
Dieci anni e dieci finali. E’ intorno al numero dieci che ruota la sfida nell’ultimo atto di Europa League tra Inter e Siviglia che si giocherà venerdì sera. I nerazzurri tornano a giocare una finale di una competizione Uefa esattamente a dieci anni di distanza dall’ultima volta, l’indimenticabile notte di Madrid nella quale arrivò la vittoria in Champions League contro il Bayern Monaco nella stagione del triplete. E sarà anche la decima finale continentale per la squadra di Conte, che fino a questo momento tra coppa dei Campioni e coppa Uefa, poi diventate Champions League ed Europa League, ha collezionato sei vittorie e tre sconfitte. I successi sono equamente distribuiti, tre in coppa dei Campioni/Champions League e tre in coppa Uefa. Le sconfitte sono state due in coppa dei Campioni e una in coppa Uefa. Ecco la storia cronologica delle finali. Se l’Inter vincesse, sarebbe la prima squadra italiana ad alzare una coppa europea proprio dal 2010 visto che nel decennio successivo solo la Juve ha giocato due finali di Champions League, nel 2015 e nel 2017, perdendole contro Barcellona e Real Madrid. Sarebbe anche la prima squadra italiana a vincere il trofeo dal 1999, anno in cui si impose il Parma di Malesani nella finale contro il Marsiglia.
1963-64 – Coppa dei Campioni – Inter-Real Madrid 3-1
L’Inter degli anni Sessanta giocherà tre volte la finale di coppa dei Campioni e la prima, a Vienna, è una sfida emozionante contro il Real Madrid che ha già vinto le prime cinque edizioni della massima competizione continentale. In panchina c’è Helenio Herrera e al Prater è Mazzola il protagonista assoluto con una doppietta inframezzata dal gol di Milani. La rete di Felo non basta agli spagnoli, si chiude l’epopea del grande Real e comincia quella della Grande Inter.
1964-65 – Coppa dei Campioni – Inter-Benfica 1-0
La finale del 1965 si gioca a San Siro e l’Inter non perde l’occasione di arrivare all’ultimo atto davanti ai propri tifosi dopo avere eliminato Dinamo Bucarest, Rangers e Liverpool nell’epica rimonta contro i Reds, che dopo la sconfitta 3-1 all’andata vengono battuti 3-0 al ritorno al Meazza con il gol decisivo di Facchetti. La finale è contro il Benfica di Eusebio, il terreno di gioco è quasi impraticabile vista la pioggia caduta su Milano e viene fuori una partita senza grandi occasioni, sbloccata da Jair al 43′ del primo tempo e l’Inter, nella celebre maglia bianca con le strisce nerazzurre orizzontali, resiste nella ripresa per vincere la seconda coppa dei Campioni consecutiva.
1966-67 – Coppa dei Campioni – Inter-Celtic 1-2
Terza finale in quattro stagioni per l’Inter, si gioca a Lisbona contro il Celtic dopo che i nerazzurri ai quarti hanno eliminato il Real Madrid vincendo anche 2-0 al ritorno al Bernabeu e in semifinale il Cska Sofia. La squadra di Herrera è ampiamente favorita visto che gli scozzesi sono alla prima apparizione in una competizione internazionale e la partita sembra andare in discesa dopo appena sette minuti con Cappellini che si guadagna un rigore che Mazzola trasforma. Ma l’Inter cala atleticamente nel secondo tempo anche a causa del caldo. Al 63′ pareggia Gemmell e a sei minuti dal novantesimo il gol della vittoria del Celtic è firmato da Chalmers, che chiude l’epopea della Grande Inter.
1971-72 – Coppa dei Campioni – Inter-Ajax 0-2
Si gioca a Rotterdam e praticamente per l’Ajax, alla seconda finale consecutiva, è una finale in casa. Sulla panchina dei nerazzurri c’è Giovanni Invernizzi e l’Inter in semifinale si vendica del Celtic, battendolo ai rigori dopo che le due gare erano finite entrambe 0-0 per guadagnare l’accesso all’ultimo atto. E’ Johan Cruijff il grande mattatore della serata, che prima segna un gol di mano annullato e nella ripresa sigla la doppietta al 47′ e al 76′ per dare agli olandesi il secondo successo consecutivo in coppa dei Campioni.
