Finali Eastern Conference, Celtics-Cavs – I Cavs arrivano alla terza finale di Conference consecutiva ancora imbattuti e con oltre una settimana di riposo per affrontare i Celtics, giunti al penultimo atto dei playoff per la prima volta dal 2010.
Boston Celtics – I Celtics arrivano in finale di Conference per la prima volta dal 2010, epoca dei Big Three, quando persero in sette gare le Finals contro i Lakers. Per farlo hanno dovuto superare i Bulls 4-2 dopo essere finiti sotto 2-0, affrontare il trauma emotivo della scomparsa della sorella di Thomas, piegare 4-3 i Wizards in una serie nella quale il fattore campo è sempre stato rispettato. E’ giusto partire da qui perché Boston, dopo le prime due sconfitte casalinghe dei playoff in condizioni emotive anomale, al TD Garden non hanno più perso e davanti ai propri tifosi hanno una striscia aperta di quattro vittorie consecutive. Potrebbe essere un elemento chiave per allungare la serie visto che i Celtics in volata hanno strappato il primo posto nella Eastern Conference ai Cavs nel finale della regular season e conquistato il vantaggio del fattore campo. E’ la squadra più generosa della Nba ed è il premio per coach Stevens, che ha fatto crescere esponenzialmente un gruppo destinato a rafforzarsi ancora al prossimo draft vista la prima scelta assoluta a giugno arrivata in dote dai Nets grazie alla trade che coinvolse Paul Pierce. Il futuro è radioso per Boston ma il presente parla di un divario ancora tangibile contro i campioni. Tanto furiosi e determinati sono in casa, nel più puro Celtics Pride rappresentato da Olynyk in gara 7 contro Washington, quanto timidi e a volte impacciati in trasferta. I Celtics viaggiano a folate e il loro leader, Isaiah Thomas, sta affrontando la sfida emotiva più difficile della sua carriera rispondendo con 25.4 punti, 3.3 rimbalzi, 6.5 assist e l’83% ai liberi. Sta anche perdendo 3.5 palloni di media in 35 minuti di impiego e tirando con il 44% dal campo. I Celtics sono la squadra che ha giocato più partite in questi playoff, 13 contro le 8 dei Cavs, e hanno in Horford e Olynyk i due uomini più precisi dentro l’area, il primo tirando con il 63.9% e il secondo con il 63.8%. Sono due fattori nevralgici per Boston. Il primo sarà la capacità di impegnare i lunghi di Cleveland difensivamente e costringere LBJ a svolgere un lavoro più faticoso. Il secondo riguarda l’impatto della panchina, decisivo in positivo e in negativo per Boston nei nomi di Smart e Brown. Sarà richiesta una produzione offensiva più costante anche a Crowder e Johnson. I Celtics segnano 107.1 punti a partita, sesto attacco dei playoff, tirando con il 46.5% dal campo, il 37.3% da tre ma recuperando solo 38 rimbalzi a partita, il dato peggiore tra le finaliste di Conference. Sono in questo momento la squadra che distribuisce più assist, 27.3 a partita davanti ai 26.8 dei Warriors e rubano 8 palloni di media. Le ultime due statistiche sono sul taccuino del coaching staff dei Celtics che potrebbe puntare sul ritmo e sull’intensità difensiva per equilibrare una serie nella quale offensivamente non hanno nessuna voce a favore nel confronto contro i Cavs.
Cleveland Cavs – Otto partite giocate, otto vittorie. Non sembra la stessa squadra che aveva regalato il vantaggio del fattore campo a Boston balbettando nel finale della regular season e allo stesso tempo non sembra nemmeno che i Cavs abbiano raggiunto il massimo del loro potenziale. Hanno il massimo da LeBron James, che ha visto salire il suo minutaggio ai playoff come ipotizzato da coach Lue e molti analisti hanno fatto notare che semplicemente quello che sta facendo in primavera non è diverso da quello che fa durante la regular season. Cleveland è un abito su misura fatto per il suo re, il suo fatturato offensivo è cresciuto nella serie contro i Raptors nella quale la chiave non è stata solo l’attacco più prolifico ma anche la capacità degli esterni di togliere palloni e ritmo a DeRozan. La media punti dei Cavs in otto partite è cresciuta a 114.5, praticamente la stessa dei Warriors che dall’altra parte ne hanno replicato in parallelo il percorso immacolato. Al momento nessuno tira meglio dei campioni dal campo, il 49%, e dall’arco, un folle 43.4% al quale gli Spurs, secondi, nemmeno si avvicinano. Rimbalzi, transizione, fisicità, una produzione costante dal trio LBJ-Love-Irving ma anche la crescita di Thompson in area e il tiro di Smith e Korver. I Cavs a Est sono stati la squadra con più stoppate di media, 5.5 a partita, recuperando pochi palloni ma convertendoli in 21.5 assist a serata. Il re sta girando a 34.4 punti a partita, il 55.7% dal campo, 9 rimbalzi, 7.1 assist, 2.1 recuperi, 1.5 stoppate a partita. E i numeri non rendono l’onnipotenza fisica e tecnica. Se aggiungete i 23.8 di Kyrie Irving e i 13.8 di Kevin Love avrete un trio che segna 72 punti a partita, il 62.8% del totale di squadra.
Boston-Cleveland gara 1: Boston a 2.60 con William Hill, Cleveland a 1.57 con Bet365, Eurobet e Bwin
Pronostico Infobetting: Cavs 4-2
Le quote per il titolo Nba
| Bwin | William Hill | Eurobet | |
| Golden State Warriors | 1.28 | 1.44 | 1.45 |
| Cleveland Cavaliers | 3.75 | 4.50 | 4.50 |
| San Antonio Spurs | 21.00 | 9.00 | 8.00 |
| Boston Celtics | 21.00 | 16.00 | 26.00 |