prevista la pena di morte anche per piccole infrazioni e permetteva ai creditori di trasformare in schiavi i propri debitori se appartenenti a una classe sociale inferiore. La codificazione delle leggi ateniesi, che fino a quel momento erano state tramandate oralmente provocando una rivolta tra gli abitanti di Atene, permise anche di rendere parzialmente univoco il metro di giudizio in caso di discordie e limitare gli abusi di potere commessi dai giudici.