Gp Brasile 2017 – La F1 si sposta a Interlagos per la penultima gara della stagione. Vediamo protagonisti e quote.
Il circuito – Il circuito intitolato a Carlos Pace fu costruito a Interlagos, quartiere di San Paolo, nel 1940. La F1 ci sbarcò in pianta stabile nel 1990, dopo avere lasciato spazio a Jacarepaguà dal 1981, e non è più uscito dal calendario. Inizialmente apriva la stagione come prima o seconda gara del campionato, nell’ultimo decennio invece è stato spostato in autunno e prima di Abu Dhabi era il teatro dell’ultima gara stagionale. La configurazione sulla quale corre la F1 è lunga 4309 metri ed è uno dei tre circuiti del calendario sul quale si corre in senso antiorario insieme a Singapore e Austin. Tracciato che intervalla tre lunghi rettilinei tra la parte iniziale e quella finale, la parte centrale è guidata e ricca di chicane e curve a gomito che tendono a portare verso l’esterno le vetture. Per questo è richiesta un’aerodinamica efficiente ma anche la capacità di scaricare a terra i cavalli. Un circuito completo che piace ai piloti, anche se l’averlo spostato avanti nella stagione lo sottopone al rischio di veri e propri monsoni che ogni tanto condizionano qualifiche e gara. Il record sul giro appartiene a Montoya su Williams in 1:11.473 nel 2004.
Albo d’oro – A Interlagos nelle ultime stagioni si è parlato solo tedesco e inglese. Tre delle ultime quattro edizioni sono state vinte da un pilota teutonico: Vettel nel 2013 e Rosberg nel 2014 e 2015. Considerate le vittorie di Hamilton lo scorso anno e di Button nel 2012, due piloti britannici, l’unico pilota vincente in epoca recente di un’altra nazionalità è stato Mark Webber nel 2009 e nel 2011. E’ un tracciato sul quale non c’è mai stato un vero dominatore. Lo stesso Michael Schumacher è l’unico ad averci vinto quattro volte, ma due successi sono stati conquistati da tanti piloti. Da Felipe Massa a Juan Pablo Montoya, da Mark Webber a Mika Hakkinen passando proprio per Vettel e Rosberg.
Ayrton Senna a Interlagos fu capace di vincere due volte. La prima indimenticabile nel 1991, quando aveva il cambio bloccato e si impose davanti ai suoi tifosi con i crampi alle braccia. La seconda nel 1993 dopo un’acquazzone iniziale. Per la Ferrari ricordi poco positivi. Nel 2006 arrivò la prima vittoria di Massa in terra brasiliana, ma la gara è ricordata per la grande rimonta di Michael Schumacher che non servì a conquistare l’ottavo mondiale dopo la rottura del motore in Giappone e il titolo andò per il secondo anno consecutivo a Fernando Alonso. Nel 2008 la grande illusione dello stesso Massa, che vinse la gara e arrivò ai box convinto di avere conquistato il mondiale salvo scoprire qualche secondo dopo che il sorpasso di un Hamilton in difficoltà a Glock nella penultima curva consentì all’inglese di arrivare quinto e di centrare il primo titolo della carriera. Una delle gare più drammatiche di sempre. E’ stata l’ultima vittoria di un pilota che non parlasse inglese come prima lingua. Anche nel 2012 fu giornata di pioggia e sfortuna per il Cavallino. Con Alonso in lotta con Vettel per il titolo, il tedesco al via si girò e fortunosamente non fu centrato dalle altre vetture. Rimonta, secondo posto che non serve ad Alonso e terzo titolo consecutivo con tre punti di vantaggio sull’asturiano.
I protagonisti – Con Hamilton che ha raggiunto Vettel a quattro titoli mondiali in Messico, paradossalmente le ultime due gare che non hanno più valore per la classifica rischiano di essere le più interessanti sul piano dello spettacolo. E possono fornire indizi sulla prossima stagione.
Il duello Ferrari e Mercedes è diventato ufficialmente un triello con la Red Bull invitata al ballo. La crescita della scuderia austriaca è stato impressionante, e largamente visto con sospetto nel paddock, dalla Malesia in avanti. In Messico il dominio di Verstappen su Bottas e Raikkonen è andato oltre i vantaggi garantiti da uno sviluppo tecnico della monoposto. La power unit Renault è cresciuta ma in molti vogliono vederci chiaro sul nuovo sistema di sospensioni che ha concretamente messo le ali alla Red Bull.
In Brasile per la vittoria ci sarà anche Verstappen, forse anche Ricciardo se troverà modo di metabolizzare il suo stile di guida con la nuova configurazione della monoposto. Con Hamilton che ha l’affidabilità e la potenza tedesca dalla sua parte, la Ferrari da settembre in avanti non è valutabile in gara. Ha avuto soltanto una domenica pulita ad Austin dove ci sono stati problemi di gomme e non è mai stata in grado, per problemi di affidabilità e incidenti al via, di vivere una giornata normale a Singapore, Sepang, Suzuka e Città del Messico. Perciò sarà l’occasione per cercare di capire i rapporti di forza tra le tre squadre se lo sviluppo della gara non sarà anomalo come spesso è successo in autunno.
Le Force India si confermano l’alternativa più affidabile tra chi corre il campionato a parte, con Williams e Renault che alternano buone prestazioni a battute di arresto sul piano delle prestazioni. Ocon sta piacendo per la sua maturità e anche Stroll, in una stagione di esordio particolarmente ostica, sta dando frutti preziosi. Sarà anche l’ultima gara sul circuito di casa per Felipe Massa, che la settimana scorsa ha annunciato il suo secondo ritiro.
Dieci posizioni di penalità sulla griglia per Daniel Ricciardo, costretto a sostituire la power unit che lo ha appiedato in Messico.
Quote massime dei piloti principali dopo le qualifiche
Gara – Hamilton, errore in Q1 e anteriore della Mercedes distrutto, partirà ultimo. La pole rimane in mano tedesca con Bottas, Vettel e Raikkonen sono secondo e terzo, subito dietro Verstappen per una partenza che potrebbe essere ancora una volta esplosiva. Con il neo campione del mondo costretto alla rimonta anche le quote per la vittoria si rimescolano.
| Pilota | Bwin | Eurobet | Bet365 |
| Hamilton | 15.00 | 13.00 | 13.00 |
| Vettel | 2.60 | 2.25 | 2.62 |
| Verstappen | 11.00 | 11.00 | 15.00 |
| Ricciardo | 51.00 | 41.00 | 51.00 |
| Bottas | 1.95 | 2.00 | 1.80 |
| Raikkonen | 9.00 | 9.00 | 10.00 |