
I risultati della notte Nba.
Cleveland-Milwaukee 124-119
La risposta dei Cavs arriva contro Milwaukee, rivoluzionati nel roster con lo scambio che ha portato Bledsoe da Phoenix in cambio di Greg Monroe. Con Kidd preso a lamentarsi degli arbitri perché secondo lui ultimamente gli avversari vanno in lunetta troppo spesso, il doppio dei Bucks, la copertina se la prende Antetokounmpo e la vittoria va a LBJ. La stella greca si conferma migliore marcatore della Lega ed esplode nel regno del prescelto con una prestazione da 40 punti, 16/21 dal campo, 9 rimbalzi e 4 stoppate. Ma ci sono anche 8 palle perse e poco supporto se non da Brogdon, 22 punti e quattro triple, e Teletovic.
Gli ospiti inseguono i Cavs senza mai raggiungerli e perdono la quarta partita consecutiva, i Cavs si portano 5-6 in una notte in cui tirano peggio, 50% contro il 56% dal campo, ma vincono grazie al fatturato offensivo di LBJ, 30 punti con tripla doppia sfiorata da 8 rimbalzi e 9 assist, e ai 32 di Love che fa 14/16 ai liberi sfruttando il vuoto in area dei Bucks con 16 rimbalzi e 3 assist. Smith finalmente è produttivo, 20 punti con 5/7 dall’arco e i titolari di Cleveland per una volta non danno a Wade motivo per lamentarsi.
San Antonio-LA Clippers 120-107
Terza vittoria di seguito per gli Spurs che giocano la loro migliore partita offensiva della stagione e costringono i Clippers alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite giocate. La svolta arriva con un terzo periodo da 41-20 al quale LA non riesce a replicare, San Antonio vola a più 20 e a fine gara Popovich si dirà soddisfatto della gara più altruistica giocata dai suoi uomini, 33 assist su 45 canestri di squadra e 15/28 dall’arco, entrambi record stagionali. Aldridge guida i texani con 25 punti e 6 rimbalzi, Green ne aggiunge 23 e Gay 22 in 24 minuti con 8/13 dal campo. I Clippers sono privi di Gallinari, mandano quattro uomini del quintetto in doppia cifra con figlio Rivers da 24 punti e quattro triple ma hanno meno del solito da Griffin e Jordan e anche tirando con il 51.2% dal campo faticano enormemente in difesa. Rivers padre, molto poco soddisfatto dal momento attraversato dalla sua squadra, scuote le pareti dello spogliatoio tenendo a rapporto i suoi giocatori oltre mezz’ora alla fine della partita.
Sacramento-OKC 94-86
I Thunder sono in mezzo alla tempesta e neanche la visita a una delle squadre più disastrate della Nba e reduce da sette sconfitte consecutive riesce a limitare i danni. OKC ne esce con le ossa rotte, terza sconfitta consecutiva nella peggiore esibizione stagionale. Gli ospiti sembrano iniziare con il passo giusto, 25-10 dopo il primo periodo, ma incassano un parziale di 32-16 nel secondo, segnano appena 32 punti tra secondo e terzo periodo, finiscono sotto di 12 e non riescono a rimontare. Nel secondo tempo sale in cattedra Randolph che qui firma tutti i suoi 18 punti e la squadra di casa anche perdendo 23 palloni sfrutta la pessima vena offensiva dei Thunder che si fermano a un terrificante 33.7% dal campo e al 27% dall’arco. Carmelo Anthony sembra quello dei Knicks, 16 punti con 4/17 al tiro e un fallo tecnico nell’ultimo periodo, la prestazione di Westbrook da 20 punti, 12 rimbalzi e 6 assist non verrà ricordata, anche George tira 4/16 dal campo e la panchina è nulla. I Kings hanno poco dal quintetto ma molto dalla panchina, 21 punti e 7 rimbalzi di Hield e 16 e 4 di Jackson. Al momento sono i Thunder la delusione più grande dell’autunno.
Indiana-New Orleans 112-117
I Pelicans trovano la terza vittoria consecutiva e l’assetto a due torri sembra iniziare a dare frutti. Contro i Pacers la serata inizia a mille e i padroni di casa segnano 37 punti nel primo periodo, massimo stagionale, scappando in un primo tempo da 75 punti segnati. Ma New Orleans rimane a contatto, produce un parziale di 35-19 nel terzo periodo e i padroni di casa sono di nuovo preda di un vuoto prolungato che vale 37 punti nel secondo tempo e terza sconfitta consecutiva. Gli ospiti tirano con il 50.6% dal campo e la firma è dei soliti due, Davis e Cousins. Il primo con 37 punti, 14 rimbalzi e 4 assist, il secondo con 32, 13 e 6. Insieme fanno 69 punti e 27 rimbalzi, molto più della metà del fatturato, con il supporto di Holiday, Miller e Nelson.
I Pacers come al solito piacciono collettivamente, sei uomini in doppia cifra compreso l’intero quintetto, ma l’assenza di Sabonis si sente e nonostante i 21 punti e 12 rimbalzi di Turner la squadra di McMillan non ha un uomo al quale affidare il pallone nei possessi decisivi.
Washington-Dallas 99-113
Inattesa la sconfitta dei Wizards sul proprio campo in una stagione nella quale la capitale fatica a trovare continuità. I Mavs spezzano la striscia di sei sconfitte consecutive tenendo la testa avanti dalla palla a due alla sirena e sfruttando un insolito dominio a rimbalzo, 53 a 39, che impedisce ai padroni di casa di cambiare l’inerzia. Barnes trascina i suoi con 31 punti e 11/18 dal campo e Smith Jr ne firma 22 con 8 rimbalzi e 8 assist. Washington ha 23 punti da Beal e Wall, il secondo con 13/18 ai liberi e 14 assist, ma quasi niente dalla panchina in una serata deludente. La squadra di Brooks come la scorsa stagione inizia lentamente e rischia di pagarlo con il fattore campo in primavera.
