
Il blog è parte del sito da poco più di un anno. I più attenti avranno notato che da allora sono cambiate diverse cose: meno resoconti e più presentazioni, analisi, opinioni, interviste, storie. I dati dimostrano che avete apprezzato.
Nella nuova stagione che ci apprestiamo a vivere manterremo la stessa impostazione, sperando di poter fare ancora meglio.
Non sono quindi qui per farvi il resoconto di Inter – Wattens come lo scorso anno. In panca c’era ancora il Mancio e lo spettacolo fu avvilente. Quello squallido e apatico 0-0 fu, al postutto, il primo nefasto tassello di una stagione fallimentare.
Sono qui per esternare sensazioni, per raccontare di aver respirato aria fresca e nuova, seppur filtrata da cristalli liquidi.
Per inciso, vi dico subito che abbiamo vinto 2-1 (HT 1-0) con gol decisivo, cercato e voluto, di Matteo Rover a cinque minuti dalla fine.
Queste le formazioni scese in campo nei due tempi. I cambi ve li risparmio.
Primo tempo: Handanovic, Murillo, Miranda, Ranocchia, Sala, Biabiany, Emmers, Kondogbia, Rivas, Baldini, Pinamonti.
Secondo tempo: Padelli, Valietti, Ranocchia, Vanheusden, Rivas, Emmers, Danso, Zanolo, Rover, Longo, Odgaard.
Si noti che il Wattens non è esattamente la squadretta che in genere si incontra nella prima uscita stagionale. Gioca in Erste Liga, la seconda categoria austriaca, non è una rappresentativa dopolavoristica di aitanti taglialegna.
A parte Handanovic, Miranda e forse Kondogbia (ma non credo) nessuno sarà titolare, e probabilmente nemmeno riserva, nella prossima stagione.
Sensazioni dicevo. Incoraggianti. Spalletti ha parlato molto con i ragazzi, li ha incitati, e loro hanno risposto impegnandosi seriamente nonostante i carichi di lavoro sostenuti negli ultimi giorni.
L’imbarazzante apatia, la sensazione di precarietà e di scazzo, viste, in momenti diversi, durante la stagione scorsa sembrano svanite.
C’è tutto un altro spirito, è evidente. Alla fine la squadra era veramente contenta per aver riacciuffato la vittoria.
Non c’è molto altro da dire, leggerete altrove di un Sala niente male nel primo tempo e di un Kondogbia già abbastanza in palla e apprezzato dai tifosi. Ma non sono queste le cose che ci devono interessare.
Speriamo di rivederli così. Con il mercato partito in ritardo per le note questioni di bilancio e le tante amichevoli impegnative programmate così presto, probabilmente capiterà di vedere i ragazzi in difficoltà. Non è questo il punto.
C’è da ricostruire un’anima, e mi pare che Spalletti lo abbia capito. Poi, certo, dovranno arrivare i rinforzi promessi. Soprattutto gli elementi di maggior spicco che si uniranno al gruppo la prossima settimana dovranno dimostrare lo stesso spirito ma ne parleremo chissà quante altre volte.
Buona la prima, per quello che vale. Forse non così poco.









