
E’ ancora una volta la pioggia la grande protagonista nel centro Europa questo fine settimana. Se il Tour de France è stato flagellato dall’acqua piovuta in testa ai corridori tra ieri e oggi, anche la F1 si è presa la propria razione di bagnato rendendo una maratona le qualifiche del gran premio di Ungheria. Un enorme acquazzone si è abbattuto sull’Hungaroring, costringendo gli organizzatori a ritardare l’inizio della Q1, poi sospesa con quattro bandiere rosse per i continui incidenti. Alla fine l’intera sessione si è protratta per quasi due ore.
Gp Ungheria pole Rosberg – La pista, inizialmente allagata, si è andata asciugando durante il pomeriggio. In queste condizioni incerte, come al solito, sono emerse le Mercedes. E, come da noi pronosticato in fase di analisi, a portarsi a casa la pole è stato Nico Rosberg. Che proprio sulla bandiera a scacchi ha bruciato Lewis Hamilton, chiudendono in 1:19.965 e battendo il compagno di squadra di appena 83 millesimi.
Ma l’ultimo tentativo veloce di tutti i piloti è stato bloccato da un testacoda di Alonso, che ha generato una bandiera gialla e costretto ad alzare il piede dall’acceleratore. Tutti tranne Rosberg, per il quale la pole non è ancora sicura. Il tedesco si è detto fiducioso di potere dimostrare di avere rallentato nel tratto di bandiera gialla, ma lo si è visto chiaramente continuare a spingere nell’ultimo tratto mentre gli altri rallentavano.
Se davanti le Mercedes sono imprendibili, subito dietro la Red Bull conferma di essere diventata la seconda forza del mondiale. Lo ha fatto con un grande tempo di Daniel Ricciardo, a circa un decimo da Hamilton, finalmente capace di mettersi alle spalle il compagno di squadra Max Verstappen. Che ha comunque colto una seconda fila preziosa, venendo fuori da una giornata di pioggia che per lui poteva diventare molto delicata.
La Ferrari, come al solito, piange su tutti i fronti. Il quinto posto di Vettel è l’emblema di una scuderia che ha perso il vantaggio che aveva sugli austriaci ed è anche sfortunata. Quando Alonso si è girato, il tedesco stava facendo intermedi migliori di quelli di Ricciardo. Ma ancora una volta non riesce a trovare la seconda fila. E Raikkonen naufraga in quattordicesima posizione, vittima di una Q2 nella quale, per un palese errore di strategia del box, non è riuscito a trovare il timing giusto per migliorare il proprio tempo mentre la pista si asciugava. Anche Hamilton ha rischiato il taglio. Ma in una giornata nella quale le due McLaren hanno chiuso settima e ottava, con Alonso e Button, era lecito attendersi un finlandese almeno in terza fila.
Ancora una volta gara in salita per le rosse, su un circuito nel quale si sorpassa a fatica. E potrebbe essere una domenica piovosa a mischiare ulteriormente le carte in tavola.









