Gp Spagna 2018, Mercedes in prima fila, la Ferrari insegue

Gp Spagna 2018 quote, Vettel insegue Hamilton a quattro punti nel mondiale ma è la Ferrari finora la monoposto più efficace, attesa alla prova dei fatti su un tracciato che spesso è la cartina tornasole della stagione

Gp Spagna 2018 – La F1 arriva nel vecchio continente e in Spagna va in scena uno degli appuntamenti più importanti della stagione. A Barcellona le squadre portano aggiornamenti nevralgici e spesso la configurazione tecnica delle monoposto è quella definitiva che verrà sviluppata nel resto dell’annata e in un campionato dove ogni dettaglio può cambiare le carte in tavola, con la classifica compressa, è una gara dal peso specifico elevatissimo. Protagonisti e quote di una delle gare che possono decidere le gerarchie della stagione.

Il tracciato

Il circuito di Catalogna, a Montmelò circa 20 km a nord est di Barcellona, è forse il più importante dal punto di vista tecnico. E’ opinione diffusa in F1 che se una monoposto va forte qui, è capace di farlo su ogni altro tracciato. Non è casuale che a Barcellona si svolgano i test invernali che precedono l’inizio della stagione. E’ un circuitocompleto, con un lungo rettilineo iniziale, con curve veloci che tendono a spingerti all’esterno nella parte iniziale e finale e una parentesi centrale guidata ma comunque veloce. E’ richiesta velocità di punta, trazione e anche i freni sono sollecitati. L’equilibrio tra carico aerodinamico e accelerazione fa la differenza su un tracciato lungo 4655 metri con 16 curve. I piloti lo amano, la Pirelli lo considera particolarmente attendibile per l’usura dei pneumatici. Spesso non è una gara spettacolare ma è una sorta di cartina tornasole per i valori che si vedranno nel resto della stagione. Record sul giro che appartiene a Kimi Raikkonen, 1:21.670 stabilito su Ferrari nel 2008, ma verrà abbattuto nel fine settimana come sta succedendo da inizio stagione con le nuove monoposto.

Albo d’oro

Il Gp di Spagna è presente nel calendario dagli albori del mondiale ed è una presenza fissa a partire dal 1967. Con una parentesi tra il 1982 e il 1985, quando non si è disputato, si è svolto nel passato a Jarama, sul circuito del Montjuich sempre a Barcellona e a Jerez della Frontera prima di approdare definitivamente a Montmelò dal 1991. La prima edizione fu vinta da Nigel Mansell su Williams e il maggiore numero di successi appartiene a Michael Schumacher, vincitore di 6 edizioni nonché ultimo ad avere vinto più edizioni consecutive. Il tedesco ha fatto poker tra il 2001 e il 2004 nell’epoca del dominio Ferrari, prima di lui Mika Hakkinen su McLaren aveva vinto tre edizioni consecutive tra il 1998 e il 2000. A quota 3 vittorie nella storia ci sono anche Alain Prost e Jackie Stewart oltre al finlandese e a Mansell. Tra i piloti in attività soltanto Raikkonen e Alonso hanno vinto due volte, il pilota della Ferrari nel 2005 e nel 2008, lo spagnolo nel 2006 e nel 2013. Interessante notare che dal 2005 al 2017 in Spagna ci sia sempre stato un vincitore diverso. Vinse Massa nel 2007, Button nel 2009, Webber nel 2010, addirittura Maldonado nel 2012 all’apice della sua carriera di sfasciacarrozze con la Williams. E’stato Lewis Hamilton a interrompere la striscia vincendo nel 2017 per la seconda volta in carriera bissando il successo del 2014. Vettel su questo tracciato ha vinto una sola volta, su Red Bull nel 2011. La Ferrari qui vanta il maggiore numero di vittorie, 12 davanti alle 8 della McLaren e alle 7 della Williams.

I protagonisti

La Ferrari dopo quattro gare si morde le mani. Ha sbagliato strategia in Cina e si è ripetuta a Baku, non marcando Bottas ma optando per una soluzione conservativa poi vanificata dalla Safety Car e dall’errore di Vettel, che continua a mostrare ombre inquietanti nella gestione di gara quando l’elemento emotivo diventa dominante. L’eccessiva foga nel tentativo di sorpassare Bottas alla ripartenza nel finale, sia pure provocata dalla necessità di evitare l’attacco di Hamilton, potrebbe essere pagata cara quando si faranno i conti per un mondiale se la classifica rimarrà così corta. Il risultato è che la rossa ha avuto ampiamente la monoposto più competitiva nella prima parte del mondiale e invece di scappare in classifica con il pilota tedesco si trova a inseguire a quattro punti di distanza Lewis Hamilton, primo in classifica nonostante forse il momento più difficile della propria carriera.

