
Gp Azerbaigian 2023 – La F1 torna in Azerbaigian dopo tre settimane di pausa e si tratta sempre di un appuntamento particolare, vista la conformazione del circuito, ricco di sorprese e imprevisti che quest’anno aumenteranno con il nuovo format della sprint race, con il dominio di Verstappen e della Red Bull sul mondiale sempre più consolidato e con la Ferrari in crisi di risultati e di fiducia. Vediamo quote e protagonisti.
Il tracciato
A Baku si è ricavato un tracciato cittadino ad opera di Hermann Tilke, l’architetto di molti circuiti dell’odierna F1. E’ particolarissimo e suggestivo. Lungo, lunghissimo (6 km, soltanto Spa lo supera), con una parte centrale guidata ricca di sali scendi per la città antica (si sfiora anche il muro di cinta di un castello) ma anche un rettilineo di partenza di oltre 2 km che sarà teatro privilegiato per i sorpassi e anche uno dei momenti chiave al via dove la potenza Mercedes potrebbe fare la differenza come successo in Russia. Lungo esattamente 6003 metri, il record sul giro in 1’46”485 di Rosberg sarà abbattuto quest’anno dalle monoposto più potenti che sarà interessante vedere all’opera in spazi molto ristretti. Dopo una prima parte formata essenzialmente da un quadrilatero con curve a novanta gradi si entra nella seconda parte più guidata e tecnica nella quale l’assetto e il bilanciamento fanno la differenza. La difficoltà sta nel trovare il compromesso tra potenza e guidabilità.

Albo d’oro
Baku è entrato nel calendario nel 2016 e si sono svolte quattro edizioni, quella del 2016 fu un dominio Mercedes con la pole position e la vittoria di Rosberg che fu uno dei momenti decisivi per il titolo finito al pilota tedesco. Nel 2017 la guerra di nervi tra Hamilton e Vettel, con la ruotata del pilota Ferrari durante il regime di Safety Car, fu solo uno degli episodi di una gara piena di colpi di scena vinta da Daniel Ricciardo. Vettel arrivò quarto buttando all’aria una possibile vittoria, Hamilton quinto con un problema all’abitacolo che lo costrinse a una sosta aggiuntiva. Anche nel 2018, vittoria di Hamilton, il primo errore della stagione del tedesco impedì alla Ferrari di conquistare una possibile vittoria. Nel 2019 successo di Bottas ancora sulla Mercedes e nel 2020 la gara non si è disputata, nel 2021 seconda vittoria in carriera di Perez con la Red Bull e la scuderia austriaca si è imposta con Verstappen anche nel 2022.
Protagonisti
La F1 se ne è andata da Melbourne a godere di un inaspettato mese di pausa a causa della cancellazione del Gp in Cina circondata dalle solite polemiche relative alla gestione dell’evento da parte della direzione gara e se la gestione di Liberty Media è consolidata, ricerca estrema dello spettacolo come regola di base, l’assenza di coerenza nella scelta dei commissari porta a finali grotteschi come quello in Australia nel quale ha senso fare ripartire il gran premio a tre giri dalla fine con una partenza da fermi ma a quel punto non ha senso penalizzare i piloti, citazione per Sainz e Gasly, per contatti di gara in una fase in cui tutti provano a migliorare la propria posizione. La Ferrari è uscita sotto sopra dal fine settimana australiano non solo a causa del fuso, ma anche perché dopo tre gare è ancora a zero podi e il contatto tra lo spagnolo e Alonso avrebbe generato un terzo posto che non sarebbe stato meritato e che ha generato un ulteriore passo falso della scuderia che si è vista chiudere la porta in faccia dalla Fia nella richiesta della revisione della penalità dello spagnolo. Di fatto la rossa è la quarta forza del mondiale e anche a Melbourne se ne è avuta conferma, non in gara con le hard montate precocemente da tutti che ha di fatto trasformato la corsa in una lunghissima gestione delle gomme (altra stortura che va contro la necessità di rendere più spettacolari le corse soprattutto sui circuiti cittadini) e congelato i distacchi, ma nell’intero weekend con una qualifica disastrosa, le solite incomprensioni tra muretto e piloti (‘dobbiamo migliorare nella comunicazione’ si sente dire da quattro stagioni, ma quanto ci vuole?) e con Leclerc che è chiaramente vittima non solo della frustrazione del momento, ma anche dei propri limiti caratteriali. Se certe dinamiche succedono costantemente a lui e mai al suo compagno di squadra è perché il polso per guidare le scelte del team e non farsene guidare dai box è debole e sono carenze emotive che difficilmente si colmano e che gente come Verstappen e Hamilton hanno dimostrato di avere fin dagli esordi delle loro carriere. Al momento la Ferrari non ha una macchina competitiva per quanto ci si sia sforzati di vedere miglioramenti in Australia, non ha un pilota di punta che valga quelli di Red Bull, Mercedes e probabilmente anche Aston Martin e se il pacchetto di aggiornamenti previsto per Imola ma che già in Azerbaigian avrà un antipasto potrà renderla più competitiva è utopistica pensare che possa trasformarla in una monoposto vincente. A Baku il copione non si discosterà troppo dalle prime tre gare con la potenza della RB19 che sarà a proprio agio sul rettilineo finale, ma potrebbe essere una corsa ricca di colpi di scena, safety car e bandiere rosse come è sempre stata nel passato e in quel caso spesso è il capolista della gara a pagarne le conseguenze. La prima sprint della stagione su un tracciato del genere ha generato polemiche proprio perché con l’evento aggiuntivo del sabato pomeriggio (e anche della mattina visto che le Fp3 saranno sostituite dalla qualifica per stabilire la griglia di partenza della gara corta) raddoppia le incognite, i potenziali incidenti e i conseguenti danni che inciderebbero sul budget cap. Potrebbe essere una delle rare occasioni della stagione in cui si può puntare contro il campione del mondo e l’indiziato principale è Perez, se avrà un weekend lineare e non condizionato da problemi di affidabilità, a proprio agio in circostanze caotiche. Più difficile immaginare che possano essere Hamilton o Russell, non necessariamente in questo ordine, a imporsi e di sicuro alle spalle degli austriaci la situazione è dinamica per il ruolo di seconda forza con i tedeschi che così come la Alpine porteranno aggiornamenti, con Alonso che potrebbe approfittare di eventuali colpi di scena ma pagare una velocità di punta inferiore con l’obiettivo realistico di finire sul podio.
Gp Azerbaigian 2023 quote
Le quote sono relative alle 12:45 del 26.4.2023 e potrebbero essere soggette a variazione. Valutare il book di riferimento.
Gara
| Bet365.it | Snai | |
| Verstappen | 1.35 | 1.45 |
| Perez | 5.00 | 5.00 |
| Alonso | 11.00 | 10.00 |
| Hamilton | 15.00 | 15.00 |
| Leclerc | 29.00 | 15.00 |
| Russell | 34.00 | 30.00 |
| Sainz | 41.00 | 25.00 |
| Stroll | 101.00 | 50.00 |
| Ocon | 251.00 | 250.00 |
Sprint
| Pilota | Bet365.it | Snai |
| Verstappen | 1.33 | 1.40 |
| Perez | 4.50 | 4.50 |
| Alonso | 12.00 | 10.00 |
| Hamilton | 17.00 | 15.00 |
| Leclerc | 34.00 | 15.00 |
| Russell | 41.00 | 25.00 |
| Sainz | 51.00 | 33.00 |
| Stroll | 151.00 | 75.00 |
| Ocon | 301.00 | 250.00 |