New York-Charlotte 118-113
Tra le sorprese positive dell’autunno ci sono i Knicks, terza vittoria consecutiva e 6-4 di bilancio. Il Garden è di nuovo ai piedi di Porzingis, che non solo domina su due lati del campo ma segna la tripla che decide la notte a 1:48 dalla fine. New York fatica più del previsto in una serata nella quale tira il 60% dal campo e il 48% dall’arco perché gli Hornets provano a scappare dopo un primo periodo da 31 punti segnati e sono ancora avanti di 9 a fine terzo periodo. Ma la rimonta dei padroni di casa vale il 35-19 nel quarto periodo e cinque punti consecutivi del lettone mandano i Knicks avanti di tre a 11 secondi dalla fine. La palla persa di Walker chiude la partita e il play di Charlotte finisce con 21 punti e 7 assist ma anche 5 palle perse. Howard, non al meglio, risponde con 21 punti e 9 rimbalzi e Monk è produttivo dalla panchina. Ma Porzingis è dominante, 28 punti con 10/15 dal campo, quattro triple, 5 rimbalzi e 3 stoppate e la panchina manda tre uomini in doppia cifra con McDermott da 20 e 7/8 dal campo. Kanter vale 14 punti e 6 rimbalzi e qualcosa nella mela sta cambiando, sul piano dell’atteggiamento oltre che dei risultati.
Toronto-Chicago 119-114
Terza vittoria consecutiva dei Raptors contro i Bulls e la firma DeRozan con una prova da 24 punti, 4 rimbalzi e 4 assist. Chicago finisce sotto di 23 punti incassandone 69 tra secondo e terzo periodo e anche se Hoyberg scuote i suoi ottenendo una reazione nel quarto periodo per gli ospiti è la settima sconfitta in nove gare giocate. I Bulls concedono il 54% dal campo e il 52% dall’arco ai canadesi che ne approfittano con 21 punti e 10 rimbalzi di Valanciunas, dall’altra parte 20 di Lopez e 21 con 13 rimbalzi di Portis per una panchina più prolifica del quintetto. Ma Chicago, quando trova modo di segnare con costanza, fatica a essere intensa nella propria metà campo.
Denver-Brooklyn 112-104
I Nuggets si appoggiano alla nuova sensazionale prestazione di Jokic per piegare Brooklyn. La gara si spacca nel terzo periodo quando i padroni di casa segnano 36 punti e scappano senza voltarsi indietro segnando 52 punti in area. I Nets usano dodici uomini anche a causa degli infortuni di Hollis-Jefferson e Booker, ma non hanno un protagonista assoluto, 21 punti e 5 rimbalzi di Zeller dalla panchina, tirando 11/35 dall’arco e perdendo 25 palloni, massimo stagionale. Denver ha 41 punti, 12 rimbalzi e 5 assist da Jokic, nuovo massimo in carriera, e un Millsap da 17 punti, 2 recuperi e 2 stoppate e sono loro a fare il vuoto dentro l’area in una serata da 26.5% dall’arco.
Utah-Philadelphia 97-104
Tra le sorprese della Eastern Conference ci sono anche i Sixers, quinta vittoria consecutiva sul campo dei Jazz che allungano la propria striscia negativa a tre. Una striscia così lunga Philadelphia non la viveva dal 2011-12 e arriva nonostante l’assenza di Embiid e Fultz. Senza due uomini di riferimento gli ospiti vanno comunque avanti segnando 32 punti nel primo periodo e 34 nel terzo, si portano a più 18 e il limite dei Jazz è nell’incapacità di cambiare ritmo alle partite nelle quali subiscono un parziale negativo. E’ Saric il protagonista assoluto con 25 punti, cinque triple e 10 rimbalzi, Covington ne aggiunge 14 con 12 rimbalzi e quattro uomini del quintetto dei Sixers sono in doppia cifra. I padroni di casa vivono la peggiore prestazione balistica stagionale, il 30.3% con 9/39 dall’arco, Gobert segna 16 punti con 15 rimbalzi ma è l’unico con buone percentuali in una serata da dimenticare per coach Snyder.
Portland-Memphis 97-98
Finale equilibrato a Portland e i Grizzlies se lo prendono sfruttando due giocate di Brooks che prima segna il 92-87 e poi il più quattro, 95-91 dentro l’area, rendendo inutili le giocate di Lillard e McCollum. L’esterno dei Blazers segna la tripla del meno uno, Parsons a 12 secondi dalla fine ha una palla persa sanguinosa e McCollum ha ancora la possibilità di vincerla. Ma sbaglia il jumper a 3 secondi dalla sirena e arriva la terza sconfitta casalinga della stagione. Memphis ringrazia i 20 punti e 5 assist di Conley, cresciuto dopo un avvio freddo, i 16 e 5 rimbalzi di Gasol e i 21 e 5 assist di Evans che si candida a sesto uomo della stagione. I Blazers hanno un McCollum straripante da 36 punti e 14/26 dal campo ma Lillard si ferma a 4/16 e Nurkic è trasparente. Turner aiuta dalla panchina e Portland è superiore a rimbalzo ma la gestione del finale non è impeccabile e coach Stotts continua ad avere poco dalle sue ali.







