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Violenze su afro-americani, la protesta di Kaepernick fa proseliti

Kaepernick protesta inno da seduto. Quasi 50 anni dopo la clamorosa protesta di Tommie Smith e John Carlos sul podio di Città del Messico 1968, le recenti violenze ai danni di afro-americani hanno spinto diversi atleti di colore a forme di protesta.

Nelle ultime settimane, seguendo l’esempio del quarterback dei San Francisco 49ers di inginocchiarsi durante l’inno statunitense, le forme di dissenso si sono moltiplicate alimentando negli USA il dibattito relativo al valore del patriottismo e al relativo diritto al dissenso.

Nei giorni scorsi infatti hanno deciso di inginocchiarsi Jeremy Lane dei Seahawks, Brandon Marshall dei Broncos ed Eric Reid dei 49ers. Marshall ha già perso un contratto pubblicitario per essersi inginocchiato prima della partita di apertura della stagione. Dal canto loro i giocatori dei Packers, dei Jaguars e dei Texas hanno tenuto le cime delle bandiere stese sul campo durante l’inno.

Kaepernick protesta inno da seduto. Il pugno al cielo.

Martellus Bennett e Devin McCourty hanno alzato il pugno al cielo alla fine dell’inno. Così McCourty. “Ho aspettato la fine dell’inno per rispetto nei confronti di chi rischia la vita per questo paese nelle forze militari”.

Lo stesso Kaepernick, il pioniere della protesta, aveva spiegato i motivi del suo gesto: “La mia non è una protesta verso i militari, ho grande rispetto per loro: il vero messaggio è l’indignazione per gli omicidi che stanno insanguinando le strade. E’ terribile quando i giocatori non si sentono liberi di dire quello che pensano sia giusto per paura  delle conseguenze”.

Delicata la posizione di Foster. “Sostengo Colin per accrescere l’attenzione sul sistema giudiziario”, ha detto e i suoi Miami Dolphins hanno preso una posizione ufficiale in merito. “Incoraggiamo i membri dei Dolphins a stare sull’attenti durante l’inno come forma di rispetto e apprezzamento per le libertà che ci vengono offerte come americani. Riconosciamo anche che è un diritto individuale fare diverse valutazioni durante l’inno”.

Anche i Kansas Chiefs hanno emesso un comunicato. “Abbiamo deciso collettivamente di incrociare le braccia come segno di solidarietà. Il nostro obiettivo era essere uniti come squadra e rispettosi delle opinioni di tutti, nel ricordo dell’11 settembre”.

Kaepernick protesta inno da seduto. L’NBA aderisce?

Nelle ultime ore anche alcuni atleti NBA hanno espresso supporto alla protesta, il via alla stagione avverrà però a fine ottobre.

Il più deciso sembra essere Nick Young. “Credo che la protesta di Kaepernick sia giusta. Non so se mi inginocchierò anch’io. Ho problemi alle ginocchia e non lo farò ma potrei rimanere seduto durante l’inno nazionale”.

Resta da vedere se Young avrà la possibilità di inscenare la sua protesta. I Lakers infatti potrebbero tagliarlo in queste settimane, prima dell’avvio della regular season.

Kaepernick protesta inno da seduto. Il suo gesto ha fatto proseliti anche nella NBA

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