Ferrari che deve capitalizzare un vantaggio che potrebbe assottigliarsi dal Canada in avanti e Mercedes che finora non è riuscita a risolvere i problemi di gestione di gomme e temperature e che a Barcellona è sotto la lente di ingrandimento perché la classifica non nasconde difficoltà inattese all’inizio della stagione. La Red Bull continua a essere un’incognita, velocissima il venerdì e in certi tratti di gara, lenta il momento successivo a conferma del fatto che la scuderia austriaca è soltanto il terzo incomodo di un mondiale che sarà deciso da episodi e dettagli ma rimarrà una battaglia esclusiva tra Ferrari e Mercedes. Con Verstappen che continua a essere direttamente o indirettamente la fonte dei guai della rossa, un talento enorme che si sta bruciando con una testa non all’altezza del piede, la scorrettezza di Baku potrebbe avere chiuso definitivamente ogni possibilità di rinnovo di Ricciardo con la Red Bull e anche il mercato piloti si accende.

Barcellona è pista tradizionale per antonomasia, tutto l’opposto dell’Azerbaijan, e i rapporti di forza dovrebbero tornare più credibili anche se Leclerc, altro nome per il futuro Ferrari, due settimane fa con un sesto posto inaspettato ha portato i primi punti all’Alfa Romeo Sauber (che però ha perso per strada il direttore tecnico Zander) e il proprio nome sulla cartina dei grandi talenti del futuro. Interessante anche verificare la crescita della Renault.

Due considerazioni interessanti. La prima è che in questo mondiale incerto finora chi è partito davanti ha vinto soltanto una volta, con Vettel in Bahrain, dove servì una rischiosa strategia con le gomme che ci porta al punto successivo. Si pensava che sarebbe stato un campionato nel quale, come negli anni passati, la pole position sarebbe stata decisiva per la vittoria e invece finora è stato esattamente il contrario. La seconda è che le indicazioni Pirelli sulla durata teorica delle gomme si stanno rivelando totalmente errata. Il tedesco della Ferrari con le Soft non sarebbe dovuto arrivare fino in fondo nel deserto, Bottas non avrebbe dovuto portare le Supersoft fino al quarantesimo giro a Baku. Le coperture 2018 si stanno dimostrando molto più resistenti del previsto e questo è un elemento che aggiunge ulteriore incertezza nelle strategie di gara. A Barcellona le Mercedes avranno tre set di medie, cinque di Soft e cinque di Supersoft, la Ferrari due set di medie, quattro di Soft e sette di Supersoft.

Aggiornamento 12 maggio: gomme che giocano un ruolo chiave anche nella prima fila Mercedes, con Hamilton e Bottas che precedono Vettel e Raikkonen. Il campione del mondo ha ottenuto la pole con le Supersoft mentre fino al Q3 sembrava a suo agio soltanto con le soft, il tedesco della Ferrari esattamente il contrario. Prima fila tedesca che potrebbe cambiare equilibri e strategie nella prima parte di gara, Hamilton ha di nuovo i favori dei bookmaker per la vittoria in Spagna ma in questo inizio di campionato solo una volta chi è partito dalla pole ha vinto la gara.

Quote massime dei piloti principali

Le quote sono relative alle 18:45 del 12.5.2018 e potrebbero essere soggetto a variazione, consultare sempre il book di riferimento.

Gara

Pilota Bet365 Snai
Vettel 5.00 4.00
Hamilton 1.61 1.65
Bottas 5.00 4.00
Raikkonen 15.00 12.00
Ricciardo 21.00 20.00
Verstappen 17.00 20.00

 

Mondiale piloti

Pilota Bet365 Eurobet
Vettel 2.25 2.00
Hamilton 1.83 2.00
Bottas 15.00 33.00
Raikkonen 41.00 66.00 

 

Mondiale costruttori

Scuderia Bet365 Eurobet
Mercedes 1.44 1.55
Ferrari 2.75 2.15