1990-91 – Coppa Uefa – Inter-Roma 2-1 (vittoria 2-0 andata, sconfitta 1-0 ritorno)
Dopo quasi venti anni l’Inter torna a giocare una finale europea e l’ultimo atto è un derby italiano contro la Roma. I nerazzurri hanno in panchina Trapattoni e ai quarti hanno già vinto un altro derby contro l’Atalanta, pareggio 0-0 a San Siro e vittoria 2-0 a Bergamo al ritorno. L’andata si gioca a San Siro e il primo tempo finisce 0-0, nella ripresa un rigore per fallo di Comi su Berti, contestato dai giallorossi, sblocca il risultato con la firma di Matthaus e dopo dieci minuti è proprio Berti che segna il 2-0. All’Olimpico due settimane dopo sembra di rivivere le notti di Italia 90 ma c’è molta più tensione, c’è anche qualche scontro tra le tifoserie e la Roma prova a fare la partita mentre l’Inter si difende con ordine. All’81’ i giallorossi segnano con un diagonale di Rizzitelli ma non riescono a trovare il gol che vale i supplementari e l’Inter mette in bacheca la sua prima coppa Uefa.
1993-94 – Coppa Uefa – Inter-Salisburgo 2-0 (vittoria 1-0 andata, vittoria 1-0 ritorno)
L’Inter in questa stagione vive l’esonero di Osvaldo Bagnoli a febbraio, in panchina subentra Gianpiero Marini e rischiano di essere eliminati ai quarti dal Borussia Dortmund, capace di vincere 2-1 al ritorno a San Siro dopo essere stato sconfitto 3-1 in casa. Altro derby italiano in semifinale contro il Cagliari, che aveva eliminato la Juve di Trapattoni, e in finale la sfida è con il sorprendente Salisburgo di Otto Baric, che gioca la gara di andata in casa al Prater di Vienna visto che il suo stadio non può ospitare una finale Uefa e la risolve Berti al 35′ con un destro da fuori area. A San Siro l’Inter prova un brivido su un doppio palo di Marquinho ma è Jonk al 62′ che segna la rete che vale la secondo coppa Uefa in tre anni.
1996-97 – Coppa Uefa – Inter-Schalke 04 1-4 cdr (sconfitta 1-0 andata, vittoria 1-0 ritorno)
L’Inter gioca la terza finale di coppa Uefa del decennio con Roy Hogdson in panchina e contro lo Schalke alla vigilia è favorita visto che per i tedeschi è la prima finale continentale. I nerazzurri perdono 1-0 l’andata giocata a Gelsenkirchen con un gol di Wilmots ma a San Siro riescono a segnare a sei minuti dalla fine con Zamorano e la gara va ai supplementari e poi ai rigori. Il dischetto tradisce i nerazzurri con lo stesso Zamorano che sbaglia il primo rigore, Winter sbaglia il terzo, i tedeschi sono implacabili e la coppa finisce allo Schalke.
1997-98 – Coppa Uefa – Inter-Lazio 3-0
Seconda finale consecutiva nella prima edizione che si gioca in partita secca e al Parco dei Principi a Parigi l’Inter affronta l’altra squadra capitolina a sette anni di distanza dalla sfida con la Roma. I nerazzurri allenati da Gigi Simoni, che hanno perso il testa a testa contro la Juve in campionato dopo il celebre rigore non concesso nel contatto tra Iuliano e Ronaldo, eliminano lo Schalke ai quarti e lo Spartak Mosca in semifinale. La Lazio di Eriksson in quella stagione vince la coppa Italia e in finale l’equilibrio è subito rotto dal gol di Zamorano dopo 5′ che scatta sul filo del fuorigioco beffando la difesa dei biancocelesti. L’Inter mette in cassaforte il risultato con il destro di Zanetti al 60′, uno dei gol più belli nella storia delle finali Uefa, e c’è ancora il tempo per la rete di Ronaldo che con il suo celebre doppio passo dribbla Marchegiani e segna il 3-0 per la terza coppa Uefa in bacheca.
2009-10 – Champions League – Inter-Bayern Monaco 2-0
E’ l’anno del triplete, con Mourinho alla seconda stagione sulla panchina dell’Inter che si aggiudica il campionato dopo un emozionante finale contro la Roma di Ranieri, che perde la gare decisiva all’Olimpico 2-1 contro la Sampdoria, e contro i giallorossi arriva anche la vittoria nella finale di coppa Italia. In Champions League i nerazzurri trovano il Barcellona di Guardiola nel proprio girone e lo ritrovano in semifinale, battendolo 3-1 a San Siro all’andata in una gara famosa perché gli spagnoli hanno raggiunto Milano in pullman a causa dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjoll che rende impossibile gli spostamenti aerei e al ritorno i blaugrana si impongono 1-0 ma è l’Inter ad andare in finale che per la prima volta si gioca di sabato. La attende il Bayern Monaco di Van Gaal e Robben, si gioca al Bernabeu e i nerazzurri si impongono con la doppietta di Milito, gol in transizione al 35′ del primo tempo e in contropiede al 70′, con Zanetti che a distanza di 43 anni può nuovamente alzare il trofeo più prestigioso e che al momento rimane l’ultimo successo di una squadra italiana in Champions League.







