Francesco Totti leggenda di Roma.
Dicono… 25 campionati di Serie A consecutivi con almeno una presenza a referto.
Aggiungono… Nessuno era mai riuscito ad andare a segno per 23 campionati consecutivi di Serie A.
Chiosano… 249 gol segnati nel massimo campionato italiano, secondo marcatore di sempre in Serie A a 25 reti da Piola.
Numeri. Bei numeri ma numeri. Numeri. E se ti ostini a fare riferimento ai numeri per spiegare Francesco Totti, vuol dire che non hai visto Roma-Sampdoria.
Non hai visto un primo tempo con i giallorossi in balìa dei blucerchiati, contati dall’arbitro, mentre sull’Olimpico si addensano nubi nerissime. Poi l’1-2 Muriel-Quagliarella e la Roma pallida, sopportata e poi fischiata dai tifosi al 45’.
Poi su Montemario si abbatte l’uragano che fa scappare tutto e tutti. Anche le speranze di una domenica serena. Giampaolo vuole giocarla. A Spalletti non dispiace riparlarne con un’altra Roma. Non quella orrenda di metà primo tempo.
Francesco Totti leggenda di Roma. La tempesta
Nel frattempo in campo a scaldarsi sotto la tempesta perfetta c’è rimasto solo lui. Francesco Totti. Che non potendo (per ora) dividere le acque, si limita a drenarle miracolosamente dal green dell’Olimpico.
Il pubblico spinge la squadra, non la contesta più. Se scambi un posto in Curva Sud, ti regalano un caffè Borghetti. Se inciti Dzeko, non ti insultano. Se Florenzi sbaglia un disimpegno, Sau la mette alta.
Totti tocca il pallone religiosamente di prima. Mai una roba banale. Mai. Inventa in sequenza imbucate visionarie che spingono Dzeko e Salah davanti a Viviano. Non sono highlights, tutto in presa diretta. E dà la sensazione di poterlo fare ogni minuto. Ogni azione. Da 25 anni.
La Roma pareggia facile, poi sbuffa, sbanda, rincorre e spreca di tutto. Lontana parente di quella pallida che ha preceduto la tempesta. Tanto che ora si è fatta lei tempesta, quasi perfetta, per 35 minuti.
Lo ammetterà poi Spalletti. “La mia squadra difetta di personalità, ho dovuto mettere dentro l’unico in grado di tranquillizzarla”.
Aldilà dei colpi, con un sorriso Totti olia la catena di destra Florenzi-Salah. Con uno sguardo scatena Salah. Con un buffetto redime Juan Jesus. Con l’occhiolino fa scaldare Iturbe.
Con uno scatto accende l’Olimpico.
Francesco Totti leggenda di Roma. Il rigore
Forse perché nell’estate 2006 James stava seguendo la Summer League dei Celtics mentre Francesco impallinava l’Australia allo scadere.
“Devo smettere? E perché?”, si è chiesto poi Totti. Viviano a parte, oggi se lo sono domandati un po’ tutti, nei cinque continenti emersi.
Perennemente a disagio col microfono, Totti ha parlato ancora con i fatti. Cambiando per l’ennesima volta, e all’esordio stagionale, una partita storta della sua Roma.
Prima o poi la sua carriera si concluderà.
Quel giorno saremo tutti più poveri di traccianti visionari e di favole metropolitane.
Di gol no. I gol (249…) sono meno importanti. I gol alla fine sono numeri.
E c’è ancora chi per spiegare Totti si ostina a parlare di numeri…