Gp Ungheria 2018, la pioggia stravolge il sabato, prima fila Mercedes

Gp Ungheria 2018 quote, dopo il ritiro in Germania non ci sono più margini di errore per Vettel che deve rincorrere Hamilton nella classifica mondiale

Gp Ungheria 2018 – La F1 in Ungheria per l’ultimo appuntamento estivo prima della pausa in un luglio bollente che sta vivendo momenti contrapposti nella battaglia tra Vettel e Hamilton. Vediamo quote protagonisti.

Il tracciato

Uno dei più tortuosi e lenti del mondiale. Secondo solo a Montecarlo, all’Hungaroring si può sorpassare solo sul rettilineo principale. E’ gara di strategia e affidabilità, viste le temperature estreme che si registrano sull’asfalto e che potrebbero incidere anche nella gestione delle gomme visto che molti piloti in Austria, con temperature simili, hanno avuto problemi di blistering. Sul circuito nei pressi di Budapest si corre raramente oltre la F1 ed è uno dei motivi per i quali, insieme al vento e al terreno sabbioso, il fine settimana vede spesso un asfalto molto sporco che rende indispensabile una guida chirurgica all’interno della traiettoria gommata. Dopo il primo tornante gli unici altri due punti di sorpasso sono dopo la curva 3 in salita, punto in cui nel 2009 Massa ebbe l’incidente con la molla persa dalla vettura di Barrichello. L’altro è prima della curva 12 che introduce le due curve che riportano sul rettilineo iniziale.

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Albo d’oro

Territorio di Lewis Hamilton. Il britannico in Ungheria ha vinto cinque volte, nel 2007 al suo esordio in F1, nel 2009 e nel 2012 su McLaren, ancora su Mercedes nel 2013 e nel 2016. Vettel ci ha vinto due volte, mai negli anni iridati alla Red Bull ma nel 2015 nella sua seconda affermazione con la Ferrari bissata poi nel 2017. Da quando è vestito di rosso ha vinto su questo circuito due volte su tre. Vettel e Hamilton sono anche gli unici due piloti in attività insieme a Ricciardo ad avere all’attivo una vittoria all’Hungaroring e il britannico è il pilota con più successi su questo tracciato davanti a Schumacher che ne ha quattro. Considerata la vittoria di Ricciardo nel 2014, tre vincitori diversi nelle ultime cinque edizioni. Solo una delle ultime quattro gare all’Hungaroring è stata vinta dalla Mercedes.

Protagonisti

Vettel e Hamilton nell’arco di due settimane hanno vinto uno in casa dell’altro. Ma quella del campione del mondo a Hockenheim vale doppio perché contemporaneamente è arrivato il ritiro del tedesco che lo ha spinto da -8 a +17 in classifica. Un vantaggio che a metà stagione pesa ma non è decisivo, visto che questo campionato si diverte a cancellare le certezze acquisite nei fine settimana precedenti alla gara successiva. I due sfidanti per il mondiale, tanta è la pressione, sbagliano entrambi. Hamilton lo ha fatto in partenza a Silverstone e nelle qualifiche di sabato scorso. Vettel lo ha fatto in gara, in un momento inaccettabile nella corsa al mondiale, in testa e in grado di gestire un momento delicato come la pioggia arrivata a cambiare le carte in tavola. Sbagliano entrambi, ma gli errori del tedesco sono più pesanti e si accumulano. A Baku gettò via la vittoria per un sorpasso azzardato, in Francia tamponando Bottas ha dovuto ricostruire la propria gara, in Germania il ritiro ha rimesso il mondiale dalla parte del rivale.

E’ chiaramente lui l’uomo dentro la lente d’ingrandimento in Ungheria, dove lo scorso anno vinse nonostante uno sterzo andato fuori asse. La reazione emotiva deve essere immediata ma non è così scontata e questa settimana trascorre dentro critiche feroci di chi lo giudica incapace di vincere un mondiale dentro un duello ad armi pari contro due avversari formidabili, Hamilton che è stato strepitoso in Germania e tende a sfruttare meglio le occasioni che gli capitano davanti e la Mercedes. Il resto della stagione dirà se c’è del vero in questa teoria, ma è sicuramente un dato di fatto che per gli errori del suo pilota la Ferrari rincorre nelle due classifiche senza riuscire a fare maturare un vantaggio tecnico che in questa prima parte di stagione è stato evidente. E’ forse addirittura avanti nell’erogazione della potenza della power unit, ha un’aerodinamica più efficace della Mercedes e si adatta più velocemente ai vari circuiti al netto delle finestre di temperatura che ogni tanto favoriscono gli avversari. Ma è costretta a rincorrere e non sempre le circostanze per farlo saranno favorevoli.

La stagione sta dicendo che partire indietro sulla griglia di partenza, o trovarsi in fondo allo schieramento dopo il primo giro, non rappresenta un problema per Ferrari e Mercedes, talmente più veloci della concorrenza da essere capaci di tornare in lotta per il podio in circa un terzo di gara. A volte essere dietro può essere un vantaggio per le strategie come ha dimostrato Hockenheim, soprattutto in condizioni di meteo incerto, perché chi è davanti deve gestire e chi è indietro può valutarne le mosse. Da questo punto di vista il 2018 è un’annata che offre opportunità di ricostruire gare che in altre circostanze sarebbero state compromesse.

La gara pazza di Hockenheim non ha permesso di capire le reali distanze tra le big, ma ha confermato che la Red Bull continua ad avere problemi di affidabilità diffusi, vedi il cambio di vari elementi nella power unit di Ricciardo che non hanno impedito il ritiro la domenica. Ma l’Ungheria è simile a Monaco e per la pole e la gara la scuderia austriaca potrebbe avere più opportunità rispetto a circuiti tradizionali. Potrebbe essere una battaglia a tre e la Ferrari adesso è nelle condizioni di non potere più sbagliare nella settimana in cui ha perso il suo presidente. Sarà il weekend più delicato, emotivamente e tecnicamente, degli ultimi anni.

Aggiornamento dopo le qualifiche – Gli astri, ma soprattutto il meteo, sono in questo momento della stagione dalla parte della Mercedes. Liquefatte sull’asciutto, le monoposto di Hamilton e Bottas in una imprevista qualifica bagnata neutralizzano i problemi di gestione delle gomme con alte temperature e si piazzano in prima fila sul circuito più difficile per sorpassare insieme a Monaco. Le Ferrari che avevano dominato con il caldo devono accontentarsi della seconda fila con Raikkonen davanti a Vettel. Il tedesco sembra ancora emotivamente scosso dall’errore in Germania e sul bagnato è stato il meno incisivo tra i top driver, costringendosi a una gara di rincorsa proprio dove rimontare è più complicato. Hamilton è adesso favorito per la vittoria anche se in questo campionato ogni certezza può essere cancellata dagli imprevisti.

Quote massime dei piloti principali

Le quote sono relative alle 17:45 del 28.7.2018 e potrebbero essere soggetto a variazione, consultare sempre il book di riferimento.

Gara

Pilota Bet365 Matchpoint
Vettel 2.75 2.50
Hamilton 2.00 2.00
Verstappen 13.00 16.00
Ricciardo 29.00 25.00
Bottas 11.00 7.50
Raikkonen 8.00 9.00

 

Mondiale piloti

Pilota Bet365 Eurobet
Vettel 2.37 2.25
Hamilton 1.57 1.60
Bottas 101.00 66.00
Raikkonen 251.00 66.00

 

Mondiale costruttori

Scuderia Bet365 Eurobet
Mercedes 1.50 1.50
Ferrari 2.50 2.50